"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

mercoledì 31 dicembre 2008

BUON ANNO A TUTTI VOI CHE LEGGETE!!


A tutti voi che leggete auguro un Buon Capodanno, tanti auguri per questa magica notte!! Notte misteriosa, che ha ispirato diverse leggende: se non state attenti potreste imbattervi in animali parlanti e spiriti vaganti, eheheh!

E poi auguri per l'anno nuovo, spero ricco di progetti e sogni da portare avanti, con tutte le vostre forze!

Vele

sabato 27 dicembre 2008

Il cosmo sul comò - Aldo, Giovanni e Giacomo


Quest'anno avevo voglia di tradizione.
Prima sono andata in bici fino alla pasticceria "Brambilla" a prendere il panettone artigianale (che durante il tragitto è stato sbatacchiato ripetutamente contro il manubrio, ma per fortuna era così morbido e rimbalzoso che non ha riportato danni) e poi ho trascinato il moroso e il papà venuto a trovarci a vedere il film di Natale.

RECENSIONE

Il nuovo film dei mitici Aldo, Giovanni e Giacomo è diviso in quattro episodi.
Il primo è ambientato durante il caldo agosto, quando i nostri beniamini con le famiglie vogliono recarsi al solito posto di mare... ma i loro cari parenti meditano l'ammutinamento!
Episodio iniziale fresco e divertente, si comincia subito a ridere.
Da segnalare l'attrice Silvana Fallisi (vera moglie di Aldo), perfetta nella parte della moglie frivola e svampita. Vedendo una delle sue tante spese, Aldo esclama: "Miii... abbiamo il tenore di vita di Tronchetti Provera e nemmeno lo sapevo!"
Il secondo episodio vede Giacomo nelle vesti di prete, a cui faccio tanto di cappello perché si è dimostrato davvero bravo nel ruolo!


Forse è l'episodio che preferisco, perché mi ha un po' ricordato le commedie all'italiana degli anni '60, anche se è ambientata nei nostri anni.
I tre hanno la capacità di mostrarci una Milano retrò, molto diversa da quella che siamo soliti vedere nei servizi alla tv. L'episodio, infatti, è ambientato nei vicoli antichi della zona Navigli, dove possiamo trovare piccole case che si affacciano sui corsi d'acqua, antiche chiesette, chiostri con fontane di pesci rossi, stradine a selciato.

Il terzo episodio si intitola "Falsi d'autore".


Episodio notevole, che mostra una delle cifre stilistiche del trio, cioè la loro comicità fantasiosa, originale e surreale!
L'episodio finale invece è calato in temi attuali, in quando narra l'epopea di una coppia che non riesce ad avere figli. Anche qui il ruolo del bravo Giacomo è prevalente. Grande anche Angela Finocchiaro, nella parte di un'improbabile ginecologa.
L'unico appunto è sulla cornice del film, in cui i tre interpretano dei saggi orientali. Non mi è sembrata molto divertente e inoltre mi pare slegata dal resto della pellicola.
Nel complesso, comunque, mi è piaciuto molto! L'ho trovato migliore degli ultimi film che hanno fatto, che ormai risentivano si una certa "stanchezza". Trovo che la modalità del film ad episodi sia veramente congeniale ai miei beniamini, e a giudicare dalle risate che ho sentito in sala non sono l'unica a pensarla così!

martedì 23 dicembre 2008

BUON NATALE... A MODO VOSTRO!



BUON NATALE CARI AMICI!

Con questo post vorrei augurare buone feste a tutti, ai fedeli amici che commentano quello che scrivo, a coloro che leggono solamente, anche solo ogni tanto... grazie per il vostro passaggio e auguri di cuore!!

Ho letto molti post contro il Natale, perché è diventato una festività troppo commerciale e perché è da ipocriti fare i buoni solo in questo periodo: ebbene, nonostante venga anche a me l'orticaria vedendo certe pubblicità (tipo quelle dove i bambinetti cantano strofe sdolcinate, o dove figoni/e ingioiellati/e si scambiano cioccolatini) io amo il Natale!
Secondo me sta a ognuno di noi trovare la giusta dimensione natalizia, lontana dagli sprechi e dai facili moralismi.

Festeggiare questo periodo vicino al Solstizio d'inverno con doni e luci è un'usanza universale, perché da questo momento in poi le giornate, piano piano, si allungheranno sempre di più. E' il ciclo della vita, non c'è niente di più naturale!

Quindi buon Natale a tutti, vi auguro di trascorrerlo nel modo migliore... anche senza panettone e sbaciucchiamenti sotto il vischio, basta che siate felici! Vele

PS: Anche il mio gatto ama il Natale... infatti l'albero gli offre un utilissimo nascondiglio per quando lo voglio spazzolare!

domenica 21 dicembre 2008

Twilight - libro e film


E' molto difficile trovare film all'altezza dei libri a cui sono ispirati, a volte si rischia di rimanere delusi (come mi è successo qualche mese fa), ma incredibilmente devo ammettere che il film di Twilight, per me, è ancora meglio del libro.

Il libro

Ho letto il romanzo di Stephenie Meyer un anno e mezzo fa, quando non si parlava ancora del film; nella prima parte mi era anche piaciuto. Niente male il personaggio di Edward, così impenetrabile e seducente, e quello della timida e introversa Bella, lontana dai soliti stereotipi femminili dei college americani. Per non parlare poi dell'attrazione gotica di una storia "vampiresca".

Devo però ammettere che dalla seconda parte in poi, da quando cioè cominciano a rivelarsi i sentimenti di Edward, l'ho trovato meno interessante. Troppe facili romanticherie, narrazione scontata. Infatti non ero più andata avanti con la saga.

Il film
Il film, invece, mantiene la sua forza dall'inizio alla fine.
Tanti sono gli elementi che coinvolgono lo spettatore: intanto un plauso va alla scelta dei protagonisti!



Kristen Stewart è molto bella... direi più bella (fisicamente) del personaggio nel libro, ma comunque si tratta di una bellezza dolce e semplice, che ben si adatta al ruolo. La sua recitazione rende benissimo il senso di insicurezza e disagio che prova nei confronti dei propri coetanei.
Robert Pattinson ha il piglio deciso e lo sguardo intenso che ci si aspetterebbero da un vampiro, oltre che il sorriso sornione di quando vuole sorprendere Bella.

Per quanto riguarda il resto del cast, mi ha colpito l'attore che interpreta Carlisle (padre adottivo di Edward), a mio parere azzeccatissimo. Non ho apprezzato, invece, la scelta dell'attrice per Rosalie, sorella adottiva di Edward: doveva essere un'incantevole biondina, mentre è una tipa dai tratti marcati piuttosto "buzzicona".

Un punto a favore è decisamente la fotografia. I boschi, le nebbie e le montagne di Forks ci sono mostrati con un'intensità da mozzare il fiato.
Una scena imperdibile è quella in cui Edward porta bella tra le cime degli alberi.


Vorrei inoltre sottolineare che è un film che può interessare anche il pubblico maschile, oltre che le fanciulle. Verso la fine, infatti, c'è un combattimento davvero spettacolare all'interno di un salone pieno di specchi (che ha mandato in visibilio il mio moroso, mentre a me ha suscitato solo un po' di ansia).

giovedì 18 dicembre 2008

Epona


Oggi, 18 dicembre, è il giorno in cui anticamente veniva festeggiata la dea celtica Epona.
Questo post è per vitalizzare il ricordo del suo mito, che affonda le radici in un lontano passato.

La figura di Epona è molto affascinante: è associata ai cavalli e spesso raffigurata mentre cavalca all'amazzone (come potete vedere bel bellissimo disegno di Amy Brown, qui sopra).
E' una divinità molto femminile e forte al tempo stesso... ma per ulteriori particolari vi trascrivo qualche brano da CeticPedia:

Epona: (Epona), deriva dal celtico epos, equivalente del lat. equus, cavallo. Dea dei Celti, protettrice dei cavalli, dei cavalieri, dei trasporti. Sola divinità celtica il cui culto fosse diffuso in gran parte dell'Impero romano e perfino a Roma, è raffigurata in numerosi bassorilievi e statuette greco-romane come una donna vestita e velata, seduta su una giumenta, tra due cavalli che essa nutre, accompagnata da un puledro o da un cane


È la dea dei cavalli e quindi di grande potere in una cultura basata sul cavallo come quella del Celti. Nelle immagini Romano-Celtiche è associata alla cornucopia, alla frutta ed ai serpenti e poichè è la dea dei cavalli lei si occuperebbe delle forze della fertilità e dell'alimentazione.

Per saperne di più, potete cliccare qui

domenica 14 dicembre 2008

Lettera a Babbo Natale (con raccontino natalizio allegato)

Leggendo questo post di Francesca, è venuta voglia anche a me di scrivere una blog-lettera a Babbo natale.
Prima, però, occorre creare l'atmosfera giusta.




E' dicembre, e Babbo Natale è appena rientrato dalle commissioni.

Dalle sue parti esistono ancora quelle piccole botteghe alimentari dove si vende un po' di tutto, dove il profumo delle frittelle calde si fonde con quello della carne secca e della cannella. Con un sacco pieno di leccornie, quindi, si accinge a rientrare in casa.

Prima si pulisce per bene gli stivali sullo zerbino a forma di renna, poi mette a posto la spesa, e infine si siede sulla poltrona con in mano un bel bicchiere di vin brulè fumante.



Il fuoco crepita nel camino e un gattone rosso e bianco gli si accoccola sulle ginocchia. Babbo Natale, rilassato, sta quasi per appisolarsi, quando una piccola mano lo desta picchiettandogli sulla spalla. E' uno dei suoi elfi, quello con i capelli argentati e i campanellini ricamati sul vestito.

"Guarda, è appena arriva questa lettera!"
Babbo Natale posa il vin brulè, inforca gli occhialini a mezzaluna e la guarda incuriosito.
"Ah, è della piccola Vele."
"Piccola... ormai ha 25 anni suonati!"
"Cosa vorrebbe dire questo? E io allora, che ne ho più di mille e..."
"Ehmm... piuttosto da' un'occhiata! E' una lettera molto colorata, eh?" Dice l'elfo, tanto per cambiare argomento.
"Già già. Scritta al computer?"
"Sì, quest'anno l'ha scritta tramite il suo nuovo blog."
"E' sempre stata una bambina molto fantasiosa."
"Leggi qua! Ha addirittura descritto questa scena."
"Mmh, interessante. Ma ora vediamo un po' cosa ci chiede quest'anno."


Dopo una premessa che iniziava con "E' dicembre, e Babbo Natale è appena rientrato dalle commissioni" la lettera proseguiva così:


Caro Babbo Natale,

quest'anno vorrei tanto tre cose. Allora, te le elenco:

1) La cosa che desidero di più è un contratto di lavoro.
Sì, è vero che sono fortunata anche solo ad avere uno stage retribuito, però vorrei tanto che con la tua magia lo trasformassi come per incanto in un contratto vero e proprio! Anche a progetto, mi accontento di poco. Anche di pochi mesi, per iniziare.

2) Vorrei continuare ad incontrare sul treno dei pendolari simpatici... tipo quelli che ho conosciuto quando ci hanno stipati tutti in un treno solo (l'ho raccontato qui), oppure come la ragazza che incontro di mattina, la Michela, che mi sta simpatica perchè si è accorta che ho gli occhi verdi.
Contestualmente, però, vorrei fare anche qualche viaggio da sola (per esempio, quello del ritorno), così ho tempo di leggere i miei libri!

3) Vorrei che il mio moroso, Paolo, continui a sopportarmi tutti i santi giorni e che sia felice insieme a me.

Ciao, grazie mille e tanti saluti all'elfo con i capelli argentati

Vele



E voi, amici lettori e bloggers, cosa desiderate per Natale?

mercoledì 10 dicembre 2008

Le dame di Grace Adieu - Susanna Clarke

Le dame di Grace Adieu: un libro magico e delizioso, per tutti gli amanti del piccolo popolo!

  Il mio parere in breve:

Nella biblioteca del mio paesino c'è un angolo dove sono sempre sicura di trovare libri che mi piacciono. I volumi non sono mai gli stessi, visto che la biblioteca fa parte di un consorzio dove i libri girano e vengono prestati di paese in paese; ogni volta è una sorpresa tornare nel mio angolino e trovare una nuova scoperta.

"Le dame di Grace Adieu" è un libro delizioso, che ovviamente ho trovato in quel luogo speciale!

Mi ha attirata subito il titolo, l'ho preso fiduciosa, e tornata a casa ho letto che l'autrice ha tratto ispirazione da Neil Gaiman, autore che adoro! E i disegni sono di Richard Vess, illustratore del mitico Stardust!!

Tutti gli amanti del Piccolo Popolo ameranno questo libro! Raccoglie una serie di storie in cui i protagonisti hanno a che fare con esseri fatati: re e regine altezzosi e bellissimi, elfi buffi e dispettosi, fanciulle misteriose, maghi dai grandi poteri ecc.

Lo stile, poi, è brillante e ironico. Segnalo in particolare la storia "La collina di Lickerish", narrata da una protagonista petulante e vanitosa: l'autrice ha saputo rendere il suo carattere in modo irresistibilmente comico!

Le pagine lette sanno essere di volta in volta coinvolgenti, magiche, surreali, ironiche e divertenti. Il tutto è reso ancora più speciale dalle illustrazioni.
Libro che merita veramente di essere letto, soprattutto per gli amanti delle storie fatate come me!

Se volete anche voi immergervi nel magico mondo di questo romanzo, cliccate di seguito: Le dame di Grace Adieu

venerdì 5 dicembre 2008

Torta salata al cavolfiore

Ingredienti

  • Mezzo cavolfiore di media grandezza
  • 5-6 fettine di prosciutto cotto
  • 2 uova grandi
  • Parmigiano grattugiato
  • 2 sottilette
  • 1 rotolo di pasta brisè già pronta
Preparazione

Cuocete al vapore le cime del cavolfiore per circa 10 minuti. Nel frattempo, foderate lo stampo per torte con la pasta brisè avvolta nella sua carta da forno. Ricoprite il fondo con le fettine di prosciutto, poi mettete sopra le cime di cavolfiore. Sbattete le uova con sale, pepe e parmigiano, versate sulla torta lo sbattuto di uova e per ultima cosa le sottilette spezzettate. Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 20 minuti.

Buon appetito!!

mercoledì 3 dicembre 2008

Io e Dewey - Vicky Myron, Bret Witter


Io e Dewey: un libro dolce, per chi ama i gatti, le biblioteche e la campagna. Mi è stato prestato da un'amica gattofila come me... tra appassionati di felini ci si intende!


E' la storia vera del gattone rosso da biblioteca che potete ammirare qui sotto.

Ora, chi mi conosce bene sa che non sono una persona incline ai sentimentalismi... ma per i gatti mi sciolgo, e non ho potuto fare a meno di essere coinvolta dalla storia del piccolo Dewey, abbandonato nella cassetta di restituzione dei libri di una sperduta biblioteca statunitense.
Il gattino, mezzo assiderato, viene scongelato con un bagno caldo dalla bibliotecaria e dal quel momento nascerà un'amicizia lunghissima.

Dewey non è esente da tutti i difetti e le manie tipiche di tutti i gatti (compreso il mio): la passione per i nascondigli più improbabili, la propensione ad ingoiare elastici ed altre cose poco digeribili, per poi ignorare i bocconcini più dispendiosi.

Quello che lo rende speciale, però, è l'affetto incondizionato che sa regalare a tutti gli avventori della biblioteca. Dewey è un gatto socievole, empatico, pronto a consolare chi soffre, a far giocare i bambini e ad essere un'ottima terapia per i piccoli visitatori disabili.


Oltre alla storia di Dewey, poi, vengono trattati argomenti interessanti come la realtà rurale dei paesini statunitensi e la complicata saga familiare dell'autrice stessa.
Lo stile di Io e Dewey è scorrevole e piano, senza particolari guizzi o invenzioni (anche perché è stato scritto in gran parte dall'editor Bret Witter, basandosi sui racconti di Vicky).
Il finale l'ho trovato troppo malinconico, ma l'impressione generale che mi ha lasciato è stata quella di un libro tenero e molto piacevole da leggere.


Se amate anche voi i gatti e le biblioteche, non lasciatevelo scappare! Ecco il link per acquistarlo: Io e Dewey

venerdì 28 novembre 2008

Mondi paralleli



Il mio capo è una persona molto fantasiosa, e ogni tanto se ne esce con delle trovate surreali.
La settimana scorsa stavo lavorando al computer, quando mi ha detto:

"Lo sai che è scientificamente provato che esistono mondi paralleli? In questo momento ci sono tante te in tanti mondi diversi. Chissà cosa stanno facendo. Magari in un altro mondo c'è una te alle Seychelles, mentre tu sei qui in ufficio!"
E io: "Oppure c'è un'altra me che sta bruciando in un rogo dell'Inquisizione, e in questo caso sto meglio io!"

Questa trovata mi ha fatto pensare... come immagino un'altra me in un mondo alternativo?Molto modestamente e sobriamente mi è venuta in mente la seguente scena:

Ci troviamo in una Venezia parallela stile '700; l'altra me è vestita con un sontuoso abito di velluto e ha il volto coperto da una maschera scintillante di perle.
E' notte, la luna brilla sul Canal Grande, e l'altra me si sta recando ad una festa in maschera a bordo di una gondola.




A questo punto vorrei sapere le vostre storie... a voi come piace immaginarvi in un mondo parallelo? Spazio alla fantasia! ;-)

Immagini: Victoria Frances e Josephine Wall

martedì 25 novembre 2008

Vicky Cristina Barcelona - Woody Allen

L'ultimo film di Woody Allen vede per protagoniste le donne: in primo luogo Vicky e Cristina, amiche americane che si recano in vacanza a Barcellona. La prima è una ragazza seria e decisa, la tipica persona che sa quel che vuole; Cristina, invece, è più irrequieta e volubile, sempre alla ricerca di uomini e relazioni difficili.
Le due incontreranno presto sulla loro trada il fascinoso pittore spagnolo Juan Antonio, che offrirà ad entrambe un week-and di mangiate, bevute e amore libero a Oviedo. Come prenderanno la proposta le nostre eroine, considerata la differenza di carattere?
La terza protagonista, colei che buca lo schermo è Penelope Cruz.



La scena in cui fa il suo ingresso è fenomenale: confusa, arrabbiata, col trucco sfatto ed un abito nero da sera. In un commento al film ho letto che quando compare lei si accende la luce... sottoscrivo pienamente!
L'obbiettivo di Allen è innamorato dell'attrice, che viene immortalata in riprese molto suggestive sia nella città di Barcellona che nel giardino di Juan Antonio.




Ho trovato niente male anche l'attrice che interpreta Vicky, Rebecca Hall: raffinata e convincente nella parte. Peccato invece per Scarlett Johansson, che non è granché espressiva e a mio parere non rende l'irrequietezza del personaggio.


Film molto piacevole e solare, con una colonna sonora bella e trascinante.
Forse da Allen, però, mi aspettavo qualcosa di meno "leggero", soprattutto dopo aver visto film che colpiscono nel profondo come "Match point". Ok, questa è una commedia frizzante, ma la sensazione che ho provato è che si tratti di un film un po' incompleto, come se per tutto il tempo si aspettasse qualcosa che poi non avviene.

Nel complesso lo consiglio a chi ama Barcellona, le musiche della Spagna e Penelope Cruz!

venerdì 21 novembre 2008

Crostini di Paolo con salsiccia e stracchino


Come dice il nome stesso, questa ricetta è una specialità del mio moroso :-)
Il sapore deciso della salsiccia si sposa alla perfezione con quello delicato dello stracchino.

Ingredienti per 2 persone
  • Otto fette di pane
  • Una salsiccia bella cicciona
  • Mezzo panetto di stracchino

Preparazione

Tagliare le fette di pane, poi mescolare la polpa della salsiccia allo stracchino, fino ad amalgamare bene il tutto.

Spalmare la crema sui crostini e infornare a 180 gradi per circa un quarto d'ora, o finchè non si sarà formata una bella crosticina.

Una ricetta semplice e molto saporita!

mercoledì 12 novembre 2008

Omero, Iliade - Baricco

Omero, Iliade è un adattamento del poema omerico, pensato per essere letto in pubblico.

In genere diffido dalle riscritture di classici, perché rischiano di semplificare troppo l'opera e/o di modernizzarla in modo incontrollato, stravolgendola.

E invece Baricco riesce ad intervenire con grande onestà e ovviamente con altrettanto grande bravura!!

I brani sono scritti in prima persona, e questo ci rende i personaggi vicini; i fatti e la narrazione sono ripresi fedelmente, mantenendo per esempio le bellissime metafore dell'originale.
Sono state sfoltite le numerose ripetizioni, com'è ovvio, e le poche aggiunte (che approfondiscono i pensieri delle voci narranti) sono segnalate in corsivo.
A me è piaciuto in particolare il primo capitolo, narrato dalla schiava Briseide, e la vicenda del furto fatto da Ulisse e Diomede: Baricco ha saputo rendere benissimo il carattere dell'uno e dell'altro!
La scelta più azzardata è quella di tagliare l'intervento diretto degli dei, perchè Baricco ritiene l'Iliade un'opera estremamente laica. Forse non tutti i puristi lo condivideranno, ma è un punto di vista interessante.

Consiglio il libro a chi ha voglia di rispolverare l'epica, le battaglie degli eroi, ma anche le loro fughe, le sconfitte, i timori e le debolezze.

Come ultima cosa vorrei ringraziare chi mi ha regalato questo libro: Borbottina! Grazie al suo blog regala molti libri e altrettanti sorrisi... andatela a trovare qui!

Per acquistare il libro, cliccate di seguito: Omero, Iliade

domenica 9 novembre 2008

Racconto: un avventuroso ritorno a casa

Oggi inizio un filone che spero di continuare: quello dei miei racconti! Spero che il primo vi piaccia :-)
Buona lettura.

Dedicato a tutti i pendolari, in particolare a quelli delle Ferrovie Nord di Milano.
PARTE I: Un treno fermo nelle sue posizioni

Il treno doveva essere partito ormai da un quarto d’ora, ma si ostinava a rimanere fermo e buio, con le porte sigillate. Pioveva, e un esercito di pendolari ombrellati stava aspettando sulla banchina.

La ragazza con l’ombrello rosa arrivò proprio in quel momento. Si guardò un po’ in giro, guadagnò con fatica una posizione in seconda fila per l’accesso all’ultima carrozza, e infine fece una telefonata.
“Ciao, tesoro. La vuoi sapere una cosa buffa? Stasera ho fatto tardi al lavoro, e sono arrivata in stazione convinta di aver perso il treno. Ma invece non è ancora partito! Quindi non l’ho perso!! Che fortuna, eh? Sì, intanto tu fatti la doccia. Mi sa che ne avrò per un bel po’ qui.”

Il treno faceva le finte. Ogni tanto partiva, faceva qualche metro, e poi si fermava. I pendolari partivano all’inseguimento, facevano qualche metro, e poi si fermavano. Un tipo senza ombrello disse: “Se continua così, ce la faremo fino a casa inseguendo a piedi il treno”.

PARTE II: Tutti a bordo!!

Ma il destino aveva in serbo qualcos’altro.
A un certo punto la voce femminile dell’autoparlante, con fare da maitresse consumata, disse: “Il treno per Camnago è stato soppresso. Ripeto: soppresso. I viaggiatori diretti a Cusano possono salire sul treno per Asso, che farà le stazioni intermedie.”
I pendolari di Asso si videro assaliti dall’ondata barbarica dei pendolari di Cusano, muniti di ombrello, infreddoliti, e molto nervosi. Due treni in uno, un’unica massa umana. Il capotreno, dall’alto della sua autorità, li rimproverò: “Se rimanete così, non posso chiudere le porte!” Una voce, dalle profondità del vagone, replicò: “Ci scusi, eh, se siamo così tanti!”

PARTE III: Momenti difficili

Alla stazione di Domodossola, il dramma.
Il treno rimase fermo un quarto d’ora, perché nuovi viaggiatori volevano entrare a tutti i costi. Ma la bocca dell’inferno traboccava di dannati, e per ogni persona che entrava due venivano sbalzati fuori. In tutto questo un ragazzo si sentì male; alcuni ebbero pietà di lui, lo presero tra le braccia, tremante, e cercarono di farlo scendere. Ma non fu così facile, perché se volevi scendere, il treno non te lo permetteva.
Si narra che alla fine, in qualche modo, riuscirono a farlo scendere. Tuttavia non si sa che ne fu di lui.

PARTE IV: Compagni di sventura

Quando dei perfetti sconosciuti sono costretti a rimanere addossati l’uno all’altro per tanto tempo, due sono le possibilità: stringono amicizia, oppure tentano di uccidersi a vicenda.
Così, mentre in fondo alla cabina di sentì urlare “ZOCCOLA!!”, vicino alla porta si conversava amabilmente.
“Il mio ombrello ha fatto una brutta fine” disse il tipo dall’ombrello rotto, brandendo un manico con niente attaccato dietro.
“Il mio invece è intatto, l’ho difeso con tutte le mie forze!” Disse la ragazza dall’ombrello rosa.
“Ma io ti conosco, scendi a Cusano, vero? Ogni tanto ti vedo passare.”
“Sì, e mi sembra di riconoscere altra gente del posto. Così ci possiamo fare largo tutti insieme, quando arriviamo”.
“Secondo me se ci vede un carro bestiame ci ride dietro, e ci tira addosso il foraggio per dileggio” disse il tipo senza ombrello.
“Ieri è successo ancora peggio – disse una biondina di Asso – prima si è incastrata un’ambulanza nel passaggio a livello, poi c’è stato un guasto elettrico”
“Ah, io invece mi sono beccato solo il ritardo per l’ambulanza”.
“Che fortunato!”

Parte V: Il romanticismo di un treno affollato

L’attenzione della ragazza dall’ombrello rosa fu catturata da altri due viaggiatori.
“Finalmente.” Commentò.
I suoi vicini di metro quadrato si voltarono a guardare. C’erano due studenti che parlavano fitto fitto, dopo mesi passati a guardarsi da lontano. Lei, studentessa di medicina dal viso angelico, normalmente era sempre immersa nei libri di anatomia; lui, studente di lettere dai jeans strappati e camicia di flanella, ormai aveva perso le speranze di distrarla dallo studio. Ora, però, lo spazio vitale tra i due consentiva solo di farsi gli occhi dolci, e bandiva la consultazione di pesanti volumi.
Tutti si ostinavano a guardarli, sperando che prendessero coraggio e ci scappasse qualche scena spinta. Ma quei due niente: continuavano a guardarsi negli occhi e parlare, come se fossero da soli nel luogo più romantico del mondo.
Gli altri viaggiatori si stancarono ed iniziarono ad intavolare discussioni surreali:
“Secondo me atterriamo in numero maggiore di quando siamo partiti”.
“Dici che nascerà qualche bambino?”
“Io spero di no! Non tanto per la parte riproduttiva, ma per il fatto che dovremmo rimanere qui minimo nove mesi.”
“Bè, metti che qualcuno nasce settimino, e che qualche donna è già incinta…”

PARTE VI: Fine dell'avventura

Ma come tutte le più belle cose, anche quel viaggio finì.
Il treno ce l’aveva messa tutta per non farli arrivare: aveva fatto svenire delle persone, aveva rifiutato di farli scendere nelle stazioni più frequentate, aveva rallentato… ma niente. Alla fine la ragazza dall’ombrello rosa e i suoi nuovi amici riuscirono a tornare a casa, con qualcosa di interessante da raccontare ai propri cari.

Tratto da una storia vera

mercoledì 5 novembre 2008

Le sirene: amore e morte


Una bellezza letale


Le sirene sono tra le creature leggendarie più affascinanti, forse per la loro dualità: non solo nell'aspetto, ma anche nella personalità.


Per quanto riguarda l'aspetto, nel corso dei secoli hanno assunto sia le sembianze di donna-uccello che quelle, a noi più familiari, di donna-pesce (vedi anche questo post).


Parlando della personalità, senza dubbio si tratta di esseri ambigui: fanciulle stupende, i cui attributi sono spesso lunghi capelli e voci dolcissime, che nascondono un'indole crudele. Innumerevoli sono le leggende (come non menzionare le sirene che incontra Ulisse!) in cui le letali creature attraggono malcapitati marinai, per poi farli morire straziati dalle onde e dagli scogli.
La bellezza, l'attrazione amorosa e la morte sono così mescolate in un unico mito.


Mito che ha ispirato molti artisti: qui sotto potete ammirare "La Sirena" di John William Waterhouse, pittore preraffaellita.




Le origini del mito nel mondo classico


Ma vediamo quali possono essere le origini del mito, del collegamento tra sirene, amore e morte nel mondo classico.

  • Una leggenda le mette in collegamento con l'elemento acqua e con una nascita violenta:


    "Alcuni miti ritengono che esse siano figlie di una divinità fluviale, Acheloo, dal quale sono scaturiti fiumi, sorgenti e fontane. Egli aveva la parte inferiore del corpo a forma di pesce e grandi corna di toro sul capo. Eracle, lottando contro l'antico dio, gli aveva staccato un corno e dalle gocce di sangue che erano scaturite dalla ferita erano nate le sirene."

    • Un'altra storia molto suggestiva parla del legame tra il loro fascino e l'essere portatrici di morte:

    "Alcuni studiosi ritengono che le sirene fossero le compagne della regina degli inferi e che fosse stata proprio costei a mandarle sulla terra. Il compito di queste divinità era, infatti, portare a Persefone coloro che erano destinati a entrare nel regno dei morti e pare che il momento del trapasso potesse essere addolcito dal canto e dalla musica. Per questo motivo furono spesso rappresentate sui sarcofagi"
    Fonte: Laura Rangoni, Le fate, Xenia Tascabili.



    Il ribaltamento del mito: "La sirenetta" di Andersen



    Pensando alla fiaba più famosa ispirata alle sirene (La sirenetta di Andersen), non ho potuto fare a meno di notare una specie di ribaltamento del mito originario.
    Questa volta è la sirena che ama, attratta da un bellissimo principe che abita sulla terraferma. Tuttavia si tratta di un amore impossibile, perché il principe sceglie di sposare una bella principessa terrena.
    La diversità della Sirenetta, che non appartiene al mondo umano, la trasformerà in vittima, al contrario delle sirene carnefici dei miti che abbiamo visto in precedenza. La sensibile sirenetta non riuscirà a sposare il principe e perciò dovrà scontare la sua condanna: dissolversi diventando schiuma di mare.


    Tuttavia alla fine c'è un riscatto: è vero che la piccola sirena non conquista il principe, ma le sue sofferenze le danno la possibilità di avere un'anima immortale dopo la morte, cosa negata alle altre sirene. La sua insomma è una vittoria spirituale, adatta ad una protagonista così dolce e riflessiva.

    Se volete scoprirne di più, ecco i link dove trovare letture utili:

    Le fiabe di Andersen, versione ebook
    Le fiabe di Andersen, versione cartacea

    Le fate, Laura Rangoni

    domenica 2 novembre 2008

    WALL-E

    Wall-e non è un semplice film di animazione: è un piccolo capolavoro, un gioiello che merita di entrare nella storia del cinema.
    E' tenero e commovente senza mai essere sdolcinato, ha una comicità senza tempo (che nella prima parte, come ho letto anche in altre recensioni, ricorda il cinema muto), tratta temi attuali e deride la nostra società consumistica, senza però essere rigido o pesante.

    La trama penso che ormai sia nota: Wall-e è l'ultimo robottino rimasto su una Terra ormai invivibile a causa dei rifiuti. Il suo compito è ripulirla, mentre l'umanità vaga per lo spazio in un'astronave super lussuosa alla ricerca di lidi migliori. Ma un giorno la moderna robottina Eve approderà sul pianeta di Wall-e per compiere una direttiva segreta...

    E' straordinario come i talenti della Pixar siano riusciti a rendere così espressivo il piccolo Wall-e. Ma anche la moderna Eve, dall'aspetto più essenziale, riesce a sorprendere con le sue inaspettate risate. I sentimenti sono trattati con una profondità e una delicatezza che raramente ho trovato in altri film.

    Bellissima poi la descrizione degli essere umani, ciccioni e in preda alle comodità della tecnologia. Perfino le mode del momento sono dettate elettronicamente (la frase: "Scegliete il blu, è il nuovo rosso" secondo me è geniale).

    Un'ultima segnalazione va ai titoli di coda... mi raccomando, non perdeteli! Narrano la continuazione della storia, e sono molto interessanti anche dal punto di vista grafico.

    Ah, e occhio al cortometraggio iniziale! Un mago e il suo irresistibile coniglio vi faranno morire dalle risate!

    mercoledì 29 ottobre 2008

    Focaccia con patate e speck

    Ricetta sfiziosa presa dalla confezione della pasta Buitoni... l'ho portata per pranzo in ufficio e i miei colleghi sono andati in visibilio per il "profumo di Alto Adige"!!

    Ingredienti
    • 1 rotolo di pasta per focaccia
    • 1 patata media
    • 1 rametto di rosmarino
    • 4 fette di speck
    • olio extravergine di oliva
    • sale e pepe
    Srotolate la base per focaccia su di una teglia da forno lasciandola sulla carta da forno che la avvolge. Sbucciate la patata e grattugiatela con una grattugia a mano. Strizzate bene con le mani eliminando l'acqua in eccesso e cospargete sulla focaccia. Condite con un filo d'olio, sale e pepe e gli aghi di rosmarino. Coprite con le fette di speck e infornate per 15 minuti a 220 gradi.

    domenica 26 ottobre 2008

    La festa del teatro a Milano: Mozart e Pulcinella

    Andando al lavoro in metropolitana, un giorno ho visto sfrecciare davanti ai miei occhi queste bellissime locandine.
    Grande idea, quella di rappresentare la città improvvisamente colorata grazie agli spettacoli portati dalla Festa del teatro! Una magia che ci rende tutti sognatori, re o regine che fanno il loro ingresso trionfale da sipari rossi o viaggiando in ricche carrozze.

    Io adoro i travestimenti, le mascherine della Commedia dell'arte, i costumi di scena, e insomma tutto ciò che solo il teatro può offrire.

    Così mi sono informata su internet e ho scoperto che questo fine settimana tantissimi teatri milanesi aderivano all'iniziativa, con spettacoli da 0 a 3 euro.
    E' stata dura trovare posti liberi, visto che era quasi tutto prenotato già dal primo giorno disponibile! Ma alla fine siamo riusciti ad ottenere 3 ottimi posti per Mozart e Pulcinella.

    Mozart e Pulcinella
    Serenata buffa di una notte napoletana

    Pulcinella, con il giovane aiutante Calandriello, vuole conquistare la sua amata Assuntina con una serie di buffe serenate. Durante le sue avventure farà la conoscenza del giovane Mozart (realmente recatosi a Napoli all'età di quindici anni) e di re Ferdinando, 'o Rre "lazzarone".


    Spettacolo veramente bellissimo! Gli attori e i musicisti sono stati eccezionali, per non parlare della recitazione perfetta, delle battute esilaranti, dell'interesse anche storico della vicenda.


    Noi del pubblico eravamo così presi che alla fine ci siamo messi a battere le mani a tempo, e quando lo spettacolo è finito abbiamo acclamato a gran voce gli attori... tant'è che loro sembravano veramente emozionati, il più giovane aveva quasi le lacrime agli occhi. Forse non si aspettavano una reazione così calorosa da Milano!


    Altro elemento forte è stato quello dei riferimenti all'attualità, soprattutto al tema dei rifiuti. Curioso come la dualità di Napoli, città stupenda e problematica insieme, fosse già viva e percepita ai tempi di Mozart. Ecco un pezzo di una lettera del papà di Mozart, letta in scena:


    "La fertilità esuberante di queste terre piene di vita e di cose rare mi renderanno penosa la partenza. Ma la sporcizia, la quantità di mendicanti, questa gente senza Dio e la cattiva educazione dei bambini, fanno sì che si lascia senza rimpianto anche ciò che c'è di buono...
    "



    CAST


    Pulcinella: Gianni Aversano
    Calandriello, Mozart, Re Ferdinando: Andrea Carotenuto
    Al violino: Paolo Sasso
    Alla chitarra: Domenico de Luca
    Arrangiamenti musicali: Domenico de Luca
    Idea ed elaborazione testi: Gianni Aversano
    Regia: Franco Palmieri

    martedì 21 ottobre 2008

    Halloween


    Voglio parlarvi della Notte delle Streghe, che tornerà tra pochi giorni anche quest'anno. Una festa antichissima, nonostante il significato "americano" e commerciale che rischia di assumere per chi non ne conosce le origini! In realtà le caratteristiche di Halloween fanno riferimento a usanze e temi universali, diffusi in tutta Europa, Italia compresa.


    Samhain, la festa celtica


    Samhain è la festa celtica che diede origine ad Halloween. Riporto qualche informazione tratta da Wikipedia:
    Samhain è il termine gaelico moderno per indicare la stagione invernale....tradizionalmente si ritiene che [I Celti] dividessero l'anno in due parti: inverno (il cui inizio era segnato dalla festa di Samhain) ed estate (di cui l'inizio era segnato da Beltane). La vigilia di Samhain era la festività principale del calendario celtico, probabilmente celebrata il 31 ottobre, rappresentava l'ultimo raccolto.
    Questo era il periodo più magico dell'anno: il giorno che non esisteva. Durante la notte il grande scudo di Skathach veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi e permettendo alle forze del caos di invadere i reami dell'ordine ed al mondo dei morti di entrare in contatto con quello dei vivi.
    Quando i Romani entrarono in contatto coi Celti, identificarono Samhain con la loro festa dei morti (Lemuria) che era però celebrata nei giorni attorno al 13 maggio. Con la cristianizzazione venne istituita la festa di Ognissanti (1 novembre), mentre il 2 novembre si celebra il Giorno dei morti. 
    Usanze universali


    Come accennavo, tematiche simili si riscontrano anche nella tradizione italiana. Questa volta riporto dei brani che provengono dalla mia tesi di laurea, in cui avevo studiato le tradizioni venete:
    Ottobre per l’antico lunario contadino era l’ultimo mese dell’anno: le stagioni percepite, infatti, erano solo la stajon del fredo e la stajon del caldo, che finiva appunto con quello che per noi è il decimo mese. E’ naturale quindi che intorno a questo periodo si siano sviluppate usanze particolari.

    In analogia con Halloween, infatti, si celebrava il “ritorno dei morti” (anche se la notte implicata non era quella tra il 31 ottobre e il primo novembre, ma la successiva), e si consumava il “piatto dei morti” composto da fave, castagne e zuca marina. Lasciare questo e altri piatti, o semplicemente un bicchiere d’acqua, nella camera dov’erano morti i parenti “Significa che si crede nella loro vita ultraterrena: cibo vuol dire vita e se uno è «capace» di mangiare, vuol dire che è vivo” (Coltro 1988 B: 27).
    La zucca intagliata

    Anche l'uso di intagliare la zucca fa parte della tradizione locale. Sempre dalla mia tesi:
    Si ha anche notizia dell’uso di scavare una zucca, intagliarla con fattezze umane e porvi dentro una luce.
    Nella sezione “Burle”, Anna Guala riporta lo scherzo della lumassa, che consiste nello svuotare una grossa zucca dalla polpa, fare con il temperino due fori quadrati per gli occhi, uno triangolare per il naso e uno a mezza luna per la bocca, creare i denti con chicchi di granoturco e infine illuminare il tutto dall’interno.Lo scopo era quello di sistemare la lumassa in un luogo buio per spaventare i passanti, dal momento che la zucca assomigliava ad un teschio (Guala 1984, p. 199). Lo scherzo, però, nel testo non risulta legato ad un particolare giorno dell’anno.L’“innovativo” Halloween ripropose così usanze presenti anche nella nostra tradizione, come la ricomparsa dei morti durante la notte, l’offerta di cibo e la zucca intagliata.

    venerdì 17 ottobre 2008

    Il caso Jane Eyre - Jasper Fforde

    Il caso Jane Eyre: primo libro dell'originale e scoppiettante saga ideata da Jasper Fforde!
    Come si vive in una Terra paralella in cui TUTTI adorano i libri?


    Il mio parere in breve:


    E' il 1985, ma in un mondo diverso da quello a cui siamo abituati noi: la letteratura ha un ruolo importantissimo nella vita delle persone, tant'è che la protagonista di mestiere fa la detective letteraria!

    Un mondo parallelo, dove i vecchi juke-box trasmettono brani di Shakespeare, alle porte invece dei testimoni di Geova bussano i Baconiani (convinti che sia Bacon il vero autore delle opere shakespeariane), a teatro la gente del pubblico sa i brani a memoria e viene scelta poco prima dell'inizio dello spettacolo per recitare, e dove accadono molte altre cose singolari... per esempio, uno dei mezzi pubblici più diffusi è il dirigibile.

    In questo mondo si può anche viaggiare all'interno dei libri, e la vicenda prende moto quando un malvagio criminale decide di rapire Jane Eyre dal suo libro! Toccherà alla detective Thursday Next affrontare la situazione.

    Il caso Jane Eyre è un romanzo veramente piacevole, originale e fantasioso.
    L'unico appunto è sulla protagonista, che mi sembra un po' troppo rigida e "maschile" (il libro è narrato in prima persona, ma l'autore è un uomo... forse da ciò deriva questa discrepanza?). Anche la storia d'amore con la vecchia fiamma Landen mi sembra piuttosto scontata.

    Il giudizio complessivo è comunque decisamente positivo, non vedo l'ora di prendere in biblioteca anche gli altri 3 libri successivi!

    Per acquistare il primo libro di questa divertentissima saga, clicca di seguito: Il caso Jane Eyre

    Vuoi leggere le recensioni degli altri libri? Clicca qui:
    2) Persi in un buon libro

    3) Il pozzo delle trame perdute

    4) C'è del marcio

    domenica 12 ottobre 2008

    Silvia Ziche: Amore mio e Due

    Nonostante i titoli, non si tratta affatto di fumetti romantici, anzi!!
    Tutto si incentra sulle disavventure della trentacinquenne Lucrezia, che andando a caccia del Principe Azzurro incontra uomini sempre più improbabili.

    I disegni sono fantastici perchè rendono in modo eccellente la comicità delle situazioni! In particolare stupiscono la resa delle espressioni facciali e la caratterizzazione fisica dei diversi personaggi.

    Ecco un po’ più nel dettaglio le impressioni sui due volumi.

    Amore mio


    “Che banalità… quando ci si innamora, si riesce a rendere unico chiunque”, afferma Alberto, uno dei tanti tipi incontrati da Lucrezia. Non che gli altri siano meno scoraggianti: dal grezzone Rocco all’ipocondriaco Goffredo, non ce n’è uno che alla fine si salvi.
    Ma anche Lucrezia ci mette del suo, sfogando le sue ire sul povero cane Oliver e scaricando il Principe Azzurro (sì, proprio lui!) perché troppo perfetto.
    Una nota particolare va ad un personaggio di contorno: la spassosissima nonna di Lucrezia che parla ininterrottamente del compianto Egidio!

    Due
    Nota preliminare: Devo avere un sesto senso per certe cose: dopo aver preso in biblioteca questo volumetto, mi accorgo che c’è la prefazione di STEFANO BENNI!!!
    In "Due" finalmente la nostra trova un fidanzato. Ma lascio parlare Benni:
    “I muso di rana della sua eroina Lucrezia continua a cercare un difficile amore e ad avvilupparsi allo scimmione Luca nel talamo. Un briciolo di prodigiosa ingeniutà rimane intatto, dopo il rogo dei luoghi comuni. Logorroici tentativi e fulminei silenzi. Niente elenco di terapie da inserto Donna.”


    Silvia Ziche, Due, 2006, Lizard Edizioni srl

    Silvia Ziche, Amore mio, 2004, Biblioteca Umoristica Mondadori

    venerdì 3 ottobre 2008

    Torta salata con zucca, radicchio, caciocavallo e speck

    Una torta che riunisce i caldi colori e i sapori dell'autunno... da provare e leccarsi i baffi!!
    Ingredienti

    • Un rotolo di pasta brisée già pronta
    • Un quarto di zucca di medie dimensioni
    • Un cespo di radicchio rosso (è buonissimo quello di Treviso, ma va bene anche il Veronese)
    • Un bel quarto di Caciocavallo
    • Circa mezzo etto di speck
    • Noce moscata
    • Aceto balsamico
    • Olio
    • Sale
    Preparazione
    Tagliare la zucca a dadini e farla cuocere a vapore per circa 20 minuti, finché non diventa abbastanza morbida da poterla ridurre a puré con una forchetta. Se non avete la pentola o il cestello apposito per farla a vapore, va bene anche lessata.
    Nel frattempo far appassire il radicchio per qualche minuto in padella, con olio e sale. Al termine aggiungere qualche goccia di aceto balsamico, per un effetto agrodolce.
    Unire in una ciotola il puré di zucca, il radicchio, il caciocavallo tagliato a dadini, il sale e la noce moscata. Amalgamare tutti gli ingredienti.
    Foderare una teglia da forno con la pasta brisée, tagliandone qualche striscia a lati e mettendola da parte. Coprire il fondo con le fettine di speck. Questo procedimento, oltre a rendere più gustosa la torta, isolerà il ripieno dalla pasta evitando che si inumidisca.
    Versare il ripieno all'interno, livellarlo e sigillare bene i bordi della pasta. Creare delle striscioline con i ritagli di pasta e metterli sopra a piacere.
    E dopo 20 minuti in forno a 180 gradi, buon appetito!!!
    Il mio compagno dice che la foto ha un effetto "splatter", dato dalla carta da forno sbruciacchiata e dal colore acceso della zucca, ma garantisce che il sapore è super!!