"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

venerdì 28 novembre 2008

Mondi paralleli



Il mio capo è una persona molto fantasiosa, e ogni tanto se ne esce con delle trovate surreali.
La settimana scorsa stavo lavorando al computer, quando mi ha detto:

"Lo sai che è scientificamente provato che esistono mondi paralleli? In questo momento ci sono tante te in tanti mondi diversi. Chissà cosa stanno facendo. Magari in un altro mondo c'è una te alle Seychelles, mentre tu sei qui in ufficio!"
E io: "Oppure c'è un'altra me che sta bruciando in un rogo dell'Inquisizione, e in questo caso sto meglio io!"

Questa trovata mi ha fatto pensare... come immagino un'altra me in un mondo alternativo?Molto modestamente e sobriamente mi è venuta in mente la seguente scena:

Ci troviamo in una Venezia parallela stile '700; l'altra me è vestita con un sontuoso abito di velluto e ha il volto coperto da una maschera scintillante di perle.
E' notte, la luna brilla sul Canal Grande, e l'altra me si sta recando ad una festa in maschera a bordo di una gondola.




A questo punto vorrei sapere le vostre storie... a voi come piace immaginarvi in un mondo parallelo? Spazio alla fantasia! ;-)

Immagini: Victoria Frances e Josephine Wall

martedì 25 novembre 2008

Vicky Cristina Barcelona - Woody Allen

L'ultimo film di Woody Allen vede per protagoniste le donne: in primo luogo Vicky e Cristina, amiche americane che si recano in vacanza a Barcellona. La prima è una ragazza seria e decisa, la tipica persona che sa quel che vuole; Cristina, invece, è più irrequieta e volubile, sempre alla ricerca di uomini e relazioni difficili.
Le due incontreranno presto sulla loro trada il fascinoso pittore spagnolo Juan Antonio, che offrirà ad entrambe un week-and di mangiate, bevute e amore libero a Oviedo. Come prenderanno la proposta le nostre eroine, considerata la differenza di carattere?
La terza protagonista, colei che buca lo schermo è Penelope Cruz.



La scena in cui fa il suo ingresso è fenomenale: confusa, arrabbiata, col trucco sfatto ed un abito nero da sera. In un commento al film ho letto che quando compare lei si accende la luce... sottoscrivo pienamente!
L'obbiettivo di Allen è innamorato dell'attrice, che viene immortalata in riprese molto suggestive sia nella città di Barcellona che nel giardino di Juan Antonio.




Ho trovato niente male anche l'attrice che interpreta Vicky, Rebecca Hall: raffinata e convincente nella parte. Peccato invece per Scarlett Johansson, che non è granché espressiva e a mio parere non rende l'irrequietezza del personaggio.


Film molto piacevole e solare, con una colonna sonora bella e trascinante.
Forse da Allen, però, mi aspettavo qualcosa di meno "leggero", soprattutto dopo aver visto film che colpiscono nel profondo come "Match point". Ok, questa è una commedia frizzante, ma la sensazione che ho provato è che si tratti di un film un po' incompleto, come se per tutto il tempo si aspettasse qualcosa che poi non avviene.

Nel complesso lo consiglio a chi ama Barcellona, le musiche della Spagna e Penelope Cruz!

venerdì 21 novembre 2008

Crostini di Paolo con salsiccia e stracchino


Come dice il nome stesso, questa ricetta è una specialità del mio moroso :-)
Il sapore deciso della salsiccia si sposa alla perfezione con quello delicato dello stracchino.

Ingredienti per 2 persone
  • Otto fette di pane
  • Una salsiccia bella cicciona
  • Mezzo panetto di stracchino

Preparazione

Tagliare le fette di pane, poi mescolare la polpa della salsiccia allo stracchino, fino ad amalgamare bene il tutto.

Spalmare la crema sui crostini e infornare a 180 gradi per circa un quarto d'ora, o finchè non si sarà formata una bella crosticina.

Una ricetta semplice e molto saporita!

mercoledì 12 novembre 2008

Omero, Iliade - Baricco

Omero, Iliade è un adattamento del poema omerico, pensato per essere letto in pubblico.

In genere diffido dalle riscritture di classici, perché rischiano di semplificare troppo l'opera e/o di modernizzarla in modo incontrollato, stravolgendola.

E invece Baricco riesce ad intervenire con grande onestà e ovviamente con altrettanto grande bravura!!

I brani sono scritti in prima persona, e questo ci rende i personaggi vicini; i fatti e la narrazione sono ripresi fedelmente, mantenendo per esempio le bellissime metafore dell'originale.
Sono state sfoltite le numerose ripetizioni, com'è ovvio, e le poche aggiunte (che approfondiscono i pensieri delle voci narranti) sono segnalate in corsivo.
A me è piaciuto in particolare il primo capitolo, narrato dalla schiava Briseide, e la vicenda del furto fatto da Ulisse e Diomede: Baricco ha saputo rendere benissimo il carattere dell'uno e dell'altro!
La scelta più azzardata è quella di tagliare l'intervento diretto degli dei, perchè Baricco ritiene l'Iliade un'opera estremamente laica. Forse non tutti i puristi lo condivideranno, ma è un punto di vista interessante.

Consiglio il libro a chi ha voglia di rispolverare l'epica, le battaglie degli eroi, ma anche le loro fughe, le sconfitte, i timori e le debolezze.

Come ultima cosa vorrei ringraziare chi mi ha regalato questo libro: Borbottina! Grazie al suo blog regala molti libri e altrettanti sorrisi... andatela a trovare qui!

Per acquistare il libro, cliccate di seguito: Omero, Iliade

domenica 9 novembre 2008

Racconto: un avventuroso ritorno a casa

Oggi inizio un filone che spero di continuare: quello dei miei racconti! Spero che il primo vi piaccia :-)
Buona lettura.

Dedicato a tutti i pendolari, in particolare a quelli delle Ferrovie Nord di Milano.
PARTE I: Un treno fermo nelle sue posizioni

Il treno doveva essere partito ormai da un quarto d’ora, ma si ostinava a rimanere fermo e buio, con le porte sigillate. Pioveva, e un esercito di pendolari ombrellati stava aspettando sulla banchina.

La ragazza con l’ombrello rosa arrivò proprio in quel momento. Si guardò un po’ in giro, guadagnò con fatica una posizione in seconda fila per l’accesso all’ultima carrozza, e infine fece una telefonata.
“Ciao, tesoro. La vuoi sapere una cosa buffa? Stasera ho fatto tardi al lavoro, e sono arrivata in stazione convinta di aver perso il treno. Ma invece non è ancora partito! Quindi non l’ho perso!! Che fortuna, eh? Sì, intanto tu fatti la doccia. Mi sa che ne avrò per un bel po’ qui.”

Il treno faceva le finte. Ogni tanto partiva, faceva qualche metro, e poi si fermava. I pendolari partivano all’inseguimento, facevano qualche metro, e poi si fermavano. Un tipo senza ombrello disse: “Se continua così, ce la faremo fino a casa inseguendo a piedi il treno”.

PARTE II: Tutti a bordo!!

Ma il destino aveva in serbo qualcos’altro.
A un certo punto la voce femminile dell’autoparlante, con fare da maitresse consumata, disse: “Il treno per Camnago è stato soppresso. Ripeto: soppresso. I viaggiatori diretti a Cusano possono salire sul treno per Asso, che farà le stazioni intermedie.”
I pendolari di Asso si videro assaliti dall’ondata barbarica dei pendolari di Cusano, muniti di ombrello, infreddoliti, e molto nervosi. Due treni in uno, un’unica massa umana. Il capotreno, dall’alto della sua autorità, li rimproverò: “Se rimanete così, non posso chiudere le porte!” Una voce, dalle profondità del vagone, replicò: “Ci scusi, eh, se siamo così tanti!”

PARTE III: Momenti difficili

Alla stazione di Domodossola, il dramma.
Il treno rimase fermo un quarto d’ora, perché nuovi viaggiatori volevano entrare a tutti i costi. Ma la bocca dell’inferno traboccava di dannati, e per ogni persona che entrava due venivano sbalzati fuori. In tutto questo un ragazzo si sentì male; alcuni ebbero pietà di lui, lo presero tra le braccia, tremante, e cercarono di farlo scendere. Ma non fu così facile, perché se volevi scendere, il treno non te lo permetteva.
Si narra che alla fine, in qualche modo, riuscirono a farlo scendere. Tuttavia non si sa che ne fu di lui.

PARTE IV: Compagni di sventura

Quando dei perfetti sconosciuti sono costretti a rimanere addossati l’uno all’altro per tanto tempo, due sono le possibilità: stringono amicizia, oppure tentano di uccidersi a vicenda.
Così, mentre in fondo alla cabina di sentì urlare “ZOCCOLA!!”, vicino alla porta si conversava amabilmente.
“Il mio ombrello ha fatto una brutta fine” disse il tipo dall’ombrello rotto, brandendo un manico con niente attaccato dietro.
“Il mio invece è intatto, l’ho difeso con tutte le mie forze!” Disse la ragazza dall’ombrello rosa.
“Ma io ti conosco, scendi a Cusano, vero? Ogni tanto ti vedo passare.”
“Sì, e mi sembra di riconoscere altra gente del posto. Così ci possiamo fare largo tutti insieme, quando arriviamo”.
“Secondo me se ci vede un carro bestiame ci ride dietro, e ci tira addosso il foraggio per dileggio” disse il tipo senza ombrello.
“Ieri è successo ancora peggio – disse una biondina di Asso – prima si è incastrata un’ambulanza nel passaggio a livello, poi c’è stato un guasto elettrico”
“Ah, io invece mi sono beccato solo il ritardo per l’ambulanza”.
“Che fortunato!”

Parte V: Il romanticismo di un treno affollato

L’attenzione della ragazza dall’ombrello rosa fu catturata da altri due viaggiatori.
“Finalmente.” Commentò.
I suoi vicini di metro quadrato si voltarono a guardare. C’erano due studenti che parlavano fitto fitto, dopo mesi passati a guardarsi da lontano. Lei, studentessa di medicina dal viso angelico, normalmente era sempre immersa nei libri di anatomia; lui, studente di lettere dai jeans strappati e camicia di flanella, ormai aveva perso le speranze di distrarla dallo studio. Ora, però, lo spazio vitale tra i due consentiva solo di farsi gli occhi dolci, e bandiva la consultazione di pesanti volumi.
Tutti si ostinavano a guardarli, sperando che prendessero coraggio e ci scappasse qualche scena spinta. Ma quei due niente: continuavano a guardarsi negli occhi e parlare, come se fossero da soli nel luogo più romantico del mondo.
Gli altri viaggiatori si stancarono ed iniziarono ad intavolare discussioni surreali:
“Secondo me atterriamo in numero maggiore di quando siamo partiti”.
“Dici che nascerà qualche bambino?”
“Io spero di no! Non tanto per la parte riproduttiva, ma per il fatto che dovremmo rimanere qui minimo nove mesi.”
“Bè, metti che qualcuno nasce settimino, e che qualche donna è già incinta…”

PARTE VI: Fine dell'avventura

Ma come tutte le più belle cose, anche quel viaggio finì.
Il treno ce l’aveva messa tutta per non farli arrivare: aveva fatto svenire delle persone, aveva rifiutato di farli scendere nelle stazioni più frequentate, aveva rallentato… ma niente. Alla fine la ragazza dall’ombrello rosa e i suoi nuovi amici riuscirono a tornare a casa, con qualcosa di interessante da raccontare ai propri cari.

Tratto da una storia vera

mercoledì 5 novembre 2008

Le sirene: amore e morte


Una bellezza letale


Le sirene sono tra le creature leggendarie più affascinanti, forse per la loro dualità: non solo nell'aspetto, ma anche nella personalità.


Per quanto riguarda l'aspetto, nel corso dei secoli hanno assunto sia le sembianze di donna-uccello che quelle, a noi più familiari, di donna-pesce (vedi anche questo post).


Parlando della personalità, senza dubbio si tratta di esseri ambigui: fanciulle stupende, i cui attributi sono spesso lunghi capelli e voci dolcissime, che nascondono un'indole crudele. Innumerevoli sono le leggende (come non menzionare le sirene che incontra Ulisse!) in cui le letali creature attraggono malcapitati marinai, per poi farli morire straziati dalle onde e dagli scogli.
La bellezza, l'attrazione amorosa e la morte sono così mescolate in un unico mito.


Mito che ha ispirato molti artisti: qui sotto potete ammirare "La Sirena" di John William Waterhouse, pittore preraffaellita.




Le origini del mito nel mondo classico


Ma vediamo quali possono essere le origini del mito, del collegamento tra sirene, amore e morte nel mondo classico.

  • Una leggenda le mette in collegamento con l'elemento acqua e con una nascita violenta:


    "Alcuni miti ritengono che esse siano figlie di una divinità fluviale, Acheloo, dal quale sono scaturiti fiumi, sorgenti e fontane. Egli aveva la parte inferiore del corpo a forma di pesce e grandi corna di toro sul capo. Eracle, lottando contro l'antico dio, gli aveva staccato un corno e dalle gocce di sangue che erano scaturite dalla ferita erano nate le sirene."

    • Un'altra storia molto suggestiva parla del legame tra il loro fascino e l'essere portatrici di morte:

    "Alcuni studiosi ritengono che le sirene fossero le compagne della regina degli inferi e che fosse stata proprio costei a mandarle sulla terra. Il compito di queste divinità era, infatti, portare a Persefone coloro che erano destinati a entrare nel regno dei morti e pare che il momento del trapasso potesse essere addolcito dal canto e dalla musica. Per questo motivo furono spesso rappresentate sui sarcofagi"
    Fonte: Laura Rangoni, Le fate, Xenia Tascabili.



    Il ribaltamento del mito: "La sirenetta" di Andersen



    Pensando alla fiaba più famosa ispirata alle sirene (La sirenetta di Andersen), non ho potuto fare a meno di notare una specie di ribaltamento del mito originario.
    Questa volta è la sirena che ama, attratta da un bellissimo principe che abita sulla terraferma. Tuttavia si tratta di un amore impossibile, perché il principe sceglie di sposare una bella principessa terrena.
    La diversità della Sirenetta, che non appartiene al mondo umano, la trasformerà in vittima, al contrario delle sirene carnefici dei miti che abbiamo visto in precedenza. La sensibile sirenetta non riuscirà a sposare il principe e perciò dovrà scontare la sua condanna: dissolversi diventando schiuma di mare.


    Tuttavia alla fine c'è un riscatto: è vero che la piccola sirena non conquista il principe, ma le sue sofferenze le danno la possibilità di avere un'anima immortale dopo la morte, cosa negata alle altre sirene. La sua insomma è una vittoria spirituale, adatta ad una protagonista così dolce e riflessiva.

    Se volete scoprirne di più, ecco i link dove trovare letture utili:

    Le fiabe di Andersen, versione ebook
    Le fiabe di Andersen, versione cartacea

    Le fate, Laura Rangoni

    domenica 2 novembre 2008

    WALL-E

    Wall-e non è un semplice film di animazione: è un piccolo capolavoro, un gioiello che merita di entrare nella storia del cinema.
    E' tenero e commovente senza mai essere sdolcinato, ha una comicità senza tempo (che nella prima parte, come ho letto anche in altre recensioni, ricorda il cinema muto), tratta temi attuali e deride la nostra società consumistica, senza però essere rigido o pesante.

    La trama penso che ormai sia nota: Wall-e è l'ultimo robottino rimasto su una Terra ormai invivibile a causa dei rifiuti. Il suo compito è ripulirla, mentre l'umanità vaga per lo spazio in un'astronave super lussuosa alla ricerca di lidi migliori. Ma un giorno la moderna robottina Eve approderà sul pianeta di Wall-e per compiere una direttiva segreta...

    E' straordinario come i talenti della Pixar siano riusciti a rendere così espressivo il piccolo Wall-e. Ma anche la moderna Eve, dall'aspetto più essenziale, riesce a sorprendere con le sue inaspettate risate. I sentimenti sono trattati con una profondità e una delicatezza che raramente ho trovato in altri film.

    Bellissima poi la descrizione degli essere umani, ciccioni e in preda alle comodità della tecnologia. Perfino le mode del momento sono dettate elettronicamente (la frase: "Scegliete il blu, è il nuovo rosso" secondo me è geniale).

    Un'ultima segnalazione va ai titoli di coda... mi raccomando, non perdeteli! Narrano la continuazione della storia, e sono molto interessanti anche dal punto di vista grafico.

    Ah, e occhio al cortometraggio iniziale! Un mago e il suo irresistibile coniglio vi faranno morire dalle risate!