"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

giovedì 29 gennaio 2009

L'eleganza del riccio - Muriel Barbery

L'eleganza del riccio, recente caso letterario di maternità francese, coinvolge poco alla volta... con delicatezza, o meglio con la discreta eleganza del riccio, appunto.

Inizialmente non mi convinceva molto: le due protagoniste (Renèe e Paloma) mi sembravano supponenti,  pronte a giudicare tutti dall'alto del loro intelletto, portatrici di un certo snobismo francese.

Ma conosciamole meglio: la portinaia Renèe, molto colta e sensibile all'arte, cela la sua vera essenza al mondo per recitare la parte della popolana ottusa. 
Paloma, rampolla dodicenne di ricca famiglia, odia i suoi parenti e vuole farla finita alla scoccare dei tredici anni. Entrambe sono brillanti e fantasiose, seppure auto-recluse in un isolamento che le esclude dal confronto diretto con gli altri.
Già in questa prima fase ci sono delle chicche: i racconti esilaranti di Paloma sui ristoranti chic o sui ricchi padroni alle prese con le voglie amorose dei loro cani, oppure le poetiche osservazioni di Renèe sulla bellezza delle "camelie sul muschio".

La storia però prende ritmo con l'arrivo dell'affascinante giapponese Kakuro, che tirerà fuori il meglio dall'una e dall'altra. Le due esterneranno i loro dubbi, le motivazioni che le spingono all'isolamento, i ripensamenti.
La sola cosa che non mi ha convinto è la filosofia spicciola che ogni tanto viene buttata lì con troppa semplicità. Viceversa, ho apprezzato tantissimo i riferimenti alla cultura giapponese e ai gatti!! Ecco, per esempio, la descrizione della micetta Costitution:
"... è una stupenda gattina con il pelo color caramello, il nasino rosa tenero, i baffi bianchi e i polpastrelli lilla".

Ma la cosa che mi ha colpita di più, e che mi ha fatto amare intensamente L'eleganza del riccio, è il finale.
Un finale improvviso, forte, che mi ha rimescolata dentro. Una conclusione commovente eppure ricca di speranza, che non può lasciare indifferenti.

Se volete leggere questo libro, cliccate sul link di seguito: L'eleganza del riccio

sabato 24 gennaio 2009

Aelis - Nora Moretti


Ho comprato questo volumetto attratta dalla bellissima copertina, per poi scoprire che Aelis è il fumetto vincitore del Lucca Project Contest 2007!

La lettura non deluso le aspettative! I disegni sono spettacolari, la colorazione ricca e luminosa, le ambientazioni marine fanno sognare ad occhi aperti. 
Il tratto è piacevolissimo, spesso mi ha ricordato i cartoni disneyani sullo stile de "La sirenetta" e "Aladino", e anche la migliore Disney Italia, in particolare i tempi dei grandi fasti di Witch (quella di Alessandro Barbucci, per intenderci). Ma è anche molto personale e adatto alla storia, i personaggi sono espressivi e ognuno è ben caratterizzato graficamente.

La storia è coinvolgente, in 13 pagine riesce a condensare mistero, colpi di scena emozionanti, amicizia e ambientalismo. 
La fine lascia aperte tante nuove avventure, speriamo che la Panini le pubblichi!

Ho letto sul blog dell'autrice (http://noramoretti.blogspot.com/) che lo scorso giugno è uscito il primo volume di una sua trilogia, intitolata Mondombra... spero di trovarla in fumetteria!!

mercoledì 21 gennaio 2009

Zuppa di legumi in pentola magica

La Pentola Magica (che potete vedere nella foto) potrebbe sembrare una banale pentola antiaderente comprata al mercato, ma in realtà è magica perché ogni cosa che cuciniamo lì viene buona... di sicuro ne avete anche voi una così!
E se non la avete... correte al mercato a prenderla!

Ingredienti per 4 persone


  • 250 grami di legumi secchi assortiti*
  • una patata grande
  • una cipolla
  • grana padano... con crosta compresa!!
  • peperoncino
  • rosmarino
  • sale e olio extravergine
*Le buste di legumi secchi assortiti sono in vendita nei supermercati; la mia si chiamava "Zuppa primavera" e conteneva orzo perlato, piselli, fagioli  e lenticchie.

Fate ammollare i legumi immergendoli in una ciotola d'acqua almeno per 3/4 ore, anche se nella confezione non è specificato: la zuppa viene sempre meglio se si fa ammorbidire prima!
Poi fate rosolare nella pentola magica la cipolla tritata, il peperoncino e il rosmarino. 
Quando la cipolla si comincia ad imbiondire aggiungete i legumi, la patata a cubetti e, se le avete, delle croste di grana ben pulite. Aggiungete l'acqua fino a coprire completamente la zuppa. Rimestate spesso, regolate di sale e quando la zuppa si asciuga aggiungete dell'altra acqua calda. Dopo circa 35/40 minuti il piatto è pronto! 
Una spolverata di parmigiano, olio a crudo, un bel bicchiere di vino... e buon appetito!!




domenica 18 gennaio 2009

La fanciulla di neve Snegurochka


Ed ecco l'ultima fiaba legata al ciclo delle fanciulle di neve.
Come la protagonista di Corona, anche Snegurochka è condannata a sciogliersi nel momento in cui trova l'amore.

La fanciulla di neve Snegurochka

Snegurochka era la figlia della Fata Primavera e del Generale Inverno. Su di lei il geloso Iarilo (cioè il Sole) lanciò una maledizione: la piccola si sarebbe sciolta non appena si fosse innamorata. Il Generale Inverno, al corrente della condanna, rinchiuse la figlia in una casa immersa nella foresta per non farle incontrare nessuno.

Snegurochka crebbe, divenne una bella fanciulla, ma il suo animo era sempre triste perché non poteva fare nuove amicizie. Così la sua migliore amica, Kupava, un giorno le presentò il giovane Mizguir. Per il ragazzo fu subito un colpo di fulmine. Snegurochka rimase colpita, ma purtroppo non poteva ricambiare i sentimenti perché il suo cuore era di ghiaccio.

La fanciulla, allora, chiese alla madre il dono di poter provare sentimenti. La Fata Primavera l'accontentò, facendole dono di una corona di fiori magica: non appena la indossò, Snegurochka si innamorò di Mizguir. Proprio in quel momento, però, un raggio di sole la colpì, e la fanciulla in pochi secondi si sciolse per sempre. 

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mercoledì 14 gennaio 2009

Fiocco di Neve - fiaba tradizionale nordica

Come annunciato, vi narro la prima delle due leggende sulle fanciulle di neve. Si tratta di fiabe tradizionali della Russia e dei paesi slavi.
Fiocco di Neve ha vari punti in comune con la protagonista del romanzo di Corona: la bellezza diafana, il fatto di rallegrare la vita di un piccolo villaggio, la malinconica conclusione.

Fiocco di Neve

In un piccolo villaggio viveva una coppia di sposi, Ivan e Maria, che desiderava un figlio più di ogni altra cosa. Un giorno, approfittando di una copiosa nevicata, pensarono di dare corpo ai loro sogni modellando un pupazzo di neve a forma di bimba.
Ivan le fece occhi, capelli e una bocca perfetta da bambola di porcellana. Ad un tratto, sentì sulla sua mano un respiro, e vide quella bocca ridere.
Il pupazzo si scrollò la neve di dosso e si rivelò una bella bambina in carne ed ossa, con occhi chiari come una fonte di acqua pura, capelli d'oro e pelle che sembrava vetro da quant'era trasparente.

Dopo lo sconcerto iniziale, i due accolsero a braccia aperte la bambina e la chiamarono Fiocco di Neve. Lei li ricambiava con affetto ed era benvoluta da tutti, perché sempre sorridente e di buon umore.
Passò il lungo inverno, venne la tiepida primavera e qualcosa in Fiocco di Neve mutò. Non era più la bimba allegra dei mesi precedenti: sempre triste, guardava malinconica dalla finestra e non voleva mai uscire. Solo quando pioveva o grandinava tornava felice.

E venne giugno, e con giugno la festa di mezz'estate, in cui nei villaggi si accende il grande fuoco per celebrare la nuova stagione. Tutti i bambini invitarono Fiocco di Neve a danzare intorno al fuoco; lei dapprima non voleva, ma poi, vedendo che ci tenevano così tanto, acconsentì per farli felici.
Ogni cosa era perfetta: i canti, le danze, la gente in festa... finché i bambini che tenevano per mano Fiocco di Neve sentirono un sospiro, e quando si voltarono videro che la loro amica non c'era più. Al suo posto, una pozza d'acqua trasparente. Fiocco di Neve, la fanciulla di ghiaccio, si era sciolta al calore del fuoco.

Agli abitanti del villaggio rimase per sempre il suo ricordo, come quello di un sogno bellissimo, ma di breve durata.


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martedì 6 gennaio 2009

Storia di Neve - Mauro Corona

Storia di neve: un romanzo intricato, cupo, ma con una protagonista indimenticabile.

  Neve è una bambina speciale: è la parte buona della strega Melissa, e ben presto comincerà a compiere eventi miracolosi (la sua storia era già stata accennata in un libro precendente, L'ombra del bastone).
Neve vive a Erto, paese Natale di Corona, un piccolo villaggio che la penna dell'autore trasforma in un mondo straordinario. A Erto accadono le più sconvolgenti magie e i più crudeli misfatti; la poesia della natura, delle stagioni che cambiano, dei riti propiziatori, si fonde con la barbarie delle vendette e delle morti che coinvolgono i personaggi.

Nelle pagine di introduzione ai vari capitoli, Corona manifesta l'intenzione di scrivere un romanzo importante, che spicchi sugli altri, in qualche modo IL romanzo della sua vita. Proprio per questo, secondo me, a volte si fa prendere troppo la mano, indugiando su una serie di episodi loschi e intricati che appesantiscono la vicenda. Nei precedenti lavori è molto più essenziale e diretto, mentre in Storia di neve la trama generale ha la tendenza a sfuggirgli di mano.

Nonostante tutto, il libro merita certamente di esser letto! Neve è una protagonista indimenticabile, con la sua dolcezza e la sua malinconia. Ci sono anche altri personaggi notevoli, per non parlare dell'eccezionale bravura con cui sono descritti i paesaggi e i ritmi della montagna.

Ma c'è di più: Neve è un archetipo, un personaggio ricorrente nelle leggende e nelle favole dei luoghi freddi (vedi i post correlati indicati in calce). Il suo fascino deriva anche da questo. La fanciulla bellissima e triste, che proprio per la sua eccezionalità finisce per venire isolata dagli altri, e che alla fine della storia subisce un destino straziante, inevitabile e poetico... bè, senza dubbio tocca le note più profonde dell'animo, fa vivere il mito dell'angelo caduto.

Link utili:

Storia di neve - il libro

L'incanto della neve


Oggi via Monte Nevoso, che percorro tutti i giorni, rendeva veramente fede al suo nome.

Quest'anno è arrivato il regalo più bello di tutti: una montagna di neve!!
Prima di iniziare a viaggiare per studio, amore e lavoro, da piccola sono sempre vissuta in una calda città di mare e per me la neve era qualcosa che vedevo solo sui libri di favole.
Ora, invece... ecco la vista dal mio balcone!

Questa nevicata cade a pennello per il tema che voglio trattare nei prossimi post, cioè le leggende sulle fanciulle di neve. Si tratterà di un ciclo di post, collegati tra loro, che comprenderanno la recensione di un romanzo e la narrazione di due antiche leggende del Nord.
Quindi... rimanete sintonizzati su queste frequenze!!


venerdì 2 gennaio 2009

L'ospedale degli animali selvatici

(Rupert, un cucciolo di cervo della specie Muntjac)

Grazie ad un servizio fotografico pubblicato sul Corriere della Sera Web (31/12/2008), ho potuto vedere le immagini della clinica inglese St. Tiggiwinkles Wildlife Hospital, un vero e proprio ospedale per animali selvatici.

Quelle immagini mi hanno così intenerita e messa di buon umore, che sono andata a cercarmi il sito della clinica.
Ecco cosa si legge (in traduzione):

"Ci prendiamo cura di animali malati e feriti: ricci, tassi, uccelli selvatici, volpi, perfino rettili e anfibi"

(Una volpe di quattro settimane con una zampa ingessata)


"Ogni anno in Gran Bretagna più di cinque milioni di animali selvatici e uccelli vengono feriti come risultato diretto del loro incontro con il mondo degli uomini.
Siamo un ospedale specializzato, dedicato al salvataggio e alla riabilitazione di tutte le specie di fauna selvatica, mettendo a disposizione tutte le competenze veterinarie possibili."



Il sito è molto interessante: oltre a foto e raccolte fondi, mette a disposizione altro materiale per gli amanti degli animali. Organizza visite alla clinica e insegna addirittura a costruire una casetta per i ricci nel proprio giardino!

Per chi fosse interessato, ecco l'indirizzo: http://www.sttiggywinkles.org.uk/


(Un raro porcospino albino)