"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

venerdì 27 febbraio 2009

Amabili resti - Alice Sebold

Un argomento forte raccontato in maniera estremamente delicata: Amabili resti vi conquisterà con la sua malinconica tenerezza.

Il mio parere in breve

E' incredibile quanto un libro possa essere tragico e delicato nello stesso tempo.

Verso Amabili resti ho sempre provato attrazione, per quelle ragioni insondabili che ci indirizzano alla lettura di un'opera in particolare... l'argomento forte, il titolo (Lovely bones, a mio parere reso molto bene in traduzione), la copertina.
Tuttavia, non avevo trovato il coraggio di leggerlo, finora. La vicenda principale è terribile: Susie, una ragazzina quattordicenne, viene violentata e poi uccisa da un vicino di casa. La cosa spiazzante è che tutto è raccontato in prima persona dalla stessa Susie, che ora si trova nel suo Cielo, cioè il posto assegnatole nell'Aldilà.
La narrazione, pur essendo coinvolgente emotivamente, non scade mai nel patetico o nello strappalacrime. Susie racconta i suoi ricordi con tenerezza, a volte con ironia e sempre con un'incredibile delicatezza.

Ma non è un libro incentrato solo sui ricordi. Susie ha lo sguardo rivolto verso il mondo dei vivi, verso la famiglia e gli amici della sua città.
Ognuno ha un modo diverso di reagire: chi fugge, chi è ossessionato dal suo ricordo, chi cerca di andare avanti. Il fragile padre, il fratellino minore, la bella e determinata Lindsey, sorella quasi coetanea che cresce troppo in fretta: questi ed altri personaggi entrano nel cuore del lettore.
Libro da leggere e amare, suggellato da un finale liberatorio.

Qualche link utile:

Amabili resti, il libro

Amabili resti, il film

lunedì 23 febbraio 2009

Come d'incanto

Film che segna il ritorno della magia Disney, un ritorno che mescola fiaba e ironia: parodiando sé stessa, l'industria delle favole ha saputo tirare fuori dal cilindro una pellicola brillante, colorata e sognatrice!

L'inizio del film, in versione cartoon, riprende tutti gli stereotipi dei cartoni sdolcinati di una volta: la bella principessa canterina, i suoi amici animali, l'attesa del vero amore, il coraggioso principe... finché non interviene la tipica strega cattiva, che per punizione scaraventa la povera principessa Giselle in un luogo dove "Nessuno vive mai felice e contento"... cioè la New York dei giorni d'oggi!
Qui Gisele incontrerà Robert, un serio avvocato divorzista che ha ben poco del principe azzurro, ma farà vacillare la sua idea dell'amore...


Giselle, con i suoi occhioni ingenui e gli improvvisi scoppi d'entusiasmo, in cui di punto in bianco si mette a cantare, è veramente una protagonista divertente: chi la circonda non riesce a capire se è solo una svitata o una vera principessa delle favole.

Da segnalare le coreografie bellissime, su tutte svetta la danza corale di Dille che l'ami. Molto interessante, nel DVD, l'approfondimento su come è stata girata la scena (qui apprendiamo che tra i ballerini c'è uno spazzacamino originale di Mary Poppins!).
Altra cosa affascinante, il continuo riferimento a personaggi, battute, oggetti e situazioni dei vecchi cartoni Disney. Tra i mille rimandi rintracciabili, ve ne propongo tre:
-Il ristorante Bella Notte, lo stesso di Lilly e il Vagabondo
-La rosa dentro la teca di vetro di La Bella e la Bestia, a casa di Giselle
-Quando Giselle accompagna Robert a lavoro e rimane affascinata dall'acquario, in sottofondo si sente il motivo principale de La Sirenetta. E non è tutto: la segretaria di Robert, che compare nella stessa scena, è la doppiatrice originale di Ariel!

giovedì 19 febbraio 2009

Persi in un buon libro - Jasper Fforde

Persi in un buon libro: secondo capitolo della saga firmata dall'inglese Jasper Fforde (il primo l'ho recensito qui), ancora più scoppiettante, fantasioso e divertente del precedente!


Ci troviamo sempre in una Terra parallela in cui la letteratura riveste un ruolo di primaria importanza: la gente si cambia il nome per averlo uguale ai personaggi dei romanzi preferiti, viene coinvolta in risse per accaparrarsi volumi da collezione, custodisce i libri in cassaforte ecc.
In questo mondo ci si può addirittura avventurare tra le pagine di un libro, se si ha particolare talento!!


La protagonista, Thursday Next, è diventata una celebrità grazie all'impresa narrata nel libro precedente. La perfida corporazione Goliath, però, le gioca un tiro davvero crudele per ricattarla e inoltre qualcun altro comparirà per vendicarsi di un vecchio nemico... per fortuna ci sono i personaggio dei libri ad aiutarla!
Next incontrerà lo Stregatto, l'irresistibile Miss Havisham (personaggio di "Grandi speranze"), subirà un processo nientemeno che dal giudice de "Il processo" kafkiano, chiacchiererà amabilmente con Marianne di "Ragione e sentimento" e via così per tutto il libro!


Lo stile di Persi in un buon libro è brillante, ironico, intriso di humour inglese; il finale lascia con l'acquolina in bocca per scoprire lo sviluppo della vicenda nel libro successivo.
Perfino la protagonista, Thurday, è un po' meno "tutta d'un pezzo" rispetto al primo libro, nonostante dimostri sempre sangue freddo da vendere.
La saga procede dunque di bene in meglio, sono impaziente di immergermi nel terzo "buon libro"!

Per leggere questo romanzo, cliccate di seguito: Persi in un buon libro


Vuoi leggere le recensioni degli altri libri? Clicca qui:
1) Il caso Jane Eyre

3) Il pozzo delle trame perdute

4) C'è del marcio

domenica 15 febbraio 2009

Amore & Rock and Roll


In questi giorni Lozirion ha lanciato una sfida: trovare le 20 canzoni d'amore più belle!
Come idea mi è piaciuta molto, e non dico per la sfida in sè, ma per il dover pensare alle canzoni che ci fanno battere il cuore.
Pubblico quindi il mio elenco... non sono tutte canzoni rock, ma per la maggior parte sì. Diciamo un buon 80%!


1) Don't cry --> Guns'n'Roses

2) Nothing else matters --> Metallica

3) Wilde Word --> Cat Stevens

4) November rain --> Guns'n'Roses

5) Angie --> Rolling stones

6) Don't speak --> No doubt

7) All my love --> Led Zeppelin

8) One --> U2

9) Romeo & Giuliet --> Dire Straits

10) Somebody to love --> Queen

11) Fields of gold --> Sting

12) (Everything I Do) I Do It For You --> Bryan Adams

13) Tra nuvole e lenzuola --> Negramaro

14) Lady D'Arbanville --> Cat Stevens

15) Your song --> Elthon John

16) The Moorlough Shore --> Sinead O'Connor

17) Only if --> Enya

18) Always --> Bon Jovi

19) My immortal --> Evanescence

20) Zucchero --> Indaco dagli occhi del cielo


Postilla doverosa... dedico tutte queste canzoni a quel tipo che me le ha fatte conoscere quasi tutte... quello con cui vivo e ascolto sempre Virgin Radio... avete capito chi è?? No, non il mio gatto! 
(Parentesi personale - più breve possibile - ricordo che la prima volta che siamo rimasti da soli in casa sua ha messo One degli U2, una tra le mille canzoni che mi ha duplicato quell'estate. Ed è stato sempre lui a farmi conoscere e amare follemente i Guns'n'Roses).

E ora lascio la parola ai lettori... quali delle canzoni elencate fanno emozionare anche voi?

giovedì 12 febbraio 2009

Cotechino in crosta di pasta sfoglia


Ricettina ideale per i mesi freddi, scoperta sulla rubrica "Gusto" del TG5.
Direi che il suo pregio constiste soprattutto nell'essere un piatto particolarmente "leggero"!! Ma a  parte gli scherzi, si tratta di una ricetta per gustarsi la vita e anche per rendere originale il solito cotechino!

Ingredienti

  • 1 cotechino
  • 40 grammi di spinaci
  • un rotolo di pasta sfoglia
  • 2 uova
  • parmigiano
Io ho utilizzato uno di quei cotechini confezionati che si trovano nei supermercati. Il tempo di cottura indicato era quaranta minuti: prima l'ho fatto bollire per mezz'ora (perché poi deve proseguire la cottura in forno), poi l'ho spellato.
Nel frattempo, ho fatto cuocere gli spinaci con sale e un pochino d'acqua, dopodiché li ho tritati. In una ciotola, li ho amalgamati col parmigiano grattugiato e l'uovo sbattuto con un po' di sale.

Ho spalmato il composto sulla pasta sfoglia stesa, poi ci ho posto sopra il cotechino e l'ho avvolto bene, sigillando i bordi. Sopra ci ho spennellato un altro uovo sbattuto.
Un'altra mezz'oretta di cottura in forno a 180 gradi e... buon appetito!

domenica 8 febbraio 2009

101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita - Micol Beltramini

Per iniziare a parlarvi di 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita, voglio condividere una citazione dal libro:

"...preparatevi a conoscerla, corteggiarla e amarla come una donna, altera ma accessibile, orgogliosa ma di mente aperta, gran lavoratrice, severa, schiva [...] viva di passioni segrete e nascoste".

[Nota: per saperne di più sulle cose da fare a Milano dal lato pratico, clicca sulla pagina dedicata ]

101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita mi è stato regalato da un milanese DOC, perciò per prima cosa non posso far altro che consigliarlo a tutti i milanesi d'adozione come me... coloro che per lavoro si sono trovati in questa città, che si sono sentiti dire da famiglia e amici "ma cosa ci vai a fare... è troppo grande, troppo pericolosa, troppo trafficata" ecc; coloro che devono ambientarsi, farsi le ossa, imparare ad amare una metropoli così piena di contraddizioni.

Ma lo consiglio anche ai milanesi d'origine che magari non conoscono ancora tutti i segreti della loro città, e a chi ha voglia di fare qualche viaggetto turistico che vada oltre il Duomo e le vie della moda.
I tesori più belli di Milano, infatti, sono nascosti, bisogna avere una guida per scoprirli. E l'autrice ci prende per mano in veste di guida spiritosa, curiosa, allegra, che infonde una voglia matta di esplorare i posti descritti.

Ed ora un giochetto... vi trascrivo qualcuno dei punti più particolari e vi domando: quale vi incuriosisce di più? E quale conoscete già?
  • Vedere l'interno della scala senza pagare il biglietto
  • Riscoprire l'olfatto all'orto botanico di Brera
  • Porgere omaggio a una tra le fiabe più famose del mondo davanti alla sua statua dimenticata
  • Trovarsi di punto in bianco davanti ad uno stormo di fenicotteri rosa
  • Farsi confezionare un nano da giardino su misura dalla Fornace Curti
  • Sentirsi piccoli piccoli di fronte al cavallo di bronzo più grande del mondo
Per scoprire tutte le altre curiosità non vi resta che acquistare il libro: 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita 

martedì 3 febbraio 2009

Revolutionary Road


In molte presentazioni ho letto che il tema centrale di questo film è il conformismo, il dramma della giovane coppia che prova ad uscire dalle convenzioni della società borghese anni '50.
Io penso, invece, che sia un film sull'incapacità di comunicare: una frase che spesso i personaggi dicono tra loro è "stai zitto", alternato con "non parlare". 
I due protagonisti non sfuggono alla regola... litigano selvaggiamente per buona parte della storia, oppure si isolano l'uno dall'altra. Il solo momento in cui vanno d'accordo è quello in cui progettano una sorta di fuga da tutto (da loro stessi?), ma non appena sorgono le prime difficoltà ognuno riprende cocciutamente la propria strada. La scena finale, poi, è l'emblema della negazione del dialogo.

Ma lasciando da parte queste elucubrazioni, direi semplicemente che non mi sento di consigliare questo film. Perlomeno, non a chi è molto sensibile e si fa coinvolgere dalle storie raccontate su pellicola o su carta. Non è semplicemente un film drammatico, è proprio un film di un pessimismo nero, difficile da digerire.

L'unica cosa che salvo è l'interpretazione dei protagonisti, veramente eccellenti. Kate Winslet, in particolare, è fantastica: perfetta nella parte iniziale di donna affascinate (nella prima scena in cui appare sembra una vera diva degli anni passati), ma anche nel rendere la vena di follia che prenderà nel corso del film il suo personaggio.