"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

domenica 29 marzo 2009

The millionaire


E' sera e tutta l'India, dai quartieri poveri alle ville di lusso, sta seguendo lo show "Il milionario". Sì, proprio quello che c'è anche in Italia.
Il primo concorrente è Jamal, un diciottenne che sa a malapena leggere e di mestiere fa "l'uomo del tè" in un call-center. Inaspettatamente, domanda dopo domanda, arriverà fino alla penultima risposta... ma alla fine del programma, viene prelevato dalla polizia e sottoposto ad un brutale interrogatorio. Come faceva a sapere le risposte? Riuscirà a dimostrare si aver detto la verità?

La trama del film si sviluppa proprio in questo modo: attraverso le spiegazioni di Jamal alla polizia, ripercorriamo tutta la sua vita. 
Inizialmente le scene sono molto dure, visto che si parla della sua infanzia nelle bidonville. Qui i bambini vivono in mezzo alla spazzatura, si mantengono con furti ed espedienti di ogni genere, sono sfruttati in modo crudele dagli adulti. 
Col passare del tempo, però, veniamo anche a conoscenza del grande amore di Jamal: la bellissima e sfortunata Latika. E' per lei che il ragazzo ha deciso di partecipare allo show.

Questo è decisamente un film che merita di essere visto al cinema: i colori, la musica, i personaggi sono uno spettacolo bellissimo, che travolge lo spettatore. Segnalo in particolare le riprese delle baraccopoli dall'alto e la scena delle donne che lavano i loro coloratissimi vestiti al fiume.

E' anche un modo per avvicinarci ad una cultura così distante dalla nostra. Certo, non si può capire un Paese solo con un film, che per giunta mostra molti elementi romanzati. Ma credo lo stesso che possa almeno farci riflettere su una popolazione così affascinante e piena di contraddizioni. 
In assoluto, questo è il film che mi è piaciuto di più tra quelli distribuiti in Italia nel 2009.

Curiosità:
  • "The Millionaire" ha vinto 8 oscar: miglior film, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, sonoro, colonna sonora, canzone (Jai Ho di A. R. Rahman), regia. 
  • I due bambini che interpretano Jamal e Latika da piccoli (Azharuddin Ismail e Rubina Ali) vivevano veramente in una bidonville. Questo ha spinto le autorità indiane a donare loro una vera casa. Una goccia nell'oceano...
  • Il film è tratto dal romanzo "Le dodici domande" di Vikas Swarup.

mercoledì 25 marzo 2009

Il pozzo delle trame perdute - Jasper Fforde

Se il primo romanzo di Fforde mi era piaciuto con qualche riserva e il secondo mi aveva entusiasmata senza riserve, Il pozzo delle trame perdute mi ha letteralmente lasciata senza fiato. Per me è ancora più bello degli altri due!!

"Il pozzo delle trame perdute" è completamente ambientato nel mondo dei libri. Mi spiego meglio: la protagonista Thursday Next, che ha la facoltà di viaggiare all'interno dei romanzi, deve scappare dal mondo reale. Ha bisogno di un periodo di quiete, lontano dai suoi nemici, perciò si rifugia in un romanzo inedito. La sua nuova casa è una dimora galleggiante, posta su un pacifico lago.
Avventure spericolate e misteri, nonostante tutto, non l'abbandoneranno affatto! Visitando il pozzo del titolo, Next conosce venditori di trovate narrative, si scontra con parassiti della grammatica (i grammasiti) e contrabbandieri della prosa.

L'umorismo e la fantasia dell'autore non cessano mai di stupire. Si assiste ad una "seduta di autocoscienza sulla collera" tra i personaggi di Cime tempestose, si viene a sapere dei frequenti scioperi indetti dai personaggi di filastrocche, conte e canzoncine (ecco perché spesso non ricordiamo i testi della nostra infanzia... i protagonisti sono in sciopero!), si partecipa al Premio del mondo dei libri. Quest'ultimo è una specie di Oscar con categorie come "trama più incomprensibile" o "personaggio di Jane Austen più esasperante."
Il finale risolve alcuni misteri, ma ne lascia aperti molto altri. Sono impaziente di iniziare il quarto libro, già prelevato dalla biblioteca!

Per leggere questo romanzo, cliccate di seguito: Il pozzo delle trame perdute

Vuoi leggere le recensioni degli altri libri della saga? Clicca qui:

domenica 22 marzo 2009

Piante, aromi e miti di primavera


Celebrare la Primavera

E' stato un inverno tra i più rigidi, come non se ne vedevano da molto tempo, ricco di nevicate e temperature sotto zero. La nuova stagione, quindi, arriva più gradita che mai!

In questo periodo viene voglia di celebrare la Primavera con piante e sementi. Non occorre avere un giardino, basta un piccolo balcone per avere il nostro angolo di verde! E non occorre nemmeno piantare fiori e arbusti ricercati e difficili da coltivare. Le piante più semplici, come quelle aromatiche, richiedono poche cure e sono molto utili in cucina! Nel mio terrazzo ho piantato basilico, salvia, menta, rosmarino e alloro.

Miti di primavera

Nella cultura greco-romana il risveglio della natura era simboleggiato dal ritorno della dea Proserpina (in greco Persefone) presso la madre Demetra (o Cerere), dea delle messi. Proserpina doveva rimanere sei mesi presso il marito Ade, nelle profondità degli inferi: in questo periodo la madre era così triste che non faceva crescere più niente sulla terra. Quando però la figlia tornava per i successivi sei mesi alla luce del sole, Demetra era così felice che ricominciava a far nascere gemme, fiori, frutti e piante.

Presso la cultura celtica la festa più importante della primavera era Beltaine. Si celebrava il 30 aprile e rappresentava la fertilità e il ritorno della luce. Grande importanza rivestiva l'accensione di fuochi sacri, dedicati al dio Bell (o Belenos; da qui il nome della festa). In questa notte magica si diceva che fate e folletti si rendessero visibili agli occhi umani!

martedì 17 marzo 2009

Tortino di patate (Rösti)

Io adoro l'Alto Adige e le sue gustose specialità. 
Il tortino di patate, nome originale Rösti, è uno dei tipici piatti altoatesini. L'ho personalizzato con la scamorza e vi garantisco che viene buonissimo!


Ingredienti per 4 persone

  • 750 g di patate
  • 60 g di scamorza affumicata
  • 1 cipolla
  • sale, pepe, olio evo
Grattugiate le patate e la scamorza, tritate finemente la cipolla e mescolate gli ingredienti tra loro.  Condite con sale e pepe. 
Fate scaldare l'olio in una grande pentola antiaderente, poi versarvi il composto e schiacciatelo con una paletta in modo uniforme. Cuocete per 15 minuti a fuoco medio, poi girate il tortino. Non preoccupatevi se in questa fase si sfalderà: potrete ricomporlo facilmente con l'ausilio della paletta, per poi farlo cuocere altri 10 minuti.
Un volta pronto, fatelo scivolare su un piatto da portata e... buon appetito!

domenica 15 marzo 2009

Il diario di Vele - Finalmente un contratto!!

Non mi piace tantissimo parlare delle mie faccende nel blog: di solito preferisco raccontare storie oppure scrivere cose utili come recensioni di libri o film, ricette, ecc.
Devo ammettere quindi che mi sta un po' spiazzando il risultato del sondaggio su ciò che preferite in un blog: il 40%, cioè la maggioranza, finora ha votato di preferire le pagine di diario! Direi che questo mi autorizza a tediarvi con i fattacci miei!

A parte gli scherzi, la cosa buffa è che ormai molti amici che vedo poco sono informati sulla mia vita proprio grazie al blog. E in questi giorni mi è accaduta una cosa che vorrei esternare a tutti!

Chi segue "Colorare la vita", ha già potuto leggere della faticosa scalata al lavoro che una persona neolaureata deve affrontare: corso di formazione, colloqui, la difficoltà di trovare uno stage finalizzato all'assunzione. Tutto ciò mi aveva spinta a mettere il tanto sospirato contratto in cima ai desideri nella lettera per Babbo Natale. E a quanto pare il buon Babbo mi ha accontentata!
Eh sì... vi comunico ufficialmente che non sono più una stagista!! Finalmente ho un contratto vero e proprio, con i contributi pagati all'Inps e una retribuzione leggermente maggiore (sempre bassa, ma è già un passo avanti)!! La durata, poi, di questi tempi si può definire lunga... ben 9 mesi!

E non è tutto! Mi sposterò dalla sede centrale ad una filiale aperta da poco, dove diventerò Responsabile di Selezione. Questa scelta è stata dettata dalla crisi economica... il mio posto in sede era rischio: visto che le aziende non investono più e aprono pochissime ricerche, due selezionatori erano ormai troppi. Per fortuna si è liberato un posto in filiale!

Mi farà strano essere solo in due, ovvero io e il ragazzo che si occupa della parte commerciale, visto che sono abituata ad essere circondata da un sacco di colleghi. E sarà una responsabilità, visto che ormai mi dovrò occupare in autonomia di tutti gli aspetti amministrativi... senza contare il fatto che la filiale stessa è a rischio chiusura a causa della crisi! Però non posso fare a meno di essere felice, per me è un importante traguardo e una sfida!

Domani primo giorno di lavoro in filiale... sono elettrizzata!!

mercoledì 11 marzo 2009

Moon over Bourbon Street

Oggi voglio proporvi una storia, un racconto gotico e romantico... si chiama "Luna su Bourbon Street".


C’è la luna su Bourbon Street stanotte
vedo volti che passano sotto pallidi lampioni
Non ho scelta, devo seguire il richiamo
le luci scintillanti, la gente, la luna e tutto il resto...
Prego ogni giorno di essere forte
so che faccio qualcosa di sbagliato.
Oh, non potrete mai vedere la mia ombra
o udire il suono del mio passo
se c'è la luna su Bourbon Street.


Era tanto tempo fa, quando sono diventato ciò che sono
sono stato intrappolato in questa vita
come un agnello innocente
ora non posso mai mostrare il mio viso a mezzogiorno
e potrete solo vedermi camminare sotto la luce della luna,
la tesa del mio cappello nasconde gli occhi di una bestia
ho il volto di un peccatore, ma le mani di un prete.
Oh, non potrete mai vedere la mia ombra
o udire il suono del mio passo
se c'è la luna su Bourbon Street.


Lei cammina ogni giorno lungo le strade di New Orleans
è innocente e giovane, figlia di una famiglia facoltosa
sono stato molto tempo sotto la sua finestra, di notte
combattendo contro il mio istinto, sotto la pallida luna.
Come posso sentirmi così, mentre prego Dio nel cielo?
Devo amare ciò che distruggo, e distruggere ciò che amo
Oh, non potrete mai vedere la mia ombra
o udire il suono del mio passo
se c'è la luna su Bourbon Street.

Amo molto questo testo. Voi lo conoscete? Si tratta di Moon over Bourbon Street del meraviglioso e bravissimo Sting. Se non l'avete mai sentita, vi consiglio di correre a farlo... se le parole sono coinvolgenti, infatti, la musica lo è altrettanto!
La traduzione è mia, sono stata piuttosto letterale (se la usate, vi prego di citarmi, per favore!). Ma ecco il testo originale. Enjoy!

There's a moon over Bourbon Street tonight
I see faces as they pass beneath the pale lamplight
I've no choice but to follow that call
The bright lights, the people, and the moon and all
I pray everyday to be strong
For I know what I do must be wrong
Oh you'll never see my shade
or hear the sound of my feet
While there's a moon over Bourbon Street

It was many years ago that I became what I am
I was trapped in this life
like an innocent lamb
Now I can never show my face at noon
And you'll only see me walking by the light of the moon
The brim of my hat hides the eye of a beast
I've the face of a sinner but the hands of a priest
Oh you'll never see my shade or hear the sound of my feet
While there's a moon over Bourbon Street

She walks everyday through the streets of New Orleans
She's innocent and young, from a family of means
I have stood many times outside her window at night
To struggle with my instinct in the pale moonlight
How could I be this way when I pray to God above?
I must love what I destroy and destroy the thing I love
Oh you'll never see my shade or hear the sound of my feet
While there's a moon over Bourbon Street

domenica 8 marzo 2009

Il curioso caso di Benjamin Button

Guardare questo film significa immergersi in una storia curiosa e poetica: la favola di Benjamin, che nasce con le dimensioni di un bebè, ma l'aspetto di un vecchio. Col passare del tempo, il nostro eroe cresce e ringiovanisce al tempo stesso, sempre di più... la chiave di tutto pare essere un misterioso orologio con le lancette che corrono al contrario.

L'inizio della vicenda risale al primo dopoguerra: la fotografia è molto retrò, con effetti pittorici e colori in seppia. Man mano che il tempo passa, però, anche la coreografia cambia. E' come se la pellicola stessa ringiovanisse, insieme a Benjamin.

Film molto tenero, fantasioso e commovente, ricco di personaggi interessanti: la forte e affettuosa madre adottiva del protagonista; il capitano tatuato, mezzo lupo di mare e mezzo artista; il vero padre di Benjamin, in preda ai rimorsi; la bambina dagli occhi blu che giocherà un ruolo decisivo nella storia, e tanti altri. 
Dedicato a tutti coloro che amano le fiabe e le trame originali!

martedì 3 marzo 2009

Misteri a quattro mani - Un pomeriggio difficile per il filosofo

Cari lettori,
sono lieta di presentarvi il progetto Misteri a quattro mani, una serie di racconti scritti insieme all'amico Alfa, che gestisce Il lago dei Misteri... un blog affascinante, che potrà farvi conoscere leggende molto interessanti!

La voce narrante di questo primo racconto è proprio Alfa; il Filosofo è uno dei personaggi che popolano il Lago dei Misteri; la Villeggiante, invece, è del tutto inedita. Grazie a lei e ad Alfa potrete scoprire i collegamenti storici e leggendari tra la grande Milano e il Lago dei Misteri.

Ma ora smetto di blaterare e vi lascio alla lettura!


Un pomeriggio difficile per il filosofo

E’ un Filosofo dall’aria provata quello che mi accoglie nella sua bottega. Non faccio in tempo a togliermi il cappello, che inizia a sfogarsi.

«Accidenti alla tua idea di raccontare di me nel tuo blog!» esclama. «Da quando hai iniziato, il numero di personaggi strampalati che frequentano questo posto è decisamente aumentato!»
«Cosa ti è accaduto?» sorrido. «Un cacciatore di vampiri? O era un sensitivo in contatto con entità aliene?»
«Macché! Quelli almeno li riconosco al primo sguardo» scrolla le spalle «e so come liquidarli. Quella che è venuta oggi invece sembrava una normale ragazza milanese. Per quanto possa essere normale una ragazza milanese, chiaramente…»

Il Filosofo non è misogino. Solamente, come ho già avuto modo di dire, ha una relazione sentimentale che sarebbe un eufemismo definire “complicata”. Così, alle volte, ha delle uscite un po’ rudi…

«All’apparenza normale, quindi…» lo esorto a continuare.
«Sì. La classica ragazza in jeans e scarpe da ginnastica, come se ne vedono tante, ma questa era normale solo all’apparenza. Come prima cosa mi si è piantata davanti e fissandomi mi ha detto: “Ho elementi per dire che ci sono collegamenti interessanti tra questa zona e Milano. Lei cosa ne pensa?” Poi si è messa a guardarmi in silenzio con gli occhioni sgranati sotto la frangetta, in attesa di una risposta.»
«Non si può certo definire una domanda semplice» ridacchio «di elementi interessanti me ne vengono in mente a dozzine…»
«Infatti!» esclama il Filosofo. «Le stavo parlando degli antichi confini della Riviera d’Orta e del Ducato di Milano, dei Visconti e del Duomo e dei barconi che viaggiavano ad ufo, quando mi ha veramente spiazzato.»
«Cosa ha fatto?» Domando incuriosito.
«Non riuscivo a crederci: ha tirato fuori un grande quadernone, con la copertina rossa e un sacco di foto, schizzi e post it che spuntavano ovunque dalle pagine e ha iniziato a prendere appunti su tutte le cose che dicevo. A quel punto ho cominciato a sudare freddo. Mi sentivo teso come se fossi ad un colloquio di lavoro. Mentre  terminavo di farfugliare qualcosa mi ha chiesto di precisare in che modo fosse coinvolto il Duomo.»
«Ma chi era?» domando divertito. «Una poliziotta?»
«Non lo so! ma mi sembrava davvero un’inquisitrice… A quel punto ho cercato di liberarmi di lei rispondendo il più laconicamente possibile. Così le ho risposto, evasivo, che i rapporti con il Lago d’Orta riguardavano la facciata antica del Duomo. Ma lei, cocciuta, mi ha chiesto: "in che modo si differenziava dalla facciata attuale?"»
«Benedetta ragazza» rido «voleva una lezione di storia dell’arte?».
«Di più! Voleva un giudizio estetico. Infatti mi ha chiesto subito dopo se preferivo la facciata chiara in marmo di Candoglia o quella antica in alternanza col marmo nero di Oira…»
«E tu cosa preferivi?»
«…a quel punto ho guardato l’ora e ho detto che dovevo chiudere. Per fortuna mancava davvero poco, così l’ho sospinta verso la porta e l’ho cacciata fuori.»
«Mi deludi» scuoto la testa. «Trattare così una gentile turista… chissà come ci sarà rimasta male…»
«Per prima cosa» il Filosofo solleva l’indice verso il soffitto «quella non era una turista, ma una villeggiante: mi ha detto infatti di avere una casa da queste parti, ma non ho capito dove. Secondo, quella ragazza mi mette veramente a disagio con tutte le sue domande. Terzo, non si è minimamente offesa. Anzi, non ha proprio capito di essere stata cacciata fuori, quella! Mi ha ringraziato per la gentilezza e tutta allegra mi ha detto che tornerà di sicuro a trovarmi. Lei e quel suo benedetto quaderno rosso!»
«Un momento!» lo interrompo «Ricordi le parole della Maga? “Vedo il rosso salire da Oriente, portando per voi molte domande. Il lago dei Misteri sarà diverso, dopo.” Ti ricordi quanto ci siamo preoccupati?»
«Oh no!» esclama il Filosofo. «Oltre a Caronte coi suoi racconti etilici; oltre al Maestro coi suoi dannati sigari; oltre alla Maga con le sue strane visioni… d’ora in poi mi toccherà anche la Villeggiante, con le sue domande a mitraglia! Per non parlare di te e dei tuoi misteri, naturalmente! Ma sai cosa faccio?»
Scuoto la testa, ma già un brivido mi percorre la schiena.
«La prossima volta, come mette piede nella mia bottega spedisco la Villeggiante dritta dritta da te!»