"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

domenica 31 maggio 2009

Julia - L'ombra del tempo (fumetto di G. Belardi)


Julia è una criminologa poco più che trentenne, insegna all'Università e contemporaneamente collabora con la Procura o presso clienti privati per svolgere indagini investigative.
Grandi occhi a mandorla scuri, tratti dolci alla Audrey Hepburn, fisico sottile e flessuoso... gran parte del fascino di questo fumetto sta proprio nel suo magnetismo.

La cosa divertente è che molti comprimari hanno un aspetto tratto da attori famosi: la governante Emily sembra Whoopy Goldberg, il sergente Ben Irving ricorda John Goodman, mentre il tenente Webb (il mio preferito) ha il volto di John Malkovich.

Il volume "L'ombra del tempo", raccoglie tre storie (L'ombra del tempo, Chi è Christine, Skip il ladro) che ricalcano il classico schema dei racconti gialli-polizieschi: la richiesta d'aiuto, il caso da risolvere, intrighi e inseguimenti.
Se i personaggi mi sono sembrati molto buoni, ho trovato le trame spesso prevedibili. Quella che mi è piaciuta di più è stata "Chi è Christine?", che intreccia un mistero della famiglia di Julia con le indagini su una ragazza dal passato ambiguo.

Il disegnatore cambia in ogni episodio.
Per "L'ombra del tempo" c'è Pietro Dall'Agnol, dal tratto un po' troppo sporco per i miei gusti; "Chi è Christine" è stato invece realizzato da Laura Zuccheri: veramente brava, tratto pulito e caratterizzazione deliziosa di Julia. "Skip, il ladro" è stato disegnato da Marco Soldi (con la collaborazione di Laura Zuccheri). I personaggi, in questo caso, sono resi in modo molto personale, perfino caricaturale. Ciò mi è piaciuto per la caratterizzazione degli studenti o del piccolo Skip, un po' di meno per Julia, resa troppo spigolosa e mascolina.

mercoledì 27 maggio 2009

Il profumo del pane alla lavanda - Sarah Addison Allen

Magia, amore e buona cucina: ecco gli ingredienti de Il profumo del pane alla lavanda, romanzo leggero e piacevole.
La storia

Claire Waverley conduce un'esistenza solitaria nella vecchia casa di famiglia. La sua specialità è saper cucinare con le erbe e i fiori magici del suo giardino: ogni pianta ha un potere diverso.

In realtà tutte le donne della famiglia Waverley hanno un dono speciale. La cugina Evanelle, ad esempio, dona alle persone oggetti che si rivelano sempre utili, nonostante le apparenze iniziali.
Riuscirà a scoprire il suo talento anche la sorella minore Sidney, piombata in casa di Claire dopo una fuga burrascosa, durante la quale ha messo al mondo una bambina?

Commento

Ho preso in biblioteca Il profumo del pane alla lavanda attirata dalla bellissima copertina e dalla particolarità del titolo (che in versione originale è però Garden Spells, cioè Gli incantesimi del giardino, titolo ugualmente bello e più attinente alla trama... non capirò mai certe "traduzioni").

La storia cade in molti luoghi comuni: la sorella maggiore bruna e asociale, la minore biondina e vivace (stereotipo già incontrato qui); lo sviluppo scontato dei rapporti sentimentali; il finale zuccheroso.
Devo dire che ci sono anche delle trovate carine, come l'insolito potere di Evanelle e la magia del giardino e della casa, che a volte prendono vita. Bella l'idea del melo "animato" che fa rotolare ai piedi delle persone i suoi frutti, rivelatori del momento più importante della propria vita.

Nel complesso, un libro leggero e piacevole. Non darà chissà quali spunti di riflessione, ma è l'ideale per svagarsi e magari per riprendere un po' di fiato dopo qualche lettura impegnativa.

Se volete leggerlo anche voi, ecco un link utile: Il profumo del pane alla lavanda - Sarah Addison Allen

domenica 24 maggio 2009

Star Trek



TRAMA

I giovani membri dell'Enterprise, appena usciti dall'accademia, stanno per conoscersi ed affrontare la loro prima missione importante.
L'avversario da sconfiggere è Nero, che sembra odiare a morte Spock... ma il Vulcaniano non ricorda di averlo mai conosciuto. Comincia così una storia mozzafiato, che mescolerà passato, presente e futuro.


COMMENTO

Ho letto molte recensioni entusiaste di questo film, e vi avviso subito che la mia sarà altrettanto entusiasta! Non mi importa di essere ripetitiva, perché ho veramente motivo di lodare il regista J. J. Abrams e gli sceneggiatori Alex Kurtzman e Roberto Orci.

La storia è ovviamente avvincente, non lascia un attimo di respiro. Quello che mi ha convinta, però, è il fatto che si tratta di una trama dotata di complessità, dove si parla di sbalzi temporali e buchi neri dagli effetti imprevisti, in pieno stile del classico Star Trek. 
A questo punto, sarà ora di smascherarmi: io sono una vera fan della prima serie, cresciuta guardando le avventure dell'Enterprise! E questo film ha conciliato due cose apparentemente impossibili: mantenere lo spirito dell'originale e allo stesso tempo reinventarlo dall'inizio (chi lo guarderà capirà il perché).

Ma c'è un elemento che mi ha esaltata ancora di più, ovvero il cast azzeccatissimo. Per una volta non ho nessuna critica, tutti gli attori mi sono sembrati in parte! Soprattutto lui: 


Questo attore è Zachary Quinto. Ho letto su Ciak che è stato il primo ad essere scelto, presentandosi al casting con le sopracciglia rasate e i capelli tinti. 

Spock è sempre stato il mio personaggio preferito, con la sua ironia, la sua logica, il suo atteggiamento riflessivo e imperturbabile. Tutti questi elementi sono presenti nel film, ma non solo! A seguito di particolari eventi, si troverà ad esternare come mai fatto prima le sue caratteristiche umane (per i profani: Spock è metà vulcaniano e metà umano). Credo che tutti i fan della serie abbiano sempre voluto vederlo alle prese con certi sentimenti ed emozioni... bè, tutti non so, ma io di sicuro sì!!

A parte le mie preferenze, devo ammettere che tutti i personaggi sono approfonditi e ben caratterizzati.
Il futuro capitano Kirk è un vulcano di energia, ribelle, sempre alle prese con sfide da affrontare o con belle aliene da sedurre! 
Uhura, intelligente e bellissima studentessa di xeno linguistica, è protagonista più di quando lo fosse nella serie; Sulu si esibisce in un combattimento da samurai in cui straccia perfino Kirk; Scotty è un irresistibile ingegnere con la battuta sempre pronta; Checov è un tenero genietto di appena 17 anni; il Dr. McCoy, infine, dimostra il suo carattere deciso e un po' incosciente.
Non posso che concludere dichiarando ancora tutto il mio entusiasmo da fan!!

mercoledì 20 maggio 2009

La Duchessa



LA STORIA


Georgiana Spencer, divenuta poi la Duchessa Georgiana Cavendish, è una figura storica realmente vissuta.

Nata nel 1757, si sposò col facoltoso Duca di Cavendish e divenne una donna molto potente e amata dal popolo. Si narra che fosse bellissima, brillante, che dettasse le mode del momento; amava la politica e aveva vizio del gioco. 

Uno dei pochi uomini a non amarla era però il marito, soprattutto perché tardò a dargli il tanto sospirato erede maschio. Presto si trovò un'amante, Lady Elizabeth Foster detta Bess, amica di Georgiana e da lei stessa presentata al consorte! Fino alla morte della Duchessa , i tre vissero insieme. La nostra eroina, però, si consolò imbastendo una relazione illecita con Charles Gray.

Ecco la Duchessa Georgiana in un ritratto di Thomas Gainsborough.


IL FILM

Da questa vicenda storica è stato tratto un film uscito al cinema nel 2008.

Mi è piaciuto molto! Non si perde in lungaggini, tiene viva l'attenzione dello spettatore grazie alla bellezza delle ambientazioni e dei costumi (tra parentesi, ha vinto l'Oscar per i migliori costumi), alla forza dei personaggi e alla bravura degli attori

La protagonista, Keira Knightley, come al solito non delude e dona alla sua Duchessa una personalità che colpisce. Estremamente espressiva, fragile e sfrontata nello tempo, carismatica con gli uomini e amorevole con i figli, Keira buca lo schermo.
Un plauso va anche all'interprete del Duca di Cavendish, Ralph Fiennes, attore che non conoscevo ma che ho trovato eccezionale (anche perché la parte del marito brusco e antipatico non è tra le più facili da interpretare).
Azzeccata anche la l'attrice scelta per la "terza incomoda" Bess (Hayley Atwell), figura ambigua che dichiara di amare il Duca e la Duchessa allo stesso modo.
Non ho apprezzato però Grey, interpretato da Dominic Cooper... invece di un giovane appassionato, pareva più un tranquillo ragazzotto di provincia!

Il giudizio complessivo è decisamente buono, straconsigliato a chi ama i film in costume e la storia inglese!

sabato 16 maggio 2009

La fiera delle Vanità - Thackeray

Può un libro scritto nell'800 coinvolgere come e più di un romanzo contemporaneo? Sì, soprattutto se si tratta de "La fiera delle vanità". Questo bel tomo di 660 pagine scritte in piccolo mi ha catturata fin dall'inizio e mi ha spinta a divorare la storia con estrema voracità.

I punti di forza? Tanti, a cominciare dai numerosi personaggi, ognuno con la propria vita da raccontare. Thackeray dà importanza non solo a dame e capitani, ma anche ad anziane zitelle, borghesi decaduti, servi, bambini... ognuno con la propria individualità, i diversi sentimenti e le motivazioni che li spingono ad agire in un certo modo.

Naturalmente, ci sono delle figure che spiccano sulle altre. Le più importanti sono Rebecca ed Amelia, che compaiono per la prima volta come fanciulle appena uscite dal collegio.
In una scena iniziale memorabile, crediamo di capire i loro caratteri: mentre la ricca Amelia saluta le compagne piangendo, l'orfana Rebecca scaglia sprezzantemente il suo breviario fuori dalla carrozza. Ma nella Fiera delle Vanità, cioè nel mondo delle apparenze in cui viviamo, nulla è come sembra. Rebecca presto imparerà a recitare la parte della damina angelica per ingraziarsi la gente che conta, mentre Amelia conoscerà le durezze della vita.

Un altro elemento eccezionale è la causticità che permea le vicende narrate. Tutto è visto con la lente dell'ironia, nessuno è risparmiato... Thackeray fa sarcasmo sui suoi personaggi, su sé stesso ed addirittura sul lettore.

Romanzo insomma da non perdere, unico per attualità e vivacità.

Come conclusione, riporto una frase del libro:


Tutto è vanità, lo sappiamo, ma chi non confesserà di voler una parte di questa vanità? Vorrei sapere quale uomo sensato disprezza l'arrosto, soltanto perché è transitorio.

Se volete leggerlo anche voi, ecco un link utile:
La fiera delle vanità

lunedì 11 maggio 2009

Parco Ticino - Itinerario2: Lungo il fiume

Proseguiamo col racconto della gita al lago del Ticino...
Trovate la prima puntata QUI.
Dopo esserci avventurati nel bosco, siamo tornati indietro e abbiamo raggiunto Ponte Ticino.

Qui abbiamo preso il sentiero E1, oltrepassando il ponte: è un percorso che costeggia il fiume e si interrompe una volta raggiunto il ponte sospeso.
Come potete vedere, le abbondanti piogge dei giorni precedenti avevano gonfiato molto il livello delle acque, che sommergevano letteralmente alcuni alberi.



Trascrivo qualche brano tratto dai cartelli di introduzione al percorso:
Eccoci al centro del percorso denominato "dai Tre Salti al ponte di Turbigo", un sentiero che si snoda tra boschi ed acque e ci porta dal ponte di ferro di Turbigo al ponte sospeso dei Tre Salti.

Il percorso offre scorci panoramici di notevole intensità. Si alternano paesaggi silvestri e fluviali, in un mosaico di habitat che rendono questo luogo un sito di pregio di importanza comunitaria."
Per il resto vi rimando alle foto, alla luce e ai colori che abbiamo immortalato in quella giornata...

mercoledì 6 maggio 2009

Parco Ticino - Itinerario 1: Bosco Faggiole

Per iniziare la nostra escursione nel Parco del Ticino, Paolino ed io siamo partiti in mattinata verso Turbigo, piccolo comune in provincia di Milano, vicino al confine con Novara. Superata Turbigo (che visiteremo di sicuro una prossima volta, visto che presenta molte bellezze naturalistiche), siamo arrivati a Ponte Ticino. Qui abbiamo lasciato la macchina e abbiamo scelto di prendere un sentiero che si avventura all'interno, verso il bosco: il sentiero VM, cioè Vita Mayer. Al primo bivio abbiamo preso il sentiero BF, che sta per Bosco Faggiole.
Lungo il percorso è frequente vedere torrenti e canali, come quello che potete ammirare qui sotto.


Avete aguzzato la vista? Se sì, forse avete potuto scorgere un sottile ed elegante uccello al centro della foto.
Ed eccolo qui, catturato dallo zoom: un bellissimo airone, che sembra essersi messo in posa apposta per noi!


Circa a metà strada, si arriva ad un bivio: si può proseguire in direzione di Pavia, costeggiando il Ticino, oppure terminare il percorso ad anello del sentiero BF. Noi abbiamo optato per questa seconda scelta, però devo dire che ci è rimasta la curiosità di vedere anche l'altro sentiero... spero che potremo scoprirlo presto!
Mentre la prima parte del tragitto era più selvaggia, questo secondo pezzo ci è parso molto più dolce: ricco di prati in fiore, campi e qualche cascina sullo sfondo.


Forse qualcuno di voi si sarà chiesto la ragione del nome Bosco Faggiole. Ebbene, pare che le faggiole siano i frutti dei faggi: questo indicherebbe che, anticamente, questi alberi fossero presenti anche nella Pianura Padana. Attualmente, invece, crescono solo ad altitudini più elevate.


Il percorso è durato circa un'ora e mezza. Essendo un itinerario ad anello, alla fine ci siamo ritrovati al punto di partenza.
Qui, complice un bel tavolo di legno posizionato all'ombra degli alberi, ci siamo fermati per consumare il nostro pranzo al sacco: focaccia con prosciutto e zucchine, pomodorini, uova sode, pane e formaggio e tè aromatizzato alla menta (la menta del mio balcone!).
Naturalmente, abbiamo fatto attenzione a portare via ogni rifiuto, non lasciando nessuna traccia del nostro passaggio... perfino le formiche hanno ricevuto ben poche briciole, visto che siamo due buone forchette!
Dopo pranzo ci siamo avventurati lungo un altro sentiero, in cui abbiamo potuto vedere da vicino tutta la bellezza del fiume Ticino... ma di questo vi parlerò nel prossimo post, pubblicato QUI!

domenica 3 maggio 2009

Parco del Ticino: la pace della Natura

LASCIA CHE LA PACE DELLA NATURA
ENTRI IN TE,
COME I RAGGI DEL SOLE
PENETRANO LE FRONDE DEGLI ALBERI.

LASCIA CHE I VENTI
TI SOFFINO DENTRO LA LORO FRESCHEZZA
E CHE I TEMPORALI
TI CARICHINO DELLA LORO ENERGIA

ALLORA
LE TUE PREOCCUPAZIONI
CADRANNO COME FOGLIE IN AUTUNNO.

John Muir (1838 - 1914)
Esploratore, naturalista, scrittore

Questa frase è riportata su uno dei cartelli che accompagnano i visitatori all'esplorazione del Parco del Ticino. La foto che vedete è stata scattata proprio all'interno del Parco.
Gli itinerari da scoprire all'interno di questa oasi naturale sono tantissimi, io in questo ponte lungo ne ho fatti solo un paio e sono rimasta incantata... ma ve ne parlerò meglio nei prossimi post.
Restate sintonizzati su queste frequenze!
Aggiornamento! Post dedicati al Parco del Ticino (clicca sui titoli):

Parco Ticino - Itinerario 1: Bosco Faggiole