"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

mercoledì 29 luglio 2009

Il magico mondo dei pendolari: la Fata, il Corvo e il Conte


In questo primo anno di pendolarismo tra Paderno e Milano, ho stretto una bella amicizia con una viaggiatrice, Michela. Esile, grandi occhi di un azzurro chiarissimo, sempre allegri, capelli ramati. Sembra proprio uscita da un libro di racconti sulle fate irlandesi.

Ci vediamo ogni mattina e chiacchieriamo ininterrottamente fino all'arrivo.
Ma non con tutti i pendolari è così, anzi! Le affinità elettive sono capricciose e consentono di legare solo con pochi eletti, appunto. E così ti accade di vedere una persona ogni giorno, conoscere i suoi orari, i libri che legge (perché un accessorio fondamentale del pendolare è il libro sotto braccio), il modo di vestire e di camminare, ma non sai come si chiama e che suono abbia la sua voce.
Uno di questi "pendolari misteriosi" è il Corvo. Capello nero, mosso e lungo, abiti neri, camminata rigida e impettita. Me lo becco sempre al ritorno, dalla stazione di Cadorna fin davanti a casa. Abita nella palazzina di fianco alla mia... la prima volta che me lo sono trovato dietro per tutta la strada, mi sono pure presa paura... però ormai è diventata una presenza familiare.
Con Michela, invece, alla mattina vedo sempre il Conte. Alto e corpulento, non avrebbe niente di strano se non portasse i capelli legati con un nastro di seta nera. Con ha sempre una valigetta, perciò mia amica si è chiesta cosa potesse contenere. Io ho ipotizzato che contenga la sua schiscetta* e lei mi ha detto, ridendo: "Eh sì! Magari dentro c'è un panino e la Coca Cola!"
E no, cara la mia fatina! Ti pare che il Conte si porti dietro un pranzo così? Come minimo pasteggerà con agnello, patate arrosto e un vino d'annata!
...è bello avere una fantasia sfrenata!
*Schiscetta = Termine milanese, indica la vaschetta col pranzo che ci si porta in ufficio. Insieme al libro, è l'altro accessorio cult dei pendolari.

sabato 25 luglio 2009

Maledetti colleghi - Ed Park

Disavventure informatiche, ondate di licenziamenti, mail minatorie: in Maledetti colleghi Ed Park racconta con sarcasmo la vita d'ufficio.


La storia


Un ufficio come tanti, a Manhattan, è travolto da frequenti "ondate di licenziamenti".

I vari colleghi cercano di mantenere le loro scrivanie, andando avanti col tran tran quotidiano: documenti Word "infestati" da anomalie, graffette introvabili, colleghe scollacciate da rimirare, spedizioni per trovare qualcosa di decente durante la pausa pranzo.

Col passare del tempo, però, le modalità di licenziamento diventano sempre più arbitrarie ed inquietanti...

Commento

All'inizio è stato difficile "entrare" in Maledetti colleghi : i paragrafi brevi e lo stile impersonale mi rendevano un po' straniante la lettura.
Poi, però, l'umorismo di Park mi ha sempre più convinta e mi ha fatto fare parecchie risate.

Intelligenti e simpatici i neologismi da ufficio, come "retropromozione" (che avviene quando vengono date maggiori responsabilità, ma stipendio e prestigio rimangono gli stessi, se non peggio), per non parlare delle disavventure informatiche dei protagonisti. Geniale la figura di Maxine, prosperosa "capa" che alterna comunicati minatori a mail piene di gattini svenevoli, che puntualmente fanno impallare tutti i PC.

La vera sorpresa è contenuta però nel capitolo finale, in cui vengono spiegati tutti i misteri dei licenziamenti e degli strani personaggi incontrati nel libro. La vicenda prende corpo e sostanza, lo stile si fa sperimentale e acquista spessore emotivo.


Titolo originale: Personal Days
Editore: Fazi, 2008
Collana: Le Vele
Traduzione: Giuseppe Marano e Marco Rossani
Pagine: 303

Se volete leggerlo, cliccate di seguito: Maledetti colleghi - Ed Park

mercoledì 22 luglio 2009

Frasi che si possono sentire in un'agenzia per il lavoro

1. Operatore Socio Sanitario

Candidato: "Vorrei iscrivermi a quell'offerta di Operatore Socio Sanitario."
Io: "Deve avere l'attestato OSS. Ce l'ha?"
Candidato: "No."
Io: "Allora non posso candidarla per quell'offerta..."
Candidato: "Eh, ma io li so curare lo stesso i vecchi! Meglio di quelli con l'attestato!"

Ah, ok, mi fido sulla parola...


2. Al telefono

Candidata: "Sì pronto, io mi sono candidata per un'offerta."
Io: "Quale delle nostre offerte?"
Candidata: "Eh... non mi ricordo!"

Se non lo sai tu...


3. Educazione

Candidata: "Salve, mi voglio iscrivere all'agenzia."
Io: "Prego, entri... per iscriversi, mi deve presentare un curriculum."
Candidata: "Eh, non ce l'ho! L'ho lasciato in macchina!"
Io: "Mi dispiace, l'iscrizione si fa col curriculum."
Candidata: "Perché? LEI NON E' IN GRADO DI FARMI UN COLLOQUIO SENZA UN CURRICULUM DAVANTI?"

E lei non è in grado da comportarsi da persona educata?


3. No comment!!

Candidata: "Io vorrei iscrivermi, come faccio?"
Io: "Mi deve portare un curriculum."
Candidata: "Ah... e dove si compra questo curricolo??"


NOTA: Ovviamente, sono tutte frasi vere... e non sono che un assaggio di quello che sentiamo ogni giorno!

domenica 19 luglio 2009

La magia della lettura


"In fondo, leggere è un procedimento molto più creativo e fantasioso che scrivere; quando un lettore evoca in sé un'emozione, i colori del cielo al tramonto, o il profumo di una tiepida brezza estiva sul viso, dovrebbe elogiare sé stesso quanto lo scrittore, o forse di più."

Questo era un concetto nuovo; me lo rigirai in testa.
"Davvero?" dissi, un po' dubbiosa.

"Certo!" Snell rise. "
La risacca si infrange sui ciottoli della spiaggia non significherebbe un accidente se uno non avesse visto le onde abbattersi sulla battigia, o sentito i flutti che fanno tremare la costa sotto i piedi, non pensi?"


mercoledì 15 luglio 2009

La somiglianza - Tana French

La storia

La poliziotta irlandese Cassandra Maddox (detta Cassie) ha alle spalle una brillante carriera come infiltrata: è stata lei, insieme al collega Mackey, ad inventare la falsa identità di Lexie Madison per fingersi studentessa ed indagare su un traffico di droga.

Anni dopo quest'indagine, la sua vita viene sconvolta dal ritrovamento di una ragazza morta... non solo le assomiglia come una goccia d'acqua, ma porta il nome di Lexie Madison!
Per fare luce sul caso, Cassie prende i panni della ragazza che si faceva chiamare Lexie.

Si ritrova così a vivere in una grande e antica villa immersa nella campagna irlandese, in compagnia di altri quattro studenti, enigmatici e dotati di un misterioso fascino.

Commento

Uno dei miei sogni è di andare in Irlanda, perciò quando ho visto in biblioteca l'ambientazione di questo romanzo l'ho preso subito!

E' un libro che appassiona a poco a poco: l'inizio è un po' lento, perché segue i dubbi della protagonista, incerta se buttarsi o no nell'avventura. Mano a mano che Cassie si fa coinvolgere, però, non ho potuto fare a meno di sentirmi coinvolta anch'io!

I personaggi sono descritti in maniera magistrale, soprattutto i quattro coinquilini: dotati di una bellezza particolare, quasi iraggiungibili, affettuosi e pericolosi nello stesso tempo.
La fascinazione della vecchia casa e delle storie che nasconde, il mistero della vita di Lexie, i cambiamenti nell'atteggiamento della protagonista... tutto concorre a rendere la vicenda emozionante.
Storia intrigante, narrata bene, la consiglio!


Titolo originale: The Likeness
Traduzione: Katia Bagnoli

Edizione: Mondadori, 2009
Collana: Omnibus
Pagine: 547
Prezzo: 20 euro

sabato 11 luglio 2009

Coraline


LA STORIA

I genitori di Coraline non hanno tempo per farle compagnia, essendo impegnati tutto il giorno a lavorare.
Ma un giorno la bambina scopre, all'interno della loro nuova villetta rosa, una piccola porta che conduce ad un mondo parallelo: qui i suoi genitori sono affettuosi, i pranzi e le colazioni sopraffini, i giocattoli incantati, il giardino meraviglioso.

L'unica cosa strana è che tutte le persone hanno bottoni al posto di occhi. I guai cominciano quando "l'altra madre" vorrà cucire i bottoni anche addosso a Coraline...

COMMENTO

La trama, essendo nata dal romanzo del geniale Neil Gaiman, non può che essere ottima! Si tratta di un'originale e intelligente favola dark, che ad un certo punto si trasforma in incubo (proprio per questo, non è assolutamente adatta a bimbi piccoli).
I pupazzi di Henry Selick sono espressivi e animati benissimo, livelli altissimi sono toccati nella resa del giardino incantato e della cameretta magica di Coraline. Una gioia per gli occhi, sottolineata dalle musiche eleganti.

Unica nota di demerito: si tratta di un film 3D, da guardare con gli occhialoni, ma questo tipo di tecnologia ha ancora molti passi da fare. Sono proprio pochine le scene in cui sembra di "entrare" nel film, soprattutto in rapporto al prezzo maggiorato del biglietto (10 euro).

mercoledì 8 luglio 2009

Com'è piccolo il mondo


Questa settimana dovevo colloquiare una ragazza per la posizione di Addetta all'amministrazione del personale.

Arriva puntualissima. Vado ad aprire: grandi occhi azzurri, un po' bovini, capelli raccolti, viso rotondo.
"Cavoli, io questa l'ho già vista..." comincio a pensare.
Inizio chiederle del suo lavoro. Ha gestito le Risorse Umane per un po' di anni in un'agenzia, come me, ma da quest'anno l'hanno messa in mobilità. Ad un certo punto, viene fuori che ha lavorato anche a Paderno Dugnano... il paese dove abito io!
Mi sono trattenuta a stento dall'urlare: "Ora ricordo!! Ecco dove ti ho vista!!!"

E mi è venuto in mente di quando, un anno e mezzo fa, cercavo tutta timida e impaurita un lavoro, fresca fresca di laurea. La prima agenzia dove mi ero recata era proprio a Paderno, e la ragazza che mi aveva ricevuta era quella che ora stavo colloquiando io!!
Era stata proprio lei a consigliarmi di cercare lavoro a Milano anziché in Brianza, dopo aver fatto una faccia quasi scandalizzata sentendo che non ero automunita... chi lo avrebbe mai detto, allora, che l'avrei rivista dall'altra parte della scrivania!

Com'è piccolo il mondo!

sabato 4 luglio 2009

"Colorare la vita" ha ispirato una creazione artistica!


Qui sopra potete ammirare una bambola in cernit creata dalla bravissima Bohemien (andate a vedere il suo blog: troverete un magico luogo popolato dalle sue originali creazioni!).

La cosa che mi rende particolarmente orgogliosa è che questa bambola rappresenta la Dama Velata... ovvero, la protagonista di un mio racconto basato su una leggenda di Milano!
Sono proprio contenta di questa collaborazione e ne approfitto per ringraziare l'artista che l'ha resa possibile!!

La Dama, come vedete, è ispirata un po' alle creature Tim Burton (come La Sposa Cadavere), ma l'amica Bohemien ci ha soprattutto messo il suo stile personale.

Se volete leggere qualche info in più sulla sua creazione e vedere altre foto, cliccate qui.

mercoledì 1 luglio 2009

Il dio degli incubi - Paula Fox

Il dio degli incubi: una storia di formazione ambientato nella magica New Orleans .

La storia

1941. La giovane Helen, spinta dalla madre, lascia lo stato di New York per cercare a New Orleans la zia Lulu: un'attrice in declino dai fiammeggianti capelli rossi, irascibile e amante dell'alcol.
Helen decide di rimanere un po' in città perché affascinata dal Sud degli States, con tutte le sue poeticità ma anche le sue contraddizioni (come le fontanelle differenziate per neri e bianchi). Qui conoscerà molte persone interessanti, ognuna con la propria storia da raccontare.

Gli eventi accaduti in questo periodo avranno ripercussioni su tutta la vita della protagonista... anche in modi inaspettati, come si apprende nel finale.

Commento

Ho preso in prestito in biblioteca Il dio degli incubi attirata dalla copertina e dal trafiletto, per poi scoprire che Paula Fox è una delle più importanti scrittrici viventi.
In effetti, si riconosce la mano dell'artista: lo stile ha un che di sublime, delicato e concreto al tempo stesso. Sembra quasi di sentire sulla pelle l'umidità del clima di New Orleans e di respirare il profumo dei fiori notturni.

Il titolo è dovuto alla libagione che il colto Claude, amico omosessuale di Helen, fa ogni sera al dio degli incubi.
Ognuno dei personaggi ha i suoi incubi, nonostante il rapporto sereno che li lega. Helen scoprirà il suo nell'ultimo capitolo, in una scena che non dovrebbe risultare poi così inaspettata... in effetti, è come se per tutto il libro la Fox ci avesse dato degli indizi per farci capire dove volesse arrivare. Una sorta di "giallo dell'anima", per così dire.


Titolo originale: The God of Nightmares
Traduzione: Gioia Guerzoni
Edizione: Fazi Editore, 2009
Collana: Le strade
Pagine: 223

Se volete leggerlo, cliccate di seguito: Il dio degli incubi