"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 29 agosto 2009

Arrivo a Saarbrucken - Giorno 1

14/08/09

Partenza dall'aeroporto di Orio al Serio alle ore 08.15, con Ryanair. Il mio primo volo in aereo!! Man mano che ci avviciniamo alla meta, sorvoliamo zone sempre più verdi e boscose. Notevole il gran numero di pale per l'energia eolica.

Arrivo a Francoforte Hahn alle 09.15. Dopo una lautissima colazione, abbiamo preso il bus per Saarbrucken.
Qui è salito un branco di Italiani... il più affascinante era un veneto ciccione e senza collo, subito soprannominato "Quanto èlo" perché è così che ha chiesto il prezzo del biglietto!
Ad un certo punto hanno fatto fermare il bus in mezzo ai boschi per far pipì... ahahahah!

Alle 13.20, dopo 2 ore di bus, siamo finalmente giunti a destinazione!


Dopo aver riabbracciato Iryna, è successa una cosa buffa: una ragazza si è avvicinata a Paolo e l'ha chiamato per nome... era la ex di un nostro amico! Che storia incontrarla proprio in Germania!

A pranzo Irka ci ha fatto salmone alla tedesca: coperto di una crema con panna, pomodoro e spezie, cotto al forno, con accompagnamento di riso "selvaggio", come dice lei (cioè integrale). L'abbiamo spazzolato.
Noi abbiamo consegnato le cibarie portate dal'Italia: formaggi, salumi, conserve ecc.
Alle 17.00 è tornato da lavoro Andrey e abbiamo fatto un primo giretto per Saarbrucken.


E' una città universitaria abbastanza piccola, circondata dai boschi; si gira comodamente a piedi, è molto curata e ha angoli graziosissimi.

-TEMPERATURA IN ITALIA: 32 GRADI
-TEMPERATURA IN GERMANIA: 17 GRADI
...meno male che ho preso anche vestiti pesanti!

Alla sera siamo andati in una taverna tipica tedesca.


Andrey dà sempre il meglio di sé in queste occasioni: io e Paolo dovevamo ancora finire la prima birra, e lui era già alla terza!

Qui le porzioni sono giganti e i canederli sono grandi come pompelmi...
CHE MANGIATAAAAAA!!!
Siamo in qualche modo rotolati fino a casa e abbiamo concluso la giornata chiacchierando davanti ad un buon bicchiere di vino rosso, preso da Andrey in nostro onore. Alla salute!

Le foto sono mie, personalizzate con picnik.com.

mercoledì 26 agosto 2009

Saarbrucken: diario di viaggio - Premessa


Il blocchetto che vedete è stato il mio fido compagno per tutta la vacanza: in bus, al ristorante, nei pub, all'ombra di un albero... ogni momento era buono per scrivere qualche appunto di viaggio!
Nei prossimi giorni ne pubblicherò degli estratti insieme a qualche foto.

Scoprirete note di costume, avventure, bellezze locali, indicazioni eno-gastronomiche (o meglio: birro-gastronomiche), ricette e anche leggende!

Dove si trova Saarbrucken?



Saarbrucken si trova in Germania. E' la capitale del Land tedesco di Saarland e confina con Francia e Lussemburgo.
Oltre a Saarbruken abbiamo visitato Metz, Strasburgo (Francia) e Lussemburgo, più qualche località minore non presente nella mappa.

Il nome Saarbrucken vuol dire "ponte sul fiume Saar".


Ma come ci è finita Vele a Saarbrucken?

Questa è una bella storia: dovete sapere che a Saarbrucken vive Iryna, la mia prima coinquilina! Ci siamo conosciute sette anni fa all'Università di Padova, era il mio primo anno e lei faceva l'Erasmus. E' ucraina, ma vive nella città universitaria di Saarbrucken.
Durante quel periodo è nata un'amicizia profonda, tanto che abbiamo continuato a sentirci e vederci anche dopo la sua partenza. Lei e il fidanzato Andrey sono venuti a trovarci in Italia, ma io e Paolino non avevamo mai ricambiato la visita in Germania... fino a quest'anno!

Iryna (detta affettuosamente Irka), Andrey, Paolo ed io comunichiamo con un misto di inglese, italiano, tedesco e russo... e ci divertiamo sempre un sacco insieme!

Le foto sono mie, personalizzate con picnik.com.

giovedì 13 agosto 2009

Blog in ferie

COLORARE LA VITA E' IN FERIE DAL 14 AL 26 AGOSTO


Vele parte per le vacanze col coinquilino/moroso Paolo.
Insieme andranno in Germania a trovare i loro carissimi amici Iryna e Andrey.

Il coinquilino peloso, invece, rimarrà tranquillo nel suo regno (cioè il salotto di casa) rallegrato dalle visite giornaliere di un'amica gattofila.

In questi giorni riceverò comunque i vostri commenti e tornerò a postare regolarmente al mio ritorno... BUONE VACANZE A TUTTI!!

PS: per chi se lo fosse perso, c'è da leggere il nuovo Mistero a 4 mani!

domenica 9 agosto 2009

La vipera e il cavaliere

Ehi... avete letto la premessa di ieri? Noo??
Bè, allora correte a leggerla!
Fatto? Bene, ora potete scoprire la nuova avventura della Villeggiante...

Era da un po’ di tempo che non rivedevo la Villeggiante, ma qualche giorno fa è rientrata nella mia vita per raccontarmi una storia incredibile. Ci siamo date appuntamento alla Feltrinelli vicino al Duomo, dopo il lavoro.


Mentre sfogliavamo i libri della sezione Fantasy, vedevo che fremeva dalla voglia di raccontarmi qualcosa… ma un qualcosa di così strano che perfino lei esitava. L’ho incoraggiata e alla fine mi ha detto:
“Vele, ti ricordi l’ultima volta che sono stata in villeggiatura? Quando ho conosciuto la vipera Cornelia?”
“Certo. Mi hai detto che vive nella stessa isola di Alfa, che ha modi distinti e che ti ha dato lo spunto per il prossimo mistero da indagare.”
“Sì, il fatto è che assomiglia al biscione dello stemma visconteo di Milano… ma ecco, devo rivelarti un’altra cosa: non era un metafora quando parlavo di modi distinti. E’ veramente un animale senziente, e parla. Solo a te posso raccontare cose simili! Non lo trovi strano, vero?”
Io ovviamente non ho battuto ciglio. A parte il fatto che sono cresciuta a pane e leggende e che incontro personaggi strani in continuazione, avevo già letto qualcosa di Cornelia nel blog di Alfa.
Così, una volta sedute sulle morbide poltrone della libreria, l’amica mi ha fatto leggere questa parte del diario rosso che tiene sempre con sé:

La Vipera Cornelia assomigliava stranamente all’immagine sullo stemma visconteo, fatta eccezione per il bambino in bocca naturalmente. Ricordavo di aver visto ad Orta questo affresco, così, non appena ho potuto mi sono recata nuovamente al lago d’Orta. Lì mi sono messa subito a cercarlo, fotografando nel frattempo quello che mi sembrava più interessante. Alla fine ho ritrovato l’affresco, su un edificio della Piazza.


Dopodiché ho deciso di tornare al rifugio di Alfa per chiedere spiegazioni. Come mi era accaduto la prima volta, mi è bastato sedermi su una barca per essere facilmente trasportata sull’isola. Lui non c’era, ma ho ritrovato Cornelia che mi ha accolto cordialmente, facendo gli onori di casa.
Le ho subito posto alcune domande:
“Signora Vipera Cornelia, potrei chiedere cosa hanno a che fare i Visconti con il Lago d’Orta?”


Arrivata a quel punto della lettura, la Villeggiante mi spiegò:
“Vedi, ho pensato di rivolgermi a lei chiamandola Signora Vipera Cornelia perché dai modi mi sembrava una vipera di alto lignaggio. Infatti mi ha trattata con molto riguardo.”
Io sorrisi: sapevo, grazie al blog di Alfa, quanto può essere suscettibile quella vipera se non trattata col dovuto rispetto; la Villeggiante aveva istintivamente trovato il canale di comunicazione migliore per rivolgersi a lei.
Proseguii con la lettura:

Lei mi rispose: “Invero la famiglia dei Visconti aveva possedimenti e castelli nella zona delle colline tra il lago Maggiore e il Lago d’Orta, come i castelli di Massino e Invorio, dove nacque Matteo I Visconti, primo Signore di Milano.”
“Molto interessante, Corn… ehm, Signora Vipera Cornelia! Mi piacerebbe, se non sono troppo indiscreta, fare luce su un altro punto: ho notato una strana somiglianza tra Lei e la vipera raffigurata sullo stemma dei Visconti. È solo una coincidenza?”

“Devi sapere, cara ragazza, che io e Sempronio discendiamo da una nobilissima e antichissima stirpe di serpenti parlanti. Un giorno una mia antenata, di nome Ginevra, si trovava in un prato, quando giunsero al galoppo numerosi cavalieri.


Temendo di essere calpestata da decine di zoccoli ferrati o uccisa a colpi di lancia dagli uomini che indossavano armature di ferro, si nascose sotto una pietra. Inaspettatamente uno di quegli uomini depose il suo elmo proprio accanto alla pietra, sdraiandosi nel prato per riposare. Ginevra rimase immobile per qualche minuto, poi si affacciò per vedere se c’era modo di allontanarsi indisturbata. Si accorse tuttavia che in cielo volteggiavano degli uccelli, così, temendo anche questo nuovo pericolo, decise di scivolare dalla pietra all’elmo e da questo ad un cespuglio poco distante.
Quando fu entrata nell’elmo, tuttavia, la celata si richiuse imprigionandola. Da quella prigione arroventata dal sole cercò a lungo una via di fuga, finché, quando le sembrava di aver trovato un varco verso l’alto, l’elmo fu improvvisamente scosso e sollevato, facendola quasi cadere. Sentì che qualcosa dì metallico stava entrando dentro ed in breve si trovò schiacciata tra la cotta metallica dell’uomo e l’elmo. Quando infine riuscì a fatica a strisciare fuori, si trovò in cima ad un elmo sulla testa di un cavaliere, in groppa ad un cavallo lanciato al galoppo.
Gli altri cavalieri notarono la scena e cominciarono ad urlare, indicando nella sua direzione. Qualcuno persino mise mano alla spada, ma nessuno osò menare un fendente per paura di colpire il Cavaliere. Quest’ultimo allungò la mano, guantata di ferro, afferrandola.
Ginevra, temendo per la sua vita, si decise a parlare:
“Azzone Visconti, Signore di Milano, risparmiami, come io non ti recai danno alcuno!”.
L’uomo, sorpreso per quelle inaspettate parole, l’osservò per qualche istante, dopo di che la lanciò su un cespuglio, dove atterrò morbidamente, invece che sul prato, dove sarebbe stata uccisa orribilmente. In seguito Azzone, ricordandosi di quell’episodio, inserì la Vipera nel proprio stemma, raffigurando se stesso come un bambino che esce indenne dalla sua bocca.”

Il brano terminava qui.
“E poi?” ho chiesto.
“E poi mi sono congratulata per il coraggio dell’antenata di Cornelia, e l’ho ringraziata per il suo racconto. Ti rendi conto? Una leggenda così antica, narrata dalla discendente della Vipera Viscontea! Se vuoi, puoi usare questa parte di diario per narrare la leggenda ai lettori del tuo blog e del blog di Alfa.”
“Sì, ma una volta risolto questo mistero? Ce ne saranno altri? E tornerai al lago d’Orta?”
Lei mi ha strizzato l’occhio con quel suo fare un po’ furbetto:“Certo che ci saranno altri misteri! E dove ci sono misteri, io sono sempre lì ad indagare… ”
Mistero a 4 mani ideato e scritto da Vele ed Alfa

sabato 8 agosto 2009

Un’altra avventura per la Villeggiante


La mia amica Villeggiante è tornata a raccontarmi una delle sue incredibili avventure.

Potete trovare le altre sue storie sotto l’etichetta “Misteri a 4 mani”. Per i lettori nuovi basterà sapere che la Villeggiante è una vivace ragazza milanese, la quale ha una casa di villeggiatura presso il lago d’Orta.
Durante il suo penultimo viaggio è riuscita a scovare addirittura l’isola misteriosa dove abita l’amico blogger Alfa! Come avrà fatto? Il Lago stesso ha mormorato queste parole ad Alfa:

«La Villeggiante dispone di un segreto potere, di cui lei stessa è ignara. Un potere in grado di aprirle molte porte. Non troverai mai un rifugio abbastanza nascosto, pertanto farai bene ad accettarla definitivamente tra i tuoi amici.»

Per altre spiegazioni, rimando a questo post di Alfa. Troverete anche delle informazioni su Cornelia, un personaggio che giocherà un ruolo molto importante nella prossima avventura… che pubblicherò domani!
Restate sintonizzati su queste frequenze!

mercoledì 5 agosto 2009

Strawberry Fields - Marina Lewycka

LA STORIA

La giovane Irina sbarca dall'Ucraina all'Inghilterra per trovare lavoro, e magari anche un affascinante Mister Brown che la porti all'altare.
Finisce per diventare raccoglitrice di fragole con altri immigrati stranieri: il connazionale Andrij, due cinesine, un ragazzo di colore, una formosa polacca e altri... ma la tranquillità della comunità sarà minata da avventure di ogni tipo.

COMMENTO

Quando ho letto i nomi dei due protagonisti (Irina e Andrij) non potevo crederci: una delle mie migliori amiche è ucraina e si chiama Irina... e il suo fidanzato Andrey! mi è sembrato "doveroso" leggerlo!

Punti di forza: tratta molte problematiche contemporanee.
Con l'entrata nell'UE di paesi neocomunitari si sono creati immigrati "di serie A" (es. Polacchi) che hanno i benefici europei, e immigrati "di serie B" (es.Ucraini) che continuano ad essere sfruttati senza diritti. Veniamo anche a sapere delle condizioni drammatiche dei minatori in Ucraina, che riaprono da soli le cave chiuse dallo stato e lavorano senza alcuna sicurezza perché altrove non c'è lavoro. Si parla anche dell'allevamento intensivo di bestiame e altro.

Punti deboli: il tutto viene trattato con eccessiva leggerezza.
Più che ironico, lo stile della Lewyca mi sembra superficiale: manca di mordente, al punto che in certe parti ho faticato a continuare la lettura. Inoltre tutti i personaggi mi sembrano stereotipati: la giovane protagonista bellissima e ingenua; il bel minatore muscoloso; il ragazzino nero dal cuore d'oro; la famiglia inglese triste e borghese, che però raggiunge la felicità superando le barriere razziali, ecc.

Un libro con potenzialità che potevano essere sfruttate meglio, secondo me.


Titolo originale: Two caravans
Traduzione: Valentina Guani, Annamaria Biavasco
Editore: Mondadori, 2008
Collana: Strade Blu Narr. Stran
Pagine: 384
Prezzo: 16.50

domenica 2 agosto 2009

The Lady of Shalott (e i Preraffaelliti)

La confraternita pittorica dei Preraffelliti si è spesso basata su leggende medievali per i soggetti dei suoi dipinti. Uno dei temi più rappresentati, soprattutto dal bravissimo John William Waterhouse, è "The lady of Shalott".

John William Waterhouse: The Lady of Shalott, 1916 c.a.
Tale leggenda è stata resa celebre dal poema di Alfred Tennyson, a sua volta ripreso dall'omonima "The lady of Shalott" di Loreena McKennit.
La storia presenta molte versioni; io ho scelto di raccontarvi quella più ricca di spiegazioni.
Vi è un'isoletta di nome Shalott, che sorge tra le acque del fiume Avon, lo stesso che bagna Camelot. Qui vive in solitudine una bellissima fanciulla: Elaine di Astolat. Ella è condannata a rimanere rinchiusa in una torre, senza mai guardare il mondo esterno. Se l'avesse fatto, sarebbe morta.
Tale condanna le è stata inflitta da Morgana, poiché in una visione aveva scoperto che Elaine e Lancelot si sarebbero innamorati. In questo modo, Ginevra sarebbe tornata a regnare con Artù e non ci sarebbe stato più spazio per la stessa Morgana e il figlio Mordred.
John William Waterhouse: "The course is come upod me" cried the Lady of Shalott, 1894 (particolare)
La Dama di Shalott può così guardare il mondo solo attraverso uno specchio, che riflette le immagini che appaiono dalla finestra. Passa tutto il giorno a tessere in una tela magica quel che vede nella superficie di vetro.
Un giorno, però, apparve sullo specchio un cavaliere:
« Con zoccoli bruniti passava il suo cavallo;
Da sotto il suo elmo fluirono
I suoi riccioli neri come carbone mentre cavalcava,
Mentre cavalcava verso Camelot.» (Alfred Tennyson)
Si trattava di Lancillotto! Era così bello e affascinante che la fanciulla non resistette, e corse alla finestra per guardarlo. In quel momento lo specchio si incrinò e lei capì che la fine era vicina.
Vi prego di notare la bellezza del quadro che ho postato sopra: la dama sta guardando Lancillotto, ma è come se noi fossimo il cavaliere in quel momento, perché guarda verso lo spettatore. In alto a destra, si vede l'immagine riflessa del cavaliere e la crepa sullo specchio.
Ma proseguiamo con la storia...
John William Waterhouse: The Lady of Shalott, 1888
La Signora di Shalott capì che la sua fine era vicina, e decise di morire fuori dalla torre che l'aveva resa prigioniera per così tanti anni.
Nelle acque del lago trovò una barchetta con inciso il suo nome e ci si sedette. La corrente la portò verso Camelot, mentre intonava una triste melodia e il gelo si impossessava sempre di più del suo corpo.
Arthur Hughes: The Lady of Shalott, 1873 (particolare)
Il suo cadavere fu trovato sulle sponde della fortezza di Re Artù e fu identificato grazie all'iscrizione sulla barca. Tra le persone che assistettero al ritrovamento c'era anche Lancillotto.

«E nel vicino palazzo illuminato
Si spense il suono degli applausi regali;
E si segnarono tutti, per paura,
Tutti i cavalieri di Camelot;
Ma Lancillotto rifletté per un attimo-
Disse: "Costei ha un viso grazioso;
Dio nella sua misericordia le conceda la grazia» (Alfred Tennyson)