"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 31 ottobre 2009

Racconto di Halloween - Sonno pericoloso

Era la sera di Halloween e una ragazza dai capelli ondulati tornava dalla stazione, dove aveva appena salutato il suo compagno in partenza per un meeting.
Le strade del paese non le erano mai sembrate così vuote... tutto era silenzioso e scuro, avvolto da una leggera nebbiolina.
All'improvviso, comparvero sul marciapiede di fronte tre giovani donne vestite da streghe. Si assomigliavano molto tra loro, avevano tutte lunghi capelli neri, pelle chiarissima e abiti gotici.

Si soffermò incuriosita a guardarle. Erano molto belle e per un attimo pensò che potessero essere veramente creature dedite alla magia nera.
Notò che anche loro la squadravano: allungò il passo, improvvisamente intimorita, e in un battibaleno fu nel suo appartamento.
Il suo gatto nero la accolse con un miagolio.


"Ciao, piccolino!"
Aveva l'abitudine di chiamarlo Piccolino, Micino, Micetto, anche se ormai era un bestione massiccio viziato con le pappe più deliziose.
Quella sera si sentiva nervosa, forse perchè era sola. Diede da mangiare al "piccolino", si preparò una pasta e dovette sorbirsi due tisane alla valeriana e parecchie pagine di romazone russo, prima che il sonno sopraggiungesse.

Ma mentre dormiva... qualcuno fece scattare la serratura della porta senza far rumore, e giunse a passi felpati fino al suo letto. Era una creatura scheletrica, con una grande zucca al posto della testa.


Si sedette sulla metà del letto vuota, sfiorando con la mano adunca i capelli ondulati della ragazza.
"Bene bene, una fanciulla tutta sola la notte di Halloween, mentre il mondo è in festa per le strade. Le tre streghe avevano ragione, potrà essere di gran divertimento rapirla per i loro riti, o per gli amici vampiri, chissà. O magari potrei tenermela io."
E la contemplò mentre dormiva sempre più profondamente, ignara di tutto.


"Ma guarda chi si vede, il vecchio Jack" disse una voce alle sue spalle.
La zucca si girò ed ebbe un sussulto: "Ma... ma che piacere, Lord Behemont! Non sapevo abitasse qui."
"Già. Spero che tu non abbia strane idee sulla mia protetta."
"Eh-ehm... ah, proteggi questa giovane umana? Ti tratta così bene?"
Lord Behemont sospirò: "Uff, non esageriamo. Ha la mania di chiamarmi con stupidi vezzeggiativi. Però mi prepara anche ottimi pranzetti, quindi LASCIALA STARE!"
Dicendo queste parole si gonfiò, proiettando un'ombra minacciosa sulla parete, gli occhi di fuoco.
"Perdono, Lord Behemont!" Implorò Jack, indietreggiando sempre di più fino a sparire dalla sua vista.

Il gatto si assicurò che se ne fosse andato e che la porta fosse ben chiusa.
Dopodichè, salì con tutto il suo peso sulla pancia della ragazza, deciso a svegliarla. Si era ben meritato una dose exra di pappa!

mercoledì 28 ottobre 2009

Lo scafandro e la farfalla - Jean-Dominique Bauby

Finché il corpo non diventa pesante come uno scafandro, non ci si rende conto di come l'anima si possa volare, leggera come una farfalla. Lo scafandro e la farfalla è il racconto di questa scoperta.

La storia

Questa è la storia vera di Jean-Dominique Bauby, che dopo un ictus si trova affetto dalla locked-in syndrome: non può più muovere nessuna parte del suo corpo tranne la palpebra dell'occhio sinistro. Con tale movimento può comunque comunicare col mondo esterno, tramite un codice fornito dalla logopedista. E così inizia a scrivere questo libro...

Commento

Dovete sapere che si tratta del primo libro che leggo col gruppo di lettura della mia biblioteca: all'inizio non ero convinta perchè temevo fosse un testo deprimente al massimo.
E invece. Bauby ci racconta le sue giornate con essenzialità, spesso con ironia e a volte con tenerezza. Non c'è spazio per il moralismo o i temi etici, e nemmeno per la speranza consolante della fede. Semplicemente, siamo resi partecipi di come l'autore cerchi di vivere la sua nuova vita, stravolta nei suoi ritmi; incontriamo con lui chi lo viene a visitare e ci immergiamo nei suoi ricordi, nelle sue fantasie oniriche e liberatorie.

Insomma, Lo scafandro e la farfalla è la storia di come la farfalla del pensiero riesca a volare, nonostante il corpo sia intrappolato in un oppressante scafandro. Alla fine sono stata felice di averlo letto, perchè libri così veri, diretti e profondi sono rari da trovare in giro.

Per la cronaca, Bauby è riuscito, poco prima di morire, a vedere la pubblicazione del libro e a fondare un'associazione dedicata alla locked-in syndrome (la ALIS).

Edizioni Ponte alle Grazie, 2007
125 pagg

Se volete leggere anche voi la storia di Bauby, ecco un link utile:

Lo scafandro e la farfalla

domenica 25 ottobre 2009

I misteri di Londra

Come promesso, eccomi a parlarvi dello spettacolo visto ieri sera grazie alla Festa del Teatro.

I misteri di Londra ruota intorno alla storia di Jack lo Squartatore, assassino inafferabile che infesta la Londra Vittoriana.
Tutti gli illustri personaggi di quel periodo (reali o provenienti dai libri) si interrogano sul suo conto: Dickens, Frankenstein, Alice nel Paese delle Meraviglie, Darwin, la regina Vittoria, perfino Sherlock Holmes. Sarà proprio quest'ultimo a svelare il mistero.

La magia dello spettacolo sta nel fatto che attori e burattini recitano fianco a fianco: al centro della scena c'è un teatrino per i pupazzi, spesso intenti in scenette comiche, mentre sulla scena intervengono gli attori a coinvolgere lo spettatore. A volte i personaggi in carne e ossa "entrano" nel teatrino tramite il loro doppio di legno e stoffa.
Insomma, un'opera di grande fascino!


La cosa che mi è piaciuta meno è il fatto che la storia non fosse molto strutturata. Spesso i vari spezzoni si susseguivano senza un buon collegamento tra loro, facendo perdere un po' il filo della trama.

A parte ciò, il mio giudizio complessivo è positivo. Consiglio lo spettacolo (prossimamente a Torino) a chi vuole farsi rapire dall'incanto del teatro e dei burattini!

I misteri di Londra
Tragedia per marionette e attori di Guido Cernetti
O.D.S. e Teatro dei Sensibili

mercoledì 21 ottobre 2009

Lady Godiva

L'interesse per questa leggenda è nato guardando l'immagine che vi posto, tratta da un libro* dell'illustratrice fantasy Josephine Wall.

*The fantasy word of Josephine Wall, ed. Josephine Wall Art and Courtyard of Romance, 2005


Chi poteva essere questa fanciulla che con aria ispirata cavalca coperta solo dai suoi bellissimi capelli biondi?

Godiva nacque intorno all'anno 1000 e fu moglie del nobile Leofrico di Coventry. Secondo la leggenda, chiese al marito di togliere le tasse che stavano vessando la popolazione di Coventry, ma lui la schernì dicendo che l'avrebbe fatto solo se avesse cavalcato nuda attraverso le vie della città.
Ebbene, la bella sposa lo prese alla lettera!

Come accadde per The lady of Shalott, la leggenda ispirò i pittori Preraffaelliti.


Lady Godiva, John Collier (1898 ca.)

Il  quadro è ambientato lungo le strade della città. Potrebbe sembrare strano che le strade siano deserte, mentre magari ci si aspetterebbe di vederle gremite di giovanotti intenti a godersi lo spettacolo.
Il dipinto, infatti, si riferisce ad una versione successiva della leggenda, diventata poi la più popolare: la cittadinanza aveva ricevuto l'ordine di non guardare la dama nuda, nemmeno attraverso porte o finestre. Il giovane Peeping Tom, però, la spiò dalla finestra e ne rimase così folgorato da diventare cieco! In effetti Peeping Tom vuol dire pressappoco Tom lo spione e nella cultura inglese è diventato il modo per dire "guardone"!

In ogni caso, alla fine della leggenda Leofrico di Coventry cedette alla richiesta dell'ardimentosa moglie :-)

domenica 18 ottobre 2009

Festa del Teatro Milano 2009



Anche quest'anno è tornata la Festa del Teatro a Milano! (ve la ricordate?)

Tantissimi spettacoli da vedere in numerosi teatri della città, con biglietti da 0 a 4 euro!

L'anno scorso avevamo trovato dei posti per miracolo, ma quest'anno abbiamo prenotato subito e siamo riusciti ad assicurarci i biglietti proprio per lo spettacolo che mi interessava di più: I misteri di Londra! Titolo intrigante, non trovate?

Per informazioni sul programma e su come acquistare i biglietti, rimando al sito di Lombardia Spettacolo.
Le rappresentazioni saranno sabato 24 e domenica 25 ottobre.

mercoledì 14 ottobre 2009

Peter Pan - Regis Loisel

La storia

Il piccolo Peter vive in una Londra pericolosa e vittoriana assieme alla madre alcolizzata.
Un giorno incontra Campanellino: fatina dall'apparenza dolce, ma dall'anima gelosa e spietata. Grazie a lei conosce L'Isola-che-non-c'è, un luogo magico popolato da gnomi, sirene, centauri, fauni e altri esseri fatati. Un luogo dove i ricordi, belli e brutti, piano piano scompaiono dalle menti. Chi tenta di non dimenticare gli amici scomparsi può fare una brutta fine...

Commento

Pietra miliare del fumetto francese, presenta disegni di altissima qualità, con colori corposi e un tratto caricaturale, quasi grottesco.

La storia approfondisce i lati più cupi del romanzo di Barry, portandoli alle estreme conseguenze fino a un finale spiazzante. Eppure, al contrario di altre rivistazioni della celebre fiaba (come ad esempio Pan di Dimitri), non snatura affatto la trama, anzi: sviluppa il potenziale del personaggio originale, un eterno ragazzo irriverente e spietato con  nemici.
Un'opera che fa riflettere sul significato dei sogni e sul passare del tempo. Consigliatissima.

Edizioni BD, 2009
Traduzione: Marco Cedric Feltrinelli
Pagine: 318
Prezzo: 25 euro

domenica 11 ottobre 2009

Cose da fare a Milano: THAT’S BUTTERFLY

Se vi recate al Castello Sforzesco in questo periodo, potete imbattervi in una gigantesca e suggestiva statua di una geisha.

E' quanto successo a me (e del tutto inaspettatamente!), come vedete dalla foto, mentre accompagnavo delle amiche di Padova in giro per Milano.

Vale la pena farci un giro anche solo per la curiosità di vedere la statua, ma dovete sapere che l'installazione è legata ad una mostra dedicata a Madame Butterfly di Puccini. Riporto dalla presentazione che si trova sul sito del Castello:

"Il visitatore può ammirare una preziosa selezione di materiali originali – partitura autografa, lettere, fotografie, figurini e bozzetti di scena. [...]
Presentata a Milano a partire da Settembre 2009 nella prestigiosa location del Castello Sforzesco, questa mostra straordinaria sorprenderà non solo gli appassionati di Opera ma tutti i visitatori, accompagnandoli nell’incantevole mondo della Madama Butterfly."


THAT’S BUTTERFLY
Castello Sforzesco, Sale Viscontee

8 settembre 2009 – 10 gennaio 2010
da martedì a domenica (lunedì chiuso) 9.00 – 17.30
Ingresso: 6 euro

mercoledì 7 ottobre 2009

La trilogia Millennium - Stieg Larsson

LE TRAME


Mikael Blomkvist, giornalista del mensile Millennium in crisi dopo una condanna per diffamazione, viene invitato dal ricco industriale Henrik Vanger in un piccolo paese in riva al Mar Baltico. La proposta è di rimanere un anno lì per indagare sulla scomparsa della giovane nipote di Enrik, avvenuta molti anni prima.
Mikael farà luce sui segreti della famiglia Vanger, aiutato dalla misteriosa e ribelle Lisbeth Salander.


Dopo aver scoperto la nuova vita di Lisbeth a seguito delle vicende narrate nel primo libro, si entra nel vivo di un'avvincente vicenda giudiziaria. Saranno coinvolti Mikael, che indaga su un traffico di prostituzione, e la stessa Lisbeth, al centro di una congiura di proporzioni incredibili.



Il caso Lisbeth Salander coinvolge sempre di più la società svedese. La ragazza sarà rappresentata dall'avvocato Annika Giannini, sorella di Mikael, mentre oscuri personaggi tramano per mandarla alla rovina. Mikael stesso si batte per la sua innocenza, tra affascinanti collaboratrici della polizia e la preparazione di articoli per la sua rivista Millennium... la quale potrà subire grossi cambiamenti, se la caporedattrice Erika Berger (migliore amica e amante di Mikael) dovesse accettare un'offerta allettante...

COMMENTO

Nel primo libro si viene subito catturati dall'ambientazione sulle coste del Mar Baltico e dalla storia misteriosa della famiglia Vanger. Il secondo romanzo mi è piaciuto un po' meno, forse perchè è un libro "di passaggio", le cui ripercussioni si capiranno meglio nel seguito. Però è assolutamente da leggere, visto che il terzo capitolo della saga è fantastico! Parte un po' lento, ma coinvolge sempre di più fino ad arrivare all'apice, cioè il processo che deciderà le sorti di Lisbeth Salander.

Oltre alla suspense, la saga ci regala interessantissimi spaccati della società svedese e della vita nelle redazioni dei giornali (specialità di Larsson, visto che fece il giornalista per tutta la vita).

Ma la cosa migliore, che distingue questi romanzi dalla massa di best-seller in circolazione, è la bravura con cui l'autore dipinge i protagonisti. Ognuno ha una personalità a tutto tondo, che coinvolge e affascina. Andando avanti i libri il numero dei personaggi aumenta, e Larsson riece sempre a farci interessare a tutti.

Perciò non posso che consigliarvi di immergervi nel mondo di Millennium!
Qualche link utile:
Uomini che odiano le donne
La ragazza che giocava con il fuoco
La regina dei castelli di carta

domenica 4 ottobre 2009

Al parco del Ticino in mountain bike

Oggi voglio proporvi un itinerario in mountain bike al Parco del Ticino, facile ma molto suggestivo.


Abbiamo scoperto quest'itinerario dal volume Lombardia in mountain bike - Volume II - Parco del Ticino e Prealpi Varesine (1999, Ediciclo Editore Srl,185 pagg, 13,94 euro), di cui riporto alcune informazioni e la cartina.

Località di partenza: Turbigo
Lunghezza: 27,9 km
Tempo di percorrenza: 3 ore e 1/2 circa
Grado di difficoltà: facile
                        
Sulla cartina  ho evidenziato in azzurro il sentiero percorso in bici e in rosa la località di partenza, Ponte Turbigo (cliccate sull'immagine per ingrandire). Citazione dal libro su come raggiungere il punto di partenza, Turbigo: "località collocata lungo il Naviglio Grande e raggiungibile da Milano utilizzando la S.S.n. 11 fino a Magenta e da qui seguendo le indicazioni stradali prima per Cuggiono e poi per Turbigo. Dal paese di prosegue lungo la Statale n. 341 che, tramite il Ponte di Turbigo, supera il Ticino e entra in territorio piemontese. La prima parte dell'itinerario, infatti, si svolge nela Parco Naturale Piemontese della Valle del Ticino, parco istituito nel 1979 dalla regione seguendo l'esempio lombardo."

Superato il ponte di Turbigo, bisogna salire sulla statale in direzione Galliate. Girate alla seconda strada a destra, che è inizialmente asfaltata per poi diventare sterrata. Dopo un po', vi ritroverete davanti ad un bellissimo paesaggio.


La giornata era stupenda, perciò sullo sfondo abbiamo potuto ammirare delle montagne da cartolina. Lo stagno in primo piano, invece, era pieno di rane!

Si continua fino a raggiungere un trivio. Qui bisogna scegliere la pista ciclabile a destra, che si dirige verso le sponde boscose del Naviglio Langosco.
A un certo punto vi troverete in un'area picn nic dove potrete pranzare. Dopodichè va preso il ramo di destra, in netta discesa (pendenza 10%), che vi farà raggiungere un bosco ricco di torrenti e di libellule... noi abbiamo visto un sacco di libellule blu.


Dal libro: "Seguendo la via principale si raggiunge uno slargo e da qui ci si porta sulle sponde del Ticino [...] Dopo uno sbarramento che impedisce l'accesso alle auto, si incrocia una strada sterrata più importante in prossimità di alcune case. Qui si trascura la via di destra e la via di sinistra per prendere quella al centro che poco dopo è evidenziata da un cartello di pista ciclabile."

Dopo 300 metri, ad un altro bivio, si prende la via a sinistra che porta a Molino Vecchio.


Dall'area pic nic di Molino Vecchio si segue la via principale che termina sulle rive del Ticino. Tenendo sempre la destra agli incroci, si raggiunge la statale n. 527 il cui ramo destro arriva al Ponte di Oleggio, in territorio lombrado.
Dopo il ponte, si seguono le segnalazioni per il sentiero E1, che corrono su Via Alzaia.

E' proprio qui che nasce il Naviglio Grande, deviazione del Ticino. Si tratta di una delle opere idrauliche più importanti della Lombardia, risalente agli inizi del 1200!


"Prima di superare la Chiusa, si piega a destra in direzione del ristorante La Castellana. Si supera il ristorante e si prosegue, ora su sterrato, lungo il Naviglio Grande. In questo modo si effettua un bel percorso di circa 4,5 km fiancheggiando l'importante corso d'acqua artificale e raggiungendo infine la S.S. 341 all'altezza di Turbigo".

Nell'ultimo pezzo lungo il naviglio abbiamo visto tantissimi aironi!
Una volta arrivati al punto di partenza, poi, ci siamo tolti le scarpe e abbiamo puciato le estremità accaldate sul fresco Ticino :)