"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

mercoledì 26 maggio 2010

Zio Paperone e la stella del Polo - Carl Barks

Oggi vi parlerò di una delle più belle storie di Carl Barks, "l'uomo dei paperi", definito così dal fumettista Don Rosa (considerato l'erede di Barks):
Per me Barks (e non sono certo il primo ad affermarlo) è il più grande narratore del XX secolo. [...] È nato all'inizio del secolo ed è morto, nel suo centesimo anno di vita, durante l'anno finale di quel secolo. Che è stato il suo.

La storia, dicevo, in Italia è nota come "Zio Paperone e la stella del Polo", mentre in originale si intitola "Uncle Scrooge in Back to the Klondike". In Italia è stata ristampata da poco nella collana "La grande dinastia dei paperi" edita dal Corriere (sotto i riferimenti*), che io ho reperito in biblioteca.

La trama: scopriamo come Paperone abbia conosciuto in gioventù la bella Doretta Doremì (orig. Glittering Goldie), ballerina di saloon tanto affascinante quanto avida d'oro e ricchezze. Pensate che la versione originale, edita nel 1953, all'inizio è stata censurata! Questo perchè l'atmosfera del saloon era stata ritenuta troppo violenta e ambigua, un po' come appare in questo bel dipinto a olio del Maestro Barks:


Il bello è che la parte censurata è il nucleo della storia, ma per fortuna è stata reintegrata a partire dal 1981.

Barks narra con grazia, ironia e delicatezza questa storia d'amore, lasciando molto al non detto. Bilancia sapientemente il lato severo di Paperone - duro e affarista - col lato sentimentale, che il papero più ricco del mondo cerca sempre di occultare. In uno dei rari momenti di emotività, ecco come descrive Doretta:
Aveva gli occhi splendenti come stelle, e il suo cuore era freddo come il ghiaccio della tundra, il solo ghiaccio vivo che abbia mai visto!

Una scena famosissima e molto toccante avviene quando i due protagonisti si rincontrano dopo 55 anni:


Carl Barks non ha più ripreso questo personaggio in altre storie, ma l'hanno fatto altri autori dopo di lui.
La storia più famosa con protagonista Doretta è stata scritta dal succitato Don Rosa

*Riferimenti: La grande dinastia dei paperi n. 6 - Zio Paperone e la stella del Polo e altre storie. Edizione speciale del Corriere della Sera, 2008.

venerdì 21 maggio 2010

Robin Hood di Ridley Scott

A volte, quando si va a vedere un film senza troppe aspettative, succede di rimanere positivamente sopresi.

A me, questo Robin Hood recitato da Russel Crowe non ispirava molto. La leggenda di Robin è una delle mie preferite, perciò ho letto le sue gesta sia sul Robin Hood il proscritto di Dumas, sia - soprattutto - su Ivanhoe di Walter Scott, in cui il nobile fuorilegge è uno dei personaggi principali, e secondo il mio parere anche il più bello.
Insomma, io Robin me lo immaginavo un giovanotto smilzo e scaltro, non certo un "cinghialotto" alla Russel Crowe.

E invece devo ammettere che Crowe è così bravo da rendere perfettamente credibile il personaggio. Il suo Robin, metà impostore metà nobile cavaliere, è un eroe coraggioso e sornione, che risulta subito simpatico. Anche l'allegra brigata dei suoi compagni (Little John & co) fa fede al proprio nome: numerose sono le scene in cui cantano e suonano in compagnia. Il loro affiatamento è tangibile anche perchè sono amici nella vita reale.
La Marion interpretata da Cate Blanchett mi è ugualmente piaciuta, fiera e nello stesso tempo romantica.

La storia narra il ritorno di Robin e compagni dalle crociate, lo scontro coi Francesi e poi successivamente con re Riccardo, insomma tutti gli eventi che porteranno il protagonista a diventare l'eroe della leggenda che tutti conosciamo. Una sorta di prequel che lascia la speranza di un seguito.

La colonna sonora è davvero bella, per la maggior parte un celtico-medievaleggiante molto ritmato. Spettacolare la scenografia, con gli antichi castelli del XII secolo e i villaggi inglesi, circondati dal verde, perfettamente ricostruiti. Per questi motivi è un film che consiglio di vedere al cinema!

venerdì 14 maggio 2010

I racconti di Terramare - Gorō Miyazaki

I racconti di Terramare è un cartone scritto e diretto da Miyazaki "Junior", cioè il figlio del grande Hayao Miyazaki.

La storia: Il giovane  principe Arren soffre di gravi crisi d'identità, che lo spingono ad allontanarsi dal suo regno. Durante il viaggio incontrerà l'arcimago Sparviere, la materna maga Tenar e la giovane Therru, che nasconde un segreto...

La trama è abbastanza complicata, penso che occorra vedere il film un paio di volte per capire bene tutte le sfumature. E' anche molto profonda, con le sue riflessioni sulla vita e l'eternità. Forse quello che manca a Gorō Miyazaki è un po' dell'allegria infantile del padre, che pur affrontando temi adulti riesce a stemperare anche le tematiche più impegnative.

Nel complesso, però, mi è piaciuto parecchio: toccante e ricco di personaggi meravigliosi, come il saggio e gentile Sparviere. I disegni, inutile dirlo: una gioia per gli occhi!

sabato 8 maggio 2010

Giro di vite - Henry James

Ho finito da poco Giro di Vite di Henry James e devo dire che mi ha stupita tantissimo.
Non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte a una storia così: pensavo si trattasse del tipico romanzo gotico, come ce n'erano tanti all'epoca. In effetti le premesse ci sono tutte, a cominciare dalla giovane governante protagonista, incaricata di curare due deliziosi bimbi, passando per la grande casa immersa nella campagna e per le inquietanti visioni di fantasmi.

Mano a mano che si procede con la lettura, però, si capisce che qualcosa non torna. James dice e non dice, allude, imposta un gioco intellettuale col lettore fino ad arrivare all'apice finale della storia. La conclusione è contenuta nell'ultimissima riga, e lascia col cuore in gola.

Una volta letta l'ultima riga, dunque, viene automatico rileggere la storia da capo per reperire altri indizi (questa cosa mi ha ossessionata per giorni e giorni). Perché l'interpretazione non è univoca, anzi! La protagonista ci racconta la storia dal suo punto di vista, ma sarà quello giusto per capire gli eventi? E come distinguere nella narrazione realtà e irrealtà?
Un libro enigmatico, che lascia il segno e che non smette di influenzare ancora oggi la letteratura e il cinema di tensione.

Titolo originale: The turn of the screw
Traduzione: Marco Philopat
Edizione: Biblioteca Economica Newton, 2008

Se volete leggerlo, cliccate di seguito:
Giro di vite, edizione cartacea
Giro di vite, edizione ebook

domenica 2 maggio 2010

Daisy Miller - Henry James

Di Henry James avevo già letto Ritratto di signora, che mi aveva lasciata un po' "insoddisfatta". I personaggi non facevano altro che pensare e pensare, ma alla fine non si capiva mai cosa volessero veramente. Però l'autore mi ha incuriosita e così ho letto un altro suo romanzo.

Daisy Miller, al contrario di Ritratto di signora, è un libretto assai snello. Molte tematiche sono affini: la protagonista vivace e sfrontata, la contrapposizione tra la società americana - pragmatica ma anche puritana - e quella italiana, più molle, antica e affascinante.
Ho trovato la narrazione fresca e coinvolgente, non macchinosa come nel precedente romanzo. Daisy, poi, ha una personalità incantevole, anche se (o proprio perché) non si capisce dove finisca la sua ingenuità e dove inizi la sua spudoratezza.
Questo libro mi è piaciuto veramente molto e mi ha fatto rivalutare James. Il finale, poi, è tutt'altro che aperto e non lascia certo indifferenti.

Credo che la descrizione migliore del destino di Daisy l'abbia data il grande Calvino, nella prefazione dell'edizione Einaudi (1987, trad. Francesco Mei, 83 pag). Riporto le sue parole... attenzione, però! Se avete intenzione di leggere il libro vi conviene fermarvi qui, per non rovinarvi il finale!

Alla malaria, oscura divinità mediterranea, viene sacrificata Daisy Miller, di cui né il puritanesimo dei compatrioti né il paganesimo dei nativi erano riusciti ad aver ragione, e che proprio per questo è, dagli uni e dagli altri, condannata all'olocausto nel bel mezzo del Colosseo, dove i miasmi notturni si addensano avvolgenti e impalpabili come le frasi in cui James sembra sempre sul punto di dire qualcosa che non dice.

Se volete leggerlo anche voi, ecco qualche link utile:

Daisy Miller, edizione cartacea Einaudi con prefazione di Calvino
Daisy Miller, edizione ebook BUR