"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

venerdì 30 luglio 2010

Il ladro di merendine - Andrea Camilleri

Il ladro di merendine: il romanzo grazie al quale è iniziato il mio amore per Camilleri e per Salvo Montalbano.


La domanda che mi sono fatta leggendo questo libro è: perchè non ho mai letto prima qualcosa di Camilleri? Mi è piaciuto così tanto che ho intenzione di rifarmi al più presto del tempo perduto, leggendo ogni romanzo dedicato a Salvo Montalbano!

La risposta è, forse, perchè avevo paura di non capire bene il siciliano. Infatti moltissimi termini (e a volte la costruzione stessa del discorso) ricalcano il dialetto. Dopo le prime righe, però, mi sono accorta che è un siciliano a portata di tutti gli italiani: le parole sono facilmente decifrabili dal contesto e addirittura, per quelle più difficoltose, è riportata subito dopo la versione italiana.

E non solo: proprio questo linguaggio dona al libro una bellezza unica, che ti fa immergere nel mondo di Vigata, ti fa quasi sentire il profumo del mare e degli ottimi pranzetti che gusta Salvo (infatti in questi giorni ho dovuto soddisfare la mia voglia continua di pasta alle sarde!).

La storia è ovviamente avvincente, essendo un giallo ben costruito, e i personaggi entrano subito in simpatia. A cominciare da Montalbano, memorabile nelle sue arrabbiature dovute al tempo e nella commozione che prova davanti ad un piatto ben cucinato!

Se vuoi immergerti anche tu nel mondo di vigata, ti consiglio questo libro! Per leggerlo, clicca di seguito:
Il ladro di merendine versione eboo
Il ladro di merendine versione cartacea

domenica 25 luglio 2010

Gatti e supergatti

Dal momento che, tirate le somme, il gatto è una tigre in miniatura, o un cugino prossimo del leone, quello che fa risulta del tutto istruttivo e di eguale interesse nel confronto con quello che fanno i suoi parenti maggiori.

Citazione tratta da "Gatti e supergatti" di Giorgio Celli, Piemme 2000, pag. 189

Immagine da: http://www.lifeonwhite.com/

domenica 18 luglio 2010

Laghi, Preraffaelliti e "Le ninfe ed Hylas" di Waterhouse

Vi è mai capitato di andare in un posto in cui sentite che c'è qualcosa di diverso da qualsiasi altro luogo da voi visitato?
Un posto in cui provate una sensazione di benessere, che vi fa sentire sentire felici senza saperne il motivo. Vi sembra quasi di essere tornati a "casa", nel senso di un luogo primitivo che vi sembra, chissà perchè, familiare.


A me succede con i laghi. Chissà poi perchè, visto che sono nata al mare e fino alla maggiore età, quando ho cominicato a viaggiare, non avevo mai visto un lago in vita mia. Le flessuose piante lacustri, le ninfee, le libellule, che incorniciano questi specchi d'acqua, mi danno una sensazione di appagamento, come se fossi tornata nel luogo giusto per me.


Ho pensato a tutto ciò ieri, quando in questo caldo luglio sono andata a fare il bagno in un bellissimo lago tra Como e Lecco.
E mi venuto anche in mente che, forse, è dal mio amore per i laghi che è nata la passione per i Preraffaelliti (di cui vi ho già parlato qui e qui). Ecco infatti uno dei primi quadri preraffaelliti che ho conosciuto:



Affascinante, vero?
Il protagonista del quadro (Hylas e le ninfe) è il compagno di Ercole, con cui partì per la conquista del vello d'oro assieme agli Argonauti. Ma il destino aveva qualcos'altro in serbo per il giovane Hylas. Recandosi in un lago per abbeverarsi, fu visto da un gruppo di ninfe che si innamorarono di lui. Nel quadro si vede proprio il momento in cui il ragazzo, chino per bere l'acqua, viene afferrato da una ninfa. Fu attirato nelle verdi correnti dalle bellissime naiadi e scomparì. Chissà se affogò oppure se rimase per sempre in compagnia delle ninfe, trasformato in una divinità lacustre.

L'immagine è scaricata da http://www.jwwaterhouse.com/, dove potete vedere tutti i quadri del preraffaellita Waterhouse in buonissima definizione.

domenica 11 luglio 2010

Strudel salato con cipollotti e stracchino


Ricetta presa dal mensile Cucina no problem e rifatta da me con qualche modifica, che viene dall'esperienza nella preparazione dello strudel dolce.

Ingredienti per il ripieno
  • 6 cipollotti
  • 60 g di pangrattato
  • 50 g di mandorle spellate
  • 200 g di stracchino
  • 50 g di grana pagano
  • 3 rametti di timo
  • olio e sale
Per la pasta
  • 300 g di farina
  • 1 uovo
  • 3 cucchiai d'olio
  • 1,2 dl di acqua tiepida
Preparazione

Per fare la pasta: mescolare la farina, l'uovo, l'olio, l'acqua e un pizzico di sale. Se ce l'avete, potete fare quest'operazione col mixer e poi lavorare l'impasto con le mani, se no procedete direttamente a mano. Lasciate riposare l'impasto un'oretta.



Nel frattempo, preparate i cipollotti. Eliminate le radichette e le foglie verdi, poi tagliateli a metà e lavateli insieme al timo.



Adagiateli su una padella antiaderente assieme all'olio e alle foglie di timo e cucinate a fuoco dolce per circa 10 minuti.



Tritate le mandorle e fatele tostare per circa 5 minuti in un pentolino dai bordi alti con un po' d'olio e con il pan grattato.
Ponete la pasta su uno strofinaccio e asottigliatela col mattarello, formando un rettangolo. Metteteci sopra il mix di mandorle e pan grattato e distribuitelo su tutta la superficie. Poi adagiateci i cipollotti, lo stracchino a fiocchetti e il grana a scaglie.




E qui viene il bello: chiudere l'opera senza rovinarla!
Come arrotolare uno strudel in maniera semplice ed efficace?



Semplice: arrotolate lo strudel con l'aiuto dello strofinaccio su cui l'avete adagiato, avvicinando piano piano i lembi della pasta (come nella foto sopra), e chiudetelo sigillando per bene i bordi.



Fatelo cuocere nel forno caldo a 200 gradi per 25-30 minuti.
BUON APPETITO!

venerdì 2 luglio 2010

La città incantata

Avevo visto questo cartone al cinema anni fa, e mi aveva inquietata per la quantità di mostri presenti nel mondo scoperto dalla piccola e tenera Chihiro.

Riguardandolo, mi sono resa conto di una cosa: ciò che inquieta è il fatto che i "mostri" non sono completamente cattivi, ma capricciosi e ricchi di sfumature. Il brutto essere che all'inizio spaventa la protagonista può trasformasi nella scena dopo in un amico fidato, e viceversa. Non si sa quindi chi considerare buono e chi no... ma, ora che conosco di più l'opera di Miyazaki, mi rendo conto che proprio questo è il bello. Anche il mostro più minaccioso può raggiungere la serenità se trova il posto giusto in cui stare.


Un'altra tematica cara a Miyazaki è quella del lavorare sodo per poter ottenere quello che si desidera. Chihiro non è un'Alice nel paese delle meraviglie che si limita a passeggiare per il mondo incantato, ma è costretta a imparare un lavoro e impegnarsi per salvare se stessa e i suoi genitori.


Storia di grande spessore e grande incanto, che trascina anche grazie ai meravigliosi disegni: la città del titolo, con il suo oceano, gli abitanti eccentrici, i viali fioriti fa sognare ad occhi aperti.