"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

venerdì 24 settembre 2010

Quando eravamo grandi - Anne Tyler

Quando eravamo grandi di Anne Tyler: un libro che incanta per semplicità e delicatezza.


Ho iniziato questo romanzo perchè, per puro caso, ho letto in internet alcune trame dei libri di Anne Tyler: mi sembravano tutte interessanti, mi ispiravano.
Non sempre però l'ispirazione "a scatola chiusa" si rivela una buona consigliera... quante volte sono stata delusa da libri che mi sembravano promettenti!

E invece con la Tyler mi è andata bene!
Bella innanzi tutto l'idea di partenza: la protagonista di mezz'età ad un certo punto di rende conto che la sua vita è trascorsa in modo totalmente diverso da come la immaginava da ragazza... e fin qui, niente di nuovo. Però non è, come si potrebbe pensare, che da giovane fosse piena di vita e speranze, per poi ingrigirsi con l'età. Anzi: da ventenne era molto studiosa e introversa, mentre a cinquant'anni si ritrova organizzatrice di feste, amante degli abiti hippy e circondata da una baraonda di familiari sopra le righe. Tutto ciò le sembra improvvisamente un "tradimento" verso la vecchia sè stessa.

Poi l'autrice ha un modo di raccontare particolarissimo, descrivendo con cura tutti dettagli della vita quotidiana dei protagonisti, soffermandosi anche su quelli più prosaici e meno edificanti, ma sempre con grande eleganza. A volte un piccolo particolare descritto è riuscito a farmi commuovere, per la sua semplicità e delicatezza.
Bellissimo libro, ne leggerò di sicuro altri di questa brava scrittrice statunitense.

Edizione: Guanda, 2001
Titolo originale: Back When We Were Grownups
Traduzione: Laura Pignatti
Pagine: 275

Se volete leggerlo anche voi, cliccate di seguito: Quando eravamo grandi - Anne Tyler

mercoledì 15 settembre 2010

Il villaggio di Howth

Per l'ultima puntata del viaggio in Irlanda, Colorare la vita vi porta a Howth.


Si tratta di un meraviglioso villaggio di pescatori adagiato su una penisola, davvero vicino a Dublino: in treno ci abbiamo messo solo mezz'ora per arrivarci! Come punto di partenza abbiamo scelto il Castello di Howth, e da lì siamo saliti su una piccola altura, dove si vedeva un paesaggio mozzafiato.


Poi siamo saliti ancora, inoltrandoci in un boschetto, fino ad arrivare sulla cima di un colle. A questo punto eravamo un po' disorientati... meno male che, proprio in quel posto sperduto, abbiamo incontrato un simpatico irlandese: Jerry, accompagnato dalla sua cagnolina Judith. Ci ha fatto da guida fino al sentiero che costeggia la scogliera e che porta alla stazione!


Ci siamo riempiti gli occhi del verde irlandese e di bellissimi fiori.


C'era una vista fantastica sul faro, che abbiamo potuto immortalare in varie condizioni climatiche, sia incorniciato dal un malinconico cielo nuvoloso, sia in pieno sole. In Irlanda, infatti, il clima varia in continuazione!


Che dire, se andate a visitare Dublino fate un salto anche a Howth... non rimarrete delusi dalle sue atmosfere dal sogno.

sabato 11 settembre 2010

La musica di Dublino

Dublino mi ha conquistata per tante cose: i colori, le leggende, i parchi... ma la cosa che mi ha colpita maggiormente è la musica.


Nei pub c'è sempre qualcuno che suona dal vivo ed è incredibile la quantità di cantanti e musicisti bravissimi che si possono ascoltare, e che sanno coinvolgere il pubblico. Di solito le session di musica dal vivo iniziano dalle 19.00, ma in certi pub già dalle 14.00! Uno di questi è l'Oliver St John Gogarty, di cui sotto potete vedere alcuni cantanti.


La zona dei pub per eccellenza è Temple Bar, in cui avevamo l'alloggio! Ci siamo divertiti tantissimo in questo quartiere e non solo nei pub: spesso gli artisti più bravi erano quelli di strada. Suonavano proprio dappertutto!


Certi pub sono specializzati in musica irlandese tradizionale, altri propongono un mix di canzoni irladesi e rock. In un pub abbiamo assistito ad una versione di With or without you da pelle d'oca: gli Irlandesi infatti sono legatissimi alla loro nazionalità e vederli cantare a squarciagola questo pezzo degli U2 è stato qualcosa di speciale. Tra l'altro, moltissimi di loro indossano felpe verde prato, il colore nazionale.
Qui sotto potete invece ammirare l'omino che avevamo soprannominato "Il melodico", per le sonorità dolci e melodiose del suo curioso strumento dal fascino celtico.


Il mix più riuscito di rock e ritmi irlandesi l'abbiamo ascoltato grazie ai Mutefish, gruppo in cui ci siamo imbattutti l'ultima sera. Il solista del gruppo suona flauto dolce e traverso in maniera eccezionale: eravamo in tantissimi in strada ad ascoltarli e i CD sono andati a ruba (per fortuna sono riuscita ad aggiudicarmene uno anch'io)!


I mutefish hanno anche una pagina su Myspace:
http://www.myspace.com/nonstopmutefishdance

Vi consiglio di vedere - ma soprattutto ascoltare- i due video intitolati Mutefish album recordings e MuteFish Entertain The Public in Temple Bar.

sabato 4 settembre 2010

I parchi di Dublino


Ecco un piccolo video creato da Colorare la vita per voi, per farvi entrare nel verde di Dublino!