"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

lunedì 28 febbraio 2011

Fusilli al curry con cipollotti: una ricetta per chi soffre di endometriosi


Il post di oggi partecipa all'iniziativa Contest perBene, lanciato dalla blogger Sunflowers. Lo scopo è sensibilizzare le persone sull'endometriosi: una malattia che colpisce le donne, non tanto conosciuta ma più diffusa di quanto si pensi.
Cliccate QUI per info e, se volete, per partecipare.



Per combattere l'infiammazione e il dolore che provoca questa malattia, l'alimentazione svolge un ruolo davvero importante.
I cibi sono: cereali integrali, pasta, riso, legumi, tonno, pesce azzurro, olio d'oliva, noci, verdure.
I cibi no: latticini, carne rossa, caffeina, alcool, cioccolato, grassi saturi, burro e margarina, bevande ad alto contenuto di zucchero, carboidrati raffinati, olii vegetali (dal blog di Sunflowers).
Quindi: si possono preparare piatti gustosi senza carne, latticini e grassi? 
La risposta è SIIII'!! 
Anche perchè, se il sale va ridotto, l'uso di spezie, anche piccanti, è ok.
Io, per esempio, offro il mio modesto contributo con una ricetta che utilizza un mix di spezie eccezionale: il curry.

Approfondimento sul curry

Questo curry l'ho comprato in Piazza dei Mercanti, come vi ho raccontato QUI, viene direttamente dall'India ed è distribuito dalla ditta Enodia.
Se non avete modo di girar per mercatini alimentari, non preoccupatevi! Il curry si trova anche nei negozi bio o nei supermercati; l'importante è controllare la qualità degli ingredienti.
Il mio curry, di tipo forte MADRAS, contiene: coriandolo, cumino, zenzero, fieno greco, cardamomo, macis, garofano, senape, peperoncini, curcuma.
Vorrei che attraverso il blog si potesse far sentire il profumo che esce dal barattolo appena aperto...



Leggo dalla confezione:
Con un sapore caldo e leggermente piccante, è ideale per le salse, con delle carni bianche, o per vellutare delle cozze e frutti di mare. Consigliato anche per piatti vegetariani. Tra le virtù medicinali si distingue per le sue proprietà digestive.

E ora che abbiamo approfondito, passiamo alla ricetta vera e propria!

Fusilli al curry con cipollotti

Nota preliminare: 
Questa ricetta si presta a molte varianti. Al posto dei cipollotti si possono usare porri o cipolle di tropea; oppure altre verdure gradite, come peperoni tagliati fini, o zucchine tagliate a rondelle sottili.

Ingredienti per 2 persone
- 160 grammi di fusilli
- 3 cipollotti
- 1 cucchiaino di curry
- olio extra vergine d'oliva

Preparazione

Tagliate a rondelle i cipollotti e fateli rosolare su una padella antiaderente con poco olio. Non occorre aggiungere sale.

Dopo un paio di minuti, quando saranno leggermente dorati, cominciate ad aggiungere un po' d'acqua. Regolatevi così: misurate su un bicchiere un dito d'acqua e fatela asciugare prima di aggiungerne altra. Più o meno, si ripete l'operazione per 3/4 volte, finché i cipollotti si ammorbidiscono.
In questo modo i cipollotti assumono un gusto dolcissimo, e vengono eliminati effetti collaterali tipo sapore/odore pungenti.
Spegnete il fuoco e aggiungete il curry. Mescolate bene, finché il tutto diventerà di un bel giallo uniforme.
Lasciate lì ad insaporire e nel frattempo cuocete i fusilli al dente.
Scolate, versate sulla padella e mescolate bene prima di impiattare. Se volete potete dare anche un'ulteriore scaldatina.
E ora, non resta che gustare questa pasta profumata, dal sapore caldo e agrodolce!
Buon appe!

PER LEGGERE UN'ALTRA RICETTA ADATTA A CHI SOFFRE DI ENDOMETRIOSI, CLICCATE QUI

sabato 26 febbraio 2011

Tacos "all'italiana": semplici e genuini per i bravi bambini!


In casa avevo dei tacos e ho pensato che, farciti con i giusti ingredienti, potevano diventare una sorta di mini-piadine croccanti,  a misura di bambino.
Perché a misura di bambino? Perché questo post partecipa all'iniziativa della blogger Caris, per manifestare la nostra solidarietà al reparto di neuro-fisiologia della fondazione Santa Lucia di Roma, che cura tanti bambini ma purtroppo rischia di chiudere.
Cliccate QUI per saperne di più e, se volete, per partecipare anche voi!



La mia è una ricetta facile e veloce, nella cui preparazione si possono coinvolgere i piccoli di casa!

Ingredienti per quattro bambini



- 4 dischetti di pasta per tacos (si trovano al supermercato)
- 8 fettine di bresaola (o prosciutto, o altro salume gradito)
- una decina di cubetti di brie
- rucola

Come si fa?

Scaldate ben bene una bistecchiera, poi metteteci sopra i tacos. A questo punto abbassate il fuoco, la fiamma non deve essere troppo vivace.


Dopo averli fatti scaldare da una parte, girateli e metteteci subito sopra il brie e poi l'affettato.


Che dite bambini, ci aggiungiamo anche la rucoletta? Dai, così rendiamo i tacos ancora più colorati!
Però fate fare queste operazioni ai grandi, non voglio vedere manine bruciate :-)


Una volta farciti i tacos, bisogna piegarli in due: non si romperanno perché li abbiamo scaldati per bene. Fateli grigliare per lungo e per largo.


I grandi possono anche aggiungere della salsa di tabasco all'interno.

mercoledì 23 febbraio 2011

Cappuccetto rosso: versione originale e trasformazioni della storia

I Grimm, la favola edulcorata


La versione più conosciuta di “Cappuccetto Rosso” è certamente quella dei Grimm (contenuta nella raccolta Fiabe, 1812-1822), che tutti abbiamo ascoltato da bambini. In essa la protagonista è “una bambina tanto carina e dolce” che alla fine viene salvata dal cacciatore.

Perrault, una brutta fine per Cappuccetto

Una versione molto diversa è raccontata da Perrault (ne I racconti di mamma Oca, 1697), in cui si possono notare i riferimenti sessuali presenti nella storia originaria, come nella parte in cui il lupo invita la fanciullina a spogliarsi:

“Il Lupo, vistala entrare, le disse, nascondendosi sotto le coperte: "Posa la focaccia e il vasetto di burro sulla madia e vieni a letto con me". Cappuccetto Rosso si spogliò ed entrò nel letto, dove ebbe una gran sorpresa nel vedere com'era fatta la sua nonna, quando era tutta spogliata.”

Alla fine, poi, la povera cappuccetto rosso muore divorata dal lupo. Questo dà l’occasione a Perrault per trasmetterci la morale:

“La storia di Cappuccetto Rosso fa vedere ai giovinetti e alle giovinette, e segnatamente alle giovinette, che non bisogna mai fermarsi a discorrere per la strada con gente che non si conosce: perché dei lupi ce n'è dappertutto e di diverse specie, e i più pericolosi sono appunto quelli che hanno faccia di persone garbate e piene di complimenti e di belle maniere”
(trad. di Collodi)

Eppure, neanche questa versione moraleggiante mantiene gli elementi cannibalici e ritualizzati della versione originale.

La versione originale: il rito cannibalico

La tradizione orale, vera portavoce della storia prima che questa venisse trascritta, tramandava un particolare assai truce al momento dell’incontro tra Cappuccetto e il lupo travestito (come si può evincere ad esempio dalla raccolta di saggi Cappuccetto rosso: una fiaba vera a cura di S. Calabrese e D. Feltracco, Meltemi 2008).


Il lupo, con uno stratagemma, invita la bambina a mangiare i resti della nonna, che lui aveva avanzato. Questo particolare è presente in tutte le versioni antiche (testimoniato anche dalle nostre "Fiabe italiane" raccolte da Calvino) e probabilmente ha un significato rituale: simboleggia la giovane fanciulla fertile che prende il posto della donna anziana ormai infertile,  o più in generale la “morte” metaforica della vecchia generazione, soppiantata di quella nuova. Infatti la nonna muore, mentre Cappuccetto Rosso si salva.


La conclusione originaria

Sorpresa! La versione di partenza, per quanto cruda, finiva bene per la protagonista, che oltretutto si salva da sola senza l’aiuto di nessun cacciatore o boscaiolo. Non è presente la morale perraultiana rivolta alle brave bambine, ma viene celebrata la furbizia contadina che vince il perfido lupo, o l’orca pelosa, o insomma il nemico descritto nelle varie versioni della fiaba.
E come ci riesce? Così:

“-Nonna, non posso addormentarmi se prima non vado a fare un bisognino. La nonna disse: - Vai a farlo nella stalla, ti calo io per la botola e poi ti tiro su. La legò con una fune, e la calò nella stalla. La bambina appena fu giù si slegò, e alla fune legò una capra.- Hai finito? - disse la nonna.- Aspetta un momentino -. Finì di legare la capra – Ecco, ho finito, tirami su.”

Citazione da Fiabe italiane di Calvino, prima edizione 1956 (fiaba citata: "La finta nonna").

Se volete scoprire anche voi le varie versioni di Cappuccetto Rosso, ecco i link dove potete trovare i libri consigliati:

Fiabe dei Grimm, versione ebook
Fiabe dei Grimm, versione cartacea

I racconti di mamma Oca di Perrault, versione ebook
I racconti di mamma Oca di Perrault, versione cartacea

Cappuccetto Rosso: Una fiaba vera

Fiabe Italiane, versione cartacea
Fiabe Italiane, versione ebook

domenica 20 febbraio 2011

Le fate addormentate



Buongiorno a tutti dal vostro amico gnomo: anche oggi vi racconterò un fenomeno tipico del regno fatato, in cui, chissà, qualcuno di voi è destinato ad imbattersi...


Dove incontrare le fate addormentate


 Una cosa che può capitare ai baldi giovanotti che si aggirano in posti dalla forte carica magica – per esempio grotte molto antiche e incantate – è quella di imbattersi in fanciulle addormentate. Dovete sapere che sono in realtà fate, addormentate là in attesa che le raggiunga la loro anima gemella.


Vicino alla fanciulla solitamente si trova una pergamena o un esponente del piccolo popolo, per esempio un folletto. La pergamena, o il folletto, vi chiederanno cosa volete fare: svegliare la fanciulla e farla vostra sposa, oppure intascare un forziere pieno d’oro, che vi renderebbe ricchi.

Pensate bene alla vostra scelta: queste fanciulle hanno il potere di fare innamorare al primo sguardo, perciò se si sceglie il forziere c’è il rischio di rimpiangere questa decisione e consumarsi nel rimpianto di un amore perduto per tutta la vita. Se scegliete la fanciulla, bè, potreste avere una vita piena di amore e serenità, oppure piena di litigi e incomprensioni: ma questo vale anche per le unioni tra voi esseri umani…

Ciao a tutti,

Lo gnomo del rosmarino

Immagini di Kinuko Craft

venerdì 18 febbraio 2011

"Ti amo" - testo di Antonio Albanese (e Pier Peter!)

Pur essendo originaria della Città dei Fiori, non sopporto proprio le classiche canzoni d'amore in "stile sanremese".
Pier Peter: lui sì che ne sa di canzoni d'amore!
Mi riferisco a quelle canzoni dal testo insulso e banale, con parole "d'effetto" buttate lì a caso, che non vogliono dire niente di concreto, tutte uguali e scritte a tavolino per vendere.
Antonio Albanese ha scritto una parodia di queste canzoni, che vi trascrivo. Accendete i vostri accendini! :-)

Mi ho innamorato vedendoti uscendoti tu della casa
di te
il che non vuol dire che dico troppo spesso parole un po' inutili
però
fra le tue braccia mi addormento uomo mi risveglio bambino stasera
di te
in questo mondo ti parole ognuno c'ha la sua
io c'ho la mia
TI AMO

A volte mi sembri più vera di quello che sei veramente
e invece
ti voglio incontrare ti sento già mio ma tu non mi incontri
qualunque
fra le tue braccia mi addormento uomo mi risveglio bambino stasera
di te
in questo mondo ti parole ognuno c'ha la sua
io c'ho la mia
TI BACIO
bacio bacio

ho perso il mio cuore
non lo trovo più
ce l'hai tu, Marco, dov'è?
Ce l'hai tu!
Ridammelo un po'
anzi no
tientelo tu
questo cuore ferito sfiorito ammalato
vendilo a pezzi
fanne ciò che vuoi
se vuoi
gettalo via!
Lontano...
lontano...
ti amo...
davvero...

Ho sentito questa canzone per la prima volta in uno sketch del mio personaggio preferito di Albanese: l'economista Pier Peter (su Mai dire gol). Purtroppo su Youtube non si trova più il filmato, però QUI potete vedere un'interpretazione di Albanese della sua mitica canzone!

Curiosità: questo brano è stata inserito anche nell'ultimo film di Albanese, Qualunquemente, cantata da Pino "Lo Straniero".

mercoledì 16 febbraio 2011

Scorci di Bellagio


Bellagio sorge proprio in una posizione magnifica: tra i due rami del lago di Como. E' una località molto rinomata e se ci andate in alta stagione rischiate di trovare la ressa di turisti... per non parlare delle code! Per questo noi ci siamo andati in pieno inverno...


...precisamente i primi di febbraio, rischiarati a sorpresa da un sole splendente al punto che sembrava quasi primavera.
Vi consiglio di andarci in un periodo simile, se volete godervi in pace la bellezza di questo luogo. E poi l'inverno dona un fascino particolare ai paesaggi lacustri.


Il paesaggio lungo il lago è mozzafiato, con le montagne innevate che si rispecchiano nel vasto specchio d'acqua.
Ma è anche bello fare una passeggiatina all'interno della città.


Le stradine sono curatissime, con angoli davvero deliziosi!!


Un bel pranzo al sacco lungo il lago, e la scelta di un periodo "tranquillo" in cui organizzare la visita, consentiranno di godervi appieno questo bellissimo posto!

lunedì 14 febbraio 2011

Infanzia - laboratorio di scrittura creativa... sotto i Fiori di Lillà

La scorsa settimana, l'amica blogger Occhi di notte ha sottoposto alla nostra attenzione l'incipit di un suo racconto sull'infanzia e ha proposto ai suoi lettori di fare altrettanto: sei righe per parlare di un ricordo di quando eravamo bambini.
L'idea è quella di dare vita ad un piccolo laboratorio creativo on line, per confrontare il nostro stile e le nostre emozioni.
Se volete leggere il mini-testo che ho scritto, che parla della mia infanzia in una città di mare, cliccate su QUESTA PAGINA del blog Sotto i fiori di Lillà.
Potete commentare e, se volete, partecipare anche voi al laboratorio!

giovedì 10 febbraio 2011

I poteri delle pietre bucate

Buongiorno a tutti, sono lo gnomo che abita nel rosmarino di chi scrive questo blog. Prendo di nuovo la parola per la mia rubrica di consigli sul mondo fatato.
La volta scorsa, vi avevo detto cosa NON fare se vi imbattete in un cerchio delle fate. Oggi, voglio parlarvi invece di una cosa che è auspicabile fare, almeno se siete amanti dei regni magici.
Bene, se vi trovate nei pressi di un lago, un fiume o un torrente, e avete la fortuna di trovare una pietra bucata... prendetela subito con voi!

 Immagine presa da qui

In particolari condizioni, per esempio durante la notte del solstizio d'estate, guardando dentro il buco potreste vedere il vero aspetto del regno fatato, come si nasconde dietro la facciata che di solito appare ai mortali.
Come darvi un'idea di questo regno? Userò un paio di immagini di Josephine Wall, un'artista che secondo me ha trovato la sua pietra bucata.
Per esempio, all'interno di un albero potreste scorgere portali per altri mondi...


... oppure vedere le ninfe e gli spiriti che si nascondono dentro le piante.


E potreste pure vedere la mia vera e confortevole casa, nascosta dietro l'apparenza di un semplice arbusto di rosmarino!

Ciao a tutti,

Lo gnomo del rosmarino

martedì 8 febbraio 2011

Cose da fare a Milano: visitare Palazzo Reale

Palazzo Reale è un grande edificio in stile neoclassico, davvero facile da raggiungere perché si trova a fianco del Duomo.

L'interno del Palazzo

Vi consiglio di farci un salto, se andate a Milano, perché ospita sempre delle mostre interessantissime, di artisti celebri in tutto il mondo! Qualche esempio? Dalì, Canova, Matisse, Picasso, Shiele, Goya ecc., per non parlare di Monet, della cui mostra sulle ninfee vi ho fatto un reportage QUI.
Quindi tenete d’occhio il calendario delle mostre, troverete sicuramente qualcosa che fa per voi! Per info potete consultare il sito ufficiale.

Ma ora un po’ di storia del Palazzo:

“Sede del governo della città già dal basso medioevo, rivestì un ruolo politicamente strategico con l’avvento delle signorie dei Torriani, Visconti e Sforza. Verso la fine del Settecento, l’edificio venne trasformato secondo i canoni neoclassici dall’architetto Giuseppe Piermarini. Da allora fu palazzo di regnanti, da Maria Teresa a Napoleone, da Ferdinando I ai Savoia re d’Italia. Illustri artisti celebrarono le glorie di re e imperatori e arricchirono il palazzo di opere d’arte, dipinti e arredi.”
(Citazione dal sito ufficiale).

venerdì 4 febbraio 2011

Abbraccio di gatti

Avete mai visto gli abbracci della Mulino bianco in versione felina?

Abbraccio (biscotto)

Abbraccio (felino)

martedì 1 febbraio 2011

Le lacrime della giraffa - Alexander McCall Smith

Le lacrime della giraffa: un giallo dallo sviluppo semplicistico, ma con un'ambientazione stupenda e una protagonista simpaticissima.

Trama: la signora Precious Ramotswe è titolare della "Ladie's detective agency N.1", la prima agenzia di detective del Botswana. Accetterà si indagare su un caso molto delicato: una donna americana le chiede di far luce sulla scomparsa del figlio, avvenuta in circostanze misteriose dieci anni prima.

Commento: l'avvertenza a questo libro è che non bisogna aspettarsi un giallo di grande struttura. Il "mistero", infatti, è risolto in modo molto semplicistico, sulla base dell'intuito femminile e delle sensazioni date da una vecchia foto. Da questo punto di vista, la trama non è molto consistente.

Interessante è invece l'ambientazione: l'autore, nato e cresciuto in Africa, descrive in modo delizioso le usanze tradizionali del Botswana, i paesaggi, perfino l'architettura tipica delle case. E poi la protagonista è veramente simpatica, con la sua indole dolce, indipendente e allegra, nonostante un passato travagliato.
E' quindi un romanzo piacevole, non certo un capolavoro del giallo ma comunque godibile.

Titolo originale: Tears of the Giraffe
Titolo italiano completo: Le lacrime della giraffa: Un caso per Precious Ramotswe, la detective n° 1 del Botswana
Traduzione: Stefania Bertola
Edizione: Guanda
Pagine: 235

Se volete leggerlo anche voi, ecco dove potete farlo:
Le lacrime della giraffa formato ebook
Le lacrime della giraffa formato cartaceo