"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

martedì 29 marzo 2011

Zanna Bianca, Jack London - la scoperta del mondo

Zanna Bianca è stato scritto dopo Il Richiamo della foresta; è un libro più studiato e strutturato e per questo mi è sembrato di non ritrovare la stessa immediatezza nella narrazione.
Inoltre regala molte concessioni al gusto del pubblico dell'epoca (siamo nel 1906), mentre il libro precedente era stato scritto di getto, in una sorta di "bisogno" creativo.


Però contiene comunque delle parti sublimi, da pelle d'oca. Zanna Bianca, al contrario di Buck (protagonista de Il richiamo della foresta) nasce tra i lupi, per poi indirizzarsi successivamente verso il mondo degli uomini. Le sue prime avventure nella natura selvaggia, da cucciolo, sono descritte con una capacità di immedesimazione incredibile. Il rapporto cucciolo/madre è atavico, delicato e inflessibile nella sua logica naturale.


Leggete quant'è bella la scoperta del mondo da parte del giovane lupetto, uscito per la prima volta dalla sua tana:


...entrò in quello che per lui era stato fino ad allora un muro e si immerse come un bagno nella sostanza che lo componeva.
Era sbalorditivo. Strisciava attraverso qualcosa di solido e la parete, inoltre, diventava sempre più luminosa. La paura lo spingeva a strisciare indietro, ma la prepotenza della vita lo spingeva avanti.


Se volete leggerlo anche voi, potete acquistarlo qui:
Zanna Bianca, versione cartacea
Zanna Bianca, versione ebook

venerdì 25 marzo 2011

Il richiamo della foresta - Jack London

Jack London scrivendo Il richiamo della foresta ci ha fatto un grande regalo: una storia narrata dal punto di vista di un animale, che per un volta ci allontana dalla visione antropocentrica tipica della nostra specie.

La storia ha per protagonista Buck, un grosso cane viziato che vive presso un ricco proprietario terriero, nell'assolato Sud degli States.
Tutto cambia quando viene venduto come cane da slitta e portato nella gelida Alaska, terra di cacciatori d'oro.

Buck per prima cosa impara la dura legge "del bastone e della zanna":

Si rese conto una volta per tutte che contro un uomo armato di bastone non c'era niente da fare: aveva imparato la lezione e non la dimenticò più finché visse. Quel bastone fu una rivelazione, lo introdusse nel regno della legge primitiva ed egli la imparò bene. Le vicende della vita assumevano un aspetto più duro e Buck le affrontava con coraggio, ma anche con tutta la sua istintiva accortezza, prima latente e ormai ben desta.
Buck quindi, nonostante le sofferenze iniziali, impara ad affrontare il freddo e le privazioni, diventando un cane instancabile e dominante.
Incontrerà uomini stolti e crudeli, ma per fortuna conoscerà anche l'amore di un padrone buono e giusto.
Ora, ditemi se non è commovente questa dichiarazione d'amore uomo/animale:

Tale era la comunione in cui vivevano che spesso l'intensità dello sguardo fisso di Buck costringeva John Thornton a voltare il capo e a ricambiare lo sguardo, senza una parola, con il cuore riflesso negli occhi, come negli occhi era tutto il cuore di Buck.
Ogni volta che la leggo mi vengono le lacrime agli occhi.

Nonostante la devozione per il padrone, qualcosa spinge Buck lontano dagli uomini: un richiamo nella foresta, il richiamo atavico dei suoi antenati...

Commento finale: in questo breve romanzo (appena un quarantina di pagine) c'è tutto: un condensato di sofferenza, istinto, amore, scritto con uno stile appassionato e appassionante, che trascina fin dalla prima pagina.

Titolo originale: The Call of the Wild
Se volete acquistarlo, potete farlo qui: Il richiamo della foresta - Jack London

martedì 22 marzo 2011

Il richiamo di Zanna Bianca

Era da tanto che non lo facevo. Dai turbolenti tempi dell'adolescenza.
Eppure è successo, proprio ieri.
Ho piantato lì un libro.

Questa è la mia espressione quando un libro non mi convince molto
E precisamente sto parlando di Per orgoglio o per amore, scritto da Pamela Aidan, cioè la storia di Orgoglio e pregiudizio rivista dal punto di vista di Mister Darcy.
Il libro incriminato
Tutto avrei pensato, tranne che il misterioso e altero Darcy si trasformasse in un dandy vanesio, che quando vede Elizabeth ha reazioni da scolaretta tipo imbambolarsi e rimanere senza parole.
 Dopo 5 capitoli, la battagliera Vele adolescenziale ha sbottato:
"Pianta lì 'sto libro! E' un tuo diritto, lo dice anche Pennac in Come un Romanzo. Punto 3: Il diritto di non finire un libro."
La Vele più adulta e moralista ribatte:
"Ma come la mettiamo coi miei principi di lettrice? Da molto tempo ho deciso di finire ogni libro iniziato, per poter dare un giudizio globale..."

In quel momento ho sentito un ringhio sommesso. Proveniva dalla libreria: Zanna Bianca mi guardava in cagnesco (ovviamente) dal suo volume, che raccoglie romanzi e racconti Jack London.

Questi animali di Jack London hanno uno sguardo
 che non lascia indifferenti...

"Vele, come puoi perdere tempo con un libro che non ti piace, quando non hai ancora letto la mia storia? La vita è breve, non vedo perché sprecarla leggendo libri che non ti convincono".

E questa è stata la riflessione definitiva. Non potevo non ascoltare il richiamo di Zanna Bianca.



Vuoi leggere le recensioni dei romanzi di Jack London? Clicca sui titoli:

domenica 20 marzo 2011

Equinozio di primavera: i festeggiamenti degli gnomi

Buongiorno dal vostro Gnomo del rosmarino. Oggi vi racconterò come la nostra gente festeggia l'Equinozio di primavera, che quest'anno cade il 20 marzo.


Per prima cosa si stappa una bottiglia di Firfibrill, che in gnomico significa brioso e frizzantino. E' un vino che ha il colore e il profumo delle rose.
Poi è molto importante piantare nuovi fiori e piante, del proprio colore preferito. Se è bello ci si reca in campagna e si seminano i campi, se no si piantano a casa, dentro vasetti colorati a mano, con pitture vegetali.
Io pianterò dei fiori sul balcone di Vele Ivy, ma non posso dirvi che qualità ho scelto! Le rovinerei la sorpresa...


Buon equinozio a tutti!


Lo gnomo del rosmarino

mercoledì 16 marzo 2011

Dante (Alighieri), Dante (Rossetti) e il 17 marzo

Dante in posa a Firenze
Colorare la vita celebra la festa dell’Unità d’Italia, e per farlo chiama in causa due grandi Danti nostri connazionali!

Il primo, più conosciuto, è il grande Dante Alighieri
Come ha spiegato con passione Roberto Benigni nella puntata del Festival dedicata all’Unità, i colori della nostra bandiera appartengono ad una simbologia presente nell’opera del Sommo Poeta.

Pensate che bello, il nostro tricolore è contenuto in questi versi meravigliosi:

così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,

sovra candido vel cinta d'uliva
donna m'apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva

Si tratta di due terzine del Purgatorio, canto trentesimo. E’ la scena in cui Dante incontra Beatrice, abbigliata appunto di bianco, verde e rosso.


Dante Gabriel Rossetti, autoritratto
Ora facciamo un salto avanti nel tempo, precisamente nel XIX secolo, e andiamo in Inghilterra.
Qui incontriamo un pittore  dalle chiarissime origini italiane, Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), ovvero uno dei fondatori del Preraffaellismo.
Si ispirerà proprio a Dante Alighieri per molte delle sue opere più importanti.


Guardate con che grazia raffigura Beatrice che si mostra a Dante:


Questo è uno dei due pannelli dell’opera Salutation of Beatrice.

mercoledì 9 marzo 2011

Cosa vi potrebbe succedere in un bosco incantato – con una parentesi sull’Irlanda

Salve a tutti dal vostro amico gnomo, oggi vi parlerò di boschi particolarmente antichi in cui il Piccolo Popolo ancora prospera e ha il predominio: in questi luoghi, spesso, i folletti locali si divertono a far perdere l’orientamento agli sprovveduti umani che non hanno preso le dovute precauzioni (per es. è risaputo che un ottimo metodo per prevenire questa magia è mettersi i vestiti al contrario).


Una cosa così è successa all’autrice del blog, nel villaggio irlandese di Howt, che mentre cercava un menhir si è persa in questo bosco: 




Guardatelo: si capisce a occhio nudo che è abitato dal piccolo popolo, no? E invece lei e il Paolino  si sono fatti ingannare da un qualche Leprechaun  che avrà camuffato i loro punti di riferimento. Per fortuna un abitante del posto, Jerry, li ha aiutati…
Se volete saperne di più su questo luogo abitato dai folletti irlandesi, date un'occhiata a questa pagina del diario di viaggio di Vele.


Ciao a tutti,


Lo gnomo del rosmarino

domenica 6 marzo 2011

Sergio Rubini in A CUORE APERTO - Voci del Novecento - da Neruda a Sanguineti

Sabato sera siamo andati al teatro Manzoni di Milano a vedere Sergio Rubini, un attore che ci piace molto!

Lo spettacolo si chiama A cuore aperto: Rubini ci parla della sua passione per la recitazione e la poesia, passione ereditata dal padre ferroviere.
Veniamo a sapere che inizialmente lo spettacolo doveva ruotare solo intorno al Novecento, secondo un preciso percorso temporale, ma poi l'attore si era reso conto che in questo modo diventava troppo restrittivo.

Allora la cronologia diventa di più ampio respiro. Ecco che torniamo ai tempi di Shakespeare e Rubini ci recita con sorprendente intensità una delle scene che giudica più romantiche nella storia della letteratura: l'uccisione di Desdemona da parte di Otello, accecato dalla gelosia. E' stato un momento davvero coinvolgente.

Puskin
Sul filo della poesia, e di un altro grande "moro", ci racconta poi della vita e della rocambolesca morte del poeta russo Puskin, che aveva come Otello sangue africano (da parte di madre).
Puskin è stato uno dei più grandi esponenti del Romanticismo; Rubini ci ha recitato questa meravigliosa poesia:

Ricordo il magico istante


Ricordo il magico istante:
Davanti m'eri apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida bellezza.

Nei disperati miei tormenti,
Nel chiasso delle vanità,
Tenera udivo la tua voce,
Sognavo i cari lineamenti.

Anni trascorsero. Bufere
Gli antichi sogni poi travolsero,
Scordai la tenera tua voce,
I tuoi sublimi lineamenti.

E in silenzio passavo i giorni
Recluso nel vuoto grigiore,
Senza più fede e ispirazione,
Senza lacrime, ne' vita e amore.

Tornata è l'anima al risveglio:
E ancora mi sei apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida bellezza.

E nell'ebbrezza batte il cuore
E tutto in me risorge già -
E la fede e l'ispirazione
E la vita e lacrime e amore.



Puskin muore nello stesso anno del nostro Leopardi, che ha condotto una vita molto meno avventurosa, ma che ci ha donato opere dal valore inestimabile. Rubini ci ha letto una sua operetta morale: Dialogo di un lettore d'almanacchi e di un passeggere.

Poi veniamo deliziati da una divertentissima poesia di De Filippo, recitata con impeccabile accento napoletano: Vincenzo De Pretore.

Sanguineti
E poi Neruda, Pavese, Prévert, e Sanguineti, poeta molto amato da Rubini. Le sue poesie, ricche di allitterazioni e giochi di parole, sembrano fatte apposta per mettere alla prova gli attori. Eppure, dovevate sentire con quale bravura e maestria Rubini ci ha letto questa poesia:

Da L’ultima passeggiata – Omaggio a Pascoli


Ti esploro, mia carne, mio oro, corpo mio, che ti spio, mia cruda carta nuda, 
che ti segno, che ti sogno, con i miei seri, severi semi neri, con i miei teoremi, 
i miei emblemi, che ti batto e ti sbatto, e ti ribatto, denso e duro, tra le tue fratte, 
con il mio oscuro, puro latte, con le mie lente vacche, tritamente, che ti accendo, 
se ti prendo, con i miei pampani di ruggine, mia fuliggine, che ti aspiro, ti respiro 
con le tue nebbie e trebbie, che ti timbro con tutti i miei timpani, con le mie dita 
che ti amano, che ti arano, con la mia matita che ti colora, ti perfora, che ti adora, 
mia vita, mio avaro amore amaro: 
io sono qui così, la zampa del mio uccello, di quello 
che ti gode e ti vigila, sono la papilla giusta che ti degusta, la pupilla che ti vibra 
e ti brilla, che ti tintinna e titilla; sono un irto, un erto, un ermo ramo, io che 
ti pungo, mio fungo, io che ti bramo: sono pallida pelle che si spella, mia bella, io, 
passero e pettirosso del tuo fosso: io la piuma, io l’osso, che ti scrivo: io, che ti vivo



Quello che mi ha sorpresa è proprio la bravura con cui Rubini ha interpretato le poesie, cosa molto difficile da rendere. La recitazione non è mai stata carica ed esagerata, ma anzi proprio la semplicità e la perfetta dizione (sia in italiano che nei vari dialetti) hanno dato vita alle poesie in modo impeccabile e coinvolgente. 
La sua passione e l'ironia, poi, hanno reso lo spettacolo così godibile che non mi sembrava vero che fosse già passata un'ora e mezza, arrivati alla fine! Inoltre mi ha fatto scoprire e riscoprire poesie e brani straordinari. 
10 e lode a questo attore e questo spettacolo!

giovedì 3 marzo 2011

Incipit per il laboratorio di scrittura: Italo Calvino

Italo Calvino!!
Vi ricordate del laboratorio di scrittura creativa sull'infanzia, a cui ho partecipato io insieme ad altri blogger, tra cui anche lettori di Colorare la vita?

Occhi di Notte, che ha dato vita al laboratorio, ha deciso di prenderci per mano e continuare il discorso.
Qual è il modo più stimolante per migliorare la nostra scrittura? Analizzare i brani dei grandi della letteratura, per trarne insegnamento e imparare tanti segreti su stile e contenuto di un testo!

E' stata così gentile da coinvolgere anche me.
Ho scritto così un articolo su questo incipit di Calvino:

Non è vero che non ricordo più niente, i ricordi sono ancora là, nascosti nel grigio gomitolo del cervello, nell'umido letto di sabbia che si deposita nel fondo del torrente dei pensieri: se è vero che ogni grano di questa sabbia mentale conserva un momento della vita fissato in modo che non si possa più cancellare ma seppellito da miliardi e miliardi d’altri granelli.

Vi hanno incuriosito queste parole?
Bene, allora mi piacerebbe moltissimo ricevere un vostro parere sull'articolo.
Per farlo, potete leggerlo e commentarlo sul blog di Occhi di Notte, QUI!

Grazie a Occhi di Notte per avermi ispirata a scrivere un articolo sull'autore che amo di più!