"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

domenica 28 agosto 2011

Kung Fu Panda 2

Po è cresciuto! Vorrei mettere questo sottotitolo a Kung Fu Panda 2, che è riuscito veramente a sorprendermi.

Cosa vuol dire che Po è cresciuto?

Il suo atteggiamento rimane sempre lo stesso: è un simpatico mangione, è buffo, goffo, sempre con la battuta demenziale pronta. Ed è anche profondamente buono, un cuore d'oro. Saranno le situazioni che dovrà affrontare a portarlo davanti ad un percorso di crescita interiore.

Già, perché le tematiche di Kung Fu Panda 2 fanno un passo in più, sono più adulte. Po si troverà ad affrontare la questione delle sue origini: il simpatico pennuto che lo ha allevato è il suo papà adottivo, ma che fine hanno fatto i suoi veri genitori? Perché non esiste più il villaggio panda da cui proviene?

Nonostante queste tematiche, lo spirito del film è sempre lo stesso: anche la situazione più epica sa essere sdrammatizzata da un commento spiazzante di Po. Mi sono fatta delle grasse risate, mentre in altri momenti la lacrimuccia di commozione faceva capolino. Insomma, un film completo.
E' incredibile come, nella sua colorata leggerezza, questo cartone trasmetta dei messaggi profondi e per niente scontati in una società come la nostra. In particolar modo, ho apprezzato il fatto di non rivangare le ferite del passato: la vendetta e la rabbia non risolvono niente. Solo trovando la pace interiore possiamo superare i nostri traumi e crescere come persona, pensando al nostro presente, rendendo prezioso il momento che stiamo vivendo.

Un altro passo in avanti l'ho notato nella regia del cartone. Le sequenze sono davvero spettacolari, sia per quanto riguarda i combattimenti e gli inseguimenti, sia per la ricostruzione di città e paesaggi.
Il "nemico di turno" (Shen) è molto coreografico: un pavone bianco con una lunga coda, quasi uno strascico, che diventa una ruota costellata di cerchi rossi - nei ricordi di Po vividi come marchi a fuoco - quando minaccia il suo avversario.

Infine, come non parlare dei personaggi? Di Po ho già parlato, e aggiungo che Fabio Volo come doppiatore è ancora più bravo che nel primo episodio!
Il gruppo dei Cinque Cicloni (ormai cresciuto a sei con Po, il Guerriero Dragone) ormai è affiatato. Spassosissime le sequenze dei combattimenti, dove ognuno ha una tecnica perfetta mentre Po si "arrangia", premurosamente aiutato dai compagni... per esempio, Gru ammortizza i suoi atterraggi afferrandolo all'ultimo con le zampette e facendolo planare dolcemente sul terreno!
Molta importanza viene dedicata al rapporto tra Po e Tigre, che è "tosta tosta" ma si dimostrerà anche comprensiva nei confronti del periodo difficile che sta affrontando l'amico. E poi il "piccoletto", cioè la spassosa mantide religiosa, e il maestro Shifu, imprevedibile nel suo oscillare tra consigli saggi e commenti velenosi...

Ultima cosa: il finale è a sorpresa! Il che fa ben sperare in un terzo sequel :-)

Se vi interessa leggere la recensione di Kung Fu Panda 1, cliccate QUI.

martedì 23 agosto 2011

Consigli per una visita a Copenhagen

Oggi vi mostrerò un po' di foto e vi darò qualche consiglio sulle cose più interessanti da vedere Copenhagen.


La mia non pretende di essere una guida esaustiva, anzi!
Semplicemente, vorrei condividere informazioni che possono essere interessanti per chi vuole visitare Copenhagen o è semplicemente incuriosito da questa città.


Dividerò il post in diversi punti, per toccare le diverse aree d'interesse della città.
  • Casette variopinte

Come potete vedere, il fascino di Copenhagen è gran parte dato dalle sue coloratissime casette! Sono spettacolari quelle che si affacciano sui canali, ma ogni angolo della città può regalare viste deliziose.



  • La Sirenetta

Per leggere il mio approfondimento sul simbolo della città, cliccate QUI.

  • Fontana di Gefion

Anche a questo monumento ho dedicato un approfondimento: potete leggerlo QUI.

La fontana di Gefion, tra l'altro, è posizionata proprio sulla strada per andare a trovare la Sirenetta. E' un percorso molto bello, dove potete imbattervi in un bel paesaggio e in altri monumenti interessanti, come l'angelo che potete vedere di seguito.



  • Kastellet

La pianta di questa fortificazione seicentesca è a forma di stella; si tratta di un'ampia zona verde che anticamente serviva da fortezza per la città.

  • I giardini di Tivoli

Un polmone verde in pieno centro città, molto suggestivo illuminato con le luci della sera. Consigliatissimo a chi ama le giostre!
Tenete presente comunque che è abbastanza caro: si paga anche solo per entrare, e oltre a ciò ogni giostra ha un prezzo a parte.

  • Draghi

Un'amante delle creature mitologiche come me, non ha potuto fare a meno di notare la quantità di draghi e draghetti disseminati per Copenhagen!


Quello che compare qui sotto è nella piazza del Municipio. Fa parte di una fontana circondata da due draghi. Loro sono forse i più celebri, ma sulle fontane e sugli edifici della città potete divertirvi a scovarne molti altri!


Anzi, vi dirò di più: una delle immagini più fotografate della città ha proprio per protagonisti i nostri amici sputafuoco!
Qui sotto, infatti, potete vedere la guglia della Børsen, l'ex palazzo della Borsa. La sommità è costituita dalle code intrecciate di quattro draghi.


  • Statua di Andersen

Sempre nella piazza del Municipio, non potete fare a meno di andare a trovare la statua del celebre scrittore!

  • Rosenborg Slot

Il Palazzo di Rosenborg Slot sembra proprio un castello delle favole, non trovate?
Fu costruito nel XVII secolo come residenza estiva dei reali di Danimarca, e ancora oggi all'interno si può visitare una vasta collezione di cimeli reali.
Il palazzo, inoltre, è circondato da una meravigliosa area verde!
  • National museet

Mi è proprio piaciuto questo National Museet, che raccoglie reperti archeologici danesi a partire dall'età del bronzo: gioielli, utensili, imbarcazioni e perfino mummie! Davvero un passo indietro nel tempo affascinante.
Inoltre raccoglie anche reperti di altre civiltà. E la ciliegina sulla torta è che sia l'ingresso che le visite guidate sono gratuiti!
Noi abbiamo fatto una visita con una guida bravissima, un ragazzo simpatico e competente che si è soffermato sulla sezione dedicata agli eschimesi (cultura che abbiamo scoperto essere molto legata a quella danese).

  • Rundetaarn

Come dice la parola stessa è una torre rotonda, nata come osservatorio astronomico. Il tragitto per raggiungere la cima è una vasta rampa a chiocciola, tanto vasta che Pietro il Grande la percorse a cavallo!
All'interno ci sono spazi espositivi che ospitano interessanti mostre di arte contemporanea e design, la cui visita è compresa nel costo del biglietto d'ingresso.
Dalla sommità si può ammirare una magnifica vista sui tetti di Copenhagen.



Con l'aiuto di cannocchiali, curiosi di ogni età possono osservare l'intera città :-)


  • Vor Frelsers Kirke

La "chiesa di nostro salvatore" ha una guglia davvero suggestiva, con le sue decorazioni d'oro. Anche questa può essere percorsa a piedi, però attenzione! E' molto, molto più ripida della Rundetaarn e l'ultimo tratto da percorrere è all'aperto!
  • Christiania

Christiania è un quartiere unico e non può mancare nella vostra visita a Copenhagen, perché sarebbe come ignorare un pezzo di storia di questa città.
Si tratta di una piccola città autogestita, fondata nel 1971 nel quartiere di Christianshavn da una comunità hippie.
Ad oggi conta circa 800 abitanti.


Occhio alle foto: sono permesse sono all'ingresso!! Vi consiglio, dopo il vostro ingresso, di mettere la via la macchina fotografica... se ciò non vi fosse chiaro già dai numerosi divieti dipinti sui muri.

Entrare a Christiania è un'esperienza stranissima: sembra di essere dentro al sogno psichedelico di un hippie degli anni '70... ci sono murales coloratissimi, strutture improvvisate, personaggi di tutti i tipi e ovviamente vendita libera di sostanze stupefacenti (anche se ho letto che all'interno di Christiania sono vietate le droghe pesanti).
Ma non preoccupatevi: ormai è un luogo per turisti e non è pericolo farci un giretto dentro. Come vi ho detto, c'erano persone di tutti i tipi, compresi turisti in camicia elegante e occhiali di Dolce&Gabbana (mi ci scommetto lo gnomo che erano italiani!!).
Se volete approfondire l'argomento, vi segnalo questo bell'articolo su Paperblog.

Altri consigli utili 
  • Cibo: a Copehagen non potete fare a meno di gustare uno smørrebrød. Si tratta di una fetta di pane di segale con sopra carne affumicata o pesce, cipolla, pomodori e insalata, a volte anche uova sode. Colorare la vita vi consiglia caldamente di provarne uno con l'aringa e uno con il salmone! Altra cosa da tenere a mente è che i ristoranti chiudono prestissimo, cosa molto strana per noi italiani. In effetti a causa di ciò ci è capitato un contrattempo davvero antipatico: dopo aver fatto una maratona sotto la pioggia, un ristorante ci ha letteralmente messo alla porta sotto il diluvio perchè... avevano finito il cibo O___o E il locale era mezzo vuoto! Erano le 21.00 e nella guida c'era scritto che stava aperto fino a mezzanotte!! La spiegazione è che non avevano voglia di tenere aperto oltre ad un certo orario (le 22.00!). Per noi era inconcepibile: non ho mai trovato un trattamento meno accogliente per un turista. Infatti ho già scritto alla Lonely Planet perchè la descrizione di questo ristorante è errata. Con la Lonely mi sono sempre trovata benissimo e ci tenevo ad informarli. Per vostra info, il locale in questione di chiama Søren K.
  • Birre: due personaggi molto divertenti che abbiamo incontrato in un pub di Stoccolma (altra città che abbiamo visitato, come vi racconterò a partire dal prossimo post) ci hanno detto: "Se amate la birra sicuramente amerete anche Copenhagen!" In effetti in Danimarca si possono gustare birre buonissime, dal sapore fruttato e dal nome impronunciabile. Chiedete al cameriere di consigliarvi una delle loro birre tipiche: sarà molto contento di farlo!
  • Girare a piedi: Copenhagen non è una metropoli, anzi: tutti i luoghi d'interesse sono raggiungibili a piedi. Questo vi consentirà di risparmiare un po', visto che si tratta di una città decisamente cara, e di scoprire angolini deliziosi. Per questo motivo non vi consiglio la Copenhagen Card, la tessera che consente di prendere mezzi pubblici gratis, che invece in città più grandi come Stoccolma è molto utile.
  • Battelli: oltre che a girellare a piedi, vi consiglio di farvi un bel giro in battello per vedere Copenhagen dall'acqua!

sabato 20 agosto 2011

Fontana di Gefion a Copenhagen

Uno dei monumenti che mi ha colpito di più a Copenhagen, insieme ovviamente alla Sirenetta (di cui vi ho parlato QUI) è la Fontana di Gefion.


Non la conoscevo e perciò sono rimasta molto impressionata quando l'ho vista: è davvero grande e maestosa  e sorge vicino alla chiesa di St. Albans.


Si trova vicino alla statua della Sirenetta, diciamo che è "di strada" per arrivarci, ed è singolare pensare a come due figure femminili così diverse siano due simboli importanti della stessa città.


Tanto la Sirenetta è fragile e introversa, quanto Gefion è imponente e decisa.
Entrambe condividono però una grande forza interiore per ottenere i loro scopi: la Sirenetta per ottenere un'anima umana e Gefion per conquistare una terra su cui regnare.

Ma conosciamo meglio la sua storia: Gefion è un'antica dea scandinava, che chiese al re di Svezia una terra su cui regnare. Egli le disse che avrebbe potuto prendersi il terreno che fosse riuscita ad arare: la dea, allora, trasformò i suoi quattro figli in buoi e li legò al suo carro, in modo che la aiutassero ad arare quanta più terra possibile.
Il terreno che Gefion riuscì ad arare divenne la Zelanda, ovvero l'isola dove sorge Copenhagen. E' un'isola proprio perché Gefion, dopo aver ottenuto questo pezzo di terra, lo staccò dalla terraferma e lo posizionò sul mare.


Sul capo di Gefion si può notare un diadema con un morivo circolare: è una classica decorazione vichinga.
Se andate al Nationalmuseet di Copenhagen, che presenta numerosi reperti scandinavi a partire dall'età del bronzo, potete trovare molti gioielli che riproducono questo motivo.

La fontana è molto curata in tutti i particolari, come questo serpente attorcigliato in un angolo.


Ho trovato anche curiose le teste di uomo ai piedi della statua, che spruzzano l'acqua dalla bocca.


Decisamente una delle fontane più belle e imponenti che abbia mai visto!


mercoledì 17 agosto 2011

La sirenetta di Andersen a Copenhagen. Una quindicenne di fronte al mondo.

La statua della Sirenetta di Andersen, che si trova a Copenhagen, è uno dei simboli più amati e contemporaneamente più criticati che si possano trovare in una città.


Mi spiego meglio: quando vai lì a vederla, c'è letteralmente una ressa di persone in fila per fotografarla: chi la assale di lato, chi di fronte, chi scivola sugli scogli tentando di avvicinarsi per vederla meglio, chi si arrampica, chi issa bambini o fa foto di coppia.


Eppure, quando chiedi ai turisti cosa ne pensano di questa statua, quelle stesse persone che hanno rischiato un volo in acqua per fotografarla ti dicono: "Mah, mi ha deluso. E' molto piccola e poi c'è la ressa di gente per vederla".

Non vi pare una contraddizione?

Se un monumento non mi piace, di sicuro non lo assalgo per vederlo da vicino e farmi la foto ricordo: faccio un paio di scatti da una distanza di sicurezza e me ne vado.

Per quanto riguarda la gente del posto, vi posso raccontare questo: quando sono andata dal barista del pub con cui io e Paolino avevamo fatto amicizia, per dirgli tutta contenta che avevo visto la Little Mermaid, lui mi fa: "But she is very small..." come per scusarsi che il simbolo della sua città fosse così piccolo.
Ora, dal mio punto di vista (cioè da amante della splendida e commovente fiaba di Andersen), la Sirenetta DEVE essere piccola. E non solo perchè lo dice il titolo stesso della storia :-)

Qui non stiamo parlando di una sirena belloccia e patinata: la protagonista di Andernen è una fanciulla appena quindicenne, tenera e riflessiva, che rinuncia a tutto per il suo sogno di diventare un essere umano e avere un'anima immortale dopo la morte, possibilità altrimenti negata alle sirene.

In effetti, le sue dimensioni sono proprio quelle di una ragazzina in boccio.


La piccola creatura è ritratta proprio nel momento in cui esce dal mare per affrontare l'avventura più grande della sua vita. La sua coda si sta dividendo dando vita a due gambe. 

Sa che non rivedrà mai più la sua famiglia, le amate sorelle e il palazzo reale in cui è cresciuta.

Ha perso la sua meravigliosa voce, la più soave dei sette mari: l'ha donata alla Strega del mare in cambio delle gambe. 

Ogni passo che farà le costerà dolore, come se la trafiggesse un coltello appuntito.

In più, se non conquisterà l'amore del principe, morirà diventando semplice schiuma di mare, ad appena quindici anni anziché trecento (gli anni concessi alle sirene) e senza che la sua anima diventi immortale.

Insomma, è una piccola fanciulla sola, davanti all'ignoto e al rischio di perdere la vita ad appena quindici anni.
Non a caso, la foto che preferisco tra quelle che ho scattato è la seguente: rende l'idea della piccola sirena sola, davanti alla vastità della scelta che ha compiuto.


Per tutti questi motivi, io non sono stata delusa dalle dimensioni della sirenetta: era esattamente come me l'aspettavo.

Quando l'ho vista mi sono sentita emozionata nel riconoscere il simbolo della fiaba di Andersen che amo tanto, e che ho riletto già due volte dopo questo viaggio. Ora mi sembra di conoscerla un po' di più :-)


Il suo faccino malinconico si sposa benissimo col personaggio, non trovate?