"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 28 gennaio 2012

Lo Gnomo del rosmarino e gli UFO

Edizione straordinaria de "I racconti dello Gnomo", tenuta da Vele anziché dallo Gnomo del Rosmarino...
...e con intervento speciale dell'amico DOC!
Leggete tutti gli aggiornamenti fino in fondo, mi raccomando ;-)
Cosa c'entra lo Gnomo del rosmarino con gli UFO?
Non lo sapevo nemmeno io fino a qualche settimana fa... fino a quando non mi è sparito lo Gnomo! All'improvviso non l'ho più visto sul balcone. Non giocava più con i miei gatti e la sera non veniva più a condividere una buona tazza di tisana Binfamiel (la tisana preferita dagli gnomi) accompagnata da uno dei suoi racconti. Non mi aveva lasciato nemmeno un bigliettino, come fa di solito quando parte per qualche viaggio.
Poi, un bel giorno, l'amico Mistero Ufo mi avvisa che lo Gnomo è approdato nel suo giardino... a bordo di un UFO! Peccato che non lo sappia pilotare bene, e il risultato è stato questo:
Per fortuna, nel giardino di Mistero Ufo vive una simpatica tribù di gnomi che gli ha somministrato il miracoloso unguento Guaribulf .
Voci indiscrete riportano che a seguito della sua guarigione, Rosmarino abbia festeggiato tre giorni e tre notti con i nuovi amici gnomi, provocando le proteste dei vicini di casa di Mistero Ufo.
In ogni caso, lo Gnomo ha fatto ritorno a casa ed è guarito completamente.
Il problema è che non mi vuole assolutamente raccontare da dove provenisse l'UFO: sostiene di aver perso la memoria sull'accaduto dopo aver subito la caduta...

Io ho fatto diverse teorie:

  1. Lo Gnomo è stato rapito dagli alieni e costretto a fare questo viaggio
  2. Lo Gnomo si è immedesimato troppo nel sito Mistero Ufo e ha voluto sperimentare personalmente un veicolo extraterrestre
  3. Lo Gnomo ha costruito l'UFO per fare colpo sulla bella gnometta Prinus
  4. Lo Gnomo ha perso una scommessa con lo gnomo Neromulf e ha pagato pegno 

Secondo voi qual è l'ipotesi più veritiera? O magari avete altre idee?

AGGIORNAMENTO:
Il nostro amico DOC, che ospita nel suo rifugio la gnometta delle ghiande Prinus, ci ha offerto un altro tassello di questa strana storia. Leggete QUI per saperne di più!!

martedì 24 gennaio 2012

La donna in gabbia, Jussi Adler-Olsen

La donna in gabbia di Jussi Adler-Olsen è uno di quei romanzi che ti prende fin da subito: fin dalla prima pagina mi sono incollata alla lettura finendolo in 2 giorni, e sono 461 pagine!

Questo romanzo l'ho letto grazie all'iniziativa Blogger, a voi la parola, di cui vi avevo parlato qui. Quindi innanzi tutto grazie alla Marsilio per l'iniziativa, che mi ha permesso di appassionarmi ad un thriller come non mi era più successo dai tempi di Millennium!
Anche in questo caso ci troviamo nell'Europa del nord, ma non a Stoccolma: questa volta siamo a Copenhagen.
Partiamo subito col dire che - nonostante sia presente lo stesso grado di adrenalina - La donna in gabbia è molto diverso dalla saga di Larsson. In che modo? Be', lo stile è scorrevole, molto meno descrittivo di quello di Larsson, più veloce da leggere (non sto dicendo che uno è migliore e l'altro è peggiore, li adoro tutti e due). E poi molte situazioni vengono presentate con una vena di sottile comicità che mi ha davvero sorpresa. Quindi, caro Jussi Adler-Olsen, non sarò certo io a chiamarti "l'erede di Larsson", non preoccuparti! ;-)

La storia è quella di Carl, poliziotto odiato dai colleghi per il carattere brusco ed irascibile, con alle spalle il senso di colpa per non aver salvato la vita di un collega durante una sparatoria. Fin qua sembra un personaggio visto e rivisto, ma in realtà Carl non è solo un ruvido poliziotto, ha molte sfaccettature. Non è sempre così "orso" col mondo esterno, anzi si rivela in molti casi più tollerante di molti altri, considerando gli strani coinquilini con cui vive e il buon rapporto che lo lega all'eccentrica ex-moglie. Carl ci risulta subito simpatico, come del resto tutti gli altri personaggi, a cominciare dall'aiutante siriano Assad. E' proprio grazie all'ostinato entusiasmo di Assad che Carl decide di dare un senso al ruolo che i suoi superiori gli hanno affibbiato per toglierselo di torno: dirigere la Sezione speciale Q, che si occupa di riesumare vecchi casi irrisolti. Nonostante gli scarsi mezzi (lui e Assad sono gli unici a lavorare nella sezione, ospitata in uno scantinato), riescono a trovare nuovi indizi su un caso di cinque anni prima, vale a dire la scomparsa della bella parlamentare Merete. E per fortuna il caso li ha portati sulle sue tracce, visto che Merete non è morta... ma crudelmente rinchiusa in una camera iperbarica.

L'ironia e la scorrevolezza con cui è scritto il libro non fanno calare di certo la tensione, anzi! La prigionia di Merete è davvero agghiacciante, in certi punti sentivo il cuore a mille dalla tensione. E' un libro per chi ama le storie forti, da questo punto di vista. Ma ne vale la pena, date le emozioni che regala, gli splendidi personaggi che ci fa conoscere, la sapiente arte narrativa e il commovente finale.
Un appello alla Marsilio: quand'è che fate uscire in Italia gli altri volumi della Sezione Q? Io sono già una fan!!

Se volete acquistare questo romanzo cliccate di seguito: La donna in gabbia

lunedì 23 gennaio 2012

Nuova iniziativa della Marsilio: gruppo di lettura

Cari amici di Colorare la vita, ricordate l'iniziativa Blogger, a voi la parola di Marsilio Editori?
Il mio blog ha aderito con entusiasmo: in questi giorni sto ultimando di leggere il libro scelto (La donna in gabbia). Troverete la recensione nel prossimo post che pubblicherò.
Marsilio Editori ha però delle altre idee per coinvolgerci nella lettura dei suoi libri. Pochi giorni fa ha mandato una mail a tutti i 100 blogger che avevano aderito all'iniziativa, proponendo la lettura del libro La verità del serpente, di Gianni Farinetti, ambientato a Venezia.
Venezia è una città che ho nel cuore: ci ho vissuto a pochi chilometri di distanza per ben cinque anni, ho partecipato ai Carnevali, amo il suo fascino e il suo fasto romantico... perciò il libro mi interessa molto a prescindere! ^___^
Questa volta l'iniziativa sarà ospitata dal blog della Marsilio: è un gruppo di lettura aperto a tutti, non solo ai blogger che hanno aderito all'iniziativa precedente!
Dal primo al 22 febbraio, ogni mercoledì verrà pubblicato un post con uno spunto di riflessione sul libro, che tutti saranno liberi di commentare. La cosa interessante è che, durante l'ultimo giorno di commenti, sarà presente nel blog anche l'autore del libro!!
Per appoggiare questa iniziativa, l'ebook de La verità del serpente è in offerta a 4,99 per tutto il mese in cui si protrarrà il gruppo di lettura.
Ecco il programma completo:

1 febbraio – Il male si insinua (lettura fino a pagina 154)
8 febbraio – Un suicidio perfetto (lettura fino a pagina 222)
15 febbraio – La verità del serpente (lettura fino a pagina 294)
22 febbraio – Commiato… con un ospite d’eccezione! (fine del romanzo)


Per maggiori info, vi rimando al post di Marsilio Editori.
Io parteciperò, e voi? ;-)

sabato 21 gennaio 2012

Benvenuti al Nord

Nella stazione del mio paesello c'è una stanzetta riscaldata - dove noi pendolari ci accatastiamo in attesa del treno - e dentro la stanzetta c'è uno schermo gigante, che da un mese trasmette il trailer di Benvenuti al Nord.
Arrivati a Milano, nell'affollata stazione di Cadorna ci sono quattro schermi giganti che trasmettono il trailer di Benvenuti al Nord.
Scesa in metropolitana, secondo voi cosa trovo? Ovviamente i cartelloni giganti di Benvenuti al Nord!

Per questo, ero un po' indecisa se andarlo a vedere o no... mi sembrava che me l'avessero propinato già in tutte le salse. Ma poi ci siamo andati e devo dire di essere stata piacevolmente sorpresa!
Non mi dilungherò molto sulla trama, visto che è molto semplice: Mattia (che nel primo film aveva fatto amicizia col milanese Alberto, trasferitosi al Sud) viene spedito a Milano, e questa volta toccherà ad Alberto ospitarlo.

Il cast di Benvenuti al Nord è affiatatissimo e si percepisce fin da subito. Bisio e Siani sono brillanti, per non parlare dell'ottimo Paolo Rossi nei panni di un direttore aguzzino e iper-produttivo! Altra prova irresistibile è stata quella della Finocchiaro, che oltre alla moglie di Alberto interpreta l'anziana suocera... la scena in cui duetta col campano Scapece, mentre parlano nei rispettivi dialetti dei loro calcoli allo stomaco, è esilarante!
Ogni attore è in parte, anche quelli che recitano pochi secondi. Notevole, per esempio, è il barista che elenca tutti i tipi di caffè.

In sala ci siamo fatti tutti delle grasse risate e siamo usciti soddisfatti.
Poi sono andata a leggermi le recensioni in internet e ho visto che spesso sono negative: secondo il parere di molti il film non regge il confronto con Benvenuti al Sud ed è basato troppo sugli stereotipi.
Ognuno ha i propri gusti e questo è risaputo :-) Io vi dirò perché non sono d'accordo con le valutazioni riportate sopra: 1) A me ha fatto più ridere questo film del primo (forse perché sono milanese di adozione e in molte situazioni mi sono ritrovata? Allora questo valeva per tutta la sala) 2) In un film così è ovvio che si proceda per stereotipi, la trama è basata su quello! Però a me è sembrato meno "favolistico" del primo, in cui si vedeva solo l'aspetto paradisiaco del Sud. Milano emerge come una città in cui si lavora tanto, troppo, ed è vero!, spesso a scapito dei rapporti umani; è una città che i milanesi stessi criticano, però, come dice Bisio, "è la città che dà a tutti un'opportunità, e questo ti fa sentire vivo".
Per questo, ma soprattutto per le risate fatte in sala, il mio giudizio è davvero positivo!

lunedì 16 gennaio 2012

La leggenda del bucaneve

Noi gnomi abbiamo una leggenda invernale molto bella, la leggenda del bucaneve.
Narra la storia che Gnomisbim (il cui nome significa "poeta fra gli nomi"), figlio del grande eroe Uebomulf, si innamorò della fata di ghiaccio Candidea.


Decise allora di donarle una poesia in suo onore, che inizia così: "O Candidea, delizia di fate, folletti e soprattutto gnomi", di cui noi gnomi in verità non abbiamo un bel ricordo, visto che a scuola ci costringono ad impararla tutta a memoria (e sono 940 versi in rima concatenata ambidestra).


Candidea apprezzò, tanto che per ringraziarlo gli donò un fiore bianco plasmato dalle sue mani, dicendogli: "Caro Gnomisbim, ho creato questo fiore per te. Come tu hai colpito il mio cuore di ghiaccio, così questo fiore saprà vincere la dura crosta invernale e sbocciare nel gelo".
Quel fiore era il primo bucaneve.
Ciao a tutti,


Lo gnomo del rosmarino

venerdì 13 gennaio 2012

Il cake topper personalizzato creato dalla Bohemien!

E finalmente, dopo quasi 4 anni che gestisco con soddisfazione Colorare la vita, vi mostrerò una foto a figura intera di me e Paolino... scattata il giorno del nostro matrimonio!
Foto fatta dal mio papà
Ooops! Forse mi ero dimenticata di dirvi che è una nostra foto in versione"pupazzini" di cernit... per la precisione è il cake topper (= gli sposini della torta nuziale), fatto a nostra immagine e somiglianza dall'amica Bohemien!!
Per la torta, infatti, volevo qualcosa di speciale: cosa c'era di meglio di un'opera unica e personalizzata? Così anche nel mio matrimonio c'era un pezzetto di creatività blogger!
Tutti gli ospiti sono rimasti stupiti da quest'opera, non avevano mai visto un cake topper così! Io&Paolino eravamo felicissimi, perché abbiamo fatto ogni cosa originale e fuori dagli schemi (come potrete notare dal tipo di torta e dal mio vestito CORTO, che qui appare esattamente com'era dal vivo, visto che La Bohemien ha riprodotto i nostri abiti per filo e per segno).
Foto della Bohemien
La Bohemien - per chi non la conoscesse - è una cara amica blogger, che cura il blog Plasmare i sogni e con cui ho già collaborato: ha infatti creato con le sue mani la Dama Velata, ispirandosi ad una leggenda milanese narrata da me.
Ma non la conosco solo virtualmente: ci siamo incontrate anche di persona! Dovete sapere che entrambe ci siamo trasferite nel milanese per amore, e quindi abbiamo deciso che la consegna del cake topper era il momento buono per vederci dal vivo!
Foto di Stefanino, fratello di Paolino
La Bohemien dal vivo è frizzante e simpatica come appare dal blog, ha due occhi verdi super-espressivi e inoltre è molto ospitale! E poi ha una cagnolina di nome Mya che è tenerissima, quando sono andata a trovarla era ancora cucciola *___*
Foto de la Bohemien
Ma ora smetto di sproloquiare io, perché vorrei che leggeste anche il post della Bohemien, in cui parla della creazione dell'opera e del nostro incontro (a proposito, grazie per i complimenti, eheheheh ^___^).
Quindi ecco a voi i pensieri della Bohemien, cliccate sul seguente titolo: Un Cake Topper per...Colorare la Vita!

sabato 7 gennaio 2012

In a Wiki Wonderland - il NOSTRO ebook per Wikipedia!

Vi presento un libro molto importante, In a Wiki Wonderland!
Come vi ho anticipato QUI, questo libro nasce su iniziativa del blog di Carolina, col fine di raccogliere fondi per aiutare Wikipedia, l'enciclopedia on line che ormai tutti utilizziamo quotidianamente.
Nel titolo l'ho chiamato il NOSTRO ebook, perché è fatto da noi blogger! E' un insieme di racconti in cui troverete diversi amici che commentano Colorare la vita, nonché molte altre penne.

Io e lo Gnomo del Rosmarino :-) abbiamo partecipato col genere che ci viene meglio... una favola! Si intitola La fiaba di un cristallo di neve.

Se siete curiosi di leggere questa fiaba e tutti gli altri racconti, potete acquistare l'ebook on line: con soli 2 euro aiuterete Wikipedia!

I racconti sono brevi ed agevoli da essere letti in supporto elettronico. Se volete, comunque, c'è anche la versione cartacea a 6,28 €.
Per acquistare il libro cliccate QUI!

Naturalmente recensioni/passaparola su quest'iniziativa sono ben accetti: l'unione fa la forza!! ^___^


Aggiornamento: l'amico Mistero Ufo ha parlato della nostra iniziativa... vi consiglio di dare un'occhiata al suo articolo, visto che ci dà pure notizie dello Gnomo del Rosmarino, che non faceva ritorno a casa da un po' di giorni! Guardate QUI cos'ha combinato :-D

giovedì 5 gennaio 2012

Oltremondo - Petali di rosa e fili di ragnatela, Marta Leandra Mandelli

Cari lettori, dedicherò particolare attenzione alla recensione di oggi, "Oltremondo - petali di rosa e fili di ragnatela", perché come anticipato QUI ho avuto la fortuna di incontrarne l'autrice: Marta Leandra Mandelli. Il tutto è avvenuto durante il Capodanno Celtico dell'autunno appena trascorso. In quell'occasione ho percepito negli occhi di Marta una vera passione per quello che ha scritto, e voglia di far conoscere la sua opera ai lettori. Proprio per questo motivo, farò una recensione obiettiva, perché sono convinta che le opinioni dei lettori aiutino un giovane esordiente a migliorarsi!

  • Riassunto della trama
Siobhan e Rowan sono due amiche ventenni che vivono in una realtà alternativa: una Milano senza problemi di smog e delinquenza. La Riforma Verde ha permesso un netto miglioramento dell'ambiente e la Riforma dei Valori ha introdotto delle norme molto restrittive per "salvaguardare" la buona condotta degli adolescenti.
Le due ragazze scoprono il primo amore: Rowan si innamora del barista Ian, mentre Siobhan incontrerà Adrian, il bellissimo figlio di un diplomatico. Tutto sembra andare alla perfezione nel loro mondo ovattato, fino a quando minacce sempre più inquietanti prendono il sopravvento... distruggendo il loro mondo e portandole in un Oltremondo, una dimensione alternativa dai connotati fantastici.
  • Le mie opinioni: lo stile
Iniziando dallo stile, posso dire che Marta ha uno stile fresco, che si fa leggere in maniera scorrevole per i frequenti dialoghi e l'entusiasmo che traspare dalla narrazione.
Il mio consiglio a Marta, comunque, è di fare attenzione ad alcune parti che rischiano di essere ridondanti. Nei dialoghi stessi, per esempio, i personaggi invocano continuamente il nome del loro interlocutore e questo toglie realismo al botta/risposta. Prendendo una pagina a caso (la 58), vedo che  Rowan dice "Perbacco Siobhan" "Ho paura Siobhan" "E io per te, Siobhan" nel giro di poche righe (e quindi ne giro di pochi minuti nel parlato reale); questa modalità si ripete frequentemente nel corso della narrazione e appesantisce un po' la lettura.
A volte le ridondanze riguardano anche l'uso eccessivo di aggettivi, che invece di aggiungere significato alla frase la rendono meno scorrevole.
Esempio (pag. 220): "E' incredibile come un animale così grosso e possente possa essere capace di un gesto tanto delicato e dolce"
Secondo me sarebbe stata più incisiva semplicemente così: "E' incredibile come un animale così  possente possa essere capace di un gesto tanto delicato"
Il significato è lo stesso, ma viene trasmesso in maniera più diretta.
Ci sono poi dei giri di parole del tipo (pag. 323, il corsivo è mio) "Chiede Ian salendo l'ultimo scalino che conduce al tetto su cui il suo migliore amico è alle prese con il gemello della sua ragazza".
Probabilmente è per non ripetere nomi, o per dare ancora più forza alla situazione descritta, ma a mio parere questo modo di presentare le azioni è uno degli elementi che rende meno limpida la narrazione di Marta.
Tutto ciò lo dico da semplice lettrice, non da maestrina. Del resto, Marta dimostra di essere anche in grado di scrivere delle ottime descrizioni, come (p 22):
Altri cespugli catturano il mio sguardo, reclamando gelosi la mia attenzione: la macchia gialla delle Charles Darwin e delle Jude the Obscure ricordano una veste ottocentesca intessuta di dorati raggi di sole e non mi stupirebbe che i grandi fiori a coppa si animassero e danzassero. 
Che contrasta in maniera molto bella con quest'altra frase che mostra l'evoluzione della storia (p. 98):
Soffro come non ho mai sofferto prima. Mi dispiace mamma, il tuo bocciolo di rosa ha perso tutti i petali e adesso rimane solo uno stelo irto di spine, un mostro che non è adatto al tuo giardino. Che non è adatto a nessun giardino.
In conclusione, consiglio a Marta di continuare sulla strada delle descrizioni ad effetto come quelle riportate sopra, e contemporaneamente affinare il suo stile eliminando le ridondanze in dialoghi e azioni, provando ad indossare quello che Primo Levi chiama "un abito mentale di concretezza e di concisione" :-) (cit. da Ex-chimico).
  • Il contenuto
Quando Marta mi ha fatto un piccolo riassunto del libro a voce, la cosa che mi ha colpita di più è stata l'ambientazione in una Milano alternativa.  In effetti, leggendo il libro, ho avuto la conferma che questo è uno dei dettagli più affascinanti e riusciti; è bello che sia riuscita ad utilizzare una città italiana nel romanzo, modellandola secondo la sua fantasia.
Oltre a ciò, sono davvero suggestive le scene in cui Siobhan e Rowan tirano con l'arco. Si percepisce che Marta si è documentata (o è una tiratrice lei stessa?) perché le descrizioni sono molto curate e quindi creano un senso di realismo che coinvolge il lettore. Spero che ciò sia da esempio anche per altri autori esordienti.
Il consiglio che mi sento di dare questa volta a Marta è: osare di più!! Le scene più belle sono quelle più "forti", ad esempio quella in cui Siobhan si trova da sola nella notte, lungo le strade di Milano, e legge sul muro l'oscuro avvertimento "ATTENTA! LE OMBRE SONO PER TE STASERA"; oltre a ciò, Marta non ha paura di far morire personaggi cari alla protagonista, se la drammaticità della storia lo richiede, e ha dimostrato una notevole originalità in un enigmatico finale a sorpresa (stai preparando un seguito, vero?? Perchè sono curiosa di sapere se la mia teoria sul finale è giusta!).
Nonostante queste belle idee, ho la sensazione che a volte stia un po' col "freno tirato", mettendo da parte la sua originalità. Mi spiegherò con due esempi.
  1. Il primo riguarda l'aspetto dei protagonisti, che per usare un paragone alla Zoolander, sono belli belli belli in modo assurdo. I ragazzi sono tutti alti, sexy e muscolosi, le ragazze snelle, sinuose e col viso dai tratti perfetti. Questo li rende un po' distanti per il lettore, è difficile identificarsi in loro al 100%. L'unico tratto veramente interessante è il solo difetto di Siobhan, cioè la macchia (che lei chiama "buchino") che le tinge di azzurro un'iride. Questo difetto ai miei occhi rende la sua immagine molto più vivida, rispetto a quella degli altri personaggi. Sarebbe stato fantastico se anche gli altri co-protagonisti avessero avuto un tratto distintivo, o per lo meno qualche imperfezione, che li facesse sembrare meno "modelli".
  2. Il secondo esempio riguarda le storie d'amore. Nel romanzo le coppie principali sono due: Rowan-Ian e Siobhan-Adrian. L'amore tra Rowan e Ian è molto tenero, si percepisce l'attrazione tra loro durante i primi timidi approcci e le frasi ricche di sottintesi, è l'amore adolescenziale che tutti abbiamo vissuto e per questo l'ho trovato descritto molto bene. Necessariamente, l'amore tra Siobhan e Adrian doveva essere descritto diversamente. Ed è qui che, secondo me, Marta ha tenuto il "freno a mano". Le tappe sono abbastanza scontate (incontro alla festa di compleanno-lui la salva da una caduta-amore a prima vista-invio di rose e frasi appassionate-appellativi romantici tra i due fidanzatini ecc). E' vero che i due si amavano già dall'altra vita, ma questo vale anche per Ian e Rowan, eppure ciò non ha impedito loro di ripercorrere le tappe dell'innamoramento in modo naturale. In Siobhan e Adrian, invece, tutto procede in maniera più "schematica". Forse era il caso di osare di più, raccontando il loro innamoramento in modo più passionale, o quantomeno descrivendo in flash back l'innamoramento ai tempi di Oltremondo (dopotutto non sappiamo com'è successo che Adrian abbia deciso di abbandonare la sua bellissima promessa sposa per stare con Siobhan, che tra l'altro non poteva nemmeno legarsi ad un uomo).
Detto ciò..
Cara Marta, spero che la mia recensione ti abbia fatto piacere! Io ci ho messo molta cura e passione, perché spero che i consigli di noi lettori ti possano essere utili. Penso che le critiche costruttive servano più dei banali commenti tipo "storia molto bella, mi è piaciuta tanto".
Continua così, la storia ha molte potenzialità, e come ti ho scritto sopra sono speranzosa di leggerne il seguito!!

Per acquistare questo libro, cliccare di seguito: Oltremondo - Petali di rosa e fili di ragnatela, Marta Leandra Mandelli

martedì 3 gennaio 2012

Colorare la vita incontra una scrittrice fantasy: Marta Leandra Mandelli

Colorare la vita ha incontrato una scrittrice fantasy, ma non in modo virtuale: è stato un incontro vero e proprio, in occasione di un evento molto speciale: il Capodanno Celtico dell'anno scorso (forse qualcuno di voi ricorda che nel post avevo accennato a quest'incontro).


E' andata così: mentre Paolino si intratteneva nel suo negozio preferito di modellismo di Milano, chiacchierando col proprietario, io ho cominciato ad andare al Castello, facendo un primo giretto di ricognizione tra stand e bancarelle. Mi ha colpito subito lo stand che pubblicizzava Oltremondo, petali di rosa e fili di ragnatele, un bel librone fantasy con una rosa rossa in copertina.

Arrivato Paolo... per prima cosa siamo andati nello stand del birrificio per sorseggiare una buona birra artigianale, ahahah :-)

Una volta placata la sete vera e propria, ho pensato anche alla sete di conoscenza e sono tornata presso lo stand che aveva attirato la mia attenzione per chiedere informazioni.
Una bella ragazza vestita da dama medievale mi ha cominciato a raccontare la trama... un urban fantasy ambientato in una Milano alternativa! Dalla passione con cui ne parlava ho capito subito che si trattava dell'autrice! Si chiama Marta Leandra Mandelli.
Conosciamola un po' dalle parole di un'intervista rilasciata a Marie Claire:

Sono di Milano e adoro la mia città al punto di averne fatto una parte importante del mio romanzo. Passeggiare con la mia musica è uno di quei piccoli piaceri imprescindibili, come un buon libro, un fiore che sboccia all'improvviso, il profumo del caffè al ginseng in tazza grande e il gusto un po' perverso di mettersi in gioco e in discussione.

Come potevo non comprare il suo romanzo?
(tra l'altro anch'io adoro il caffè al Ginseng)
Mi ha fatto pure la dedica sul libro!
E poi è stata così carina da lasciarmi un commento in questo post.

Nel prossimo post, non perdetevi la recensione del romanzo!


AGGIORNAMENTO: LA RECENSIONE E' STATA PUBBLICATA QUI

lunedì 2 gennaio 2012

Il gatto con gli stivali

Il gatto con gli stivali di Shrek è un personaggio così amato da essersi aggiudicato un cartone tutto suo.
In questo film veniamo a scoprirne il passato, conoscendo l'amico del cuore della sua infanzia e la mamma adottiva, nonché il motivo che l'ha spinto ad essere un fuorilegge. Nel corso dell'avventura, si troverà a dare la caccia ai mitici fagioli magici assieme alla vulcanica gattina Kitty e a Humpty Dumpty, un uovo parlante (personaggio un po' strano per il nostro pubblico, ma molto famoso nel mondo anglosassone grazie ad una una popolare filastrocca che lo vede protagonista).
 Il cartone è simpatico, ricco di musiche trascinanti; personalmente ho apprezzato molto le scene in cui sono presenti i mici che spingono Gatto e Kitty alla gara di ballo. Sono stati creati e animati alla perfezione, sia per l'aspetto che per le movenze!
La storia, però, è un po' sempliciotta e scontata, e inoltre non ha la geniale ironia di Shrek, pur essendone uno spin-off. 
Come voto darei 6/7 e lo consiglierei a tutti gli amanti dei gatti.
La chicca: il gatto con gli stivali da cucciolo è irresistibile!!