"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

mercoledì 25 aprile 2012

La bambina che incontrò una fata

Immagine dal libro "Fate" di Froud e Lee
C'era un volta una bambina che amava sognare. Passava ore a sfogliare libri di fiabe, guardando con occhi luccicanti le immagini di cavalieri, draghi, fate con i cappelli a punta.
Viveva in un piccolo appartamento di una grande città, che dava su una strada trafficata, eppure le bastava chiudere gli occhi per vedere magnifici paesaggi incantati.

Un'estate capitò una cosa inaspettata. La zia della bambina riuscì ad affittare per le vacanze la vecchia casa di montagna dove tanto tempo prima avevano vissuto i nonni. La bambina non c'era mai stata, perché i nonni l'avevano venduta da giovani e si erano trasferiti per lavoro in una metropoli. Però, proprio in quei mesi estivi, la casa era rimasta in attesa di un nuovo proprietario che la comprasse, e quella zia ebbe idea di affittarla per la vecchia nonna, che aveva espresso più volte il desiderio di tornare in quel luogo di pace.

La nonna chiamò a sé la nipotina, in modo da passare in sua compagnia quel periodo di vacanza.
Alla bimba non sembrava vero vedere i paesaggi che tanto aveva sognato!
La nonna le insegnò tante cose, la portava a raccogliere i funghi e le spiegava quali erano quelli buoni e quali quelli velenosi. Il sottobosco aveva qualcosa di magico, sembrava sempre che uno gnomo dovesse spuntare in mezzo al muschio. Insieme raccolsero fiori di campo, fecero lunghe passeggiate, e la nonna le intagliò un bel bastone da escursione.

Una mattina, la bambina si svegliò prestissimo, ai primi chiarori dell'alba. Spinta da una forza che non sapeva spiegarsi, accorse subito al davanzale, e davanti a sé vide qualcosa di meraviglioso.
Sull'erba morbida del giardino era seduta una fata.
Era coperta solo dai lunghi capelli biondi, le ali da farfalla tremolavano all'aria mattutina, le orecchie erano a punta e gli occhi scuri, a mandorla, le davano un'espressione particolare, come se fosse un animale del bosco.
Il cuore della bambina batteva forte. La fata la guardò negli occhi, e in quegli occhi c'erano mille cose: la bellezza di una mattina estiva, la purezza dell'acqua, il mistero del sottobosco, la luce pallida della luna. Poi, con un battito di ciglia, la fata sparì.

A colazione, non sapeva se dire o no alla nonna del suo incontro, perché temeva di non essere creduta. Alla fine le chiese se in quel villaggio di montagna qualcuno aveva mai raccontato di aver visto creature fatate; la nonna, con un sorriso significativo, raccontò che le fate amavano manifestarsi agli esseri umani che ritenevano buoni e simpatici e che si doveva tenere in gran considerazione quel dono, visto che poteva avvenire una volta sola nella vita.

E fu così: la bambina non rivide più la fata. Ma non scordò mai ciò che aveva scorto nei suoi occhi. Divenne adulta, e continuò a sognare e stupirsi come da piccola, tenendo in gran considerazione la natura e il ciclo delle stagioni, inventando storie, e rallegrando gli altri con i suoi racconti. Questo è il dono che le fece la fata, un dono prezioso.

lunedì 23 aprile 2012

Niamh delle fate: riferimenti storici, ambientazioni, nomi e stile

Attraverso fitti e frequenti scambi di e-mail abbiamo elaborato la linea temporale e confrontato le nostre ricerche sulle ambientazioni (da Londra al villaggio di Watton-at-Stone, di cui Silvia ha detto “Ho valutato altre cittadine, ma erano tutte o troppo famose per altre cose o troppo grandi, mentre io volevo un posticino tranquillo e ritirato!”) e i riferimenti storici.
Watton-at-stone by PatcharaTheArstist

Niente è stato fatto per caso, la stessa nazione di origine di Friedrich von Werther, l’Austria, è stata stabilita da Silvia dopo uno studio sulle nazioni europee più influenti dell’epoca.
Io ho provveduto a trovare il business “adatto” alla famiglia di Niamh, identificandolo nella coltivazione e lavorazione del lino, tipico della contea irlandese dell’Ulster. Silvia commentò così questa scelta:

Un commercio molto romantico, direi! Hai ragione, grano o bestiame non sarebbero stati adatti al nostro racconto che deve essere delicato, romantico, suggestivo ed evocativo!

Inoltre, la data della loro fuga dalla terra natale combaciava con il periodo della grande carestia (1845-1848), che fece emigrare tantissimi irlandesi.

  • I nomi dei protagonisti

My Sweet rose, J. W. Waterhouse

Per Niamh mi sono ispirata ad una leggenda irlandese che ho scritto anche su Colorare la vita:

A me piacerebbe chiamarla Niamh, che ne dici? E' un nome irlandese che significa "lucentezza" e poi è il nome della leggenda irlandese che ho scritto qui

E per il cognome:

Niamh O'Brien, che ne dici? O'Brien è il vero cognome di Anne Rice, autrice di romanzi gotico-fantasy che mi piacciono molto. Anche la sua famiglia è di origini irlandesi.

Silvia ha trovato il nome a Thomas:

Per il pittore io avevo pensato di chiamarlo Thomas Crawley (il cognome è un omaggio a Downton Abbey!), che ne dici, ti piace?

Silvia ha deciso di chiamare Ginevra la studentessa di storia dell’arte che scopre la vicenda, perché è un nome che le piace moltissimo, e la cosa straordinaria è che anch’io amo questo nome:

Ginevra è uno dei miei nomi preferiti da sempre!!! Ottimissima scelta!

La scelta del nome della sorella di Thomas è stata una mia intuizione:

Partendo dalla tua idea (un parente di Thomas che racconta la storia a Waterhouse) ho aggiunto il personaggio della sorella di Thomas. Io la chiamerei Jane, visto che come la nostra paladina Jane Austen in qualche modo ha dato vita ad una storia d'amore...

Infine, bisognava trovare un nome adatto per il nobile austriaco che Niamh deve sposare, dopo averci riflettuto un po’ Silvia ha avuto la giusta intuizione:

Riguardo al nome del nobile austriaco… ho avuto un’idea: ho pensato di cercare un cognome citato in un romanzo di qualche autore tedesco famoso, avendo subito pensato a Goethe ho cercato un nome tra i suoi scritti… e ho trovato che Werther sarebbe perfetto!!!! Anche perché leggendo la trama del Werther ho trovato un sacco di punti di contatto con la nostra storia e sarebbe una citazione nella citazione (ragazzo che s’innamora di una ragazza già promessa ad un altro uomo e che alla fine muore a causa della delusione), quindi ho pensato che il nostro nobile potrebbe chiamarsi Friedrich von Werther, che ne pensi?

Il nome di Kathleen, invece, fu scelto da me per due ragioni: la prima è che cercavo un nome molto diverso da quello di Niamh, per segnalare il contrasto tra le due sorelle. Ci voleva un nome lungo, diffuso in Irlanda ma meno particolare di Niamh. Proprio in quel momento stavo leggendo il libro “Lascoperta dell’Irlanda di bar in bar” di Pete McCarthy, in cui il nome Kathleen è molto presente… ed era anche perfetto per il personaggio!

  • Lo stile narrativo


Un altro momento cruciale è stato decidere la voce narrante della storia. Inizialmente Silvia aveva proposto lo stesso Waterhouse quale narratore, dal momento che è un personaggio importante del racconto e ha conosciuto di persona Thomas, solo che questa soluzione avrebbe portato dei problemi, come le feci notare:

A me piace l'idea che il narratore sia Waterhouse, perché così lo si rende più protagonista, se no si rischia di tenerlo un po' in secondo piano. Però trovo sia difficile scrivere un intero racconto con lo stile e il punto di vista che avrebbe avuto il pittore all'epoca, anche tenendo conto che si tratta di un personaggio realmente esistito e quindi si potrebbe incappare facilmente in errori/anacronismi. Come compromesso avrei pensato: e se ipotizzassimo che la storia è stata scoperta da uno scritto di Waterhouse? (una specie di diario, o una lettera). Così potremmo riscriverla dal nostro punto di vista e in qualche punto riportare le testuali parole del pittore, anche per dare più movimento al racconto.

Dopo aver riflettuto su questo aspetto Silvia ha pensato di dare vita al personaggio della studentessa che si reca in Inghilterra per le ricerche della tesi, lei avrebbe trovato la lettera scritta da Waterhouse con il racconto di tutta la vicenda e lei sarebbe stata l’ideale voce narrante: 

Potremmo immaginare, allora, che una studiosa o una studentessa abbia ritrovato casualmente la lettera scritta da Waterhouse e abbia così scoperto la storia di Thomas e Niamh, quindi il racconto è scritto da questa figura fittizia con riferimenti e citazioni della lettera di Waterhouse, che ne dici?

lunedì 16 aprile 2012

Come nasce un racconto preraffaellita (a quattro mani)

Oggi vi parleremo della nascita del racconto Niamhdelle fate, una musa preraffaellita, scritto assieme a Silvia. Una serie di The making of, insomma! J
Scrivere una storia intera con un’altra persona che condividesse le mie passioni era un desiderio che coltivavo da tempo, ma avevo letto che non è facile accordare la propria scrittura con quella di qualcun altro, e trovare la sintonia giusta per terminare un intero racconto. Eppure per noi non è stato così: la nostra collaborazione è nata per caso, quasi per gioco, e si è sviluppata sempre di più; abbiamo trovato subito una grande sintonia su tutto, un’unica mente dedita alla storia che abbiamo creato, e di cui ci siamo innamorate!

  • Da cosa è sorta l’idea di scrivere il racconto a quattro mani?
Tutto è nato da un commento di Silvia al mio racconto La bambola fantasma:

Bellissima questa fiaba, complimenti! Prima o poi dobbiamo scrivere una storia insieme, che ne dici?

Io ero entusiasta dell’idea e da qui è iniziato un fittissimo scambio di mail!

  • La nascita della trama
Chiesi a silvia se avesse qualche idea particolare, e mi rispose:

Un'idea ben precisa non ce l'ho, però mi piacerebbe se fosse un racconto ambientato nell'Inghilterra dell'Ottocento, magari con una storia d'amore e qualche inserto mistery/gotico! Mi piacerebbe che la storia fosse costruita attorno ad un quadro... non so un amore perduto o impossibile... qualcosa di romantico e struggente! Visto che tu ami tanto i Preraffaelliti si potrebbe trarre ispirazione da lì!

Vi ricorda qualcosa? ;-)

Come quadro scelsi La belle dame sans merci di Waterhouse, per due ragioni: Waterhouse è il mio preraffaellita preferito, e inoltre il quadro è basato su una ballata di Keats, che racconta una storia d’amore impossibile con personaggi fatati… e io adoro le fate!
A Silvia l’idea piacque subito:

Leggendo i versi (della ballata di Keats n.d.r.) e pensando ad una possibile trasposizione realistica, mi viene in mente che la bella dama potrebbe essere una Lady, moglie di un nobile, e il cavaliere potrebbe essere un giovane pittore chiamato a farle il ritratto...

Inoltre ebbe l’idea che la storia de La belle dame sans merci potesse essere vissuta nella mente del pittore, dopo la tragica fine dell’amore con la dama:

magari è ossessionato dalla ballata di Keats perché rivede la sua storia in quella dei personaggi

Io ovviamente desideravo metterci anche un po’ d’Irlanda e un po’ di fate:

Ho pensato che la dama potrebbe essere una "fanciulla da marito", magari di origini irlandesi e questo spiega i capelli rossi e l'aspetto "fatato".

Inoltre desideravo inserire dei riferimenti alla ballata di Keats:

Nella ballata di Keats si racconta che la "corte" che circonda la dama è costituita da "pallidi re e principi", questa cosa potrebbe essere richiamata dall'aspetto dei familiari, come lei di carnagione lattea. Altro richiamo potrebbe essere la corona di fiori, con cui la dama posa per il dipinto, e la "canzone di fata": in Irlanda c'è una grande tradizioni di ballate popolari e la dama potrebbe cantarne qualcuna al pittore. Insomma, sarebbe bello usare un po' di questi richiami al testo!

Lunedì prossimo vi parleremo dei riferimenti storici, ambientazioni, nomi dei personaggi e stile narrativo di Niamh delle fate! Continuate a seguirci!!

mercoledì 11 aprile 2012

La storia di due gatti: Maomao e Creamy

Questo è il nostro "piccolo" (8 kili di gatto) Maomao.


E' stato abbandonato in  mezzo alla strada quando aveva circa un anno. Meno male che un gattile della provincia di Como l'ha accolto. 
Noi l'abbiamo adottato 4 anni fa.


All'inizio era tutto impaurito e per 3 giorni è stato nascosto senza nemmeno mangiare.


Ma poi ha preso confidenza e adesso è il re della casa (e del terrazzo)!!


Maomao adora dormire.




Due anni fa, sempre al gattile, abbiamo adottato un'altra gattina, Creamy. Aveva appena 3 mesi!

Creamy è cieca, ma fa tutto quello che fa una gattina normale, e anche di più! E' vivacissima e monella, ogni giorno ne combina una nuova :-)

Per orientarsi usa l'udito, le vibrisse (cioè il baffi che tutti i gatti usano come radar) e l'olfatto. Per i gatti questi sensi sono più importanti della vista.


Qua sembra tranquilla, ma non fatevi ingannare... ;-)




Quando l'abbiamo presa era già completamente cieca e i suoi occhi sembravano delle grandi biglie grigie.


Quando aveva 5 mesi, però, ha cominciato ad avere problemi con gli occhietti: le lacrimavano e le procuravano molto dolore.
Abbiamo dovuto farla operare per toglierle la parte infetta e chiuderle le palpebre. Per fortuna i veterinari sono stati bravissimi e Creamy si è ripresa in tempi record.
Da quando è guarita, non ha avuto più dolore ed è diventata ancora più vivace.
Maomao era molto contento il giorno in cui è tornata a casa dopo l'operazione.


Si vogliono proprio bene!


E noi vogliamo bene a loro, ogni giorno colorano le nostre vite!

venerdì 6 aprile 2012

Buon... uovo di Pasqua!

"L'uovo di Pasqua ha origini molto antiche che si rifanno a riti legati all'inizio del periodo primaverile visto come rinnovamento della natura e quindi legato alla fecondità. "

"Le uova, infatti, forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità. Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno della vita."


"I Greci, i Cinesi ed i Persiani se li scambiavano come dono per le feste Primaverili, così come nell'antico Egitto le uova decorate erano scambiate all'equinozio di primavera, data di inizio del "nuovo anno", quando ancora l'anno si basava sulle le stagioni."

Tratto da Amando.it. Se volete saperne di più riguardo a questo antichissimo simbolo di rinascita, cliccate QUI per leggere l'articolo intero.

COLORARE LA VITA VI AUGURA BUONA PASQUA E BUONE MANGIATE DI UOVO AL CIOCCOLATO!! :-D

lunedì 2 aprile 2012

Contenuti speciali di Niamh delle fate

Conclusa la pubblicazione degli episodi di Niamh delle fate le sorprese non finiscono! 
Image by Viona Art

Infatti abbiamo preparato una serie di “contenuti speciali”: approfondimenti circa le tematiche affrontate nel racconto, utili per capire più a fondo il contesto della storia e per rivivere ancora un po’ le emozioni che ci hanno accompagnato in queste settimane! Tali approfondimenti verteranno sul movimento Preraffaellita – dalle origini a Waterhouse, ultimo esponente di questa corrente –, su John Keats e la sua splendida ballata che è stata grande fonte d’ispirazione per noi e sulle regole e convenzioni del matrimonio vittoriano, che hanno condizionato in maniera tragica l’epilogo della storia d’amore tra Niamh e Thomas. La novità riguardante questi approfondimenti è che non saranno pubblicati in entrambi i blog, ma saranno divisi: su Colorare la vita pubblicherò i tre approfondimenti sui Preraffaelliti, mentre Silvia pubblicherà su Vorrei essere un personaggio austeniano quelli su Keats e sul matrimonio vittoriano; vi invitiamo pertanto a leggere i post di entrambi i blog per conoscere meglio questi argomenti!

Prima di questi approfondimenti, però, pubblicheremo due post sul Making of del racconto: un behind the scene per scoprire i retroscena e le curiosità che stanno dietro alla nascita della storia, un’avventura straordinaria dal titolo Niamh delle fate!

Terminati questi contenuti speciali sarà la volta del gran finale: pubblicheremo infatti l’ebook da scaricare liberamente che riunirà tutta la storia! Sì, proprio l’ebook ampiamente annunciato al termine di ogni episodio pubblicato nei blog! 
Vi invitiamo fin da ora a non perdere l’occasione di leggere l’ebook perché sarà una sorta di Director’s cut dal momento che saranno presenti molte parti inedite del racconto, parti mai lette, che vi aiuteranno a svelare meglio tanti altri punti della storia!

Continuate a vivere le emozioni di Niamh delle fate insieme a noi!

Lunedì prossimo ci sarà una pausa per le vacanze pasquali, ma torniamo col primo contenuto speciale lunedì 16 aprile!!