"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

lunedì 28 maggio 2012

Muse preraffaellite

Oggi Colorare la vita vi porterà a fare un viaggio tra le muse preraffaellite: un viaggio non esaustivo, visto che - come avrete modo di leggere - le figure femminili furono importantissime e numerose per questo movimento pittorico. Vi fornirò comunque spunti e riflessioni per approfondire l'argomento, che spero non mancherà di affascinarvi. Enjoy!
The beloved, Dante Gabriel Rossetti
  • L'ideale di donna preraffaellita
Parlando di muse preraffaellite, riporto una frase molto bella letta nell'articolo Le artiste preraffaellite della rivista on line Arte senza confini:
L’ideale di donna preraffaellita (che in parte coincide con quello vittoriano) è assai complesso e contraddittorio: da una parte la figura femminile è pensata come angelo salvatore – Beatrice dantesca – dall’altra come bellezza incantatoria, e perciò pericolosa, come diavolo tentatore dall’irresistibile sensualità. L’universo iconografico dei Preraffaelliti è costellato di donne-simbolo: personaggi biblici e storici, eroine letterarie e mitologiche, inquietanti apparizioni, donne borghesi che seducono o che sanno resistere alla tentazione… la donna non è solo fonte di ispirazione: essa rappresenta l’anima dell’artista, l’impulso creativo che gli permette, come un novello Pigmaglione, di infondere la vita nella propria opera. In questo senso le figure femminili hanno un ruolo centrale nella confraternita inglese. 
  • Elizabeth Siddal
Ritratto di Elizabeth Siddal, Dante Gabriel Rossetti
La musa preraffaellita più famosa fu senza dubbio la londinese Elizabeth Siddal (1829-1862), che divenne moglie dell’esponente di punta del movimento: DanteGabriel Rossetti.

Rainer Paul, Elizabeth Siddal and Dante Gabriel Rossetti
Elizabeth Siddal raccoglie tutte le caratteristiche che poteva avere una musa preraffaellita, sia per l’aspetto (esile, eterea, con una magnifica chioma di capelli rossi), che per le inclinazioni (era una poetessa) che per le vicende della sua vita. Come una novella Cenerentola, infatti, fu scoperta dal pittore Walter Howell Deverell mentre lavorava in una sartoria; fu sempre di salute cagionevole per il consumo di laudano e per aver posato troppo tempo in una vasca ghiacciata a favore del magnifico quadro di Millais Ofelia; morì tragicamente – probabilmente suicida - dopo la morte della bambina, ancora neonata, avuta con Rossetti.
Ofelia, Millais
Leggiamo insieme una poesia di questa indimenticabile musa preraffaellita, tratta dal libro Il vero amore non ci è concesso:

L'amore finito

Non piangere mai per un amore finito
poiché l'amore raramente è vero
ma cambia il suo aspetto dal blu al rosso,
dal rosso più brillante al blu,
e l'amore destinato ad una morte precoce
ed è così raramente vero.

Non mostrare il sorriso sul tuo grazioso viso
per vincere l'estremo sospiro.
Le più belle parole sulle più sincere labbra
scorrono e presto muoiono,
e tu resterai solo, mio caro,
quando i venti invernali si avvicineranno.

Tesoro, non piangere per ciò che non può essere,
per quello che Dio non ti ha dato.
Se il più puro sogno d'amore fosse vero
allora, amore, dovremmo essere in paradiso,
invece è solo la terra, mio caro,
dove il vero amore non ci è concesso.

Foto di Elizabeth Siddal

Un altro libro con cui potete avvicinarvi a questa musa è La bambina che amava la morte di Fiona Mountain, un romanzo in cui Elizabeth Siddal è il personaggio chiave, che ossessiona la giovane Bethany. Potete leggere la recensione qui.

Inoltre, nel 2009 Marco Tagliapietra ha pubblicato Elizabeth, grafic novel basata sulla vita di Elizabeth Siddal.

  • Christina, Annie, Jane ed altre muse preraffaellite
Alla luce del ruolo di rilievo che le figure femminili hanno nell'arte preraffaellita, non c’è da stupirsi della grande importanza che muse/mogli/sorelle degli artisti preraffaelliti ebbero nel movimento.
Christina Rossetti
La stessa sorella di Rossetti, Christina, fu una poetessa molto famosa e apprezzata all'epoca, nonché musa e modella per il fratello. Posò per il famosissimo Ecce Ancilla Domini, quadro fondamentale per il movimento perché fu una delle opere che ne segnarono simbolicamente la nascita.
Ecce Ancilla domini, Dante Gabriel Rossetti

Ecco una poesia di Christina Rossetti, Ricordami:

Ricordami

Tu ricordami quando sarò andata
lontano, nella terra del silenzio,
né più per mano mi potrai tenere,
né io potrò il saluto ricambiare.

Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.

Pure se un po' dovessi tu scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano
tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.


A questo punto non posso resistere dal fare un po’ di gossip e raccontarvi la storia romanzesca di un’altra musa preraffaellita, che coinvolge sia il già menzionato (e a quanto risulta scatenato con le donne) Rossetti, sia un altro famoso pittore preraffaellita, il più spirituale William Holman Hunt. Al centro della storia c’è AnnieMiller, proveniente dai bassifondi di Chelsea.
Woman in yellow - Annie Miller, Dante Gabriel Rossetti
Innamoratosi di una sua modella, Annie Miller, con tipico zelo evangelico aveva tentato di redimerla e avrebbe voluto sposarla. Ma, affidata la ragazza a Rossetti al momento del primo viaggio in Terrasanta, al ritorno l’aveva trovata nel pieno di una situazione amorosa con l’amico, certo custode inadatto della virtù femminile.
Tratto da “I preraffaelliti” di Maria Teresa Benedetti, Art Dossier Giunti.
Anche le successive storie d’amore di Hunt furono segnate da tragicità e romanticismo. Dopo l’unione finita male con Annie Miller, sposò nel 1865 Fanny Waugh, che ritrasse nel pieno della sua sensuale bellezza nel quadro Isabella e il vaso di basilico, ispirato ad una novella di Boccaccio. Purtroppo Fanny morì l’anno successivo di parto. Hunt sposò poi, nel 1875, la sorella di Fanny, Edith, però fu un amore proibito perché questo tipo di unione era contrario alle leggi inglesi.
Isabella e la pianta di basilico,  William Holman Hunt

Un’altra magnifica donna di cui vorrei parlarvi è Jane Burden, diventata poi Jane Morris dopo aver sposato William Morris, di cui divenne la musa. Prima del matrimonio fu scoperta dal solito Rossetti che la vide tra il pubblico di una rappresentazione teatrale. Jane posò per moltissimi quadri di Rossetti, tra cui il celeberrimo Proserpina.
Dante Gabriel Rossetti, Proserpina
Jane era una donna indipendente, che stregò molti artisti col suo fascino. Al pari delle altre muse preraffaellite, aveva un eccezionale estro creativo: accanita lettrice di testi in inglese, francese e italiano, lavorò nel laboratorio di arti e mestieri del marito e coinvolse nei suoi lavori anche le figlie Jenny e Mary e la sorella Elisabeth.
Jane Burden
  • Le muse di John William Waterhouse
Non posso sicuramente concludere questo post senza parlare del nostro preraffaellita preferito, John William Waterhouse.
Waterhouse, study of the lady Clare
Nel sito Johnwilliamwaterhouse.com si può leggere un interessantissimo articolo che parla delle donne che molto probabilmente posarono per l’artista, fermo restando che Waterhouse dipinge in tutte le sue opere una donna ideale, rielaborata dai suoi personali canoni estetici. Come sostiene Peter Trippi:
Waterhouse transcended the particularities of individual models to present his own idealized, instantly recognizable type ... Older contemporaries, such as Rossetti, Poynter and Moore, had devised their own types.  (Peter Trippi, J.W. Waterhouse, 2002)
Nell’articolo di Johnwilliamwaterhouse.com, leggiamo che Waterhouse si ispirò sia a modelle professioniste – la cui identità è per lo più rimasta sconosciuta – che a donne vicine alla sua famiglia, come la sorellastra Mary, l’amica di famiglia Gwendoline Gunn e la moglie Esther Kenworthy.
Un’indicazione molto importante sui modelli estetici di Waterhouse l’abbiamo dalle sue stesse parole, in un articolo apparso nel 1908 su The Strand Magazine e ritrovato da Julia Kerr. Furono mostrate al pittore delle foto di modelle, tra le quali scegliere quella che avesse voluto ritrarre, e lui senza esitazione scelse la seguente, che fra l’altro gli ricordava una delle sue modelle preferite:

Chissà qual era l'identità di questa donna dai tratti delicati, di cui non è rimasto il nome ma solo l'immagine del bellissimo volto, ammirato da un grande artista.

giovedì 24 maggio 2012

Dark Shadows - Tim Burton

Dark Shadows, l'ultimo film di Tim Burton, possiede tutti gli elementi di un perfetto film gotico:
  • Un vampiro sanguinario e spietato quando ha fame, ma anche gentiluomo
  • Una strega sensualissima e cattivissima
  • Un antico maniero ricco di passaggi segreti
  • Una maledizione
  • Un amore torbido e un amore puro, in contrapposizione
  • Fantasmi
  • Alice Cooper!! :-D
Sì, avete letto bene! C'è anche Alice Cooper in una divertentissima scena, quella in cui il vampiro Barnabas organizza un "ballo" e - su suggerimento dell'adolescente Carolyn - invita Alice come intrattenitore.

Dark Shadows è un film davvero spassoso. Johnny Deep interpreta Barnabas, un vampiro risvegliatosi dopo un lungo sonno durato 200 anni, che si ritrova nella realtà statunitense degli anni '70. Farà ritorno nel maniero di famiglia, dove conosce i suoi discendenti. Incontrerà di nuovo anche la malvagia e bellissima Angelique (una meravigliosa Eva Green), colei che in passato ha ucciso non solo i suoi genitori, ma anche la sua amata Josette, dopodichè l'ha trasformato in vampiro e l'ha chiuso in una bara per due secoli. Per fortuna incontrerà anche Victoria, una dolce fanciulla che assomiglia molto a Josette.
Barnas parla e si comporta in modo anacronistico, e questo è uno dei fattori più divertenti del film. Inoltre mi è piaciuto come personaggio per le sue contraddizioni: appare dolce e gentile, ma anche spietato quando si tratta di cibarsi di esseri umani (però si scusa sempre prima di uccidere!); prova un amore puro per la delicata Victoria, ma cede volentieri alle lusinghe della carne di Angelique, sua acerrima nemica. Johnny Deep, non occorre nemmeno dirlo, è perfettamente in parte; ottima anche Eva Green e tutti gli altri attori: Michelle Pfeiffer, Elena Bonham Carter e i giovani Bella Heathcote, Chloe Moretz e Gulliver McGrath.

Questo film mi è piaciuto moltissimo per l'ambientazione, la trama gotica e la verve ironica: ve lo consiglio!!

Curiosità:
- L'idea originale del plot deriva dalla serie Dark Shadows, una soap opera gotica trasmessa negli stati uniti dal 1966 al 1971. Johnny Deep da piccolo ne era ossessionato, tanto che voleva essere il vampiro Barnabas... e da adulto ci è riuscito!
- Il film, inoltre, prende le mosse dal romanzo Dark Shadows. La maledizione di Angelique, che parla appunto della strega Angelique e di come matura il suo amore/odio per barnabas, che la spingerà a maledirlo. Il libro è stato scritto da Lara Parker, che interpretò Angelique proprio nell'originale serial televisivo! Oltre ad essere una bella attrice, infatti, è laureata in filosofia e ha una specializzazione in Drammaturgia.

lunedì 21 maggio 2012

John William Waterhouse

John William Waterhouse nacque nel 1849, anno in cui Dante Gabriel Rossetti espose EcceAncilla Domini, opera fondamentale per la nascita del movimento preraffaellita. Waterhouse, per ovvie ragioni anagrafiche, non fece parte del manipolo di giovani pittori ribelli che diede vita al Preraffaellismo; non riuscì a partecipare alla vita della Confraternita, eppure le sue opere sono ascrivibili a questo movimento.
Hylas e le ninfe
Proprio come accade a Rossetti, anche la biografia di Waterhouse fu legata all’Italia, poiché il pittore nacque a Roma. Il soprannome con cui venne ribattezzato in famiglia su Nino
Cinque anni dopo la sua nascita, la famiglia di Waterhouse si trasferì a Londra, nel quartiere di South Kensington. I genitori, entrambi pittori, lo avviarono alle arti e infatti nel 1870 fu iscritto alla Royal Academy.
Le sue prime opere erano di ispirazione nettamente neoclassica, forse anche per l’influenza del primo periodo della sua vita, vissuto nella capitale italiana. Il suo primo quadro famoso fu Il Sonno e la sua sorellastra Morte, un’opera allegorica e molto apprezzata che lo rese celebre a soli 25 anni. Nove anni dopo, nel 1883, sposò Esther Kenworthy, figlia del suo maestro d’arte e pittrice lei stessa, tanto che espose le sue opere alla Royal Academy, proprio come il marito. Ebbero due figli ma purtroppo morirono entrambi in tenerissima età.
Il sonno e la sua sorellastra morte
Waterhouse, col passare degli anni, maturò uno stile decisamente più vicino al Preraffaellismo, soprattutto per l’ispirazione alle leggende medievali, la rappresentazione della natura, l’uso dei colori, la centralità della figura femminile e ciò che essa comunica. In ogni suo quadro vediamo donne bellissime e fatali, immerse nei loro pensieri, flessuose, aggraziate e dalla lunga chioma, donne di cui noi spettatori vorremmo penetrare il velo di mistero che le avvolge.
Boreas
Nella sua produzione possiamo trovare alcuni miti/leggende che gli sono particolarmente cari. In primis, la storia di Ofelia, la donna che nel dramma di Shakespeare muore in preda alla pazzia, la più innocente delle vittime della vendetta di Amleto. Waterhouse la rappresenta in moltissimi quadri, nel momento precedente la morte della fanciulla. La vediamo pettinarsi ed acconciarsi di fiori i lunghi capelli, adagiarsi mollemente sul prato, camminare nel bosco, fiore bellissimo lei stessa, piena di eleganza e grazia anche se nei suoi occhi si scorge già la follia.
Ophelia
Un’altra leggenda che gli sta particolarmente a cuore è quella della Lady of Shalott, mito medievale reso celebre dall’omonimo poema di Alfred Tennyson. E’ una leggenda molto enigmatica, in cui la protagonista è ancora una bellissima fanciulla destinata ad una tragica morte. La Lady in questione, infatti, era stata condannata a rimanere rinchiusa tutta la vita in una torre, senza poter guardare il mondo, nemmeno dalla finestra. L’unica cosa che poteva fare, era guardare il riflesso di ciò che accadeva fuori, attraverso uno specchio. Un giorno, però, nello specchio vide il bellissimo Lancillotto, e se ne innamorò perdutamente
« Con zoccoli bruniti passava il suo cavallo;
Da sotto il suo elmo fluirono
I suoi riccioli neri come carbone mentre cavalcava,
Mentre cavalcava verso Camelot.» (Alfred Tennyson)
La fanciulla non riuscì a resistere e corse alla finestra per guardarlo. Quello sguardo però l’aveva condannata a morte, e lei lo sapeva. Con le ultime forze, decise di uscire dalla torre che l’aveva tenuta prigioniera fin dalla nascita. Sul lago che circondava il castello, c’era una barchetta che portava scritto il suo nome: la giovane ci salì sopra e si fece trasportare dalla corrente. La ritrovò proprio Lancillotto, che rimpianse la bellezza ormai senza vita della Lady.
Waterhouse ritrasse la Lady di Shalott in diversi momenti della vicenda:
mentre filava (suo unico passatempo), mentre scorgeva il riflesso di Lancillotto, mentre si spegneva piano piano a bordo della barca.
Se volete saperne di più sulla leggenda e sulle sue rappresentazioni preraffaellite cliccate QUI.
The lady of Shalott
Sempre a proposito di quadri ispirati a poemi, vorrei menzionare il bellissimo La belle dame sans merci, tratto da un’opera di Keats. La belle dame in questione questa volta non è vittima ma carnefice: è la bellissima figlia di una fata, che fa innamorare di sé un cavaliere per poi abbandonarlo, condannandolo all'oblio dell’anima. Molti pittori ritrassero la dama e il cavaliere, ma Waterhouse fu senza dubbio quello che mise più in luce la sensualità del loro incontro, la grazia selvaggia della dama e la capitolazione del cavaliere, che pur provando con tutte le sue forze a resistere non riesce a scappare e si arrende all'attrazione esercitata dalla donna fatata. Waterhouse ritrae proprio quel momento: il momento in cui la dama allaccia a sé indissolubilmente il cavaliere, e il laccio viene rappresentato dai lunghi capelli rossi, fortissimo simbolo di bellezza in Waterhouse. La donna ha la pelle diafana, le labbra rosse e i piedi nudi, e ormai al cavaliere non rimane che arrendersi alla sua sensualità.
La belle dame sans merci
La vita di Waterhouse fu completamente dedicata all’arte, alla trasposizione su tela di queste donne meravigliose, che hanno ancora tantissimo da comunicarci.  Fu un pittore molto prolifico, che amava dipingere su grandi tele. Dipinse fino alla sua morte, avvenuta nel 1915 a causa di un cancro; ora è sepolto assieme alla moglie nel Kensal Green Cemetery di Londra. Lasciò a metà la sua ultima opera: un ritratto di Ofelia.

Nota: un ottimo sito per vedere tutte le opere di Waterhouse è http://www.jwwaterhouse.com/

Questo approfondimento è legato al racconto a puntate Niamh delle fate, una musa preraffaellita

venerdì 18 maggio 2012

L'uomo che guardava passare i treni - Georges Simenon

L'uomo che guardava passare i treni: un romanzo scritto magistralmente, con una trama che però si fa interessate a libro inoltrato.

La storia

Olanda, anni '30. Il serio e abitudinario Kees Popinga, a seguito di un rovescio lavorativo, decide inaspettatamente  di prendere il treno e allontanarsi dalla famiglia. Avrà così inizio una catena di vicende che lo porterà ad essere ricercato dalla polizia di Parigi.

Commento

Sullo stile, niente da dire. Un libro scritto da un autentico maestro, dove non c'è nè una parola di più nè una di meno: pulito, elegante.

La trama, invece, all'inizio non mi ha presa per niente, mi sembrava noiosa. Però sono andata avanti, e non me ne sono pentita! Secondo me le cose cominciano a farsi interessanti quando iniziano le indagini della polizia su Popinga, che provoca gli inseguitori, si ingegna per non essere preso e al contempo di offende se non è debitamente tenuto in considerazione.

Simenon non giudica mai e lascia il suo personaggio nell'ambiguità: è pazzo o no? E' colpevole o "snaturato" dalla società? Agisce di sua iniziativa o è vittima degli eventi? Questo è il bello del romanzo, che non dà risposte univoche e invita a riflettere. E' uno di quei libri che, una volta chiuso, continua a porre interrogativi e far pensare a cosa veramente volesse comunicarti l'autore.

Titolo originale: L'homme qui regardait passer les trains
Traduzione: Paola Zallio Messori
Edizione: Adelphi, 1991
Pagine: 211
Per acquistarlo, clicca di seguito: 
L'uomo che guardava passare i treni, edizione ebook 

lunedì 14 maggio 2012

Nuovo approfondimento: il matrimonio vittoriano

Cari amici, eccoci pronti per un nuovo approfondimento legato al racconto Niamh delle fate.
Silvia, infatti, ha scritto un interessantissimo articolo sul matrimonio vittoriano: per leggerlo, cliccate QUI!
L'immagine è tratta dall'ultimo film di Jane Eyre.

sabato 12 maggio 2012

Appena dopo la pioggia ... e poco prima del sole - Silvia Ponzo

Tempo fa ho avuto la fortuna di vincere un Giveaway della mia amica Silvia, e il premio era il suo libro: Appena dopo la pioggia ... e poco prima del sole. Poco dopo la pubblicazione del Giveaway è cominciato lo scambio di mail che ci ha portato a realizzare Niamh delle fate, quindi immaginatevi che emozione leggere il libro della mia co-autrice!
Immagine realizzata dall'illustratrice Chiara Moriconi appositamente per il romanzo!
Che Silvia fosse brava a scrivere lo sapevo già, visto che collaboro attivamente con lei. Però con questo romanzo mi ha stupita ancora una volta, per il suo stile scorrevole ed efficace, frizzante, brioso! Sapete quando io ci tenga allo stile, e leggere un libro così ben scritto è stato un vero piacere!
La storia, poi, è una deliziosa favola dei giorni nostri. Come in ogni favola, c'è una principessa, una strega cattiva e un tenero amore in boccio. Ma nulla è così facile come sembra. La protagonista, Stella, vive per strada: è una senzatetto cilena emigrata a Roma quand'era poco più che bambina. Lei e i genitori sono molto uniti, anche se formano una famiglia a dir poco particolare, visto che sono convinti di essere la famiglia reale del Cile! Il papà soprattutto (Juan Rodrigo Domingo XIII), non smette un minuto di parlare della grandezza del suo reame e di progettare il ritorno nel regno natio. E' lo zimbello di tutti gli altri clochard, ma è anche una persona buona e generosa, e sotto sotto sa bene come coinvolgere il pubblico delle sue storie.
Vorrei condividere con voi questo passaggio che mi ha colpita, che parla proprio dei racconti di Juan:
Per loro quella battaglia è un sogno, un sogno permeato d'incanto, lo vedono svolgersi sotto ai loro occhi, ma non può far loro alcun male: reale eppure irreale. Un sogno irraggiungibile, ma affascinante proprio nella sua irraggiungibilità. Ascoltano quei racconti e si sentono parte di un disegno più grande. Per una volta, grazie a quelle storie, anche loro sono i protagonisti. E non più semplici spettatori inermi. 
All'età di ventitré anni, la dolce Stella incontra Tom, il figlio di una ricca famiglia romana, che però ha deciso di rinnegare lo stile di vita con cui è cresciuto. Vive a scrocco del fratello e non ha un lavoro, però presta la sua opera come volontario nel centro accoglienza dove incontrerà Stella. L'amore per la ragazza è più forte di tutto, sia del fatto che Stella vive ai margini della società, sia del fatto che l'amata parla sempre di questo fantomatico impero del Cile, della sua educazione altolocata e del sogno di ritornare in patria nelle vesti originarie di principessa. Ho trovato tutto ciò molto commovente: Tom non è convinto che Stella sia l'erede del regno, ma non ostacola questa sua "mania", perché la ama e quindi non gli importa se ogni tanto si abbandona a tali sogni. La madre del ragazzo, però, non è dello stesso avviso e come ogni strega cattiva farà di tutto per ostacolare questo amore...

Il libro è un piccolo gioiellino, è un romanzo breve, delicato e ricco di positività, che affronta tematiche importanti senza perdere la sua freschezza, un romanzo che colora la vita!

Per l'acquisto, vi consiglio di leggere questo post di Silvia e scriverle per ricevere tutte le informazioni necessarie!

martedì 8 maggio 2012

La nascita della pittura preraffaellita

Millais, Ophelia
La pittura preraffaellita può essere considerata, da chi non conosce bene la sua storia, come una pittura tradizionalista: ritratti di ispirazione classico/rinascimentale, paesaggi curati nei particolari ecc. In realtà non è così, e anzi fu una corrente artistica che volle discostarsi dalle convenzioni vittoriane. Non a caso nacque nel 1848, anno definito “delle rivoluzioni” per i moti d’insurrezione che si diffusero in Europa.

·       Quali erano le idee innovative dei Preraffaelliti?

Innanzi tutto superare i canoni della prestigiosa Royal Academy londinese, in cui quasi tutti i membri della Confraternita dei Preraffaelliti avevano studiato. Ritenevano che l’accademia avesse fatto perdere alla pittura freschezza e vita, che fosse responsabile di un’eccessiva stilizzazione e scarsa cura dei particolari dei dipinti dell’epoca. Fu così che nacque l’ispirazione pre-raffaellita, che riteneva le opere precedenti a Raffaello più vere e spontanee di quelle successive.

Queste idee erano ispirate anche dal critico dell’arte Ruskin, il quale auspicava un ritorno dell’arte medievale, strettamente connessa alla spiritualità, al contrario dell’arte a lui contemporanea. Inoltre, l’arte doveva rappresentare la natura in modo più accurato e fedele possibile.

·       Le prime opere-simbolo

Il pittore più celebre della Confraternita fu Dante Gabriel Rossetti, di origini italiane. Nel 1849 espose l’incantevole Ecce ancilla domini!, la cui essenzialità ricorda l’arte medievale.
Nell’opera viene colto il momento dell’annunciazione alla Vergine; la luminosità del quadro preannuncia l’importanza che avranno i colori nelle opere preraffaellite, colori carichi e pieni di vita. La vergine è una figura pensosa, vestita di bianco, con meravigliosi capelli rossi che ne incorniciano il viso delicato; l’angelo è anch’esso ammantato di bianco, mentre alle loro spalle spicca un meraviglioso blu.
Rossetti, Ecce ancilla domini!
Un’altra opera che segnò l’esordio preraffaellita fu il quadro di Millais Christ in the house of His parents (1850), che attirò addirittura la stigmatizzazione di Dickens! Indubbiamente, infatti, la famiglia di Cristo era ritratta come una povera famiglia di artigiani, a piedi nudi, vestiti poveramente, immersi nel loro umile lavoro. Charles Dickens considerò il quadro come una mancanza di rispetto nei confronti della sacralità del soggetto ritratto, mentre per i Preraffaelliti era semplicemente la rappresentazione autentica della famiglia di Cristo.
Millais, Christ in the house of this parents
Il terzo membro della confraternita fu William Hunt. Tra i suoi primi quadri preraffaelliti troviamo due opere di ispirazione shakespeariana: Claudio e Isabella (1850-53, tratto da Misura per misura) e Valentino salva Silvia da Proteo (1850-51, da I due Gentiluomini di Verona).
Qui cominciamo già a vedere una delle fonti più importanti per la pittura preraffaellita, cioè la letteratura. Shakespeare, Keats, Dante, Boccaccio, Omero, leggende medievali e storie di fate… spesso i quadri preraffaelliti raccontano una storia, e proprio qui risiede il fascino della loro arte, che ci immerge in un mondo incantato. La confraternita non si incontrava solo per dipingere, ma anche per discutere di arte e letteratura, e questo fervore è palpabile nelle opere preraffaellite.
Hunt, Isabella e Proteo
·       Sviluppi successivi

La confraternita si sciolse nel 1854, ma i suoi membri continuarono a dipingere, anche se separatamente. Il rappresentante indiscusso della corrente divenne Dante Gabriel Rossetti, che sviluppò la sua arte in una direzione sempre più simbolica: celeberrimi sono i suoi ritratti di donne ammalianti, creature magiche e voluttuose. Rossetti vuole trasmettere l’anima delle sue modelle.
Rossetti; Proserpina
Molti artisti seguirono e portarono avanti la corrente preraffaellita, come ad esempio William Morris, Edward Burne-Jones, Artur Huges. Personalmente, l’artista che prediligo è John William Waterhouse, per la grazia con cui dipinge le sue donne bellissime e fatate, che sembrano proprio volerci trascinare all’interno della loro storia.
Waterhouse, Boreas 
Approfondimento legato al racconto a puntate Niamh delle fate, una musa preraffaellita

lunedì 7 maggio 2012

Gli approfondimenti continuano: Keats

Ciao a tutti gli amici di Colorare la vita!

Come promesso, continuano gli aggiornamenti legati al racconto Niamh delle fate, una musa preraffaellita.
La mia cara coautrice, infatti, ha scritto un articolo su Keats. Chi ha seguito la nostra saga saprà che questo famoso poeta è l'autore di una ballata davvero importante per Niamh: La belle dame sans merci.

Bene, allora cosa aspettate? Tutti a leggere l'approfondimento! :-)
Basta cliccare il link sottostante:
Vita di John Keats: "Una cosa bella è una gioia per sempre"
Buona lettura!

martedì 1 maggio 2012

Chloë Agnew - Walking In The Air

Io non sono brava a parlare di musica, purtroppo non ho mai suonato uno strumento né studiato canto. Quindi, per descrivervi la voce della bravissima Chloë non posso far altro che definirla una voce d'angelo. Eppure questa semplice descrizione secondo me è calzante: se sentissi un vero angelo cantare, secondo me avrebbe la voce di Chloë.
Chloë Agnew è una ragazza irlandese nata nel 1989, ma pur essendo così giovane è già una veterana, avendo iniziato la sua carriera da bambina. Ora è il membro più giovane del gruppo Celtic Woman.
Io l'ho conosciuta ascoltando su Accuradio il canale Progressive Celtic, dedicato alla musica celtica contemporanea. Siccome sono stata molto brava ;-) Babbo Natale a dicembre mi ha portato il suo CD Walking in the air, del 2004.
Lo potete trovare anche voi, o sotto l'albero il prossimo Natale o su internet!

Il singolo che dà il nome all'album è incantevole, ve lo faccio ascoltare assieme al video, ambientato in una scogliera irlandese:


Anche le altre canzoni sono meravigliose, è un CD che dall'inizio alla fine trasmette delle bellissime emozioni e  che non mi stanco mai di ascoltare.
Tra l'altro noi italiani possiamo essere ben orgogliosi di avere influenzato questa artista dublinese, che con un accento molto tenero canta due canzoni in italiano: Nella fantasia, tratto dal tema composto da Ennio Morricone per il film The Mission, e Vivaldi's rain, tratto per l'appunto dalle Quattro stagioni di Vivaldi. Il tema di Mission è anche presente come ultima bonus track, nella versione suonata dal celebre oboe.
Ma ecco a voi la deliziosa Vivaldi's rain:


Il sito ufficiale di Chloë Agnew è: http://www.chloeagnewsite.com/