"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

domenica 30 settembre 2012

Storia di uno gnomo

Buongiorno a voi dallo Gnomo del rosmarino.
Oggi, dietro richiesta di Vele Ivy, vi parlerò un po' di me, anche se non è una storia che inizia nel migliore dei modi. Vedete, il fatto è che il bosco dove sono nato fu bruciato da un gruppo di umani che voi chiamate piromani, mentre noi in lingua gnomica li definiamo stroncobass, un termine che sarebbe poco carino tradurre in questa sede.
La mia famiglia e altri raggiunsero un'altra comunità di gnomi; ma io ero giovane, avevo solo settantacinque anni, e decisi che volevo fare le mie esperienze
Avrei voluto che un'aquila dalla piume d'oro venisse a prendermi, proprio com'era successo al mio eroe, lo gnomo Uebomulf (di cui vi ho parlato QUI). Ma invece trovai una gentile cornacchia e con lei imparai l'arte di cavalcar pennuti
Feci molti viaggi, di cui uno indimenticabile in Irlanda, dove conobbi la bella gnoma Shannabrill.
Un giorno, però, fui preso dalla nostalgia delle mie terre natie e tornai qui, dove un tempo c'era la campagna e invece ora c'è un complesso di palazzine. All'inizio ci rimasi male, decisi di dormire solo per una notte in una bella pianta di rosmarino su un balcone... mi affezionai subito alla pianta e ai gatti che ogni tanto uscivano sul balcone, e perfino gli umani che abitavano all'interno dell'appartamento non sembravano per niente stroncobass! 
Così costruii la mia casetta permanente, anche se non rinuncio a viaggiare a bordo delle cornacchie, quando mi va!


Ciao a tutti,


Lo gnomo del rosmarino

domenica 23 settembre 2012

La Sirenetta di Andersen: finale e messaggi originali

Chi conosce la differenza la la fiaba originale de La Sirenetta di Andersen e La Sirenetta del cartone Disney?

Molti diranno: la Sirenetta di Disney finisce bene, perché la protagonista sposa il principe, mentre la fiaba di Andersen finisce male.
Ebbene, non è esattamente così. Nella fiaba di Andersen la fanciulla non riesce a sposare il principe, è vero, ma riesce ad ottenere qualcosa di forse molto più importante.

Questo articolo è per farvi conoscere più approfonditamente la fiaba originale. Come accaduto anche con altre fiabe (es. Pinocchio), infatti, la versione disneyana – che pure ho amato tantissimo da bimba - ha rimpiazzato nel nostro immaginario la storia originale, ed è un vero peccato perdere il vero senso di questi capolavori!

Detto questo, iniziamo con l'analisi.

  • Il desiderio della Sirenetta
Partendo dall'inizio, vorrei fare una piccola parentesi sulla bravura narrativa di Andersen, che in poche parole sa dipingere davanti ai nostri occhi l'ambiente in cui vive la Sirenetta:

In mezzo al mare l'acqua è azzurra come i petali dei più bei fiordalisi e trasparente come il cristallo più puro

La bravura "pittorica" di Andersen potrebbe derivare dal fatto che per tutta la vita si è dedicato anche al disegno (come spiegato nel libro di Bramsen citato in calce).

Ma tornando alla nostra eroina, la sirenetta ha un carattere molto diverso dalla Ariel disneyana:

Era una bambina strana, molto tranquilla e pensierosa

Lei è diversa dalle sue sorelle: non le basta trascorrere il tempo nella spensieratezza del castello paterno, il suo desiderio più grande è vivere in superficie, perchè innamorata di un bel principe umano.
Ma forse non sapete che la Sirenetta è spinta anche da una motivazione più profonda. E' evidente in un dialogo con la nonna (personaggio che non c'è nel cartone Disney):

«Se gli uomini non affogano» chiese la sirenetta «possono vivere per sempre? Non muoiono come facciamo noi, nel mare?»
«Certo» rispose la vecchia. «Anche loro devono morire e la lunghezza della loro vita è più breve della nostra. Noi possiamo arrivare fino a trecento anni, quando però non viviamo più diventiamo schiuma dell'acqua, non abbiamo una tomba tra i nostri cari; non abbiamo un'anima immortale e non vivremo mai più


Illustration from Paul Hey
Il solo modo per avere un'anima immortale al pari degli uomini è sposare un uomo.
Questo è un punto fondamentale, anche se poco conosciuto.
Il matrimonio col principe serve alla principessa per ottenere un'anima immortale. Certo, è anche il punto più alto del suo sogno d'amore, ma l'idea di poter sposare il principe le viene dopo la scoperta che questo è l'unico mezzo per acquisire un'anima.
La Sirenetta, quindi è molto di più di una ragazzina innamorata di un principe: è una creatura che vuole acquisire un'anima immortale dopo la morte, e per farlo accetterà un prezzo altissimo.

  • Le prove della Sirenetta

La strega del mare propone alla fanciulla delle condizioni davvero inique per ottenere un aspetto umano:

- a ogni passo che farai, sarà come se camminassi su un coltello appuntito, e il tuo sangue scorrerà.
- una volta che ti sarai trasformata in donna, non potrai mai più ritornare a essere una sirena! Non potrai più discendere nel mare dalle tue sorelle
- e se lui sposerà un'altra, il primo mattino dopo il matrimonio il tuo cuore si spezzerà e tu diventerai schiuma dell'acqua!

The little mermaid illustrated by John 
La Sirenetta è ovviamente atterrita da tali condizioni, ma è così decisa nel portare avanti il suo proposito che accetta. La strega le taglia la lingua (!) e le consegna l'intruglio che le permetterà di trasformarsi in donna.
Qualcuno potrà chiedersi il perchè di queste sofferenze fisiche. Ebbene, non dimenticatevi che si tratta dei sacrifici compiuti da una persona che vuole un'anima immortale, e quindi deve passare anche attraverso il tormento (martirio) fisico per ottenere il fine massimo.

Un'altra prova importante è la tentazione a cui la sottopongono le sorelle nel tentativo di salvarla, alla fine della storia.
Siamo in un punto in cui il sogno della sirena sta andando in frantumi: il principe ha appena sposato un'altra fanciulla e la protagonista, quindi, sta per morire a soli quindici anni. A sorpresa, viene raggiunta dalle sorelle, che hanno trovato un modo per farla tornare sirena. Non otterrà un'anima immortale, ma passerà i trecento anni che le spettano insieme alla sua famiglia. Lo strumento per la salvezza è un coltello fornito dalla strega del mare:

Prima che sorga il sole devi infilzarlo nel cuore del principe; quando il suo caldo sangue bagnerà i tuoi piedi, questi riformeranno una coda di pesce e tu ridiventerai una sirena e potrai gettarti in acqua con noi e vivere i tuoi trecento anni prima di morire e diventare schiuma salata.

Questa è un'ulteriore prova da affrontare: un omicidio in cambio della salvezza personale. Ma la nostra dolce protagonista non accetta, preferisce morire in giovanissima età piuttosto di uccidere un innocente.

  • Il finale: le figlie dell'aria

LaSsirenetta, quindi, lascia cadere il coltello in mare e si getta tra le onde. Però succede qualcosa di inaspettato:

la sirenetta non sentì la morte, vedeva il bel sole e su di lei volavano centinaia di bellissime creature trasparenti

Chi sono? Andersen le chiama le Figlie dell'aria, e si possono interpretare come angeli, o fate; quel che importa è che sono venute a salvare la piccola sirena:

 Tu, povera sirenetta, lo hai desiderato con tutto il cuore; anche tu, come noi, hai sofferto e sopportato, e sei arrivata al mondo delle creature dell'aria: ora puoi compiere delle buone azioni e conquistarti un'anima immortale fra trecento anni!

E qui c'è una scena da pelle d'oca: la Sirenetta, per la prima volta in vita sua, piange. Le sirene infatti non hanno lacrime, ma lei è diventata una Figlia dell'aria e finalmente può esprimere la sua gioia con un pianto liberatorio.
The Little Mermaid by Charles Santore
Ormai è completa, e riesce perfino a salutare il principe e la sua sposa senza rimpianti:

Invisibile baciò la sposa sulla fronte, sorrise al principe e salì con le altre figlie dell'aria su una nuvola rosa che navigava nel cielo. «Fra trecento anni entreremo nel regno di Dio!»

L'importanza di questo finale è tale che Andersen voleva inizialmente intitolare la favola "Le figlie dell'aria" (come riportato in The little Mermaid a cura di C. B. Bramsen).
Per di più, Andersen nella stesura finale ha ridimensionato l'importanza del principe per la sirenetta, poichè all'inizio le si prospettava la possibilità di rivederlo dopo la morte, ma poi lo scrittore cambia idea: la sua felicità non deve dipendere dal principe. Come dice il libro di Bramsen:

it is an emancipated and happy little Mermaid who accompanies "the daughters of the airs" up to heaven at the end of the faity-tale.

È un'emancipata e felice Sirenetta colei che accompagna le Figlie dell'aria nell'alto del cielo alla fine della favola.


Riferimenti e bibliografia

  • Se volete leggere anche voi la stupenda fiaba originale, ecco qualche collegamento utile: 
La Sirenetta di Andersen - versione ebook
La sirenetta di Andersen - versione cartacea
  • Queste riflessioni sono nate dopo il mio viaggio a Copenhagen: essere sulla stessa terra di Andersen mi ha in qualche modo spinta a essere più vicina al suo personaggio più famoso. Per capire meglio di cosa parlo, potete leggere questa pagina del mio diario di viaggio.
  • Mi ha aiutato moltissimo anche un libro che ho comprato al Nationalmuseet di Copenhagen, davvero completo e ben scritto: "Hans Christian Andersen's, The little mermaid – from fairy-tale to national monument" di Christoper Bo Bramsen, 2010, Gad Publishers
  • Traduzione della favola tratta da Parole d'autore

venerdì 21 settembre 2012

I gemelli King e il sigillo del drago - Sonia Dal Cason

I gemelli King e il sigillo del drago di Sonia Dal Cason è un libro scritto con uno stile vivace e scorrevole, che sicuramente piacerà ai bambini più piccoli ma anche ai bambini cresciuti (come me) che ancora sognano avventure, esseri leggendari e scenari da favola.

I gemelli King si chiamano Anna e Matt, sono molto simpatici e adorano punzecchiarsi tra loro, ma soprattutto amano le leggende, la storia e l'archeologia:

...a dodici anni sapevano decifrare i geroglifici così come le principali scritture araldiche, erano esperti di miti celtici e conoscevano a memoria le leggende medievali, con una speciale predilezione per quelle che parlavano di maghi e, ovviamente, di draghi

Sì, perché Anna e Matt sono convinti che i draghi esistano veramente, e loro sono pronti a provarlo.

Una delle cose che mi è piaciuta di più è stata la ricchezza e il fascino delle ambientazioni.
Si parte da casa King, che si trova nei Colli Euganei: un luogo che mi piace molto perché parte della mia famiglia si trova lì (vi ricordo che appartengo per adozione alla contrada di San Giacomo, come vi ho raccontato in occasione della mia partecipazione in veste di dama al corteo storico di Monselice).
Ma poi si spazia molto di più, e ci spostiamo nella magica Cornovaglia, alla scoperta di Stonehenge e della mitica Tintagel, l'antica Camelot.
E poi via verso il fascino dell'Egitto, con una crociera sul Nilo e importanti ritrovamenti archeologici, fino all'apice finale in un luogo fuori dal tempo...

Un'altra cosa che mi è piaciuta è il fatto che i fratelli King - al contrario di altri bambini di storie fantasy - hanno una mamma molto severa che li punisce quando compiono le loro imprese pericolosissime. Ed Elena, la mamma, ad un certo punto fa scontare loro una punizione che per me è stata inaspettata e ha dato una svolta inedita a questo tipo di storia. L'ho trovata originale.

La buona notizia è che Sonia Dal Cason sta terminando il secondo volume: sono proprio curiosa di leggere il seguito!! Soprattutto mi incuriosisce il ruolo che vorrà far svolgere a Vivian e Tristan McKenzie, due fratelli che sembrano piuttosto ambigui e pericolosi. In questo primo libro le loro figure sono un po' rimaste in ombra, mi piacerebbe conoscere di più i loro caratteri!

Per acquistare il libro cliccate qui: I gemelli King e il sigillo del drago
Qui invece trovate il seguito: I gemelli King e il serpente piumato

Vi segnalo come ultima cosa il sito dell'autrice: http://www.soniadalcason.it/

lunedì 17 settembre 2012

La scoperta dell'Irlanda di bar in bar, Pete McCarthy

Il titolo originale di La scoperta dell'Irlanda di bar in bar è in realtà McCarthy's bar: il cognome McCarthy è infatti molto diffuso in Irlanda e lo scopo dell'autore è trovare tutti i pub suoi omonimi e... fermarsi a bere una bella pinta di birra! Una delle principali regole del viaggiatore, del resto, recita all'incirca così: "Mai oltrepassare un bar che porta il proprio cognome senza fermarsi a bere qualcosa".

Questo libro ha una controindicazione: se lo leggete in un luogo pubblico, potreste essere guardati male dalla gente che vi circonda per le sonore sghignazzate che produrrete. A me è capitato più di una volta, leggendolo in treno! Pete McCarthy ha una comicità irresistibile, le sue battute a bruciapelo e le descrizioni degli strani personaggi che incontra sono esilaranti.

Il libro non è un romanzo, bensì il racconto dei viaggi di Pete - inglese di origini irlandesi - in giro per l'Irlanda.
Nel libro troverete epiche bevute, ricerca delle proprie origini, paesaggi mozzafiato, pellegrinaggi in compagnia di preti sadici, incontri con turisti di ogni nazionalità (tedeschi che cercano di diventare irlandesi, ma sono troppo metodici per esserlo; italiani che mettono i nervi per il loro aspetto sempre elegante ed impeccabile, statunitensi casinisti, olandesi maniaci dello sport ecc).

Libro consigliatissimo a tutti, ma soprattutto a chi ama i viaggi e l'Irlanda!!

domenica 16 settembre 2012

Ribelle - The brave

Cari amici di Colorare,
so che siete abituati a leggere spesso recensioni entusiaste, ma questa volta leggerete qualcosa di diverso... infatti la visione di Ribelle - The brave di Disney Pixar mi ha un po' delusa.

Intendiamoci: l'esperienza visiva è fantastica. Merida, la protagonista, è assolutamente incantevole con i suoi riccioli rossi al vento, per non parlare della suggestione che ci regalano i paesaggi dell'antica Scozia e le musiche celtiche.
Però mi ha delusa la storia. Non tanto il soggetto (ovviamente una principessa ribelle che vuole vivere la sua vita in libertà invece si sposarsi è un soggetto interessante, come anche l'approfondimento del rapporto madre-figlia), ma proprio lo sviluppo della trama: non mi ha dato i brividi che sono solita provare davanti ad un film della Pixar. Non è stato commovente come Wall-e, non è stato tenero come Alla ricerca di Nemo, né divertente come Gli incredibili o Cars. Mi dispiace dire che certe parti le ho trovate addirittura noiose. Una volta scoperte "le carte in tavola" della storia, cioè una volta delineata la struttura dell'intreccio, tutto si è dipanato in maniera un po' banale, senza troppe invenzioni e senza la presenza di personaggi di spicco.

Nonostante ciò si tratta di un film di altissima qualità, la Pixar rimane sempre una maestra indiscussa nell'arte dell'animazione. Ma personalmente avevo aspettative più alte, e questo cartone non ha proprio saputo prendermi come i precedenti. Magari, visto il titolo altisonante di "Ribelle", mi aspettavo da Merida&co qualcosa di più epico. Va be', sarà per la prossima! Io rimango sempre fedele alla mia fabbrica dei sogni preferita.

Tanto più che il prezzo del biglietto è stato ampiamente ripagato dalla visione del tradizionale cortometraggio d'apertura: questo sì che mi ha entusiasmata! E possiamo esserne ben orgogliosi, visto che è stato creato dal nostro connazionale Enrico Casarosa.
Si tratta di La luna, una piccola perla preziosa. Un concentrato di poesia e incanto, che ci fa sbarcare sul nostro satellite argentato per scoprire come mai... no, non ve lo dico per non rovinarvi la sorpresa! Consiglio a tutti di vederlo :-)

Se volete vedere anche voi The brave e La Luna, ecco dove trovare il DVD con entrambi:

Ribelle - The brave

domenica 2 settembre 2012

La favola illustrata di Colorare la vita

Colorare la vita è una dolcissima favola!
Non solo in senso metaforico :-) ma anche in senso letterale: è nata la favola illustrata di Colorare la vita!
Per sfogliarla, cliccate sull'immagine qui sotto:

Quando sarete entrati nella pagina della favola, cliccate sull'angolino "Open" in basso a destra

Le illustrazioni sono di  Kathy R. Jeffords, una delle disegnatrici del sito Storybird. I suoi disegni mi fanno impazzire, così colorati, teneri e poetici!
Il testo è in inglese, perché il sito non accetta altre lingue, se si vuole rendere la favola pubblica. Le frasi comunque sono brevissime ed estremamente comprensibili; ovviamente se avete qualche domanda - o correzione! - scrivetemi pure.
Enjoy ^____^

sabato 1 settembre 2012

Ci sono anch'io, Roberto Pellico

Leggendo Ci sono anch'io di Roberto Pellico mi sono resa conto di quanto sia meraviglioso internet, se usato nel modo giusto. Proprio grazie al mio blog ho conosciuto Roberto, che tempo fa mi aveva inviato una sua raccolta di racconti, A pochi passi da te; in seguito mi ha mandato il suo primo romanzo (Ci sono anch'io) e con uno scambio di mail ho potuto farlo partecipe delle mie emozioni man mano che leggevo il libro.
Questo è un romanzo che non lascia indifferenti. Lo stile di Roberto Pellico, che con frasi brevi e pulite ti fa entrare dentro la storia, fin dall'inizio ti fa identificare nel giovane David e nel suo drammatico rapporto col il padre. Non importa la vostra età o il vostro orientamento sessuale, o almeno nel mio caso non ha importato: le vicende di questo ragazzo, che non riesce ad esprimere quasi a nessun le sue emozioni, mi hanno commossa e toccata nel profondo.
David conosce in chat Marco, un ragazzo di Milano, e decide così di lasciare il suo paesino e la sua unica amica (la dolce Claudia) per trasferirsi da lui; putroppo, però, Marco ha una storia travagliata alle spalle che lo porta a momenti di sconforto e depressione, che sfoga anche su David stesso.
Ad un certo punto, però, c'è un raggio di sole: David conosce Alessandro, con cui nasce un'intesa immediata. Ma questo amore è ostacolato dal fatto che Alessandro abbia già una famiglia...
Come ho detto a Roberto, il libro mi ha colpita e anche rattristata per la solitudine di David. Avrei voluto entrare nelle pagine per consolare il protagonista e dirgli che poteva contare sulla mia amicizia! Ma per fortuna nel finale riappare un raggio di speranza! Quando ho letto l'ultima frase mi è battuto forte il cuore per l'emozione :-)
Questa era l'opera prima del giovane Roberto e ho trovato il suo stile già coinvolgente ed efficace... so che sta lavorando ad un altro romanzo, e ovviamente ha tutto il mio incoraggiamento!
Concludo con una citazione che parla di Milano:
Mi guardo intorno, non riconosco nessuno, sono facce diverse che appartengono a se stesse, facce che non si fidano; che ti guardano per un attimo e poi passano oltre. Però comincio ad abituarmi a questa città, quando qualcuno mi chiede "Di dove sei?", rispondo "Milano" adesso, perchè il posto da dove vieni è quello in cui scegli di vivere.
Potete acquistare l'ebook QUA.