"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 28 marzo 2015

Ranma 1/2 - Rumiko Takahashi

Ah, i manga di Rumiko Takahashi... da quando tempo volevo dedicare un post all'argomento!
In questa puntata vi parlerò di Ranma 1/2, ma mi raccomando: non perdetevi anche il secondo post sulla grande mangaka, dedicato ad Inuyasha!
Dovete sapere che quest'autrice è stata il mito della mia adolescenza, non so quante ore ho trascorso a leggere i suoi fumetti, pensare alle sue storie e innamorarmi dei suoi personaggi!

Per chi non la conoscesse, Rumiko Takahashi è la mamma di alcune delle pietre miliari della letteratura manga:

Urusey Yatsura (1978), conosciuto in Italia come Lamù
Maison Ikkoku (1980), conosciuto in Italia come Cara dolce Kioko
Ranma 1/2 (1987)
Inuyasha (1996)

Il primo e indimenticabile manga che ho letto della Takahashi è stato Ranma 1/2, che ho conosciuto a 13 anni.
Tutto iniziò così: una mia amica mi aveva detto di essersi appassionata di questo cartone, tramesso da una rete privata, che parlava di un ragazzo che con l'acqua fredda si trasformava in una ragazza e con l'acqua calda tornava maschio!

o___O

"Che cavolo di storia!" Ho pensato subito. 

Però poi, incuriosita, mi sono messa a guardare anch'io il cartone... e in poco tempo ne sono diventata fan! La storia è quella di Ranma e i suoi compagni di sventura, che come lui sono caduti in una delle sorgenti maledette di Jusenkyo: chi si bagna in queste acque si trasforma nell'animale (o nella persona) che anni e anni prima era caduto nella sorgente corrispondente. Per tornare normale deve bagnarsi con l'acqua calda, però poi la trasformazione di ripete con l'acqua fredda.

Il cartone venne interrotto dopo qualche puntata della seconda stagione, cosa che ci fece imbestialire... scrivemmo anche una lettera di protesta!!

Ma per fortuna in edicola usciva anche il manga edito da Star Comics! Nella piccola fumetteria della mia cittadina ligure, imbriccata sopra una ripida salita, mi procurai tutti gli arretrati, e poi via a seguire tutte le uscite in edicola.

Che bei momenti passati su quelle pagine! La moltitudine di personaggi, le arti marziali (con la mia amica provavamo improbabili mosse di combattimento nella palestra della scuola), le divertentissime gag, e naturalmente la strana storia d'amore tra i protagonisti, Ranma e Akane! Strana perché Ranma, che è il più forte e sbruffone della serie, si comporta come uno scolaretto imbranato di fronte all'attrazione che prova per Akane; per vincere la sua timidezza la prende in continuazione in giro, tranne poi diventare super-geloso quando qualche altro ragazzo di dimostra seriamente interessato a lei. Akane, dal canto suo, reagisce spesso alle provocazioni di Ranma in modo manesco ed aggressivo.
Ah, quanti pomeriggi passati a sospirare sulle mancate occasioni di approccio tra Ranma e Akane!

Nonostante ciò, il mio personaggio preferito non era Ranma, ma Ryoga: fortissimo (anche se eterno secondo, perché Ranma alla fine lo batte sempre) e bellissimo!
Oooh... *___*

Uno dei particolari fisici più evidenti di Ryoga è il fatto di avere canini da lupetto (un particolare che condividerà con il protagonista di un altro grande manga della Takahashi, Inuyasha), cosa che da ragazzina mi colpiva molto... e la coincidenza più pazzesca è che, quando qualche anno dopo incontrai Paolino, cioè l'uomo della mia vita, mi trovai davanti ad un ragazzo che aveva la stessa particolarità fisica... cioè i canini di Ryoga! Pazzesco!

Comunque, il carattere di Ryoga è molto tenero per varie ragioni: è un ragazzo solitario, non riesce mai a battere Ranma, inoltre manca totalmente di senso dell'orientamento, cosa che lo porta a vagare senza meta durante tutta la durata del manga... e oltre a ciò, è innamorato di Akane, che lo tratta con gentilezza ma non lo corrisponde.

Per fortuna la buona Rumiko alla fine trova una fidanzata anche per Ryoga, la dolce Akari, una ragazza che adora i maiali e che quindi balla di contentezza quando scopre che Ryoga con l'acqua fredda si trasforma in un maialino nero, P-Chan!

Insomma, io da adolescente non ero innamorata dei cantanti del momento o degli attori di telefilm, ma dei personaggi di questo manga. Questo amore, però, non mi ha reso cieca di fronte ai difetti del manga, che consistono essenzialmente nella ripetitività della storia, nell'eccessiva demenzialità di alcuni personaggi, e nel finale. Sì, il finale!

- ATTENZIONE SEGUE SPOILER -
Il finale di Ramna 1/2 (chi volesse leggerlo clicchi QUI):
Ma che cavolo, una passa gli anni della sua adolescenza a seguire una storia, che prosegue e prosegue incappando in situazioni anche un po' ripetitive; una ride con i protagonisti, pena per loro, si appassiona, e poi... dopo tutti questi numeri... si trova davanti ad un finale APERTO?? Sì, perché non solo i protagonisti si trovano ad un passo dal liberarsi dalla maledizione di Jusenkyo E NON CI RIESCONO, ma addirittura dopo aver assistito FINALMENTE alla dichiarazione di Ranma ad Akane... Ranma si imbarazza quando scopre che Akane l'ha sentito (scena: Akane sembra in punto di morte, Ranma dice che avrebbe dovuto dirle da molto tempo che la ama, poi quando Akane si sveglia viene preso dal panico e non vuole più ammettere il suo amore).

Ora che sono più matura (bè, non troppo, nonostante l'età... basti pensare a come mi entusiasmo ancora leggendo i manga), rivedendo l'ultimo volume, mi rendo conto che questo finale dopotutto è coerente col resto dell'opera e in fondo in fondo (ma molto in fondo) non è così male. All'epoca, però, la mia reazione era stata ben diversa!

 Uff! Ricordo ancora con che batticuore, tornata da scuola, non ero neanche riuscita ad aspettare di tornare a casa, fermandomi a leggere il prezioso ultimo volumetto sulle scale del condominio; e quale delusione provai per questo finale aperto.
Ma provai anche un senso di vuoto. Perché questo era il mio primo colpo di fulmine per un manga, era una storia che mi aveva accompagnata durante gli ingrati anni dell'adolescenza, rendendomeli molto più belli, una storia che mi aveva fatto sognare e adorare la cultura giapponese!!
A adesso cos'avrei fatto??
Per fortuna la Takahashi aveva qualcos'altro in pentola...

... clicca di seguito per leggere la recensione di Inuyasha!!

sabato 14 marzo 2015

Fiabe brevi: La prescelta dell’unicorno

Fiabe brevi, storie da leggere in pochi minuti per farvi volare sulle ali della fantasia!

Oggi vi racconterò…

La prescelta dell’unicorno
 
Domenichino, La fanciulla e l'unicorno

C’era una volta un unicorno che brucava per i fatti suoi in una bella radura fatata.

All’improvviso, arrivò un ricco re col suo seguito di cortigiani.

«Messer Unicorno! – disse – Ho saputo che qualunque fanciulla vergine e pura di cuore vi tocchi diventerà immensamente ricca, così sono giunto qui affinché le donne del mio regno possano beneficiare di tale dono».

L’unicorno riteneva quella richiesta una scocciatura, tuttavia per quieto vivere accontentò il nobile.
Fu sfiorato da tutte le fanciulle della corte, a partire dalle figlie del re. Di volta in volta, l’animale diceva: «Tu sei vergine ma non sei pura di cuore», oppure «Tu non sei pura di cuore» (poiché era un gentilunicorno e certe cose preferiva sottintenderle).
Proprio quando anche l’ultima dama venne respinta, l’attenzione di tutti fu catturata da un acuto grido di dolore, proveniente da un sentiero vicino. Andarono a vedere: si trattava di una povera contadina incinta che urlava per le doglie. Era così povera che si era dovuta recare al lavoro nonostante l’avanzato stato di gravidanza, e ora si trovava nel mezzo del travaglio lontana da casa. Subito le balie di corte accorsero ad aiutarla.

Per fortuna andò tutto bene e, dopo qualche ora, nacque una bellissima e sana bambina.
L’unicorno, incuriosito, si sporse per guardare la nuova nata e in quel momento… la manina della bimba gli sfiorò il muso.

«Tu sei vergine e pura di cuore, perché sei ancora innocente» proclamò l’unicorno.

E così la figlia di una contadina divenne la fanciulla più ricca del regno.


Racconto ideato dall’autrice di colorarelavita.blogspot.it

sabato 7 marzo 2015

Irene al nido e Vele al lavoro

Un mio ricamo sul corredino del nido di Irene
Cari amici di Colorare la vita,

dopo un anno di assenza dal lavoro per maternità, finalmente mi appresto a ricominciare.

Finalmente?? Vi direte voi. Beh, sì... devo dire che il lavoro mi manca. I colleghi, Milano col suo pullulare di gente e di vita, i libri letti in treno, il confronto lavorativo con altri adulti! 

Di conseguenza, Irene ha iniziato il nido. Tutti mi dicevano che sarebbe stato un DRAMMA (per la serie: nessuno che si fa i cavoli propri... perfino passanti incrociati per strada me lo dicevano) invece sta andando bene, sia per me che per la bimba. Irene è una bambina allegra e socievole, quindi le piace stare con i suoi coetanei e fare tante attività. E io sto prendendo un po' di respiro. Qui non ho nemmeno un parente e in questi dieci mesi sono stata sempre sempre sempre insieme a lei, ora è giusto che entrambe cominciamo a essere sue entità separate :-)

Certo, quando ricomincerò a essere lavoratrice pendolare sarà dura! La sveglia presto, il sonno che non si riesce a recuperare (perché io Irene me la coccolo e me la allatto ancora sia di sera che di notte)... e avrò ancora meno tempo per scrivere sul blog!

Tutto questo per dirvi che forse latiterò un po' nei prossimi mesi, ma farò il possibile per portare avanti Colorare la vita, che ormai è diventato un pezzo di me. Per un po' camperò di rendita programmando post già scritti, poi vedrò. Mi scuso anticipatamente se per qualche tempo non riuscirò a seguire tutti i commenti.

Spero soprattutto di avere qualche ritaglio di tempo per scrivere le mie Fiabe Brevi, un progetto che mi sta molto a cuore.

E ora vi saluto... una nuova avventura aspetta me e Irene, ma ce la faremo anche questa volta, ovviamente contando anche sull'aiuto di papà Paolino.

Ciao a tutti!