"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

giovedì 23 aprile 2015

Fiaba breve: il castello del drago

Fiabe brevi, storie da leggere in pochi minuti per farvi volare sulle ali della fantasia!
Oggi vi racconterò…

Il castello del drago


C’era una volta un drago colto e raffinato, che non voleva vivere in una grotta come i suoi simili. Così si costruì un bellissimo castello, dove poter abitare sontuosamente e conservare tutti i suoi tesori.

Gli abitanti del reame vicino, invidiosi, con la scusa che il drago era un animale pericoloso decisero di distruggere il castello. E una volta con le catapulte, una volta con i dardi infuocati, una volta con le frecce avvelenate, rovinavano sempre la bella magione… e al povero drago toccava sempre ricostruire il suo castello.

Allora gli venne un’idea. Nottetempo rapì la principessa del reame per tenerla in ostaggio nella sua dimora. Lo stratagemma funzionò: i suoi nemici non potevano più attaccarlo, per non rischiare di mettere a repentaglio la vita della fanciulla.

Un prode cavaliere, però, un bel giorno riuscì a eludere la sorveglianza del drago e scalare la torre dove viveva la pulzella.

«Principessa, sono venuto a liberarvi!» Proclamò, tutto orgoglioso.

«Non credo proprio. Non ho la minima intenzione di ritornare a casa» rispose lei.

«Cosa?!» esclamò il paladino.

«Avete capito benissimo. Qui vivo nel lusso, ho cinque servitori a disposizione, abiti e gioielli a volontà e una biblioteca continuamente aggiornata coi best sellers del momento. Non vedo perché io debba tornare tra quegli zotici del reame. E se proprio volete saperlo, ogni notte di luna crescente il drago si trasforma in un uomo cento volte più bello di voi».

Al cavaliere non rimase altro che tornarsene a casa a mani vuote. Il drago e la principessa, invece, vissero felici e contenti nel loro castello.


Racconto ideato dall’autrice di colorarelavita.blogspot.it

Questa fiaba partecipa alla Giornata Nazionale del drago.

sabato 11 aprile 2015

Inuyasha - Rumiko Takahashi

Proseguono i post sui manga di Rumiko takahashi: questa volta tocca a Inuyasha.

Fin da quando si stava approssimando la fine di Ranma 1/2, il pensiero di Inuyasha mi tirava su di morale.
[Cliccate di seguito se volete leggere la recensione di Ranma 1/2]

Come dimenticare l'emozione di quando comprai in edicola il primo volumetto, e mi imbattei nell'immagine del demone-cane addormentato, sigillato contro un albero da una freccia...

Un'immagine meravigliosa che annunciava la portata di questo manga.

Inuyasha, infatti, è molto diverso da Ranma. E' meno comico e scanzonato, più profondo; lo stesso protagonista ha una storia drammatica alle spalle, in quanto è stato intrappolato da quella freccia dall'amata Kikyo, ormai morta.
Viene ritrovato da Kagome, la reincarnazione di Kikyo, che Inuyasha inizialmente odia proprio per il comportamento che Kikyo ha avuto in passato. In realtà, all'epoca entrambi erano stati indotti con l'inganno a combattere l'una contro l'altro a causa della Sfera dei Quattro Spiriti (Shikon no Tama), che può dare un potere enorme a chiunque la possieda.

Ho letto in molti commenti che Inuyasha e Kagome graficamente ricordano Ranma e Akane, soprattutto quando Inuyasha, nelle notti di luna piena, assume l'aspetto di essere umano (poiché è mezzo demone e mezzo umano).

Io queste le trovo considerazioni abbastanza inutili, nel senso che spesso i protagonisti dei manga giapponesi si assomigliano tra loro: i tratti del viso sono molto simili, ciò che li differenzia di solito è la pettinatura.
Sango, Miroku, Inuyasha, Kagome e il piccolo Shippo
Caratterialmente, invece, Kagome e Inuyasha sono molto diversi da Akane e Ranma, a partire dalla storia che hanno alle spalle, per non parlare del legame che instaurano nel corso della storia, un amore di cui sono consapevoli entrambi ma che è ostacolato essenzialmente da due ragioni: la rinascita di Kikyo e il fatto che appartengono a due mondi diversi (Inuyasha al Giappone medievale e Kagome al Giappone contemporaneo).

Una delle cose che mi ha colpito di questo manga è l'amicizia che si sviluppa tra i protagonisti principali: Inuyasha, Kagome, Miroku e Sango. Anche nei fumetti precedenti della Takahashi a un certo punto si formava un "gruppo" di personaggi che vivevano molte avventure inseme, ma si trovavano a convivere l'uno col l'altro a causa della necessità del momento; in questo caso, invece, i quattro (insieme ad altri come l'anziana Kaede, il piccolo Shippo, il demone-lupo Koga) formano un gruppo affiatato che non esita a rischiare la vita per salvare uno dei membri. Questo aspetto mi è piaciuto moltissimo. Mai come in questo manga la caratterizzazione dei personaggi mi è sembrata curata e interessante.

Oltre a ciò, Inuyasha è un manga che colpisce grazie all'intensità di alcuni momenti; tra tutti (ATTENZIONE SPOILER) vorrei ricordare il momento della morte di Kilyo, o per meglio dire la morte definitiva, dopo la sua rinascita. Mi sono venute le lacrime agli occhi quando l'ho letta!
Sigh sigh sigh sigh...
Aaah, quante emozioni! E pensare che le sto riscoprendo adesso, mentre da ragazzina a un certo punto avevo interrotto la collezione del manga... e non solo! Durante il secondo anno di università, fui presa da un raptus che mi spinse a vendere tutte le serie complete di manga che avevo collezionato. Un po' perché all'epoca ero abbastanza al verde, un po' perché volevo dimostrare a me stessa che ero diventata "grande", volevo staccarmi dal mio passato. Ovviamente mi sono pentita amaramente di averlo fatto :-(

Ma per fortuna ho scoperto il sito Manga Eden, dove mi sono potuta rileggere tutta la storia online (in inglese, in italiano non c'è tutta). Inoltre mi sto ricomprando tutta la serie cartacea sul sito della casa editrice, Star Shop. E per non farmi mancare niente, mi sto anche guardando su YouTube il cartone, che mi sembra davvero ben disegnato e animato, nonché fedele alla storia. Sì, l'Inuyasha-mania mi sta davvero prendendo tantissimo!!

Nel post precedente vi avevo anche parlato dei difetti di Ranma, e lo stesso farò con Inuyasha. L'unico difetto è ancora la ripetitività. Inuyasha è composto da ben 558 episodi, in cui spesso si ripetono gli stessi combattimenti e le stesse situazioni; probabilmente è anche stato ciò che in passato mi spinse ad abbandonare la prima lettura dell'opera. Io sospetto che la Takahashi si affezioni molto ai suoi personaggi e non riesca tanto facilmente a lasciarli, allungando storie che avrebbero potute concludersi molto prima.

Però amo talmente questo manga che non mi sento di dare troppa importanza a questo aspetto. Anche perché, a differenza di Ranma, il finale non mi ha delusa per niente!

IL FINALE DI INUYASHA
Attenzione, SPOILER!
Commenterò il finale di Inuyasha con questa bellissima tavola della sensei Takahashi:

... che è tratta proprio dall'ultimo episodio del manga,il 558esimo.

Sono passati tre anni dallo scontro finale, in cui finalmente la Sfera dei Quattro Spiriti ha terminato di essere una minaccia. Tre anni in cui Kagome non è più riuscita a tornare nel Giappone Medievale... ma quando finalmente si diploma, si rende conto di non poter vivere ancora senza Inuyasha, e riesce così ad attraversare il pozzo che la separa dal demone-cane. Nella tavola postata sopra si vede proprio il momento in cui i due si rincontrano.

Ormai Kagome ha preso la sua decisione definitiva e diventa allieva di Kaede, apprendendo i segreti sull'uso delle erbe medicinali. Lei e Inuyasha si sposano, ma anche gli altri personaggi evolvono: Sango e Miroku hanno ormai formato una famiglia, e Shippo studia in una scuola per demoni.

Direi che non ho proprio niente da lamentarmi, anzi!! :-)
Se volete leggere l'ultimo episodio online, cliccate QUI.