"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

lunedì 22 giugno 2015

Ciao Amici!

Ciao amici di Colorare la vita,

come state?

Volevo ringraziare tutti per il tempo che dedicate al mio blog e per i vostri commenti.
Purtroppo in questo periodo non riesco a ricambiare perché il mio doppio lavoro (mamma e impiegata pendolare) assorbe ogni secondo del mio tempo.

Mentre vi scrivo, Irene se la dorme nel lettino di fianco a me. Ha la febbre. Di nuovo!

Da quando ha iniziato il nido è malata una settimana sì e una no: otite, congiuntivite, sesta malattia, acetone... e noi, essendo senza nonni, dobbiamo fare i salti mortali per stare accanto a lei quando è malata. Povera cucciola!

Per il resto, è una bambina davvero buona e tranquilla, la mia piccola Irene!

Non ho altre novità da raccontarvi... per quanto riguarda le letture, ho scoperto da poco Terry Pratchett, che consiglio a tutti. Forse pubblicherò un post a riguardo... ma non so quando...

Non so quando avrò tempo di aggiornare il blog o passare a trovarvi, farò quel che posso per tenerlo in vita!

Intanto vi mando un bacione e buon inizio d'estate a tutti!

Vele

sabato 6 giugno 2015

Piccole case editrici digitali. Ho visto cose...

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi... imposterò così, con una celebre frase di Blade Runner, questo post sulle piccole editrici digitali.
Sì, è una frase usata e riusata, direi abusata, perdonatemi se ne abuserò anch'io! :-)
Ma vorrei scrivere questo post con leggerezza e ironia, perciò questa formula mi sembra azzeccata.

Non sono un'esperta di editoria, ma tramite lo spazio esordienti di Colorare la vita sono venuta in contatto con molte piccole case editrici digitali e, nel mio piccolo, ho sempre fatto di tutto per incoraggiarle.

Eppure moltissime hanno chiuso. Perché? Erano gestite nel modo giusto? Ha senso pubblicare con queste minuscole realtà o è meglio la strada dell'autopubblicazione, per gli amici self publishing?

Mah, non ho risposte, ma solo qualche considerazione personale! ^___^

Nei miei incontri ravvicinati con le piccole case editrici digitali ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi... 

  • Ho visto editori pubblicare status su Facebook con errori grammaticali e lessicali
  • Ho visto autori pubblicati solo perché erano amici/parenti degli editori
  • Ho visto autori pubblicare post nei loro blog con errori nei congiuntivi
  • Ho visto editori pubblicare manuali di scrittura copiati da blog
  • Ho visto editori che, una volta chiusa la casa editrice, hanno smesso di scrivere perché si sono resi conto che era una passione passeggera
  • Ho visto editori lamentarsi di ricevere troppi manoscritti
  • Ho visto editori lamentarsi di ricevere pochi manoscritti
  • Gli editori di cui sopra (quelli con pochi manoscritti) li ho visti cadere dalle nuvole quando gli si faceva notare che la loro pagina Facebook era incomprensibile e il sito inesistente
  • Ho visto testi pubblicati senza quasi nessun editing
  • Ho visto autori gioire per la pubblicazione del loro libro, e rattristarsi il mese dopo per la chiusura della casa editrice che li aveva finalmente pubblicati
  • E infine, ho visto piccole case editrici davvero meritevoli, che facevano un ottimo editing, una volenterosa promozione e una lodevole cernita dei manoscritti... chiudere dopo nemmeno un anno di vita
Questo panorama, amici di Colorare la vita, mi rattrista. Soprattutto per quanto riguarda le piccole case editrici digitali meritevoli, quelle che facevano il loro mestiere con competenza e passione. Eppure non bastano queste qualità, purtroppo! Evidentemente per mettere su un business, di qualunque tipo, bisogna avere anche conoscenze imprenditoriali. Forse il problema potrebbe essere che l'editoria digitale è un business fin troppo accessibile a tutti? Non lo so.

Per gli editori completamente improvvisati e arroganti, invece, concedetemi di provare ben poco dispiacere. Anzi, in realtà mi dispiace per i loro scrittori esordienti, che hanno visto naufragare le loro speranze con la chiusura dell'editore.

E quindi qual è la strada giusta per un esordiente?
Pubblicare con case editrici affermate è praticamente impossibile. Le piccole spesso chiudono i battenti dopo pochi mesi. L'autopubblicazione rischia di mettere in circolo testi pieni zeppi di refusi, che sviliscono il panorama dei libri digitali.

Non ho una risposta, anche perché non sono un'esperta. 
Ma secondo me conviene supportare comunque le piccole case editrici digitali, o meglio: quelle che ci sembrano valide, che si fanno in quattro per eseguire un lavoro onesto e accurato nei confronti di autori e lettori. Ma conviene altresì diffidare dai dilettanti allo sbaraglio.

In alternativa, la strada del self publishing può essere affiancata a un lavoro di editing da parte di amici esperti o, in mancanza di questi, di consulenti ad hoc. 

Che altro dire... il mondo dell'editoria sta cambiando e io ne sto seguendo i cambiamenti con partecipazione e interesse. Chissà se troverò mai il tempo e le risorse per scrivere e (auto)pubblicare anch'io il libro di favole che ho in mente da tempo. Non ha importanza, la cosa fondamentale è che il panorama digitale dia nuovi stimoli a tutti gli autori emergenti e ai lettori curiosi!

PS: tutto questo discorso, ovviamente, è riferito esclusivamente alle case editrici NON a pagamento. Quelle a pagamento non le prendo nemmeno in considerazione.