"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 11 giugno 2011

La crudezza delle favole antiche nelle versioni originali


"...io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi" 
Italo Calvino, prefazione delle “Fiabe italiane”.
Questa citazione basta a far capire la fascinazione che provo per le favole: condivido in tutto e per tutto il pensiero di Calvino.
Essendo “una spiegazione generale della vita” è chiaro che non contengano solo elementi lieti e incantati, ma anche parti oscure e crude, che nel tempo sono state ammorbidite forse perché ritenute troppo pesanti per le menti infantili; Calvino stesso dice di aver tagliato particolari singolarmente violenti e ambigui, anche se le sue favole rimangono molto più esplicite e “forti” di quelle a cui siamo abituati.
Eppure le favole originali erano proprio così, un miscuglio di incanto, rituali e irrazionali malvagità.
Per farvi conoscere meglio la parte più "oscura" delle favole, riporterò alcuni esempi.

Cenerentola

Nella “Cenerentola” dei fratelli Grimm (che fa parte della celebre raccolta “Fiabe”, 1812-1822), la matrigna escogita questo stratagemma perché i piedi delle figlie entrino nella scarpetta:

“Tagliati il dito: quando sarai regina non avrai più bisogno di andare a piedi.” 

Dice alla maggiore. Ma il trucco non funziona, perché il principe nota il sangue che sgorga dal piede. Allora la matrigna ci riprova con l’altra figlia:

“Tagliati un pezzo di calcagno: quando sarai regina non avrai bisogno di andare a piedi.”

Ma anche il questo caso, l’imbroglio viene smascherato.

Cappuccetto Rosso

Nonostante quello che potrebbe farvi pensare il brano appena citato, nelle loro versioni i Grimm non riportano tutte le particolarità più crude delle favole originali, anzi, in molti casi rendono le storie più “candide”.
Prendiamo il caso di “Cappuccetto rosso”. La versione dei Grimm è quella più nota, con la bella e dolce bambina innocente che viene salvata dal cacciatore.
Eppure, nella versione orale originale, questa fiaba aveva chiari risvolti sessuali e cannibalici. Se volete conoscerli, vi rimando a QUESTO post.

La fanciulla dalle mani mozze

“Mani mozze” forse non vi dirà niente, ma è uno dei “tipi” (cioè dei nuclei favolistici) più presenti nella raccolta di Calvino, al pari per esempio dei tipi “Amore e Psiche”, “La bella e la bestia”, "La bella addormentata" ecc. Nei giorni nostri non ha trovato diffusione, probabilmente perché le parti violente non potevano essere tagliate come nelle favole citate finora, in quanto costituivano il nucleo della storia.
Questo tipo era celebre anche all’estero, tant’è che è presente nella raccolta dei Grimm col titolo “La fanciulla senza mani”.
Bene, io voglio rendere giustizia alla povera Mani Mozze riportando alla luce la sua vicenda in chiusura di questo post.

L’avventura di questa fanciulla inizia quando, per un motivo o per l’altro, le vengono mozzate le mani (dipende dalle diverse versioni della storia; in Grimm l’amputazione viene fatta dal padre su richiesta dl Diavolo).
Per fortuna un re la trova, le fa medicare le ferite e si innamora di lei. Si sposano e poco dopo la fanciulla rimane incinta di uno splendido bambino, o di due gemellini, a seconda della versione.  Evviva, il classico happy end! 
E invece no: il re parte per la guerra e la perfida matrigna (o il Diavolo) diffonde la notizia che la novella regina abbia partorito delle creature mostruose. Così viene confinata nel bosco e addirittura privata degli occhi.
Ma non vi preoccupate: la storia ha un lieto fine. Grazie ad una fonte miracolosa, o ad un angelo, le mani dell’eroina ricrescono in modo che si possa prendere cura del figlio. In seguito recupera anche la vista e il re, dopo diversi anni, viene a sapere dell’ingiustizia commessa nei confronti della povera moglie. La coppia finalmente si ricompone e tutti vissero felici e contenti.

Se volete leggere le versioni originali delle fiabe, in tutta la loro crudezza, ecco in link dove trovarle:

Fiabe Italiane, versione cartacea
Fiabe Italiane, versione ebook

Fiabe dei Grimm, versione ebook

Fiabe dei Grimm, versione cartacea

20 commenti:

ele ha detto...

Conoscevo la versione originale dei Cenerentola, mentre mi è nuova la storia di Mani mozze.
In effetti i fratelli Grimm erano un po' macabri!
La mia domanda da inesperta dell'argomento è: anche in questo caso si è voluto attribuire a dei bambini elementi non creati per loro, ma per gente più adulta?

Lady Boheme ha detto...

Tesoro, non conoscevo questi lati oscuri delle favole!!! Complimenti per il post interessantissimo!!! Baci e buon fine settimana

Vele Ivy ha detto...

@Ele: le favole originariamente erano raccontate e tramandate nelle comunità come momento di condivisione, non tutte erano destinate esclusivamente ai bambini. Erano un sunto della vita umana, con tutti gli elementi che la caratterizza (anche la crudeltà). In un secondo momento, invece, sono diventate "solo" un modo per intrattenere i bambini.
O almeno, questa è la mia opinione! In realtà i racconti che traggono origine dall'oralità non hanno mai una nascita certa...

@Lady: grazie mille! Sono contenta che questi aspetti affascinino anche voi! :-)

Vele Ivy ha detto...

@Ele: ho riletto il tuo commento e forse la domanda era diversa... dunque, onestamente non ne sono certa, ma forse i Grimm volevano mantenere alcuni aspetti antichi senza edulcorarli.

calendula ha detto...

come si chiama il libro di Calvino in cui sono raccolte?? un bacio cale

Bookaholic ha detto...

Non so se conosci ma a questo punto ti consiglio la lettura della Morfologia della Fiaba di Propp. Non narra fiabe, ma le studia dal punto di vista della semiotica strutturale. Lettura interessante ;)
(Nonché fonte principale della mia tesi di laurea...)

LaFlautista ha detto...

Lo scorso anno con il professore di storia e filosofia abbiamo fatto un approfondimento sulle fiabe, contestualizzandole nella vita quotidiana del medioevo. E' stato un lavoro molto interessante soprattutto dal punto di vista antropologico. Bacini!

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

L'orrore più o meno esplicito è una costante nelle favole, il male come ingrediente per esaltare il sapore del vittorioso bene... Ricordo che da bambino rimasi profondamente colpito, guardando il Pinocchio di Comencini, dalla scena della trasformazione del bambino in asino, come pure dalla bocca della balena... veri incubi per le mie notti. Direi che "l'uomo nero" fa parte della nostra natura, Dr. Peter & Mr. Hook sono inscindibili... Bel post, Vele, "Mani mozze" mi mancava.

Vele Ivy ha detto...

@Cal: "Fiabe Italiane".
E' un libro veramente interessante per chi vuole scoprire parte del nostro patrimonio folkloristico.

@Book: interessante, su cosa l'hai fatta la tua tesi?
Quel libro lo devo leggere assolutamente!

@La Flautista: il tuo prof dev'essere veramente bravo, non è da tutti coinvolgere gli studenti con temi così interessanti.

@Doctor: è proprio così.
La favola di Pinocchio è stata davvero edulcorata dalla Disney. Leggendo il libro da piccola, mi aveva fatto molta impressione scoprire che a metà storia Pinocchio veniva impiccato... e poi andava a visitare la tomba della Fata Turchina... eppure questi elementi mi sono rimasti impressi molto di più degli episodi del cartone della Disney... perché vanno a riprendere le tematiche di cui parli tu!

Il lago dei misteri ha detto...

le fiabe in origine raccontavano la vita ed erano una forma di educazione alla realtà. Che spesso era, ed è, anche crudele e violenta.

Un errore o una leggerezza potevano costare molto cari e allora ecco un fiorire di storie piene di mostri, per mettere in guardia dai pericoli.

Gabe ha detto...

come avrai letto adoro le favole e mi piace scriverle,ma nella mia raccolta no ho mai fatto riferimenti crudeli,solo qualche messaggio velato.Ho raccontato Cappuccetto rosso a mia nipote,edulcorandola, con lupo che era più cretino che cattivo,eppure mia nipote,pur ascoltandola volentieri di giorno e solo quella(le altre classiche non le piacevano)di notte il lupo se lo sognava.Immagino che effetto farebbero le favole in versione originale,.Grazie Vele,i non conoscevo queste versioni,un bacetto

Auryn ha detto...

le ho lette da bambina e mi avevano lasciata allibita!!
inoltre da ragazzina avevo letto un libro secondo il quale le menomazioni delle fanciulle nelle fiabe per avere il principe (mani, occhi, coda della sirenetta), sarebbero chiari riferimenti all'imene... boh?!?!?

Anonimo ha detto...

credo di aver sbagliato ma per questi motivi non ho mai raccontato favole alla mia bambina ora è grandina e se le sceglie.Pippicalzelunghe

Veggie ha detto...

Anch'io concordo con l'affermazione di Calvino... e penso che dietro tutte le favole a lieto fine ci sia un finale più "oscuro"... perchè così è anche la realtà: un insieme di luci e di ombre...

Pupottina ha detto...

non conoscevo tutte queste citazioni. sono davvero molto crude e senza mezzi termini... però, nonostante tutto hanno ancora il loro fascino. per fortuna, che hai bambini le facciamo leggere con degli adattamenti... restano opere per adulti

Carolina Venturini ha detto...

Se ti piacciono le favole non puoi perderti Marie Louise von Franz.
Un saluto

la stanza in fondo agli occhi ha detto...

Non c'è che dire, roba forte, soprattutto se si pensa al pubblico per il quale sono state pensate queste storie!

TuristadiMestiere ha detto...

mi piacciono gli approfondimenti sulla versione originale di un testo (poi avendo studiato filologia italiana, puoi capire quanto il mio occhio vada addirittura oltre!). Le favole, poi, si prestano benissimo a questo tipo di "indagine"! Interessante davvero!

Vele Ivy ha detto...

@Il lago: intervento come al solito intelligente e di approfondimento. Grazie!

@Gabe: in effetti è più bello scoprire le versioni originali quando si è grandi!

@Auryn: grazie anche a te dell'intervento interessante, non sapevo di questa interpretazione, ma in effetti può avere senso! Mi documenterò a proposito.

@Pippi: però la favola di Pippi Calzelunghe non è mai mancata nella nostra casa!! grazie del messaggio!! :-)

@Pupi: Calvino ha dato una definizione meravigliosa...

@Caro: non la conosco, corro ad informarmi!

@la stanza: già: "roba forte" è una definizione calzante.

@Turista: grazie!! Sono contenta che questo articolo vi sia piaciuto :-)

Nicky ha detto...

Mi ricordo che da bambina avevo 3 libri di fiabe "originali": uno era dei Fratelli Grimm, uno di Anderssen e l'altro di Perrault.... Le fiabe di Perrault mi avevano letteralmente scioccata, soprattutto Barbablu :-)