"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 13 dicembre 2014

"Ivana" in Giapponese


Come vi ho spiegato la scorsa volta parlandovi della scelta dei nomi nel Sol Levante, nella lingua giapponese la stessa sillaba può essere scritta con caratteri (kanji) diversi, a seconda del significato.

Io ho chiesto alla mia corrispondente Keyko come si potesse scrivere il mio nome e lei mi ha indicato una lista di kanji, invitandomi poi a scegliere quello che rispecchiasse di più il desiderio dei miei genitori quando sono nata... perché è così che si scelgono i nomi in Giappone!

Ecco la lista:

I = 伊(si significa l'italiano)
   衣(vestito)
   依(Conto su)
   唯(solo)

Va = 羽(Piuma)
       葉(Foglie)

Na = 夏(estate)
       名(nome)
       菜(Verdi)
       那(Sciolto)
       南(sud)
       波(Saluto)

Vana = 花(Fiore)
           華(Fiore)

Io non so bene quale fosse il desiderio dei miei genitori; sono nata dopo una lunga attesa, quindi penso che il loro unico desiderio fosse quello di avere finalmente una bambina o un bambino.
Però sono figlia unica (唯: Solo) e mi ricordo che da piccola mio papà mi chiamava Fiore oppure Fiorellino (華: Fiore).

Quindi verrebbe:

唯華

Carino, vero? :-)

sabato 6 dicembre 2014

La regina delle fate

Per l'angolo "Usi e costumi del Piccolo Popolo", oggi lo Gnomo del Rosmarino racconterà:
- Il ruolo dei reami fatati e della Regina delle Fate -
Maxine Gadd, Elf Queen
Buongiorno a tutti dallo Gnomo del Rosmarino.
Le Regine delle Fate sono soggetti molto interessanti, che non hanno mancato di influenzare la letteratura di voi umani. Chi mi sa dire un esempio di Regina delle Fate famosa?
Pensateci bene... ne ha narrato le gesta il vostro grande Shakespeare, in Sogno di una notte di mezz'estate: stiamo parlando della Regina Titania.

Ecco i doni che Titania ordina ai suoi servitori, per accontentare il suo amante dalla testa d'asino:

Non comune è il mio grado tra le fate; nella mia pompa è ancella ognor l'estate; ed io t'amo; perciò vieni con me.
Chiamerò gli elfi per badare a te:
perle ti recheranno essi dal mare, e giacendo sui fior, li udrai cantare; Ed io te sgombrerò di scoria greve, per renderti qual spirto aereo lieve.
Fior-di-Pisello! Ragnatelo! Bruscolo! Gran di-Senape!
"Titania, high Queen of the Fairies" by Howard David Johnson 
Ora, io non so di preciso che idee vi siate fatti dei reami fatati, ma ho come l'impressione che sia un'idea sbagliata. Dovete sapere, infatti, che tali reami non sono assolutamente assimilabili alle vostre vecchie monarchie, per il fatto che le fate in nessun caso vivono con una struttura gerarchica: non c'è nessuno che comanda e nessuno che obbedisce. Nessuno che governa e nessuno che viene governato: insomma, il Piccolo Popolo vive libero.

E allora a cosa servono i reami fatati? Vi starete chiedendo.
Ebbene, dovete sapere che le fate amano molto le messe in scena: che volete farci, sono fatte così. Periodicamente, eleggono una Regina (e a volte anche un Re, ma più raramente) che ha il solo compito di presenziare ai loro magnifici cortei al chiaro di luna. Una cerchia di fatine si diverte a intessere vesti preziose, truccare e acconciare la Regina. 


Tutti cantano lodi per la loro sovrana, e lei recita la sua parte in maniera incantevole. Il suo ruolo consiste in questo: una meravigliosa recita.
Io ho assistito ad un reale corteo di fate, tanto tempo fa, e non lo dimenticherò mai...

Ciao a tutti,
Lo Gnomo del Rosmarino

mercoledì 3 dicembre 2014

Conviene pubblicare su Paperblog?

Se qualcuno di voi ricorda il post che ho pubblicato nel 2011 riguardo alla piattaforma Paperblog, forse rimarrà stupito dal titolo di questo pezzo.

Mi ero espressa positivamente nei riguardi del sito, quindi la risposta al quesito poteva solo essere: "Sì, conviene!".
E sono ancora convinta che Paperblog sia un ottimo magazine online, che permette al lettore di informarsi col meglio dei blog.
Però recentemente mi sono accorta che appartenere al network di questo aggregatore è veramente troppo penalizzante: le statistiche di lettura del mio blog, negli ultimi tempi, me lo confermano. Google ultimamente sta penalizzando i contenuti doppi, e siccome Paperblog per i motori di ricerca risulta più autorevole del mio piccolo Colorare la vita, i contenuti visti come "copiati"... risultano essere i miei!!

Ho scritto già due volte a Paperblog per cancellarmi dal sito e aspetto ancora risposta da più di una settimana. Strano, perché in altre occasioni erano stati piuttosto celeri nelle comunicazioni.
Così ho deciso di fare come altri blogger nella mia stessa situazione: scrivo una lettera aperta nel mio blog. Paperblog legge tutti gli articoli che pubblico prima di inserirli nella sua piattaforma, in questo modo spero di avere una risposta.

Ripeto, il sito mi piace molto e continuerò a leggerlo da "esterna", ma penso non sia più conveniente pubblicarci i miei post, almeno per quanto mi riguarda. Spero di ricevere presto un feedback! :-)

AGGIORNAMENTO DEL 4/12:

In tutta questa storia comincia ad esserci un alone di mistero!

Mi sono accorta che il sito di Paperblog non è aggiornato ormai da un mese e mezzo, in più diversi utenti stanno segnalando problematiche simili alla mia nella relativa pagina Facebook, senza risposta.

Come se non bastasse, il mio articolo non è stato filtrato (ricordo che Paperblog, a differenza di altri aggregatori, ha una redazione che si occupa di selezionare i testi, non è un processo automatico) e fa bella mostra di sé nel mio profilo Paperblog!! O_____o

Che succede? Forse sta chiudendo i battenti? E allora perché mantengono tutti i nostri post nel portale?
Il mistero si infittisce... vi terrò aggiornati! ;-)

sabato 29 novembre 2014

I deliziosi delitti di Little Town - Gaia Conventi

Nella giungla di internet mi è fortuitamente capitato di imbattermi in un libro - come dice il titolo stesso - delizioso: I deliziosi delitti di Little Town di Gaia Conventi. L'ho scoperto grazie al sito eBook Gratis: il titolo mi ha incuriosita,le prime righe mi hanno convinta, così sono andata avanti nella lettura... e tutto il resto del libro ha dato conferma alla mia intuizione!



Si tratta di una serie di racconti collegati tra loro: nelle storie si avvicendano personaggi ricorrenti, cioè gli abitanti di Little Town, un piccolo paesino di confessione battista. Dietro alla facciata perbenista, ogni abitante ha il suo scheletro nell'armadio: una vena di psicopatia che sembra non risparmiare proprio nessuno! Nonostante questo, Gaia Conventi ha un modo di narrare così lieve e accattivante che ti rende simpatici perfino gli artefici dei più efferati delitti. Ti sembra di essere lì, a Little Town, un momento a condividere marmellata di mirtilli e il momento dopo a temere per la tua incolumità.

Molti racconti hanno un finale a sorpresa, spiazzante, che mi ha fatto rileggere l'intera storia per trovare il bandolo del delitto.

Oltre a ciò, ci sono numerosi riferimenti letterari, storici e musicali che rendono ancora più piacevole la lettura.
Insomma, una lettura originale e gradevolissima, una vera sorpresa!
Cliccate di seguito per scaricare gratuitamente l'ebook de I deliziosi delitti di Little Town.

Sito dell'autrice: http://gaialodovica.wordpress.com/

domenica 23 novembre 2014

Battuta di caccia - Jussi Adler Olsen

Diverso tempo fa Marsilio Editori mi ha inviato un romanzo da recensire (ringrazio vivamente il loro ufficio stampa!) e quindi eccomi a parlare di "Battuta di caccia" del danese Jussi Adler Olsen.
Si tratta del secondo libro dedicato alla Sezione Q: cliccate di seguito per leggere la recensione del primo, "La donna in gabbia".

Ritroviamo la coppia di "sbirri" Carl e Assad, personaggi riuscitissimi e divertenti come nel precedente romanzo. Al duo si aggiunge l'assistente Rose, irresistibile nei suoi atteggiamenti buffi e a tratti demenziali (irresistibile per il lettore ma non per Carl, visto che non si potrebbe definire esattamente una bellezza seducente).

Il libro si sviluppa col ritmo e la suspense già apprezzati ne "La donna in gabbia". Se possibile, però, la tematica principale è ancora più angosciante. Davvero, non pensavo ci fosse qualcosa che si rivelasse più terribile su carta di vivere le emozioni provate da Marete, una donna lasciata sola e torturata per anni in una gabbia; eppure, l'autore è riuscito a fare "di meglio". E proprio questo crogiolarsi nella depravazione mi ha messa a disagio... quasi come se l'autore più che a denunciare fosse interessato a indugiare nella crudeltà del genere umano.

Questa volta ci troviamo di fronte a un branco di giovani ricchi e viziati, che decide di svagarsi seviziando e uccidendo vittime innocenti. Ed ecco un altro paio di punti che mi hanno lasciata a dir poco perplessa:
1) Il legame troppo superficiale tra gli omicidi e la visione di "Arancia Meccanica". Troppo facile e scontato spiegare in questo modo tali azioni e demonizzare così un film che tra parentesi è un capolavoro.
2) La simpatia (o almeno, questa è la sensazione da me avvertita) che l'autore a volte sembra provare per Kimmie, l'unica ragazza del gruppo. Ha vissuto delle vicende terribili, sono d'accordo, ma questo non basta a giustificare i crimini assurdi di cui si è macchiata.

Detto ciò, non so bene che parere darvi su questo libro. Tecnicamente è scritto benissimo, originale e brillante. Però il mio giudizio è influenzato dai punti elencati sopra.
Mi piacerebbe sentire il parere di qualche altro lettore di "Battuta di caccia" per confrontarmi! ;-)

sabato 15 novembre 2014

Curiosità nipponiche: la scelta dei nomi

Quando ho chiesto alla mia corrispondente Keyko come si scrivesse il mio nome in Giapponese, lei mi ha spiegato che non c'è un solo modo per farlo.
Nella lingua nipponica, infatti, la stessa sillaba può essere scritta con caratteri (kanji) differenti e acquisire così significati diversi.

Ecco come Keyko mi ha spiegato la scelta dei nomi in Giappone (se la sintassi vi sembra un po' strana, considerate che è una giapponese che scrive in una lingua totalmente diversa dalla sua!):

"Rispetto al nome della persona, e' il desiderio dei genitori che dà significato, piuttosto.
Certamente, penso che anche i tuoi genitori avessero un bellissimo desiderio.
Allora, se scrivi il tuo nome in giapponese, puoi scrivere col "kanji"  coerente al desiderio di tuoi genitori."

Bello, vero?!?
In Occidente ormai il significato di quasi tutti i nomi è andato perso, ma a me piace pensare che possa rispecchiare il desiderio dei genitori nei confronti del loro bambino, proprio come in Giappone.
Keyko, infatti, ha dato alla sua bambina un nome molto bello: 穏生: Noha, che significa "vivere serenamente".

Io, in accordo con questo pensiero, ho chiamato la mia bimba "Irene": è  un nome che deriva dall'antico greco e significa "Pace" :-)

venerdì 31 ottobre 2014

Mostri di Halloween: Leanan-Sidhe

Cari amici di Colorare,

nonostante i miei impegni personali non potevo mancare a quella che ritengo la tradizione più consolidata di Colorare la vita: la storia di Halloween!


Se vi siete persi le storie degli anni scorsi, cliccate QUI.

Quest'anno, per entrare nell'atmosfera della notte delle streghe, voglio parlarvi di una creatura affascinante ma anche inquietante: la Leanan-Sidhe.

Fata, strega, vampiro succhiasangue, musa... quale sarà la sua vera identità?
Per scoprirlo, ecco la definizione che troviamo nel meraviglioso Fate di Froud e Lee:

Illustrazione tratta da Fate di Froud e Lee
LEANAN-SIDHE (pron. Lan-awn-shee)
Nell'isola di Man è un vampiro che succhia il sangue, in Irlanda la musa dei poeti. Chi viene ispirato da lei vive una vita breve ma brillante.

Queste poche righe, lette ormai diversi anni fa, mi sono rimaste sempre impresse. Molte volte ho cercato di farmi un'idea precisa di cosa ci potesse essere dietro al mito della Leanan-Sidhe.
Alla fine penso si possa considerare come una metafora del prezzo da pagare per certi tipi di menti geniali. E' la follia che pervade il genio e che lo consuma, in cambio dell'ispirazione poetica. Un filo rosso che passa dai poeti maledetti come Arthur Rimbaud fino ad arrivare in epoche moderne ai cantanti come Kurt Cobain.
Quanti di voi sarebbero disposti ad incontrarla, ricevendo il dono della fama e del talento in cambio di una vita breve ma intensa?

giovedì 16 ottobre 2014

Fosca, Igino Ugo Tarchetti

La prima volta che lessi dei brani di Fosca, romanzo più celebre di Igino Ugo Tarchetti, ero all'università. Al liceo la prof non l'aveva trattato, e del resto la corrente artistico-letteraria a cui appartiene è abbastanza snobbata dalla critica.
Luigi Conconi - Figura di donna
Tarchetti è uno dei più famosi esponenti della Scapigliatura, movimento che ebbe come epicentro Milano e che si manifestò nella seconda metà dell'800. Lo scopo dei giovani ribelli scapigliati era opporsi alla morale borghese e al sentimentalismo della corrente romantica, rifacendosi invece ai bohémiens parigini.

Leggendo qualche estratto di Fosca ne rimasi affascinata. In seguito, nel 2009, vidi una mostra a Palazzo reale sull'arte scapigliata e rimasi molto colpita dalla bellezza dei quadri esposti. In quelle tele si vedeva una Milano che non c'è più, ma soprattutto veniva data molto importanza al ritratto di donne intense e sfuggenti. A corredo di questo post potete trovare qualche dipinto di artisti scapigliati.
Daniele Ranzoni - Giovinetta inglese
Ma torniamo al romanzo Fosca. Quasi per caso l'ho ritrovato su Amazon e mi hanno stupito le recensioni degli utenti: tutte estremamente positive e concordi nel dire che questo libro è stato ingiustamente messo nell'angolo dalla critica e dall'insegnamento scolastico.
A questo punto non potevo non leggerlo!

La prima cosa da rimarcare è che, pur essendo un'opera ottocentesca, è estremamente scorrevole. Io l'ho letta in un giorno e mezzo! C'è qualche ovvio arcaismo nello stile, ma non disturba, anzi: contribuisce a rendere l'atmosfera ancora più coinvolgente.
La cosa bella è che, al contrario di altri libri dell'epoca, non si sofferma in minute descrizione sulla cornice storico-politica dell'epoca. A Tarchetti interessano solo i moti dell'animo dei protagonisti.

Tranquillo Cremona - L'edera
Forse l'elemento decisivo, quello che riesce a catturare il lettore, è la genuina passione con cui sono state scritte queste pagine. Non c'è affettazione, né sentimentalismo, bensì un vibrante impeto emotivo che si trasmette senza filtri. Era da molto che non leggevo un libro scritto così.

Il protagonista è sensibile e prova delle passioni vere, autentiche; tali passioni sono amplificate nel personaggio di Fosca, che dà il nome al romanzo.
Fosca è consumata dai suoi stessi sentimenti. La solitudine l'ha macerata, trasformandola in un essere quasi mostruoso, dal volto scavato, simile a quello di un teschio. Non c'è nessun elemento sovrannaturale nella trama, eppure è palpabile una certa vena gotica. Fosca, con i suoi capelli neri e il pallore cadaverico fa pensare a una donna-vampiro, che succhia tutte le energie e la salute dalla persona di cui si innamora.
Luigi Conconi - Pensieri
Giorgio, il protagonista, si ritrova suo malgrado a dover assecondare Fosca, per evitare di farla precipitare in quelle crisi di nervi che potrebbero rivelarsi fatali. Si finge innamorato di lei, creatura spaventosa e ossessiva (allora non esisteva il termine stalker, ma penso le si adatterebbe), mentre vorrebbe trascorrere il suo tempo con la bella e florida Clara, la sua amante. Alla fine l'insana passione di Fosca toglierà a Giorgio la salute e minaccerà la sua stessa vita.

Di più non rivelo, se no rovinerei tutto il gusto della lettura. Già da queste righe avrete potuto capire che per me è stato un romanzo davvero sorprendente. Mi sono procurata altri due libri di Tarchetti, perché è stata una bellissima scoperta!

Come ciliegina sulla torta, Amazon distribuisce l'ebook di Fosca gratis.
Se vi interessa, lo potete trovare QUI.

lunedì 13 ottobre 2014

Crescere insieme a Irene

Cari amici di Colorare,

sui commenti alcuni di voi mi chiedono notizie della mia vita in questo momento, così cercherò di scrivere un post di aggiornamento :-)

Qui tutto va benissimo: Irene è una bambina sana e bella, a cinque mesi ha già imparato a stare seduta da sola, è curiosa, giocherellona e molto sorridente!
Paradossalmente ho meno tempo libero ora rispetto a quando era appena nata. Adesso durante il giorno dorme molto meno, ha sempre voglia di giocare ed essere stimolata. Ecco perché riesco a scrivere poco sul blog!

Sarò a casa in maternità fino ai suoi dieci mesi e in questo periodo voglio esserci al 100% per lei!
Fin da quando è nata le leggo i libri, infatti ora se li manipola e guarda molto volentieri. Col papà invece gioca con i lego morbidosi adatti alla sua età. Le ho già cucito una pigotta (molto rudimentale, data la scarsità di tempo!) e il sabato la portiamo in piscina al corso di acquaticità. E' davvero bello seguire i suoi progressi, è come crescere insieme a lei e tornare di nuovo bambini.

Per ora vi saluto, spero di tornare presto a scrivervi!

Vele

venerdì 1 agosto 2014

Grazzano Visconti e il fantasma di Aloisa


Nel mio post di luglio per il blog di Groupon, si parla di Grazzano Visconti.

Chi diede a Grazzano il misterioso aspetto gotico/rinascimentale che ha oggi? Che attività si possono fare nel borgo? Chi è Aloisa? 

Se volete scoprirlo, cliccate QUI.

Rievocazioni storiche, fantasmi e altre magie: tutto questo e ancor di più! ;-)