"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

giovedì 26 febbraio 2015

Concorso Angeli in Copertina


Apro questo post con una mia foto di un angelo (scattata in cima al Duomo di Milano) perché vi parlerò di un bel "quasiconcorso" letterario proprio sugli angeli!

Due miei fedelissimi lettori - Luigi e Mari - me lo hanno segnalato consigliandomi di partecipare... potevo forse dire di no? ;-) Così sto approfittando di queste mattinate, in cui Irene sta facendo l'inserimento al nido, per scrivere un racconto a tema.

Il concorso è organizzato da Cristina Berardi. Per la stesura della storia, bisogna ispirarsi a una delle sue bellissime immagini di angeli. La scadenza è il 31 marzo 2015.

Per saperne di più e per vedere le illustrazioni, vi rinvio al blog di Cristina! Cliccate di seguito:

SCRIVIAMO SUGLI ANGELI, un "quasiconcorso" per lavorare insieme

Io parteciperò, e voi? :-)

venerdì 20 febbraio 2015

Fiabe brevi: Il dono della sirena

Fiabe brevi, storie da leggere in pochi minuti per farvi volare sulle ali della fantasia!

Oggi vi racconterò…

Il dono della sirena


C’era una volta, in una piccola isola Greca, una bellissima sirena di nome Glauca. 

Un giorno il giovane pescatore Konstantinos la vide mentre si pettinava i capelli adagiata su uno scoglio, e ne rimase incantato.

La sirena percepì la bontà d’animo del ragazzo e non poté fare a meno di rispondere al suo sguardo con un sorriso.
In poco tempo due si innamorarono, ma il loro legame non era destinato ad avere lunga durata.
Dopo pochi mesi, infatti, Glauca compì diciotto anni, l’epoca in cui tutte le sirene della sua tribù dovevano sposare il loro promesso sposo Tritone e scendere per sempre in fondo al mare. Per quanto amasse Konstantinos, la giovane non se la sentì di abbandonare il suo mondo e tradire la famiglia, così decise di dire addio all’innamorato.

Konstantinos, vedendo che non c’era nulla da fare, a malincuore la lasciò andare. Decise però che dopo l’addio a Glauca si sarebbe trasferito ad Atene per cercare fortuna, poiché voleva ricominciare una nuova vita e scacciare il dolore.

Il giorno della loro separazione, la sirena gli donò una bellissima conchiglia bianca, la più bella di tutto il mar Egeo. Mentre si stavano salutando piangendo, non sapevano che in quel momento la dea Venere stava guardando la scena, commossa. Scese in mezzo a loro e disse:

«Konstantinos, d’ora in poi se accosterai questa conchiglia all'orecchio sentirai il suono del mare, così potrai ricordarti per sempre della tua isola e dell’amore per la bella Glauca».

Da allora tutte le conchiglie racchiudono la voce delle onde.



La proprietà del racconto è di colorarelavita.blogspot.it

Immagine scaricata da http://www.jwwaterhouse.com/

venerdì 30 gennaio 2015

Fiabe brevi: Il druido e il salmone della conoscenza

Fiabe brevi, storie da leggere in pochi minuti per farvi volare sulle ali della fantasia!

Oggi vi racconterò…

Il druido e il salmone della conoscenza


C’era una volta un druido che voleva diventare l’uomo più sapiente della terra, così decise di catturare il magico salmone della conoscenza: un pesce in grado di donare tutto il sapere del mondo a chiunque l’avesse mangiato.

Il druido trascorse settantacinque anni sulle rive del Fiume Incantato, cercando di pescare il salmone. Catturò decine e decine di pesci, ma mai quello giusto. Apprese mille ricette diverse per cucinarli con intingoli deliziosi, ma tutti i suoi sforzi non gli consentivano mai di gustare l’animale che cercava.

Alla fine, in un gelido e grigio mattino di novembre, vide nuotare davanti a lui il salmone della conoscenza. Sapeva che si trattava del pesce tanto agognato poiché riluceva di un bel giallo oro. Si immerse nelle acque e con un rapido movimento lo afferrò. Tirandolo fuori dal fiume, esplose in un urlo di gioia: finalmente sarebbe diventato l’uomo più sapiente del mondo!

Quando il salmone smise di respirare, il druido lo posò a riva e cominciò a preparare un bel fuocherello. Decise che l’avrebbe arrostito in modo molto semplice, condendolo solo con limone e timo.

Proprio mentre era concentrato ad alimentare il fuoco, passò di lì un grosso gattone. Vide il salmone e, senza pensarci due volte, lo mangiò in un sol boccone. Dopodiché sparì in mezzo al bosco, accompagnato dalle imprecazioni del druido.

Quel gatto divenne la creatura più sapiente della terra. Peccato che nessuno venne mai a saperlo.


La proprietà del racconto è di colorarelavita.blogspot.it

sabato 24 gennaio 2015

Maneki neko, il gatto con la zampina alzata

Nelle pagine dei manga vi è capitato di vedere rappresentato un gatto con la zampina alzata, spesso bardato con un campanello al collo e un bavaglino, in forma di statuetta?
A me sì, così ho chiesto alla mia corrispondente Keyko se fosse un portafortuna tradizionale.


Maneki neko: il gatto che chiama

Keyko mi ha raccontato che si tratta del Maneki neko, letteralmente "gatto che chiama" (招き猫).
La zampina alzata (destra o sinistra, o entrambe) a noi occidentali può sembrare un saluto, invece secondo la cultura giapponese è un invito a venire avanti. Keyko, infatti, mi ha spiegato che il simpatico felino viene posto spesso all'entrata nei negozi per "invitare i soldi e invitare i clienti".

L'origine del Maneki neko, tra sacro e profano

La più antica testimonianza di Maneki neko risale al 1870, in pieno Periodo Meiji.
Sull'origine di questa statua ci sono due spiegazioni: una più "sacra" e una più "profana"!
La prima è una leggenda secondo cui un samurai, incuriosito dal gesto di un gatto che sollevava la zampetta, si avvicinò evitando così una trappola mortale. Da quel momento il gatto con la zampa alzata è diventato simbolo di buon auspicio.
La seconda, invece, molto più prosaicamente, collega la sua comparsa alla proibizione nell'era Meiji dei talismani sessuali esposti all'entrata dei bordelli. Così vennero sostituiti coi i più casti gatti dalla zampa alzata, che assolvevano sempre la funzione di attirare dentro i clienti.

I colori del Maneki neko

Il Maneki neko tradizionale è bianco con macchie nere e marroni. Tuttavia, se ne possono trovare in una gran quantità di colori. Come curiosità, vi lascio una lista dei colori più diffusi e la possibile interpretazione del loro significato (tratto da Wikipedia):

Tricolore
Il colore di base è bianco, con macchie nere e arancioni disposte a caso. Questa colorazione è considerata particolarmente fortunata ed è quella più popolare per i Maneki neko. La credenza potrebbe essere correlata alla rarità di questa colorazione nei gatti bobtail giapponesi, ai quali è ispirata la rappresentazione del Manei Neko. In Giappone questo colore è chiamato Mi-ke, che significa tre-pellicce (o tri-pelo).

Bianco
I gatti bianchi indicano purezza e sono il secondo tipo per diffusione.

Nero

Si dice che i Maneki neko neri portino buona salute e tengano lontano gli influssi negativi. Sono molto apprezzati dalle donne perché dovrebbero essere particolarmente efficaci nel tenere lontano i molestatori.

Rosso

Anche il rosso è un colore protettivo, e si ritiene che tenga lontani gli spiriti maligni e la malattia.

Oro
Associato con la ricchezza, il benessere economico.

Rosa
Benché non sia un colore della tradizione, attualmente è un colore popolare ed è associato all'amore.

Verde
Si dice che porti riconoscimenti accademici e protegga dagli incidenti stradali. 

Qual è il vostro Maneki neko preferito?

sabato 17 gennaio 2015

Le origini del mito di Atlantide

Il mito di Atlantide è antichissimo e non smetterà mai di affascinarci: ha ispirato romanzi, film, cartoni animati, creazioni artistiche, parchi a tema, articoli e saggi più o meno esoterici... ma chi conosce la leggenda primigenia che sta all'origine di tutte queste storie?

L'Atlantide, Manuel Orazi (1921)
La prima fonte che parla di un'isola chiamata Atlantide è Platone, in due dialoghi: il Timeo e il Crizia (V-IV sec. a.C.).
Umberto Eco, nella sua Storia delle terre e dei luoghi leggendari, scrive:

"Platone mostra di rifarsi a miti più antichi e cita un racconto di Solone su rivelazioni ricevute da sapienti egizi e, pur senza nominare Atlantide, già Erodoto (V sec. a.C.) aveva parlato degli Atlanti come di genti del Nord Africa, vegetariani e che non sognavano mai. Ma in effetti i due testi platonici sono gli unici da cui si può partire".

Appurato quindi che il filosofo greco diede inizio al mito di Atlantide, andiamo ad analizzare come descrive nei suoi dialoghi la misteriosa isola.

Partiamo dal Crizia, che affronta il mito in maniera più estesa.
Qual è l'origine degli abitanti di Atlantide? Essi sono di stirpe divina, poiché il dio del mare Poseidone fissò proprio in quest'isola la dimora dei figli avuti con una donna mortale.

Fuga da Atlantide: statua di Nettuno
Il dio si innamorò infatti di Clito, figlia unica di Euenore e Leucippe: costruì nel territorio in cui viveva un'altura fertile e rigogliosa e la circondò di un labirinto di mare e terra, in modo che non fosse accessibile agli uomini provenienti da altri paesi. Qui gli abitanti di Atlantide crebbero e progredirono.

Gli Atlantidei erano ricchi e prosperi:

"La stirpe di Atlante dunque fu numerosa e onorata, e poiché era sempre il re più vecchio a trasmettere al più vecchio dei suoi figli il potere, preservarono il regno per molte generazioni, acquistando ricchezze in quantità tale quante mai ve n'erano state prima in nessun dominio di re, né mai facilmente ve ne saranno in avvenire, e d'altra parte potendo disporre di tutto ciò di cui fosse necessario disporre nella città e nel resto del paese. Infatti molte risorse, grazie al loro predominio, provenivano loro dall'esterno, ma la maggior parte le offriva l'isola stessa per le necessità della vita".
(dal Crizia)

L'isola era magnifica, ricca di edifici maestosi come il tempio di Poseidone:

"Il tempio dello stesso Poseidone era lungo uno stadio, largo tre plettri, proporzionato in altezza a queste dimensioni, e aveva nella figura un che di barbarico. Rivestirono d'argento tutta la parte esterna del tempio, ad eccezione degli acroterii, e gli acroterii erano d'oro; quanto agli interni, il soffitto era a vedersi interamente d'avorio, variegato d'oro, argento e oricalco; tutte le altre parti, pareti, colonne e pavimento, le rivestirono di oricalco. Vi collocarono statue d'oro, il dio in piedi su un carro, auriga di sei cavalli alati, egli stesso tanto grande da toccare con la testa il soffitto del tempio, tutt'intorno cento Nereidi su delfini - perché tante pensavano allora che fossero le Nereidi - e vi erano molte altre statue, doni votivi di privati".
(dal Crizia)

Tempio di Poseidone a Paestum; autore Sandro Baldi
Nonostante tutto questo sfarzo, però, gli Atlantidei non sono affatto schiavi dei beni materiali, anzi. La loro origine divina li rende un popolo pacifico, misurato e saggio, al contrario di noi uomini comuni:

"Stimavano poca cosa i beni che avevano a disposizione, sopportavano con serenità, quasi fosse un peso, la massa di oro e delle altre ricchezze, e non vacillavano".
(dal Crizia)

Ma come ognuno di noi sa, le leggende di Atlantide insegnano che a un certo punto l'isola venne distrutta. Cosa portò a una fine tanto tragica?
Qui iniziano i misteri, perché il dialogo di Platone si interrompe proprio sul più bello!

La tragedia comincia in questo modo: la gente di Atlantide, col passare del tempo, perde sempre di più il suo sangue divino, mentre diventa più forte in lei la natura umana. In questo modo inizia a ragionare come qualunque altro abitante della terra, in modo cioè materialistico. Le ricchezze possedute, mentre prima erano tenute di poco conto, ora rendono gli Atlantidei bramosi e affamati di potere.

Ecco che allora il padre degli, Zeus, si adira e...

"volendo punirli, affinché, ricondotti alla ragione, divenissero più moderati, convocò tutti gli dèi nella loro più augusta dimora, la quale, al centro dell'intero universo, vede tutte le cose che partecipano del divenire, e dopo averli convocati disse..."
(dal Crizia)
Jupiter Weighing the Fate of Man
Nicolai Abraham Abildgaard

Cosa disse Zeus per ricondurre alla ragione le genti di Atlantide??
Non lo sapremo mai, perché - colpo di scena - il dialogo finisce qui!

Andiamo adesso a prendere l'altro dialogo in cui Platone affronta il tema di Atlantide: il Timeo.

Come già accennato, qua si parla della mitica isola in modo più stringato. Non si fa menzione di ciò che disse Zeus, quindi questa parte rimane un enigma irrisolto. Però si dice che la rovina di Atlantide fu causata da "terribili terremoti e diluvi":

"...nel corso di un giorno e di una brutta notte, tutto il complesso dei vostri guerrieri di colpo sprofondò sotto terra, e l'Isola di Atlantide, allo stesso modo sommersa dal mare, scomparve".
(Dal Timeo)

Inondazione di Atlantide, Lorenzo Taddei
Tutto ebbe inizio da questi due dialoghi... del resto si sa: oltre che celebre filosofo, Platone era un eccellente affabulatore. 
Ognuno può immaginare il proprio mito partendo dai due testi originari, nonostante presentino una storia incompleta. O forse è proprio questa la chiave della fortuna di tale leggenda: l'alone di mistero che circonda la sorte di Atlantide.

Per approfondire:
  • Se volete avere una panoramica sulla mole di testi ispirati alla fascinazione di Atlantide, vi consiglio di leggere il già citato Storia delle terre e dei luoghi leggendari di Eco. Contiene un interessantissimo capitolo che affronta l'argomento, e inoltre è un ottimo libro, direi imperdibile per chi ama miti e leggende.
  • Se volete leggere per intero il Crizia, cliccate QUI.
  • Credits: tutte le immagini usate in questo post sono state tratte da Wikimedia Commons. La traduzione del Crizia proviene da www.miti3000.it e la traduzione del Timeo da Storia delle terre e dei luoghi leggendari.

sabato 10 gennaio 2015

Yuzuru Hanyu, un samurai sul ghiaccio

Ero indecisa se intitolare questo post su Yuzuru Hanyu "Un kamikaze sul ghiaccio" piuttosto che "Un samurai sul ghiaccio". Alla fine ha prevalso la seconda scelta, poiché mi sembra più poetica. Ma questo ragazzo, così apparentemente delicato, negli ultimi tempi ha dimostrato un carattere da vero kamikaze e più avanti scoprirete il perché!

Ma chi è Yuzuru Hanyu?

Il suo nome è noto agli appassionati di pattinaggio sul ghiaccio, infatti ha vinto le ultime Olimpiadi a soli 18 anni. Il suo programma corto ha fatto il record assoluto di punteggio mai raggiunto, infatti quando ha letto il risultato faceva fatica a crederci anche lui...

Alto e slanciato, bel visetto e pettinatura con frangetta tipica da manga: così si presenta Yuzuru Hanyu sul ghiaccio. Le sue caratteristiche sono la leggerezza e l'eleganza, nonché la passione con la quale pattina; passione che lo fa diventare una cosa unica con la melodia interpretata. Il cronista di Rai Sport (nonchè ex pattinatore) Pedrazzini dice che tutti i pattinatori sono atleti, ma pochi si possono definire "Artisti" e Yuzuru Hanyu si può definire proprio un Artista. Io sono d'accordo con lui!

Sono appassionata di pattinaggio sul ghiaccio fin da piccola, grazie ai miei genitori che me lo facevano vedere sull'allora Tele Monte Carlo. In più amo il Giappone, quindi questo pattinatore l'ho sempre seguito con interesse. Una delle ultime sue imprese, però, mi ha fatto diventare definitivamente una sua fan... è stata una cosa da non credere, quasi un episodio da manga!
Yuzuru versione manga.
Fonte KotNarKot

Bene, dovete sapere che Yuzuru Hanyu, durante i riscaldamenti per la Cup of China 2014, ha avuto uno scontro accidentale ma violentissimo col cinese Han Yan, che l'ha lasciato steso sul ghiaccio, sanguinante e con un trauma cranico.

Ora io dico: Yuzuru, hai vinto le Olimpiadi e stai gareggiando in una competizione minore, non hai niente da dimostrare, ti sei fatto male... quindi ovviamente ti ritirerai dalla gara, no?
NO!!
Yuzuru, da vero kamikaze samurai sul ghiaccio, ha deciso di gareggiare tutto acciaccato, col mento ferito e la testa bendata!

E' caduto 4 volte e si è dovuto far portare a spalle dall'allenatore per uscire dalla pista. Il pubblico è andato in delirio e l'ha sommerso di Winnie The Poo, il suo pupazzo portafortuna.
Non ci crederete, ma ha pattinato così bene che nonostante le cadute si è classificato secondo! Quando ha letto il risultato è scoppiato a piangere.

Io ero davanti al televisore a bocca aperta. Paolino ha commentato: "Ma dai, è una scena troppo surreale! Sembra l'episodio di un manga!"
Ed è vero! A volte la vita reale supera le opere di fantasia.

Yuzuru, col senso dell'onore tipico del suo paese, ha dichiarato che essendo il campione olimpico si sente di dover meritare quella medaglia, dimostrando in ogni occasione di esserne degno, per questo ha deciso di gareggiare lo stesso. Che dire... tanta ammirazione per questo giovanissimo campione, speriamo che si riprenda al meglio dall'incidente!!

venerdì 2 gennaio 2015

Per chi ama l'urban fantasy: Diari dal sottosuolo

Oggi vi presento un'antologia per chi ama l'urban fantasy: Diari dal sottosuolo.

Se vi siete stancati di leggere solo storie di vampiri innamorati, licantropi e pene adolescenziali, questo libro fa per voi! Troverete tutte le sfumature dell'urban fantasy, un genere che può essere molto più versatile di quanto si possa pensare.

La raccolta nasce come best off dei migliori racconti che hanno partecipato al concorso Chrysalide (indetto da Mondadori nel 2013) per la sezione curata dallo staff di Diario di Pensieri Persi.

Per inciso, la raccolta Chrysalide è molto bella, io l'ho letta e l'ho trovata davvero ben fatta. Potete scaricarla gratis da Amazon.

Ma torniamo a Diari dal sottosuolo. Vorrei far parlare le storie stesse, così ho preparato per voi un riassuntino di tutti i racconti dell'antologia:

  • La mamma fantasma è forse il più realistico, anche se sembra strano parlare di realismo in una storia che ha per protagonista un fantasma. Eppure è così: se fossi un fantasma, penso proprio che proverei le stesse emozioni di Samantha, la protagonista. Emozioni struggenti e delicate.
  • Gercai e le catene della libertà: ci trasferiamo in uno scenario urbano, "con arabeschi di aria putrida, contaminata", per dirla con l'autore. Come in un piccolo giallo, inseguiamo insieme al protagonista gli indizi che lo portano a recuperare la memoria perduta: chi è veramente Paolo Rei, soprannominato "Leco"? Un finale a sorpresa ce lo rivelerà.
  • Pandora: è il racconto vincitore della categoria, pubblicato nell'antologia edita da Mondadori. Il protagonista Fabrizio dedica ogni momento della sua vita a salvare il mondo, tutti i giorni, senza che lo sappia nessuno. Ma la vivace Sara vuole conoscere il segreto dell'amico e non avrà pace finché non scoprirà cosa si cela dietro i suoi misteri...
  • Sirene: Tommy, a seguito di uno strano incontro, si ritrova in un inquietante locale pieno di personaggi bizzarri (come scenario a me ha ricordato un po' le atmosfere di David Linch). Qui scoprirà che le sirene esistono davvero: esseri sanguinosi che esaudiscono i desideri dei mortali a carissimo prezzo.
  • Sogni perduti e birra scura: un improbabile anti-eroe che odia i libri si ritrova a lavorare in una biblioteca. Un ragazzino soprannominato "L'appallottolato" e un bizzarro cavaliere che sembra uscito da un romanzo "Cappa e spada" metteranno a dura prova i suoi nervi...
  • Parcheggio riservato: la giovane Angela non si rassegna al pensiero della perdita del nonno. Aveva novantacinque anni, sì, ma meritava davvero di morire per un ritardo dei soccorsi, a causa di un macchinone parcheggiato nel posto per gli invalidi? La risposta arriverà grazie alla nonna, che forse cela qualche segreto dietro alla sua aria di donnina anziana e innocua.
  • Artù: il ricordo delle estati di Daniela, trascorse nel bosco insieme a un piccolo amico molto speciale. Il tempo passa, ma chi ama sognare di certo non può mai dimenticare le irripetibili emozioni che regala un'infanzia piena di magia.
  • La notte del destino: Lara si trova davanti a un bivio: arrendersi al proprio destino o cercare di cambiarlo, mettendo a repentaglio l'equilibrio del mondo? La misteriosa Hespèria le proporrà di mutare il proprio fato.
  • Nati nel buio: il popolo di Feeria è antichissimo o creato in laboratorio, sulla base di antichi miti? Forse non ha importanza, quello che conta ora è salvarlo dai malvagi Neri, nemici senza scrupoli che vogliono eliminarlo del tutto.
  • Dancing with Roger: l'immortale Roger è stato il fedele servitore della Regina Elisabetta I, e ora serve senza tentennamenti il Principe, dittatore sanguinario. Ma un vampiro tanto affascinante quanto pericoloso farà vacillare le sie convinzioni...

Penso che uno dei miei racconti preferiti sia Sirene... e chi segue questo blog può immaginare il perché! Leggendolo ho ritrovato le atmosfere delle antiche leggende che amo tanto, l'amalgama di attrazione e morte che contraddistingue da sempre il mito delle sirene.
Inoltre penso sia struggente Artù, con la sua rievocazione delle magiche emozioni che si provano durante l'infanzia.
Mi ha colpito anche Sogni perduti e birra scura, questa volta per la verve comica e originale.
Quello che mi è piaciuto un po' di meno, invece, è Dancing with Roger, perché ho trovato la trama un po' confusionaria. Però è una questione di gusti personali.

In verità ogni racconto mi è piaciuto a modo suo e mi ha fatto riflettere sulle tante possibilità di creare scenari fantasy.

Consiglio quindi caldamente questa raccolta e vi ricordo che i proventi dell'edizione cartacea saranno devoluti a Emergency.

Link utili:

Edizione ebook di Diari dal sottosuolo
Edizione cartacea di Diari dal sottosuolo
Booktrailer

martedì 23 dicembre 2014

Buone feste a tutti voi e... grazie!

Cari amici di Colorare,

questo post lo dedico a tutti voi, affezionati lettori!
Grazie per la vostra costanza nel seguire il mio blog.
Colorare la vita è online dal 2008 e molte cose sono successe da allora... dalla ricerca di un lavoro stabile alla nascita della mia bimba!
Il blog è cresciuto e con esso io e i miei lettori.

Grazie a tutti per i vostri commenti o anche solo per leggere i miei post.

Un abbraccio forte e... BUONE FESTE!!!
Vi auguro un Natale più colorato che mai e un altrettanto variopinto nuovo anno.
Ci vediamo nel 2015, sempre su Colorare la vita!

Vele Ivy

sabato 13 dicembre 2014

"Ivana" in Giapponese


Come vi ho spiegato la scorsa volta parlandovi della scelta dei nomi nel Sol Levante, nella lingua giapponese la stessa sillaba può essere scritta con caratteri (kanji) diversi, a seconda del significato.

Io ho chiesto alla mia corrispondente Keyko come si potesse scrivere il mio nome e lei mi ha indicato una lista di kanji, invitandomi poi a scegliere quello che rispecchiasse di più il desiderio dei miei genitori quando sono nata... perché è così che si scelgono i nomi in Giappone!

Ecco la lista:

I = 伊(si significa l'italiano)
   衣(vestito)
   依(Conto su)
   唯(solo)

Va = 羽(Piuma)
       葉(Foglie)

Na = 夏(estate)
       名(nome)
       菜(Verdi)
       那(Sciolto)
       南(sud)
       波(Saluto)

Vana = 花(Fiore)
           華(Fiore)

Io non so bene quale fosse il desiderio dei miei genitori; sono nata dopo una lunga attesa, quindi penso che il loro unico desiderio fosse quello di avere finalmente una bambina o un bambino.
Però sono figlia unica (唯: Solo) e mi ricordo che da piccola mio papà mi chiamava Fiore oppure Fiorellino (華: Fiore).

Quindi verrebbe:

唯華

Carino, vero? :-)

sabato 6 dicembre 2014

La regina delle fate

Per l'angolo "Usi e costumi del Piccolo Popolo", oggi lo Gnomo del Rosmarino racconterà:
- Il ruolo dei reami fatati e della Regina delle Fate -
Maxine Gadd, Elf Queen
Buongiorno a tutti dallo Gnomo del Rosmarino.
Le Regine delle Fate sono soggetti molto interessanti, che non hanno mancato di influenzare la letteratura di voi umani. Chi mi sa dire un esempio di Regina delle Fate famosa?
Pensateci bene... ne ha narrato le gesta il vostro grande Shakespeare, in Sogno di una notte di mezz'estate: stiamo parlando della Regina Titania.

Ecco i doni che Titania ordina ai suoi servitori, per accontentare il suo amante dalla testa d'asino:

Non comune è il mio grado tra le fate; nella mia pompa è ancella ognor l'estate; ed io t'amo; perciò vieni con me.
Chiamerò gli elfi per badare a te:
perle ti recheranno essi dal mare, e giacendo sui fior, li udrai cantare; Ed io te sgombrerò di scoria greve, per renderti qual spirto aereo lieve.
Fior-di-Pisello! Ragnatelo! Bruscolo! Gran di-Senape!
"Titania, high Queen of the Fairies" by Howard David Johnson 
Ora, io non so di preciso che idee vi siate fatti dei reami fatati, ma ho come l'impressione che sia un'idea sbagliata. Dovete sapere, infatti, che tali reami non sono assolutamente assimilabili alle vostre vecchie monarchie, per il fatto che le fate in nessun caso vivono con una struttura gerarchica: non c'è nessuno che comanda e nessuno che obbedisce. Nessuno che governa e nessuno che viene governato: insomma, il Piccolo Popolo vive libero.

E allora a cosa servono i reami fatati? Vi starete chiedendo.
Ebbene, dovete sapere che le fate amano molto le messe in scena: che volete farci, sono fatte così. Periodicamente, eleggono una Regina (e a volte anche un Re, ma più raramente) che ha il solo compito di presenziare ai loro magnifici cortei al chiaro di luna. Una cerchia di fatine si diverte a intessere vesti preziose, truccare e acconciare la Regina. 


Tutti cantano lodi per la loro sovrana, e lei recita la sua parte in maniera incantevole. Il suo ruolo consiste in questo: una meravigliosa recita.
Io ho assistito ad un reale corteo di fate, tanto tempo fa, e non lo dimenticherò mai...

Ciao a tutti,
Lo Gnomo del Rosmarino