"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 24 gennaio 2015

Maneki neko, il gatto con la zampina alzata

Nelle pagine dei manga vi è capitato di vedere rappresentato un gatto con la zampina alzata, spesso bardato con un campanello al collo e un bavaglino, in forma di statuetta?
A me sì, così ho chiesto alla mia corrispondente Keyko se fosse un portafortuna tradizionale.


Maneki neko: il gatto che chiama

Keyko mi ha raccontato che si tratta del Maneki neko, letteralmente "gatto che chiama" (招き猫).
La zampina alzata (destra o sinistra, o entrambe) a noi occidentali può sembrare un saluto, invece secondo la cultura giapponese è un invito a venire avanti. Keyko, infatti, mi ha spiegato che il simpatico felino viene posto spesso all'entrata nei negozi per "invitare i soldi e invitare i clienti".

L'origine del Maneki neko, tra sacro e profano

La più antica testimonianza di Maneki neko risale al 1870, in pieno Periodo Meiji.
Sull'origine di questa statua ci sono due spiegazioni: una più "sacra" e una più "profana"!
La prima è una leggenda secondo cui un samurai, incuriosito dal gesto di un gatto che sollevava la zampetta, si avvicinò evitando così una trappola mortale. Da quel momento il gatto con la zampa alzata è diventato simbolo di buon auspicio.
La seconda, invece, molto più prosaicamente, collega la sua comparsa alla proibizione nell'era Meiji dei talismani sessuali esposti all'entrata dei bordelli. Così vennero sostituiti coi i più casti gatti dalla zampa alzata, che assolvevano sempre la funzione di attirare dentro i clienti.

I colori del Maneki neko

Il Maneki neko tradizionale è bianco con macchie nere e marroni. Tuttavia, se ne possono trovare in una gran quantità di colori. Come curiosità, vi lascio una lista dei colori più diffusi e la possibile interpretazione del loro significato (tratto da Wikipedia):

Tricolore
Il colore di base è bianco, con macchie nere e arancioni disposte a caso. Questa colorazione è considerata particolarmente fortunata ed è quella più popolare per i Maneki neko. La credenza potrebbe essere correlata alla rarità di questa colorazione nei gatti bobtail giapponesi, ai quali è ispirata la rappresentazione del Manei Neko. In Giappone questo colore è chiamato Mi-ke, che significa tre-pellicce (o tri-pelo).

Bianco
I gatti bianchi indicano purezza e sono il secondo tipo per diffusione.

Nero

Si dice che i Maneki neko neri portino buona salute e tengano lontano gli influssi negativi. Sono molto apprezzati dalle donne perché dovrebbero essere particolarmente efficaci nel tenere lontano i molestatori.

Rosso

Anche il rosso è un colore protettivo, e si ritiene che tenga lontani gli spiriti maligni e la malattia.

Oro
Associato con la ricchezza, il benessere economico.

Rosa
Benché non sia un colore della tradizione, attualmente è un colore popolare ed è associato all'amore.

Verde
Si dice che porti riconoscimenti accademici e protegga dagli incidenti stradali. 

Qual è il vostro Maneki neko preferito?

sabato 17 gennaio 2015

Le origini del mito di Atlantide

Il mito di Atlantide è antichissimo e non smetterà mai di affascinarci: ha ispirato romanzi, film, cartoni animati, creazioni artistiche, parchi a tema, articoli e saggi più o meno esoterici... ma chi conosce la leggenda primigenia che sta all'origine di tutte queste storie?

L'Atlantide, Manuel Orazi (1921)
La prima fonte che parla di un'isola chiamata Atlantide è Platone, in due dialoghi: il Timeo e il Crizia (V-IV sec. a.C.).
Umberto Eco, nella sua Storia delle terre e dei luoghi leggendari, scrive:

"Platone mostra di rifarsi a miti più antichi e cita un racconto di Solone su rivelazioni ricevute da sapienti egizi e, pur senza nominare Atlantide, già Erodoto (V sec. a.C.) aveva parlato degli Atlanti come di genti del Nord Africa, vegetariani e che non sognavano mai. Ma in effetti i due testi platonici sono gli unici da cui si può partire".

Appurato quindi che il filosofo greco diede inizio al mito di Atlantide, andiamo ad analizzare come descrive nei suoi dialoghi la misteriosa isola.

Partiamo dal Crizia, che affronta il mito in maniera più estesa.
Qual è l'origine degli abitanti di Atlantide? Essi sono di stirpe divina, poiché il dio del mare Poseidone fissò proprio in quest'isola la dimora dei figli avuti con una donna mortale.

Fuga da Atlantide: statua di Nettuno
Il dio si innamorò infatti di Clito, figlia unica di Euenore e Leucippe: costruì nel territorio in cui viveva un'altura fertile e rigogliosa e la circondò di un labirinto di mare e terra, in modo che non fosse accessibile agli uomini provenienti da altri paesi. Qui gli abitanti di Atlantide crebbero e progredirono.

Gli Atlantidei erano ricchi e prosperi:

"La stirpe di Atlante dunque fu numerosa e onorata, e poiché era sempre il re più vecchio a trasmettere al più vecchio dei suoi figli il potere, preservarono il regno per molte generazioni, acquistando ricchezze in quantità tale quante mai ve n'erano state prima in nessun dominio di re, né mai facilmente ve ne saranno in avvenire, e d'altra parte potendo disporre di tutto ciò di cui fosse necessario disporre nella città e nel resto del paese. Infatti molte risorse, grazie al loro predominio, provenivano loro dall'esterno, ma la maggior parte le offriva l'isola stessa per le necessità della vita".
(dal Crizia)

L'isola era magnifica, ricca di edifici maestosi come il tempio di Poseidone:

"Il tempio dello stesso Poseidone era lungo uno stadio, largo tre plettri, proporzionato in altezza a queste dimensioni, e aveva nella figura un che di barbarico. Rivestirono d'argento tutta la parte esterna del tempio, ad eccezione degli acroterii, e gli acroterii erano d'oro; quanto agli interni, il soffitto era a vedersi interamente d'avorio, variegato d'oro, argento e oricalco; tutte le altre parti, pareti, colonne e pavimento, le rivestirono di oricalco. Vi collocarono statue d'oro, il dio in piedi su un carro, auriga di sei cavalli alati, egli stesso tanto grande da toccare con la testa il soffitto del tempio, tutt'intorno cento Nereidi su delfini - perché tante pensavano allora che fossero le Nereidi - e vi erano molte altre statue, doni votivi di privati".
(dal Crizia)

Tempio di Poseidone a Paestum; autore Sandro Baldi
Nonostante tutto questo sfarzo, però, gli Atlantidei non sono affatto schiavi dei beni materiali, anzi. La loro origine divina li rende un popolo pacifico, misurato e saggio, al contrario di noi uomini comuni:

"Stimavano poca cosa i beni che avevano a disposizione, sopportavano con serenità, quasi fosse un peso, la massa di oro e delle altre ricchezze, e non vacillavano".
(dal Crizia)

Ma come ognuno di noi sa, le leggende di Atlantide insegnano che a un certo punto l'isola venne distrutta. Cosa portò a una fine tanto tragica?
Qui iniziano i misteri, perché il dialogo di Platone si interrompe proprio sul più bello!

La tragedia comincia in questo modo: la gente di Atlantide, col passare del tempo, perde sempre di più il suo sangue divino, mentre diventa più forte in lei la natura umana. In questo modo inizia a ragionare come qualunque altro abitante della terra, in modo cioè materialistico. Le ricchezze possedute, mentre prima erano tenute di poco conto, ora rendono gli Atlantidei bramosi e affamati di potere.

Ecco che allora il padre degli, Zeus, si adira e...

"volendo punirli, affinché, ricondotti alla ragione, divenissero più moderati, convocò tutti gli dèi nella loro più augusta dimora, la quale, al centro dell'intero universo, vede tutte le cose che partecipano del divenire, e dopo averli convocati disse..."
(dal Crizia)
Jupiter Weighing the Fate of Man
Nicolai Abraham Abildgaard

Cosa disse Zeus per ricondurre alla ragione le genti di Atlantide??
Non lo sapremo mai, perché - colpo di scena - il dialogo finisce qui!

Andiamo adesso a prendere l'altro dialogo in cui Platone affronta il tema di Atlantide: il Timeo.

Come già accennato, qua si parla della mitica isola in modo più stringato. Non si fa menzione di ciò che disse Zeus, quindi questa parte rimane un enigma irrisolto. Però si dice che la rovina di Atlantide fu causata da "terribili terremoti e diluvi":

"...nel corso di un giorno e di una brutta notte, tutto il complesso dei vostri guerrieri di colpo sprofondò sotto terra, e l'Isola di Atlantide, allo stesso modo sommersa dal mare, scomparve".
(Dal Timeo)

Inondazione di Atlantide, Lorenzo Taddei
Tutto ebbe inizio da questi due dialoghi... del resto si sa: oltre che celebre filosofo, Platone era un eccellente affabulatore. 
Ognuno può immaginare il proprio mito partendo dai due testi originari, nonostante presentino una storia incompleta. O forse è proprio questa la chiave della fortuna di tale leggenda: l'alone di mistero che circonda la sorte di Atlantide.

Per approfondire:
  • Se volete avere una panoramica sulla mole di testi ispirati alla fascinazione di Atlantide, vi consiglio di leggere il già citato Storia delle terre e dei luoghi leggendari di Eco. Contiene un interessantissimo capitolo che affronta l'argomento, e inoltre è un ottimo libro, direi imperdibile per chi ama miti e leggende.
  • Se volete leggere per intero il Crizia, cliccate QUI.
  • Credits: tutte le immagini usate in questo post sono state tratte da Wikimedia Commons. La traduzione del Crizia proviene da www.miti3000.it e la traduzione del Timeo da Storia delle terre e dei luoghi leggendari.

sabato 10 gennaio 2015

Yuzuru Hanyu, un samurai sul ghiaccio

Ero indecisa se intitolare questo post su Yuzuru Hanyu "Un kamikaze sul ghiaccio" piuttosto che "Un samurai sul ghiaccio". Alla fine ha prevalso la seconda scelta, poiché mi sembra più poetica. Ma questo ragazzo, così apparentemente delicato, negli ultimi tempi ha dimostrato un carattere da vero kamikaze e più avanti scoprirete il perché!

Ma chi è Yuzuru Hanyu?

Il suo nome è noto agli appassionati di pattinaggio sul ghiaccio, infatti ha vinto le ultime Olimpiadi a soli 18 anni. Il suo programma corto ha fatto il record assoluto di punteggio mai raggiunto, infatti quando ha letto il risultato faceva fatica a crederci anche lui...

Alto e slanciato, bel visetto e pettinatura con frangetta tipica da manga: così si presenta Yuzuru Hanyu sul ghiaccio. Le sue caratteristiche sono la leggerezza e l'eleganza, nonché la passione con la quale pattina; passione che lo fa diventare una cosa unica con la melodia interpretata. Il cronista di Rai Sport (nonchè ex pattinatore) Pedrazzini dice che tutti i pattinatori sono atleti, ma pochi si possono definire "Artisti" e Yuzuru Hanyu si può definire proprio un Artista. Io sono d'accordo con lui!

Sono appassionata di pattinaggio sul ghiaccio fin da piccola, grazie ai miei genitori che me lo facevano vedere sull'allora Tele Monte Carlo. In più amo il Giappone, quindi questo pattinatore l'ho sempre seguito con interesse. Una delle ultime sue imprese, però, mi ha fatto diventare definitivamente una sua fan... è stata una cosa da non credere, quasi un episodio da manga!
Yuzuru versione manga.
Fonte KotNarKot

Bene, dovete sapere che Yuzuru Hanyu, durante i riscaldamenti per la Cup of China 2014, ha avuto uno scontro accidentale ma violentissimo col cinese Han Yan, che l'ha lasciato steso sul ghiaccio, sanguinante e con un trauma cranico.

Ora io dico: Yuzuru, hai vinto le Olimpiadi e stai gareggiando in una competizione minore, non hai niente da dimostrare, ti sei fatto male... quindi ovviamente ti ritirerai dalla gara, no?
NO!!
Yuzuru, da vero kamikaze samurai sul ghiaccio, ha deciso di gareggiare tutto acciaccato, col mento ferito e la testa bendata!

E' caduto 4 volte e si è dovuto far portare a spalle dall'allenatore per uscire dalla pista. Il pubblico è andato in delirio e l'ha sommerso di Winnie The Poo, il suo pupazzo portafortuna.
Non ci crederete, ma ha pattinato così bene che nonostante le cadute si è classificato secondo! Quando ha letto il risultato è scoppiato a piangere.

Io ero davanti al televisore a bocca aperta. Paolino ha commentato: "Ma dai, è una scena troppo surreale! Sembra l'episodio di un manga!"
Ed è vero! A volte la vita reale supera le opere di fantasia.

Yuzuru, col senso dell'onore tipico del suo paese, ha dichiarato che essendo il campione olimpico si sente di dover meritare quella medaglia, dimostrando in ogni occasione di esserne degno, per questo ha deciso di gareggiare lo stesso. Che dire... tanta ammirazione per questo giovanissimo campione, speriamo che si riprenda al meglio dall'incidente!!

venerdì 2 gennaio 2015

Per chi ama l'urban fantasy: Diari dal sottosuolo

Oggi vi presento un'antologia per chi ama l'urban fantasy: Diari dal sottosuolo.

Se vi siete stancati di leggere solo storie di vampiri innamorati, licantropi e pene adolescenziali, questo libro fa per voi! Troverete tutte le sfumature dell'urban fantasy, un genere che può essere molto più versatile di quanto si possa pensare.

La raccolta nasce come best off dei migliori racconti che hanno partecipato al concorso Chrysalide (indetto da Mondadori nel 2013) per la sezione curata dallo staff di Diario di Pensieri Persi.

Per inciso, la raccolta Chrysalide è molto bella, io l'ho letta e l'ho trovata davvero ben fatta. Potete scaricarla gratis da Amazon.

Ma torniamo a Diari dal sottosuolo. Vorrei far parlare le storie stesse, così ho preparato per voi un riassuntino di tutti i racconti dell'antologia:

  • La mamma fantasma è forse il più realistico, anche se sembra strano parlare di realismo in una storia che ha per protagonista un fantasma. Eppure è così: se fossi un fantasma, penso proprio che proverei le stesse emozioni di Samantha, la protagonista. Emozioni struggenti e delicate.
  • Gercai e le catene della libertà: ci trasferiamo in uno scenario urbano, "con arabeschi di aria putrida, contaminata", per dirla con l'autore. Come in un piccolo giallo, inseguiamo insieme al protagonista gli indizi che lo portano a recuperare la memoria perduta: chi è veramente Paolo Rei, soprannominato "Leco"? Un finale a sorpresa ce lo rivelerà.
  • Pandora: è il racconto vincitore della categoria, pubblicato nell'antologia edita da Mondadori. Il protagonista Fabrizio dedica ogni momento della sua vita a salvare il mondo, tutti i giorni, senza che lo sappia nessuno. Ma la vivace Sara vuole conoscere il segreto dell'amico e non avrà pace finché non scoprirà cosa si cela dietro i suoi misteri...
  • Sirene: Tommy, a seguito di uno strano incontro, si ritrova in un inquietante locale pieno di personaggi bizzarri (come scenario a me ha ricordato un po' le atmosfere di David Linch). Qui scoprirà che le sirene esistono davvero: esseri sanguinosi che esaudiscono i desideri dei mortali a carissimo prezzo.
  • Sogni perduti e birra scura: un improbabile anti-eroe che odia i libri si ritrova a lavorare in una biblioteca. Un ragazzino soprannominato "L'appallottolato" e un bizzarro cavaliere che sembra uscito da un romanzo "Cappa e spada" metteranno a dura prova i suoi nervi...
  • Parcheggio riservato: la giovane Angela non si rassegna al pensiero della perdita del nonno. Aveva novantacinque anni, sì, ma meritava davvero di morire per un ritardo dei soccorsi, a causa di un macchinone parcheggiato nel posto per gli invalidi? La risposta arriverà grazie alla nonna, che forse cela qualche segreto dietro alla sua aria di donnina anziana e innocua.
  • Artù: il ricordo delle estati di Daniela, trascorse nel bosco insieme a un piccolo amico molto speciale. Il tempo passa, ma chi ama sognare di certo non può mai dimenticare le irripetibili emozioni che regala un'infanzia piena di magia.
  • La notte del destino: Lara si trova davanti a un bivio: arrendersi al proprio destino o cercare di cambiarlo, mettendo a repentaglio l'equilibrio del mondo? La misteriosa Hespèria le proporrà di mutare il proprio fato.
  • Nati nel buio: il popolo di Feeria è antichissimo o creato in laboratorio, sulla base di antichi miti? Forse non ha importanza, quello che conta ora è salvarlo dai malvagi Neri, nemici senza scrupoli che vogliono eliminarlo del tutto.
  • Dancing with Roger: l'immortale Roger è stato il fedele servitore della Regina Elisabetta I, e ora serve senza tentennamenti il Principe, dittatore sanguinario. Ma un vampiro tanto affascinante quanto pericoloso farà vacillare le sie convinzioni...

Penso che uno dei miei racconti preferiti sia Sirene... e chi segue questo blog può immaginare il perché! Leggendolo ho ritrovato le atmosfere delle antiche leggende che amo tanto, l'amalgama di attrazione e morte che contraddistingue da sempre il mito delle sirene.
Inoltre penso sia struggente Artù, con la sua rievocazione delle magiche emozioni che si provano durante l'infanzia.
Mi ha colpito anche Sogni perduti e birra scura, questa volta per la verve comica e originale.
Quello che mi è piaciuto un po' di meno, invece, è Dancing with Roger, perché ho trovato la trama un po' confusionaria. Però è una questione di gusti personali.

In verità ogni racconto mi è piaciuto a modo suo e mi ha fatto riflettere sulle tante possibilità di creare scenari fantasy.

Consiglio quindi caldamente questa raccolta e vi ricordo che i proventi dell'edizione cartacea saranno devoluti a Emergency.

Link utili:

Edizione ebook di Diari dal sottosuolo
Edizione cartacea di Diari dal sottosuolo
Booktrailer

martedì 23 dicembre 2014

Buone feste a tutti voi e... grazie!

Cari amici di Colorare,

questo post lo dedico a tutti voi, affezionati lettori!
Grazie per la vostra costanza nel seguire il mio blog.
Colorare la vita è online dal 2008 e molte cose sono successe da allora... dalla ricerca di un lavoro stabile alla nascita della mia bimba!
Il blog è cresciuto e con esso io e i miei lettori.

Grazie a tutti per i vostri commenti o anche solo per leggere i miei post.

Un abbraccio forte e... BUONE FESTE!!!
Vi auguro un Natale più colorato che mai e un altrettanto variopinto nuovo anno.
Ci vediamo nel 2015, sempre su Colorare la vita!

Vele Ivy

sabato 13 dicembre 2014

"Ivana" in Giapponese


Come vi ho spiegato la scorsa volta parlandovi della scelta dei nomi nel Sol Levante, nella lingua giapponese la stessa sillaba può essere scritta con caratteri (kanji) diversi, a seconda del significato.

Io ho chiesto alla mia corrispondente Keyko come si potesse scrivere il mio nome e lei mi ha indicato una lista di kanji, invitandomi poi a scegliere quello che rispecchiasse di più il desiderio dei miei genitori quando sono nata... perché è così che si scelgono i nomi in Giappone!

Ecco la lista:

I = 伊(si significa l'italiano)
   衣(vestito)
   依(Conto su)
   唯(solo)

Va = 羽(Piuma)
       葉(Foglie)

Na = 夏(estate)
       名(nome)
       菜(Verdi)
       那(Sciolto)
       南(sud)
       波(Saluto)

Vana = 花(Fiore)
           華(Fiore)

Io non so bene quale fosse il desiderio dei miei genitori; sono nata dopo una lunga attesa, quindi penso che il loro unico desiderio fosse quello di avere finalmente una bambina o un bambino.
Però sono figlia unica (唯: Solo) e mi ricordo che da piccola mio papà mi chiamava Fiore oppure Fiorellino (華: Fiore).

Quindi verrebbe:

唯華

Carino, vero? :-)

sabato 6 dicembre 2014

La regina delle fate

Per l'angolo "Usi e costumi del Piccolo Popolo", oggi lo Gnomo del Rosmarino racconterà:
- Il ruolo dei reami fatati e della Regina delle Fate -
Maxine Gadd, Elf Queen
Buongiorno a tutti dallo Gnomo del Rosmarino.
Le Regine delle Fate sono soggetti molto interessanti, che non hanno mancato di influenzare la letteratura di voi umani. Chi mi sa dire un esempio di Regina delle Fate famosa?
Pensateci bene... ne ha narrato le gesta il vostro grande Shakespeare, in Sogno di una notte di mezz'estate: stiamo parlando della Regina Titania.

Ecco i doni che Titania ordina ai suoi servitori, per accontentare il suo amante dalla testa d'asino:

Non comune è il mio grado tra le fate; nella mia pompa è ancella ognor l'estate; ed io t'amo; perciò vieni con me.
Chiamerò gli elfi per badare a te:
perle ti recheranno essi dal mare, e giacendo sui fior, li udrai cantare; Ed io te sgombrerò di scoria greve, per renderti qual spirto aereo lieve.
Fior-di-Pisello! Ragnatelo! Bruscolo! Gran di-Senape!
"Titania, high Queen of the Fairies" by Howard David Johnson 
Ora, io non so di preciso che idee vi siate fatti dei reami fatati, ma ho come l'impressione che sia un'idea sbagliata. Dovete sapere, infatti, che tali reami non sono assolutamente assimilabili alle vostre vecchie monarchie, per il fatto che le fate in nessun caso vivono con una struttura gerarchica: non c'è nessuno che comanda e nessuno che obbedisce. Nessuno che governa e nessuno che viene governato: insomma, il Piccolo Popolo vive libero.

E allora a cosa servono i reami fatati? Vi starete chiedendo.
Ebbene, dovete sapere che le fate amano molto le messe in scena: che volete farci, sono fatte così. Periodicamente, eleggono una Regina (e a volte anche un Re, ma più raramente) che ha il solo compito di presenziare ai loro magnifici cortei al chiaro di luna. Una cerchia di fatine si diverte a intessere vesti preziose, truccare e acconciare la Regina. 


Tutti cantano lodi per la loro sovrana, e lei recita la sua parte in maniera incantevole. Il suo ruolo consiste in questo: una meravigliosa recita.
Io ho assistito ad un reale corteo di fate, tanto tempo fa, e non lo dimenticherò mai...

Ciao a tutti,
Lo Gnomo del Rosmarino

mercoledì 3 dicembre 2014

Conviene pubblicare su Paperblog?

Se qualcuno di voi ricorda il post che ho pubblicato nel 2011 riguardo alla piattaforma Paperblog, forse rimarrà stupito dal titolo di questo pezzo.

Mi ero espressa positivamente nei riguardi del sito, quindi la risposta al quesito poteva solo essere: "Sì, conviene!".
E sono ancora convinta che Paperblog sia un ottimo magazine online, che permette al lettore di informarsi col meglio dei blog.
Però recentemente mi sono accorta che appartenere al network di questo aggregatore è veramente troppo penalizzante: le statistiche di lettura del mio blog, negli ultimi tempi, me lo confermano. Google ultimamente sta penalizzando i contenuti doppi, e siccome Paperblog per i motori di ricerca risulta più autorevole del mio piccolo Colorare la vita, i contenuti visti come "copiati"... risultano essere i miei!!

Ho scritto già due volte a Paperblog per cancellarmi dal sito e aspetto ancora risposta da più di una settimana. Strano, perché in altre occasioni erano stati piuttosto celeri nelle comunicazioni.
Così ho deciso di fare come altri blogger nella mia stessa situazione: scrivo una lettera aperta nel mio blog. Paperblog legge tutti gli articoli che pubblico prima di inserirli nella sua piattaforma, in questo modo spero di avere una risposta.

Ripeto, il sito mi piace molto e continuerò a leggerlo da "esterna", ma penso non sia più conveniente pubblicarci i miei post, almeno per quanto mi riguarda. Spero di ricevere presto un feedback! :-)

AGGIORNAMENTO DEL 4/12:

In tutta questa storia comincia ad esserci un alone di mistero!

Mi sono accorta che il sito di Paperblog non è aggiornato ormai da un mese e mezzo, in più diversi utenti stanno segnalando problematiche simili alla mia nella relativa pagina Facebook, senza risposta.

Come se non bastasse, il mio articolo non è stato filtrato (ricordo che Paperblog, a differenza di altri aggregatori, ha una redazione che si occupa di selezionare i testi, non è un processo automatico) e fa bella mostra di sé nel mio profilo Paperblog!! O_____o

Che succede? Forse sta chiudendo i battenti? E allora perché mantengono tutti i nostri post nel portale?
Il mistero si infittisce... vi terrò aggiornati! ;-)

sabato 29 novembre 2014

I deliziosi delitti di Little Town - Gaia Conventi

Nella giungla di internet mi è fortuitamente capitato di imbattermi in un libro - come dice il titolo stesso - delizioso: I deliziosi delitti di Little Town di Gaia Conventi. L'ho scoperto grazie al sito eBook Gratis: il titolo mi ha incuriosita,le prime righe mi hanno convinta, così sono andata avanti nella lettura... e tutto il resto del libro ha dato conferma alla mia intuizione!



Si tratta di una serie di racconti collegati tra loro: nelle storie si avvicendano personaggi ricorrenti, cioè gli abitanti di Little Town, un piccolo paesino di confessione battista. Dietro alla facciata perbenista, ogni abitante ha il suo scheletro nell'armadio: una vena di psicopatia che sembra non risparmiare proprio nessuno! Nonostante questo, Gaia Conventi ha un modo di narrare così lieve e accattivante che ti rende simpatici perfino gli artefici dei più efferati delitti. Ti sembra di essere lì, a Little Town, un momento a condividere marmellata di mirtilli e il momento dopo a temere per la tua incolumità.

Molti racconti hanno un finale a sorpresa, spiazzante, che mi ha fatto rileggere l'intera storia per trovare il bandolo del delitto.

Oltre a ciò, ci sono numerosi riferimenti letterari, storici e musicali che rendono ancora più piacevole la lettura.
Insomma, una lettura originale e gradevolissima, una vera sorpresa!
Cliccate di seguito per scaricare gratuitamente l'ebook de I deliziosi delitti di Little Town.

Sito dell'autrice: http://gaialodovica.wordpress.com/

domenica 23 novembre 2014

Battuta di caccia - Jussi Adler Olsen

Diverso tempo fa Marsilio Editori mi ha inviato un romanzo da recensire (ringrazio vivamente il loro ufficio stampa!) e quindi eccomi a parlare di "Battuta di caccia" del danese Jussi Adler Olsen.
Si tratta del secondo libro dedicato alla Sezione Q: cliccate di seguito per leggere la recensione del primo, "La donna in gabbia".

Ritroviamo la coppia di "sbirri" Carl e Assad, personaggi riuscitissimi e divertenti come nel precedente romanzo. Al duo si aggiunge l'assistente Rose, irresistibile nei suoi atteggiamenti buffi e a tratti demenziali (irresistibile per il lettore ma non per Carl, visto che non si potrebbe definire esattamente una bellezza seducente).

Il libro si sviluppa col ritmo e la suspense già apprezzati ne "La donna in gabbia". Se possibile, però, la tematica principale è ancora più angosciante. Davvero, non pensavo ci fosse qualcosa che si rivelasse più terribile su carta di vivere le emozioni provate da Marete, una donna lasciata sola e torturata per anni in una gabbia; eppure, l'autore è riuscito a fare "di meglio". E proprio questo crogiolarsi nella depravazione mi ha messa a disagio... quasi come se l'autore più che a denunciare fosse interessato a indugiare nella crudeltà del genere umano.

Questa volta ci troviamo di fronte a un branco di giovani ricchi e viziati, che decide di svagarsi seviziando e uccidendo vittime innocenti. Ed ecco un altro paio di punti che mi hanno lasciata a dir poco perplessa:
1) Il legame troppo superficiale tra gli omicidi e la visione di "Arancia Meccanica". Troppo facile e scontato spiegare in questo modo tali azioni e demonizzare così un film che tra parentesi è un capolavoro.
2) La simpatia (o almeno, questa è la sensazione da me avvertita) che l'autore a volte sembra provare per Kimmie, l'unica ragazza del gruppo. Ha vissuto delle vicende terribili, sono d'accordo, ma questo non basta a giustificare i crimini assurdi di cui si è macchiata.

Detto ciò, non so bene che parere darvi su questo libro. Tecnicamente è scritto benissimo, originale e brillante. Però il mio giudizio è influenzato dai punti elencati sopra.
Mi piacerebbe sentire il parere di qualche altro lettore di "Battuta di caccia" per confrontarmi! ;-)