"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 6 giugno 2015

Piccole case editrici digitali. Ho visto cose...

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi... imposterò così, con una celebre frase di Blade Runner, questo post sulle piccole editrici digitali.
Sì, è una frase usata e riusata, direi abusata, perdonatemi se ne abuserò anch'io! :-)
Ma vorrei scrivere questo post con leggerezza e ironia, perciò questa formula mi sembra azzeccata.

Non sono un'esperta di editoria, ma tramite lo spazio esordienti di Colorare la vita sono venuta in contatto con molte piccole case editrici digitali e, nel mio piccolo, ho sempre fatto di tutto per incoraggiarle.

Eppure moltissime hanno chiuso. Perché? Erano gestite nel modo giusto? Ha senso pubblicare con queste minuscole realtà o è meglio la strada dell'autopubblicazione, per gli amici self publishing?

Mah, non ho risposte, ma solo qualche considerazione personale! ^___^

Nei miei incontri ravvicinati con le piccole case editrici digitali ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi... 

  • Ho visto editori pubblicare status su Facebook con errori grammaticali e lessicali
  • Ho visto autori pubblicati solo perché erano amici/parenti degli editori
  • Ho visto autori pubblicare post nei loro blog con errori nei congiuntivi
  • Ho visto editori pubblicare manuali di scrittura copiati da blog
  • Ho visto editori che, una volta chiusa la casa editrice, hanno smesso di scrivere perché si sono resi conto che era una passione passeggera
  • Ho visto editori lamentarsi di ricevere troppi manoscritti
  • Ho visto editori lamentarsi di ricevere pochi manoscritti
  • Gli editori di cui sopra (quelli con pochi manoscritti) li ho visti cadere dalle nuvole quando gli si faceva notare che la loro pagina Facebook era incomprensibile e il sito inesistente
  • Ho visto testi pubblicati senza quasi nessun editing
  • Ho visto autori gioire per la pubblicazione del loro libro, e rattristarsi il mese dopo per la chiusura della casa editrice che li aveva finalmente pubblicati
  • E infine, ho visto piccole case editrici davvero meritevoli, che facevano un ottimo editing, una volenterosa promozione e una lodevole cernita dei manoscritti... chiudere dopo nemmeno un anno di vita
Questo panorama, amici di Colorare la vita, mi rattrista. Soprattutto per quanto riguarda le piccole case editrici digitali meritevoli, quelle che facevano il loro mestiere con competenza e passione. Eppure non bastano queste qualità, purtroppo! Evidentemente per mettere su un business, di qualunque tipo, bisogna avere anche conoscenze imprenditoriali. Forse il problema potrebbe essere che l'editoria digitale è un business fin troppo accessibile a tutti? Non lo so.

Per gli editori completamente improvvisati e arroganti, invece, concedetemi di provare ben poco dispiacere. Anzi, in realtà mi dispiace per i loro scrittori esordienti, che hanno visto naufragare le loro speranze con la chiusura dell'editore.

E quindi qual è la strada giusta per un esordiente?
Pubblicare con case editrici affermate è praticamente impossibile. Le piccole spesso chiudono i battenti dopo pochi mesi. L'autopubblicazione rischia di mettere in circolo testi pieni zeppi di refusi, che sviliscono il panorama dei libri digitali.

Non ho una risposta, anche perché non sono un'esperta. 
Ma secondo me conviene supportare comunque le piccole case editrici digitali, o meglio: quelle che ci sembrano valide, che si fanno in quattro per eseguire un lavoro onesto e accurato nei confronti di autori e lettori. Ma conviene altresì diffidare dai dilettanti allo sbaraglio.

In alternativa, la strada del self publishing può essere affiancata a un lavoro di editing da parte di amici esperti o, in mancanza di questi, di consulenti ad hoc. 

Che altro dire... il mondo dell'editoria sta cambiando e io ne sto seguendo i cambiamenti con partecipazione e interesse. Chissà se troverò mai il tempo e le risorse per scrivere e (auto)pubblicare anch'io il libro di favole che ho in mente da tempo. Non ha importanza, la cosa fondamentale è che il panorama digitale dia nuovi stimoli a tutti gli autori emergenti e ai lettori curiosi!

PS: tutto questo discorso, ovviamente, è riferito esclusivamente alle case editrici NON a pagamento. Quelle a pagamento non le prendo nemmeno in considerazione.

6 commenti:

Anna Bernasconi ha detto...

Ho spesso l'impressione che il problema sia lo stesso in tutti i settori: tutti possono fare di tutto e quindi si fa un gran caos. Tutti possiamo illuderci d'essere scrittori, musicisti, artisti ecc. E chi cerca creazioni valide si perde spesso in una selva di cose fatte male. Da una parte è bello che tutti possano avere una chance ma...

mari da solcare ha detto...

Ciao, Vele! Grazie di questa disamina competente e appassionata! Buona settimana.

Belle ha detto...

Io sono d'accordo con te: aprire una "casa editrice" è fin troppo facile e si finisce per fare un tentativo senza impegnarsi troppo. Io sono una scrittrice da anni e non ho mai trovato nessuna casa editrice che mi desse abbastanza fiducia da mandarle i miei scritti. Grazie per questi post sempre pieni di informazioni davvero utili! :)

Alfa ha detto...

Probabilmente in un modo spietato dove lo spazio per i piccoli è sempre più esiguo, per resistere occorrono capacità imprenditoriali non di poco conto.

Arwen Elfa ha detto...

Cara Vele hai sicuramente ragione - il panorama editoriale è in forte cambiamento e sicuramente alcune piccole case editrici hanno aperto i battenti senza avere tutto il necessario (alcune non avevano a quanto pare nemmeno la necessaria conoscenza della lingua italiana, cosa davvero triste) altre invece anche se meritevoli non avevano le necessarie capacità imprenditoriali e la consapevolezza completa di quello che facevano se hanno chiuso in così poco tempo. E' un vero peccato e mi auguro che le realtà editoriali di questo tipo continuino ad esserci ed a moltiplicarsi ma sempre più consapevolmente e con tutte le caratteristiche necessarie per durare nel tempo. Bisogna dire che quanto a libri digitali o non ultimamente ci sono in giro anceh cose pazzesche quanto alla qualità ed alla corretterzza formale.
Anche un'autore auto pubblicato dovrebbe comunque avere una cura maggiore per quello che pubblicano - perchè una persona che spende anche una cifra di solito abbastanza alta non è per nulla contento se si trova a leggere un libro infarcito di errori !
Un saluto cara Vele - Buon lunedì e migliore settimana appena iniziata

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Carissimi tutti, grazie per il vostro parere. Anche dal confronto con le vostre parole, mi rendo conto che siamo davanti a una fase di cambiamenti, in cui non si capisce ancora che fine faranno le case editrici. Varrà la legge della giungla in cui le migliori sopravviveranno? O il destino degli autori è quello di autopubblicarsi, magari facendosi aiutare privatamente da editor e grafici? Io continuo a seguire il panorama editoriale, vediamo dove ci porterà!