"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

giovedì 11 ottobre 2018

Le sirene esistono veramente?


«Le sirene esistono, lo sai?»
Mi disse quella mattina Angelica, passandosi le dita tra i lunghi capelli neri.
«Ah, sì? E tu come fai a saperlo, ne hai vista una?» Chiesi divertita.
Lei rimase silenziosa per qualche secondo, poi spiegò:
«Hai presente quelle leggende irlandesi che parlano di sirene? C’è sempre un uomo che riesce a sposarne una, a patto che non faccia una determinata cosa. Che so, non deve mai vederla nelle notti di luna piena, oppure non deve mai alzare la voce con lei. Per un po’ di anni le cose vanno bene, i due hanno una vita felice e fanno pure dei figli. Ma a un certo punto l’uomo finisce per rompere il patto, e la sirena torna nel suo mondo per sempre».
Era seria mentre mi faceva quel discorso. Eravamo sedute sugli scogli e c’era un rovente sole d’agosto che faceva scintillare il mare. Il caldo rendeva il paesaggio un po’ sfocato, quasi surreale.
«Sì, ne ho letta qualcuna, di quelle leggende» confermai. 
«E ti sei mai chiesta che fine facessero i figli della sirena? Rimanevano col padre. Alla gente sembravano normali, ma non erano come gli altri. Il loro sangue era misto. Erano sirene che vivevano tra gli umani. Prima o poi a qualcuno di loro, o ai loro discendenti, sarà capitato di voler ricongiungersi col regno marino. Non credi?»
Non aspettò la mia risposta. Appena finito di parlare, si alzò e sparì tra le onde con uno dei suoi magnifici tuffi.
La guardai entrare in acqua schermandomi gli occhi con la mano, per proteggermi dal riverbero del sole.
Sarà stata la luce particolare che c’era quel giorno, ma mi sembrò per un attimo di vedere una coda di sirena sparire con lei tra i flutti.

Il mese successivo tornai a casa, iniziai il liceo e gli impegni scolastici mi assorbirono completamente. Degli amici conosciuti al mare non mi rimaneva altro che un ricordo sbiadito. Allora non c’erano WhatsApp e Facebook, perciò era più difficile mantenere i rapporti. Sentii alcuni di loro un paio di volte al telefono e poi non ci pensai più per molto tempo.

***

Anni dopo, ormai trentenne, mi tornò in mente quella vacanza, non so nemmeno io il perché. Le cose che ricordavo meglio erano i capelli neri di Angelica e i suoi tuffi perfetti. Mi venne voglia di rivedere quel paesino di mare, così presi il primo treno disponibile e tornai alla spiaggia dove avevo trascorso tante ore spensierate in quella calda estate ormai lontana.

Mentre stavo guardando il mare, sentii una voce che mi chiamava: voltandomi riconobbi uno dei ragazzini che avevo conosciuto in vacanza. Ormai era un uomo, ma riuscii a identificarlo senza esitazione. Parlammo del più e del meno, finché gli chiesi se avesse notizie degli altri amici, in particolare di Angelica.
«Allora non hai saputo?» Mi chiese, con lo sguardo triste. «Qualche anno fa Angelica è morta. Si è buttata dagli scogli durante una mareggiata. Non stava bene, poverina. Era molto chiusa, negli ultimi tempi sembrava persa in un mondo tutto suo. Il corpo non è mai stato trovato».
Rimasi impietrita per lo stupore, ma solo per un attimo.
Perché in fondo sapevo che Angelica aveva ragione.
«Le sirene esistono», mi disse quella volta.
Era vero. Esistono, e prima o poi provano il desiderio di tornare nel proprio mondo. Come aveva fatto lei.

5 commenti:

Maria D'Asaro ha detto...

Che bella storia! Grazie di essere tornata tra noi blogger, cara Vele: col pennino magico e speciale che intingi nel calamaio della tua colorata fantasia!

Titti ha detto...

E' triste, ma commovente e bellissima storia...

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Grazie ragazze!!

Arwen Elfa ha detto...

Bella storia cara Vele . . . .. ..
Un saluto e buona nuova settimana

Alfa ha detto...

Le sirene esistono, come le fate... certamente! :)