La sirenetta di Andersen a Copenhagen. Una quindicenne di fronte al mondo.

La statua della Sirenetta di Andersen, che si trova a Copenhagen, è uno dei simboli più amati e contemporaneamente più criticati che si possano trovare in una città.


Mi spiego meglio: quando vai lì a vederla, c'è letteralmente una ressa di persone in fila per fotografarla: chi la assale di lato, chi di fronte, chi scivola sugli scogli tentando di avvicinarsi per vederla meglio, chi si arrampica, chi issa bambini o fa foto di coppia.


Eppure, quando chiedi ai turisti cosa ne pensano di questa statua, quelle stesse persone che hanno rischiato un volo in acqua per fotografarla ti dicono: "Mah, mi ha deluso. E' molto piccola e poi c'è la ressa di gente per vederla".

Non vi pare una contraddizione?

Se un monumento non mi piace, di sicuro non lo assalgo per vederlo da vicino e farmi la foto ricordo: faccio un paio di scatti da una distanza di sicurezza e me ne vado.

Per quanto riguarda la gente del posto, vi posso raccontare questo: quando sono andata dal barista del pub con cui io e Paolino avevamo fatto amicizia, per dirgli tutta contenta che avevo visto la Little Mermaid, lui mi fa: "But she is very small..." come per scusarsi che il simbolo della sua città fosse così piccolo.
Ora, dal mio punto di vista (cioè da amante della splendida e commovente fiaba di Andersen), la Sirenetta DEVE essere piccola. E non solo perchè lo dice il titolo stesso della storia :-)

Qui non stiamo parlando di una sirena belloccia e patinata: la protagonista di Andernen è una fanciulla appena quindicenne, tenera e riflessiva, che rinuncia a tutto per il suo sogno di diventare un essere umano e avere un'anima immortale dopo la morte, possibilità altrimenti negata alle sirene.

In effetti, le sue dimensioni sono proprio quelle di una ragazzina in boccio.


La piccola creatura è ritratta proprio nel momento in cui esce dal mare per affrontare l'avventura più grande della sua vita. La sua coda si sta dividendo dando vita a due gambe. 

Sa che non rivedrà mai più la sua famiglia, le amate sorelle e il palazzo reale in cui è cresciuta.

Ha perso la sua meravigliosa voce, la più soave dei sette mari: l'ha donata alla Strega del mare in cambio delle gambe. 

Ogni passo che farà le costerà dolore, come se la trafiggesse un coltello appuntito.

In più, se non conquisterà l'amore del principe, morirà diventando semplice schiuma di mare, ad appena quindici anni anziché trecento (gli anni concessi alle sirene) e senza che la sua anima diventi immortale.

Insomma, è una piccola fanciulla sola, davanti all'ignoto e al rischio di perdere la vita ad appena quindici anni.
Non a caso, la foto che preferisco tra quelle che ho scattato è la seguente: rende l'idea della piccola sirena sola, davanti alla vastità della scelta che ha compiuto.


Per tutti questi motivi, io non sono stata delusa dalle dimensioni della sirenetta: era esattamente come me l'aspettavo.

Quando l'ho vista mi sono sentita emozionata nel riconoscere il simbolo della fiaba di Andersen che amo tanto, e che ho riletto già due volte dopo questo viaggio. Ora mi sembra di conoscerla un po' di più :-)


Il suo faccino malinconico si sposa benissimo col personaggio, non trovate?

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Commenti

E' un vero capolavoro e complimenti per le bellissime immagini!!!
Maria D'Asaro ha detto…
Condivido parola per parola quello che hai scritto. Foto stupende, sono d'accordo con Lady Boheme.
Quando andrò ad ammirare la Sirenetta ti penserò, carissima Vele!
Luigi ha detto…
hai ragione Vele: il suo viso esprime fragilità e solitudine!
Un abbraccio
Unknown ha detto…
Forse la gente che la vede rimane delusa perché è troppo realistica.
Però hai ragione. Le tue foto esprimono proprio il senso della fiaba.
max ha detto…
A me piace, anche se di piccole dimensioni, è un piccolo gioiellino...anche la gioconda non è enorme eppure....
Vele Ivy ha detto…
@Lady: grazie mille! Nonostante la ressa, sono riuscita a cogliere attimi in cui la si poteva ammirare da sola, senza manacce di turisti addosso ;-)
Sarà stato merito anche della pioggia!

@Mari: bene, sono contenta! Ho scritto questo post proprio sperando che vi vengano in mente queste parole quando avrete occasione di vederla :-D

@Luigi: sì, esprime la sua interiorità!

@Ele: bravissima, hai fatto centro. Forse rimangono delusi dal fatto che è realistica e rispecchia in pieno la delicatezza e la solitudine del personaggio originale.

@Max: giusto! Un'opera non deve essere di grandi dimensioni per avere valore!
Veggie ha detto…
Bentornata, carissima! E reduce da un viaggio meraviglioso, a quanto posso leggere dai tuoi ultimi post!... Che meraviglia, avrei dato non so cosa per essere lì con te... E anche se il viaggio finisce e si torna a casa, menomale che restano sempre le fotografie e dei magici ricordi...
Unknown ha detto…
Sono delle foto bellissime, mi hai fatto venir voglia di andare a salutarla di persona ^__^
Belle le foto!
L'opera poi è romantica nel senso ottocentesco del termine, coniuga fragilità e coraggio, amore e solitudine. Molto bella. Dispiace solo che non venga apprezzata per le dimensioni, come se l'arte si giudicasse un tanto al chilo!
Pupottina ha detto…
a casa da qualche parte ho un souvenir con la sirenetta....
la mia è davvero piccola... anche più dell'originale ;-)
Hyde ha detto…
Ciao Vele. Immagino la faccia dello gnomo, al commento del barista... La sirenetta (fiaba e statua), non poteva essere meglio incorniciata che da te: che siano viaggi di fantasia o reali, riesci sempre a coglierne essenze profumate. Buon week-end.
Vele Ivy ha detto…
@Veggie: è proprio vero quello che hai detto! Infatti, quando torno da un viaggio, anche se sono un po' triste di dover lasciare una luogo amato c'è qualcosa che mi consola: avere le foto da riordinare e i ricordi di viaggio da raccontare! E' bellissimo rivivere quei momenti e condividerli con gli altri...

@Book: sono molto contenta di averti fatto venire voglia di conoscerla!!

La stanza: ottimo il commento sul "romanticismo" dell'opera e sul fatto che il valore non si pesa a suon di chili!

@Pupi: anch'io ero tentata di prendere un souvenir della mia beniamina. Ma poi ho pensato che mi piaceva di più conservare il ricordo della sua figura sul mare di Copenhagen...

@Doc: cavolo, si vede che ormai conosci bene lo gnomo! In effetti, quando ha sentito quel commento del barista, sì è agitato come un forsennato nella tasca della mia giacca e poi ha cominciato a inveire in lingua gnomica.
Meno male che lo gnomico appare come un suono cavernoso alle orecchie di noi umani. Mi sono scusata dicendo che era il mio stomaco che brontolava e tutti mi hanno creduto...
Gnomo del rosmarino ha detto…
L'illustre lingua gnomica paragonata ad un brontolio di stomaco!
Cosa devono sentire le mie povere orecchie...
Pippicalzelunghe ha detto…
Brava Vele,che belle foto!!!Però che storia triste! Alla fine non è lontana dalla realtà,specie ora che vogliamo apparire belle eternamente, il prezzo e il peso da pagare costa gioia ma anche dolore.(fine commento)...Le tue povere orecchie devono sentire che:siccome Rosmarino è venuto in vacanza con te, non si è degnato di una telefonata, ne una cartolina a Carletta...morale lei sta con quel carciofone di Mirko un gnomo tutto tatuato!!!UFFA!!!queste gnome moderne!!!
Vele Ivy ha detto…
Ihihihihih, mi mancava l'angolo dei pettegolezzi gnomici! E' meglio di Eva 2000!
In effetti Rosmarino è stato un po' burbero, povera Carletta! Tienimi aggiornata sulla love story con Mirko ;-)
La Duchessa ha detto…
Vele sei veramente molto brava, le foto sono stupende!!
Vele Ivy ha detto…
Grazie mille, troppo gentile!

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