"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

sabato 31 dicembre 2011

Prepariamoci ad accogliere l'anno nuovo!

Immagine di Anne Geddes
Il 2011 sta per andare in pensione, è giunta l'ora di dare il benvenuto al neonato 2012!
Prepariamoci ad accoglierlo con ottimismo e determinazione... perché ci porti 365 giorni carichi di progetti, sogni realizzati, scoperte e ovviamente colori!!
Auguri da Colorare la vita!

giovedì 22 dicembre 2011

Buon Natale... con Carl Larsson


Buon Natale, carissimi lettori!!

Per farvi gli auguri, quest'anno voglio portarvi nelle magnifiche atmosfere della Svezia invernale...


...con gli acquerelli del pittore Carl Larsson.

AUGURI DI CUORE DA VELE IVY, LO GNOMO DEL ROSMARINO, PAOLINO E I MICI!

sabato 17 dicembre 2011

Natale a Grazzano Visconti


Visitare un magico borgo come Grazzano Visconti, abbellito da luci e decorazioni, è un ottimo modo per festeggiare il Natale!

Ogni angolo è stato addobbato con cura: in questo pozzo, per esempio, c'era un presepe.

Nel nostro ristorante preferito c'era un bellissimo camino scoppiettante... abbiamo mangiato in compagnia dei nostri amici il mitico gnocco fritto con salumi e formaggi, e i pisarei e fasò, tipica pasta emiliana. Che bontà!

In un posto così, non possono mancare fate e folletti...

Questi due amici dello Gnomo del Rosmarino sono molto simpatici, non trovate?

Le luci e colori erano dovunque...
Anche le creature più strane erano vestite a festa.

Ma la vera magia è cominciata col calare del buio.

Il borgo - senza macchine e insegne pubblicitarie - era illuminato solo dai lampioni e dalle luci di Natale.
Sembrava di essere in una bellissima fiaba.
Consiglio a tutti una visita a Grazzano Visconti, che si trova alle porte di Piacenza. In ogni periodo dell'anno, il comune organizza manifestazioni e ricostruzioni medievali; se volete leggere la cronaca della magica serata "Notti di fiaba", cliccate QUI!

domenica 11 dicembre 2011

Racconto natalizio: la fabbrica dei balocchi

Chi mi sa descrivere la fabbrica di babbo Natale?
Sicuramente la immaginerete tutti come un luogo in cui Babbo Natale e gli elfi, indaffarati, costruiscono trenini di legno, bambole di pezza, animali intagliati nel legno eccetera.
Immagine di Jesus Blasco
Da molti anni anni, però i bambini non ricevono di certo questo tipo di doni! Sotto l'albero troviamo Barbie, Gormiti, peluche della Trudi, videogiochi e tutto ciò che le grandi industrie di giocattoli propongono. 
Babbo Natale ne ordina gran quantità ogni anno e per questo gli fanno uno sconto non indifferente.

- E la fabbrica dei balocchi? - Chiederete voi.
Ovviamente c'è ancora, se no come fanno gli Elfi e Babbo Natale a comprare i giocattoli moderni, senza una loro fonte di guadagno?
I bellissimi manufatti vengono ormai venduti a collezionisti e antiquari, musei delle bambole, mercatini natalizi e appassionati in genere dell'homemade. Inoltre gli elfi gastronomi commerciano degli ottimi biscotti allo zenzero, venduti in tutto il mondo. Insomma, la fabbrica c'è, solo che ha cambiato uso.

Pigotte fatte a mano

Eppure, vi rivelerò un segreto: Babbo Natale, a volte, ama infilare nel suo sacchetto qualche autentico regalo proveniente dalla sua fabbrica. Se da piccoli avete trovato sotto l'albero un pupazzo di pezza, una bambola di stoffa, un giocattolo di legno, una copertina di lana, un vestitino fatto a mano, qualcosa con un fascino antico e particolare... ebbene, sappiate che è un regalo speciale della magica fabbrica di balocchi.

martedì 6 dicembre 2011

Enya: Amarantine Special Christmas Edition

Oggi voglio consigliarvi una bellissima colonna sonora per il vostro Natale: Amarantine Special Christmas Edition di Enya, uscito nel dicembre 2006.

L'album Amarantine, registrato in Irlanda, è uscito del 2005; l'anno dopo Enya ci ha voluto regalare un'edizione speciale natalizia, che contiene due classici reinterpretati con la sua meravigliosa voce (Adeste Fideles e We wish you a Merry Christmas) e due inediti (The magic of the night e Christmas secrets).


Parlando dell'album nella sua interezza, dovete sapere che ha una particolarità: le lingue in cui sono cantate le canzoni! Una canzone è in giapponese (Sumiregusa) e trae ispirazione dagli haiku, componimenti poetici tipici della tradizione giapponese.
Ma la cosa più sorprendente è che altri tre pezzi sono cantati in lingua Loxian!
Cos'è la lingua Loxian? E' un linguaggio inventato da Roma Shane Ryan, scrittrice irlandese nonché autrice di molti testi di Enya: è stata lei a scrivere, per esempio, May it be per il Signore degli anelli. Il linguaggio loxian viene descritto come una "lingua futuristica di un pianeta lontano"; i caratteri con cui è scritto sono ispirati alle rune, mentre i vocaboli si rifanno a diverse lingue (irlandese, gallese, inglese, indi, siberiano).

Ad ogni modo, il singolo più famoso dell'album è ovviamente quello che dà il titolo - Amarantine - questa volta interamente in inglese. L'amaranto è il colore che rappresenta l'amore.
You know love may sometimes make you cry,
so let the tears go,
they will flow away,
for you know love will always let you fly
-how far a heart can fly away!
Sai che l'amore a volte può farti piangere,
e allora lascia andare via le lacrime,
scorreranno lontano,
perché sai che l'amore ti lascerà sempre volare
- quanto lontano un cuore può volare!
 Il video di Amarantine è suggestivo, quindi ve lo propongo. Lasciamoci trasportare nel suo giardino incantato, dove le lucciole risplendono e un laghetto scintilla ai piedi del vestito amaranto di Enya...

(Se non lo riuscite a vedere direttamente qua sotto, cliccate su Guarda su Youtube)

giovedì 1 dicembre 2011

Ebook di Natale - iniziativa di "Sotto i fiori di lillà"

Inauguriamo il Natale con una bella iniziativa del blog di Carolina, rivolta a tutti i blogger!

L'idea è quella di creare un ebook fatto dai nostri racconti, a tema libero o natalizio; il ricavato andrà a Wikipedia, l'enciclopedia libera che tutti usiamo quotidianamente ma che sta per chiudere, a causa delle difficoltà economiche.

Io parteciperò! Volete farlo anche voi? Allora tirate fuori dal cassetto quel racconto che non avete mai fatto leggere a nessuno, oppure fatevi trasportare dalla magia del Natale per inventare una storia a tema! L'importante è che non superi le 5 pagine. Ognuno, inoltre, dovrà allegare una breve presentazione di sé stesso in quanto blogger.
Abbiamo tempo fino al 18 dicembre.

Ma per maggiori info vi invito a leggere il post pubblicato su "Sotto i fiori di lillà", QUI.

Grazie a Carolina per essere sempre attiva con queste iniziative :-)

martedì 29 novembre 2011

Le gocce di sole

Oggi il vostro Gnomo del rosmarino vi racconterà delle Gocce di sole, tre leggendarie gnome dalla spettacolare bellezza. Nacquero dall’unione di una gnoma e un raggio di sole; la maggiore aveva i capelli fiammeggianti come l’oro rosso, la media dorati come l’oro giallo e la minore splendenti come l’oro bianco.

L’eroe Uebomulf (di cui vi ho già parlato QUI), approdato nel bosco del sole, le vide mentre si facevano il bagno in un lago, e per poco non rimase folgorato dalla loro bellezza. Avevano voluttuosi fianchi larghi, adatti a partorire anche più di cinquanta figli, e sensuali mani paffute.
Immagine di Paolo Chiari
Uebomulf rubò le vesti di quella che gli piaceva di più, la maggiore dai capelli rossi (di nome Dirdimil, “Dalle rosse grazie”), ma lei gli intimò di ridarglieli, perché era una gnoma molto timida e pudica. Uebomulf rispose che glieli avrebbe ridati solo se avesse acconsentito a giacere con lui; Dirdimil, che si era innamorata a prima vista del prode, disse subito di sì.
Quella notte fu concepito il primo dei loro cinquantasei figli, Dirdimulf il grande, il cui nome significa “Dalla rossa barba”. Il giorno seguente furono celebrate le nozze tra Uebomulf e la sua bella, che durarono dieci giorni e dieci notti.


Ciao a tutti,


Lo Gnomo del rosmarino

domenica 27 novembre 2011

U uebomulf, il poema degli gnomi

Ciao a tutti dal vostro gnomo, oggi vi parlerò di letteratura gnomesca.


U Uebomulf è il mio poema in lingua gnomica preferito, per farvi un paragone è a pari importanza con la vostra Odissea.
Narra la storia dello gnomo Uebomulf, la cui madre, in gravidanza, si nutrì di una magica marmellata di mirtilli rubata con furbizia gnomica alle fate. Nacque con una stupenda barba color mirtillo, ed effettivamente Uebomulf significa “Dalla barba color mirtillo”.
Uebomulf crebbe con una forza straordinaria, tanto che riusciva a brandire con una sola mano un’ascia di ben 25 centimetri. Fu lui a scacciare dal bosco sacro gli invasori umani, ma questi si vendicarono in modo subdolo offrendogli vino Saltarium, che come tutti sanno induce a saltare per dieci giorni e dieci notti fino a far stramazzare al suolo. Dopodiché lo legarono e lo buttarono giù da una rupe; a quel punto, però, un’aquila dalle piume d’oro venne a salvarlo, portandolo nel bosco del sole, dove incontrò le leggendarie bellezze gnomiche chiamate Gocce di Sole. Questo però è narrato nel secondo libro del U uebomulf, di cui vi parlerò la prossima volta.

lunedì 21 novembre 2011

Blogger, a voi la parola! L'iniziativa di Marsilio Editori

Prima Nuvolette, poi Emanuele: il tam tam di noi blogger mi ha fatto conoscere la nuova iniziativa di Marsilio Editore.
Cosa vuol dire "Blogger, a voi la parola"?
Ebbene, la Marsilio ha deciso di promuovere due romanzi in catalogo sfruttando il passaparola dei blog: i primi 100 blogger che ne faranno richiesta riceveranno uno dei due e-book, impegnandosi a scriverne la recensione.
La Marsilio ci guadagna per la pubblicità gratis, mentre il blogger guadagna un e-book gratuito.
Al di là del guadagno, comunque, quello che mi piace dell'iniziativa è il fatto che l'editoria "tradizionale" si sia accorta della forza dei blog.


Vi riporto qualche info tratta dal sito della Marsilio sui due libri:
La donna in gabbia è il primo romanzo del giallista danese più venduto di sempre, autore di una serie da 5 milioni di copie in uscita in 30 paesi 
- Blacklands è uno dei migliori esordi polizieschi britannici degli ultimi anni, l’unica opera prima capace di vincere il prestigioso Gold Dagger Award dal 1973
Io ho scelto "La donna in gabbia", perché volevo rivivere un po' di Danimarca dopo il viaggio di quest'estate.


Cosa bisogna fare per partecipare all'iniziativa?

  • Avere un blog da almeno un anno, aggiornato con almeno un post alla settimana
  • Impegnarsi a scrivere un post sull'iniziativa non appena si riceve il libro; l'indirizzo mail per richiedere la propria copia è questo: m.daraio@guest.marsilioeditori.it
  • Leggere il libro e recensirlo sul proprio blog (non c'è una scadenza).

A me il libro è arrivato in tempi velocissimi.
Ovviamente è da leggere su supporto multimediale. Ecco come potete leggerlo (info sempre tratte da Marsilio editore): 
- sul tuo PC o MAC, installando il software gratuito Adobe Digital Edition (http://www.adobe.com/products/digitaleditions/ - su Ipad o Iphone, installando l’applicazione gratuita Bluefire Reader - sui maggiori e-reader disponibili sul mercato italiano

Per leggere l'articolo dedicato all'iniziativa direttamente sul sito della Marsilio - e sfogliare virtualmente un'anteprima dei due romanzi - cliccate QUI 

sabato 19 novembre 2011

Consigli per aspiranti poeti


  • Premessa: la scrittura nei blog
Tempo fa l’amica blogger Geillis ha scritto un post dedicato alla scrittura nei blog: vi consiglio di leggerlo, perché una scrittura chiara e corretta è fondamentale per trasmettere il nostro pensiero.

Io, Geillis e molti altri blogger crediamo nel blog come mezzo di diffusione delle idee, per questo è molto importante che tali idee siano trasmesse nel modo più efficace.
  • Cosa differenzia la poesia dalla prosa?
Dal post citato è partita una mia riflessione: non più sulla prosa, ma sulla poesia.
Ho riscontrato che molti aspiranti scrittori confondono la prosa con la poesia e viceversa.
Ma cosa differenzia le due forme d’arte?
Il ritmo.
Non a caso, Colorare la vita ha dedicato un’unica rubrica alla poesia e alla musica, perché il comune denominatore è appunto il ritmo (la rubrica si chiama Ritmo: poesia e musica).

L'effetto di una poesia che ci trascina col suo ritmo

Fermo restando che anche nella prosa possono esseri presenti figure retoriche e altri artifici per dare un senso di musicalità, nella poesia il ritmo NON è un’opzione: ci deve essere. E’ questo il suo requisito fondamentale, sia che si tratti di versi classici o versi liberi.

Ecco la mia posizione, espressa nei commenti al post di Geillis:

Nei blog spesso leggo le opere di aspiranti poeti. Vorrei dire a tutti loro: la poesia NON è una serie di parolette un po' ricercate, buttate lì a caso. La poesia non si differenzia dalla prosa solo perché i contenuti sono un po' vaghi e dopo qualche parola si va a capo. La poesia è RITMO. Se non volete scrivere in endecasillabi o usare le rime, usate giochi di parole, allitterazioni o altri mezzi per creare il ritmo, quella cosa bellissima che si trova anche nelle canzoni e che dà senso alle poesie

Una precisazione: il commento non è valido solo per i blog, ma per tutti gli aspiranti poeti, come per esempio quelli pubblicati nelle riviste dedicate agli esordienti. Ho infatti riscontrato che, mentre il livello dei racconti in genere è buono, le poesie spesso non sono nemmeno vere poesie.




  • Qualche esempio
No, non vi preoccupate! Non vi tedierò con esempi delle mie poesie J

Io non sono una poetessa, non ho questo tipo di velleità. Ma ho studiato tanto le poesie e ho fatto anche la tesi sui testi ritmati tramandati nell’oralità, quindi penso di poter dare il mio parere.
E, cosa più importante, sono un’accanita lettrice: una lettrice che si sente depressa quando legge testi non curati e che invece si illumina di immenso quando legge testi scritti con passione e ricerca stilistica.

Allora, cominciamo!


Leggete un po’ la differenza fra questi due incipit:

Uno:

La nebbia sale verso gli irti colli
Quando fuori pioviggina
E sotto il vento di maestrale
Il mare spumeggia e urla


Due:

La nebbia agl’irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar

Forse il primo incipit ad alcuni può essere sembrato poesia; almeno, finché non si è letto il secondo. Leggendo i versi autentici di “San Martino” di Carducci, infatti, ci si rende conto di cosa sia la vera poesia.
L’immagine dei sue incipit è la medesima, un’immagine indubbiamente “poetica” – nel senso comune del termine – e per di più espressa andando a capo dopo un po’ di parole.
E allora, dov’è la differenza?
Tutti in coro: nel ritmo!
Carducci scrive in settenari: tattàrataratàra/ tattàrataratàra ecc.
Inoltre applica altri effetti di ritmo, per esempio l’attiterazione della “r” per rendere il rotolare delle onde arrabbiate del mare.
E’ bellissimo, ti trascina, sembra un canto! Questa è la magia della poesia.

Apollo, dio della musica e della poesia
Un aspirante poeta deve conoscere e padroneggiare queste tecniche.
Così come un disegnatore deve studiare l’arte classica, e saper riprodurre l’anatomia umana, prima di trovare un suo stile e dedicarsi all’arte astratta e informale.
Bisogna conoscere le regole, per poterle infrangere.
Se no, si rischia di scrivere semplicemente cose a caso.

Una volta appresa la tecnica dei versi e delle rime, facciamo un passettino avanti nel tempo e vediamo un altro esempio su come si possono produrre effetti di ritmo.

Ecco un brano di Sanguineti:

Ti esploro, mia carne, mio oro, corpo mio, che ti spio, mia cruda carta nuda,
che ti segno, che ti sogno, con i miei seri, severi semi neri, con i miei teoremi,
i miei emblemi, che ti batto e ti sbatto, e ti ribatto, denso e duro, tra le tue fratte,
con il mio oscuro, puro latte, con le mie lente vacche, tritamente, che ti accendo

Per leggere la poesia intera, cliccate QUI.

Lo sentite il ritmo incalzante? La sensazione di pienezza e fervore reso dalle allitterazioni e dai giochi di parole? Questo è ritmo, questa è poesia. Partendo da questa idea di scrittura, sono sicura che gli aspiranti poeti possano riservaci molte belle sorprese J

sabato 12 novembre 2011

La storia di un uccellino caduto dal nido: Tweety

    Oggi Colorare la vita vi propone un video che racconta una vicenda davvero speciale, nella sua semplicità: si tratta della storia vera della piccola Tweety, un uccellino caduto dal nido e raccolto da un bimbo, che lo porta alla sua famiglia
     All'inizio la piccolina è implume, sembra un vermiciattolo, pare impossibile che possa sopravvivere al di fuori del nido. Invece con mille cure riesce a crescere, la vediamo mettere le prime piume fino a diventare un bel passerotto. Seguiamo i suoi primi passi in casa e poi le zampettate nel giardino, fino a quando impara a volare! 
    Tweety è molto affettuosa con tutta la famiglia: le piace appollaiarsi sulle spalle e sulle teste dei suoi amici umani. Ma verrà anche il momento di spiccare il volo e iniziare la vita con i suoi simili...
    La prima volta che ho visto questo video mi sono messa a piangere come una fontana, e anche ora ogni volta che lo riguardo mi vengono le lacrime agli occhi. Ovviamente non sono lacrime di tristezza, ma di commozione: è emozionante vedere come l'uomo a volte riesca a entrare in simbiosi con gli animali e perfino a salvarne la vita. 
    E' decisamente un video che colora la vita!

Tweety on PhotoPeach

lunedì 7 novembre 2011

Fiaba: la bambola fantasma

La storia della bambola fantasma parte da un triste solstizio d'inverno, in cui la strega Nalù si trovò a festeggiare da sola. Desiderava avere qualche compagna con cui parlare, ma nessun'altra strega voleva frequentarla perché era la meno brava al corso di magia e tutte la escludevano.

Così ebbe l'idea di creare tante bambole che potessero muoversi e parlare come delle persone vere.
Le plasmò con un fango speciale - proveniente da un bosco fatato - e ne fece di tutti i tipi, divertendosi a cucire vestitini, cappelli e accessori su misura.

Il problema era che non provavano sentimenti: erano sempre distaccate, sembravano degli automi. La sua magia era imperfetta e questa ne era l'ennesima prova. E pensare che le aveva create proprio per avere affetto e compagnia...

La strega Nalù non nera abbastanza abile per infondere sentimenti nelle sue bambole. Ma proprio in quel momento giunse alla scuola di magia la potentissima strega Nerine, esperta nell'arte di creare bambole animate.


Nerine ebbe pietà dell'allieva e donò un cuore a ciascuna bambola.

Nalù ormai non era più sola, aveva la compagnia delle mille bambole create, ognuna con la sua personalità e i suoi sentimenti.

Una bambola, in particolare, trovò l'amore... si innamorò perdutamente di uno scheletro: era un non-morto condannato a fare la guardia al cimitero fino alla fine dei tempi.

Dalla loro unione nacque una bambina, che chiamarono Etherea.
Etherea crebbe e mantenne sempre un carattere molto giocoso. Le piaceva fare pupazzi di neve, volare coi pipistrelli, fare i dispetti ai morti che volevano riposare in pace nelle loro tombe...

Man mano che passavano gli anni, però, notò che in lei c'era qualcosa di strano. Mentre le altre bambole si logoravano col tempo, e pian piano morivano proprio come accade agli esseri umani, lei rimaneva sempre uguale. Lo smalto che la ricopriva era intatto, le braccia ben avvitate, gli occhi lucenti, i capelli folti come alla nascita.
Un giorno, si accorse si essere rimasta  l'unica bambola in vita, di quelle create da Nalù.

E ancora adesso rimane in una specie di non-vita, o non-morte, nel cimitero che ospita anche suo padre, colui che le ha donato l'anima fantasma.
Ma nelle notti di Halloween esce dal cimitero, per trovare qualcuno con cui giocare... forse un giorno potrete incontrarla anche voi. Se la trattate bene ne sarà molto felice e vi regalerà una delle rose nere che crescono nel cimitero, oppure un dolcetto stregato. Dicono che porti lunga vita.


Fonti delle immagini:
2) Il Museo della Bambola di Rocca Borromeo
5) e 6) Little Monica

venerdì 4 novembre 2011

Elephant parade - elefanti a Milano!

Vi ricordate l'Elephant Parade di Copenhagen?
Per chi se la fosse persa, rimando a questo post.
Come vi avevo accennato, ora è il turno di Milano!

Foto tratta da www.elephantparade.com

Vi propongo quindi le foto dell'Elephant parade in due luoghi a me cari della città. Il primo è il magico Castello Sforzesco:


Guardate quest'elefantino: è semplice semplice, ma non è lo stesso bellissimo con quella torretta sullo sfondo?
L'elefantino di seguito è invece molto originale: non mi era mai capitato di vedere elefanti "in impennata" a Copenhagen.

Ricordo che lo scopo dell'Elephant Parade è sensibilizzare il pubblico sulla specie dell'elefante asiatico, che rischia l'estinzione.


Alla fine dell'esibizione gli elefanti saranno venduti all'asta in una serata di gala, e gran parte del contributo sarà devoluto per la salvaguardia dell'elefante asiatico.


Ma ora spostiamoci in un altro punto focale della città: piazzale Cadorna. Sullo sfondo di questo elefantino potete vedere la celebre opera "Ago, filo e nodo", che omaggia il mondo della moda milanese.


Piazzale Cadorna è un punto nevralgico della città. E' presente la stazione dei treni (rete regionale), del passante ferroviario e della metro rossa e verde. Inoltre da qui si prende anche il treno per Malpensa.


La mattina, all'ora di punta, c'è una vera e propria fiumana di gente... tra cui non può mai mancare la vostra Vele, pendolare incallita!
L'elefantino di seguito, col la mappa di Milano, è il mio preferito. Si chiama Eleghino, elefante meneghino (artista: Matteo Cugnasca) Mi ricorda la mappa sgualcita, ormai piena di scotch, che  non mollavo mai un secondo appena approdata nella metropoli.
Però la mappa di Eleghino è molto più carina di quella che ho io :-)


Infine, non poteva mancare un elefantino tricolore.


Gli elefanti saranno a Milano fino al 22 novembre, poi sarà il turno di Singapore!

Gli elefanti sono in tutto 80, purtroppo ho potuto vederne solo una piccola parte perché non ho il tempo che avevo "da turista" a Copenhagen. Se volete vedere una mappa completa degli elefantini, cliccate QUI!