"Le anime più pure e più pensose sono quelle che amano i colori" (I. Ruskin)

giovedì 30 dicembre 2010

Buon anno nuovo... alla scoperta del vostro bucaneve


Per augurarvi il nuovo anno, qui a Colorare la vita abbiamo come ospite un'altra creatura di Cicely Mary Barker: la Fata del Bucaneve, che guarda ammirata il primo fiore sbocciato da un gelido strato di neve.

Auguro anche a tutti voi di scoprire nel nuovo anno tante belle novità, come la nostra fatina!

BUON 2011!!

venerdì 24 dicembre 2010

BUON NATALE A TUTTI I LETTORI!!


Ecco una tenera fatina natalizia di Cicely Mary Barker per tutti i lettori di Colorare la vita, giunta fin qui per augurarvi... BUON NATALE!

AUGURI!!

domenica 19 dicembre 2010

Soul cake - Sting


In questo periodo dell'anno, mi piace molto ascoltare "If On A Winter's Night...", album di Sting uscito l'anno scorso. L'ex cantante dei Police ha inciso questo CD in onore della sua stagione preferita: l'inverno.

Una delle canzoni che prediligo è "Soul cake". In un'intervista, Sting ha dichiarato che si tratta di una specie di preghiera che i poveri contadini, in occasione di Natale, rivolgevano ai ricchi proprietari terrieri per chiedere cibo e qualche soldo. Come dice il titolo, una torta in cambio della benedizione per la loro anima.


Vi riporto il testo (quello originale preso direttamente dall'interno del CD, al contrario di certe versioni che ho visto in giro su internet!) e di seguito la mia traduzione.

TESTO SOUL CAKE

A soul cake, a soul cake,
please, good missus, a soul cake,
An apple, a pear, a plum or a cherry,
any good thing to make us all merry.
A soul cake, a soul cake,
please, good missus, a soul cake,
one for Peter, two for Paul,
and three for Him who made us all.
A soul cake,  a soul cake...

God bless the master of this house,
and the mistress also,
And all the little children
that round your table grow;
The cattle in your stable.
the dog by your front door,
and all that dwell within your gates
we'll wish you ten times more.
A soul cake, a soul cake...
Go down into the cellar
and see what you can find;
If the barrels are not empty
we'll hope you will be kind;
We'll hope you will be kind
with your apple and your pear,
And we'll come no more a-soulin
till Christmas time next year.
A soul, a soul cake...
The streets are very dirty,
my shoes are very thin.
I have a little pocket
to put a penny in;
If you havent got a penny,
a ha' penny will do;
If you havent got a ha' penny then
God bless you.
A soul, a soul cake...


TRADUZIONE SOUL CAKE

Una torta per l'anima, una torta per l'anima,
per favore, buona signora, una torta per l'anima.
Una mela, una pera, una susina o una ciliegia,
tutte le buone cose che ci rendono felici.
Una torta per l'anima, una torta per l'anima,
per favore, buona signora, una torta per l'anima.
Una per Peter, due per Paul,
tre per Colui che ci ha creati tutti.
Una torta per l'anima, una torta per l'anima...

Dio benedica il padrone di questa casa,
e anche la padrona,
e tutti i bimbi piccoli
che crescono attorno alla vostra tavolata;
il bestiame nella stalla
i cani davanti alla porta
e tutti quelli che abitano dentro i vostri cancelli
ve ne auguro dieci volte tanti.
Una torta per l'anima, una torta per l'anima...
Scendi in cantina
e guarda cosa puoi trovare
se i barili non sono vuoti,
speriamo che sarai generoso.
Speriamo che sarai generoso
con le tue mele e le tue pere,
e non verremo più
fino a Natale dell'anno prossimo.
Una torta per l'anima, una torta per l'anima...
Le strade sono molto sporche,
le mie scarpe sono molto sottili,
ho una piccola tasca
per metterci dentro un penny;
se non hai un penny,
un penny sarà;
se non hai un penny
Dio ti benedirà.
Una torta per l'anima, una torta per l'anima...

Se volete ascoltarla direttamente da Sting... cliccate QUI

domenica 12 dicembre 2010

Rapunzel

Il vero film che segna il ritorno della magia Disney: Rapunzel!


L'anno scorso, rivedendo Come d'incanto (uscito nel 2007) avevo scritto che era il film "che segna il ritorno della magia Disney" - per leggere tutta la recensione cliccate QUI.
Ma era un film, appunto, con attori in carne e ossa; la parte in versione cartone era molto breve.

Il cartone che doveva segnare una nuova rinascita Disney è poi uscito l'anno scorso, si tratta de La principessa e il ranocchio. Personalmente sono stata abbastanza delusa dalla visione: un cartone ben fatto, sì, ma senza quella particolare magia che in passato contraddistingueva la Disney.

E il nuovo cartone, Rapunzel, come sarà??
Adesso ve lo racconto, sono andata a vederlo proprio ieri...


Bene, devo ammettere con piena soddisfazione che questo cartone è riuscito a farmi sognare, divertire e anche commuovere come quando da piccola andavo a vedere La sirenetta, La bella e la Bestia, Aladin ecc!

I disegni sono una gioia per gli occhi e la trama, per quanto fiabesca, è davvero moderna e divertente! La scena della piccola principessa, mai uscita dalla torre, che all'improvviso capita in una tavernaccia frequentata da loschi individui - per esempio - mi ha fatta sganasciare.
Ma anche i personaggi stessi sono deliziosi: Rapunzel è spontanea e creativa (per passare il tempo nella torre ha imparato a dipingere bellissimi "murales") e la controparte maschile, Flynn Rider, è un furfante vanesio e pieno di sè, divertentissimo!!
Quello che ho amato più di tutti, però, è Max: un cavallo con dei tratti del carattere molto "canini".


Come ogni cartone Dinsey non mancano le canzoni, anche se a dire la verità io speravo che non ci fossero... appena hanno cominciato a gorgheggiare, infatti, il mio entusiasmo è un po' calato. Ma, per fortuna, anche in questo aspetto i creatori di Rapunzel hanno saputo modernizzare l'opera. I brani cantati sono pochi e per la maggior parte ben contestualizzati, in modo da non risultare pesanti. Anzi, la canzone della sopra citata scena della taverna valorizza la sequenza e la rende ancora più comica.

Grande cartone, insomma, che mi ha veramente appagata e per questo lo consiglio a tutti.


Per acquistare il DVD cliccate di seguito: Rapunzel - l'intreccio della torre
Se invece vi interessa il libro di questa fiaba, cliccate qui: Rapunzel - il libro illustrato

martedì 7 dicembre 2010

Foto d'inverno

Per far immergere Colorare la vita e tutti i suoi lettori nella magica atmosfera dell'inverno, ecco una serie di immagini catturate da veri maestri dell'arte fotografica!


Passer Montanus - Vincent Munier


Snowy owl - Vincent Munier


Musk ox - Vincent Munier


Snowangel with wolf track - Jim Brandenburg


Snow on wolf - Jim Brandenburg


The Makalu - Matthieu Ricard

Tutte le foto provengono da http://www.photoby.fr/

giovedì 2 dicembre 2010

Le pigotte Unicef di Natale


E' dicembre, il mese del Natale! Ed è anche il mese delle pigotte: nelle piazze italiane potete trovare queste morbide bambole di pezza, tutte fatte artigianalmente e tutte create per aiutare l'Unicef!

Grazie a Let, che mi ha insegnato la tecnica, sono diventata un'appassionata "pigottara". E ho coinvolto anche mia mamma: ogni volta che vado in Veneto a trovarla, oppure quando viene lei qui, ci diamo consigli su nuovi metodi per migliorare nostre pigotte.


Quelle che vedete sono solo alcune, nei prossimi mesi ve ne mostrerò altre, ognuna con la propria storia! Abbiamo cominciato a crearle in primavera, come si vede dalla luce delle foto, così da poterne avere il più possibile per i banchetti di Natale.

Queste due che vedete qui sotto le ho fatte io: sono l'irlandese Erin e il piccolo Al.


Se volete saperne di più sul mondo delle pigotte Unicef, cliccate QUI

sabato 27 novembre 2010

Torta salata di zucca


Ciao a tutti i lettori di Colorare!! Rieccomi dopo un periodo di riposo, pronta per farvi gustare una nuova ricetta: la torta salata di zucca!
L'idea l'ho presa dalla rivista Cucina no problem di ottobre; io ho fatto delle modifiche al ripieno e alla composizione della crostata.

 Ingredienti

  • 250 g farina
  • 100 g burro
  • 2 cucchiai di salvia fresca tritata
  • 1 cucchiaio di rosmarino fresco tritato
  • 2 uova
  • 100 g di scamorza affumicata
  • 500 g di polpa di zucca
  • sale e pepe e cannella in polvere
Preparazione:

Per la pasta:
Impastare la farina con il burro a pezzettini, 1 dl di acqua ghiacciata, la salvia, il rosmarino e un pizzico di sale. Se lo avete, potete amalgamare il tutto col mixer. Formare una palla, avvolgerla con la pellicola trasparente e lasciarla in frigo per mezz'ora.


 Poi stendere 2/3 della pasta col mattarello.

Per il ripieno, cuocere la polpa di zucca, avvolta in fogli di alluminio, nel forno a 180 gradi per circa 40 minuti. Dopodichè bisogna schiacciarla con una forchetta.
 

 Si trasferisce il ripieno in una ciotola e lo si amalgama con il fomaggio, le uova, il sale e il pepe.
A questo punto si stende la pasta su una teglia, con sotto la carta da cucina, e si bucherella il fondo.

 Poi con degli stampini (se non li avete, fate dei rotondi usando dei bicchieri) fate le formine utilizzando la pasta rimasta. Stendete sulla pasta il ripieno e poi le formine.

In forno a 180 gradi per mezz'oretta e poi... buon appetito!!

mercoledì 3 novembre 2010

Capodanno Celtico al castello di Milano

Chi segue Colorare la vita sa quanto a questo blog piacciano le leggende (preferibilmente con fate e folletti), l'Irlanda, la musica celtica... comprenderete quindi la mia gioia quando, lo scorso fine settimana, ho scoperto che a Milano c'era il Capodanno Celtico!


Così sabato siamo andati nel bellissimo parco del Castello Sforzesco a goderci la manifestazione in onore di Samhain (31 ottobre), la data che anticamente segnava l'ultimo raccolto e quindi l'ultimo dell'anno.

Adesso Colorare la vita vi prende per mano e fa fare un giretto anche a voi lettori!
Abbiamo visto personaggi particolari ed inquietanti...


...guardate: ho sorpreso questo folletto (o folletta?) proprio  mentre si sbafava un'aragosta intera!


A proposito di sbafare, c'erano anche dei chioschi che vendevano bicchieri di sidro e idromele caldi (io ero indecisa su quale provare, così li ho presi tutti e due) e poi, per pranzo, ci siamo fermati allo stand gastronomico stile sagra.
Oltre alle cibarie, c'erano stupendi banchetti di gioielli fantasy, fate, gnomi e streghette, abiti medievali ecc.


La cosa interessante, poi, era che in un punto del parco era stato ricostruito l'accampamento di un clan celtico.

E' stato proprio bello, perchè gli "abitanti" spiegavano con molta chiarezza la storia delle antiche popolazioni, ma mostravano anche cose più pratiche: come si accende un fuoco, come si cacciava con arco e frecce, come si fabbricavano le scarpe di cuoio, come si tesseva...


Le ragazze che si occupavano di tingere i tessuti ci hanno spiegato che è molto difficile reperire gli ingredienti necessari, perchè bisogna usare erbe, fiori e bacche precedenti al Medio Evo e alla scoperta dell'America. Eppure, guardate che bellissimi colori riescono a tirare fuori:


Infine, come poteva mancare la musica Folk? Abbiamo assistito ad una trascinante esibizione del gruppo dei "musici erranbondi" Futhark, specializzati in antiche melodie e canzoni italiche (sia del nord che del sud), tedesche, francesi e irlandesi.


Sono stati davvero bravissimi, infatti abbiamo preso anche il CD! Se volete saperne di più, cliccate QUI.

giovedì 28 ottobre 2010

Racconto di Halloween: Jack O' Lantern


 Anche quest'anno Colorare la vita vi racconta una storia di Halloween. Se vi siete persi quella dell'anno scorso, che ha per protagonista un gattone nero davvero speciale, cliccate QUI.

Jack O' Lantern

Jack O' Lantern è il protagonista della leggenda che ha dato vita alle classiche zucche di Halloween, scavate e illuminate da una candela... ed è niente di meno che una delle mie amate leggende irlandesi!

Immaginatevi dunque un fumoso pub irlandese, con all'interno questo Jack: un mascalzone amante delle pinte di birra, furbo e burlone. E' giunta la sua ora, e proprio quella sera il diavolo si reca a prenderlo.
Diciamoci la verità: al diavolo sta anche simpatico questo astuto mascalzone. Gli rivela la sua identità, e Jack lo implora di poter esprimere l'ultimo desiderio: "Prima di morire vorrei proprio gustarmi l'ultima pinta di Guinness, ma non ho un soldo bucato! Tu che sei il diavolo e sai fare tutto, potresti trasformarti in un soldo per pagarmi la bevuta??"

Il diavolo acconsente, e quel furbo di un Jack lo chiude subito nel suo portamonete assieme ad una croce d'argento, amuleto che annienta i poteri di Satana.
Promise di liberarlo solo se gli si fosse concesso di vivere altri cinquant'anni, e così avvenne.

Trascorso quel tempo, il diavolo si recò di nuovo da Jack per reclamare la sua anima; il furbo irlandese, però, riuscì ad indurlo a salire su un albero, con la scusa di una sfida di abilità. Quando Satana fu in cima, Jack incise una croce nel tronco... e questa volta si fece promettere di evitare per sempre l'Inferno!

Una volta morto, quindi, si recò alle soglie del paradiso, ma ovviamente nessuno volle accoglierlo lì, perchè la vita che aveva trascorso era tutt'altro che retta. Giunto alle soglie dell'inferno, Jack ebbe il coraggio di chiedere una lanterna: se doveva vagare tutta la vita nelle tenebre degli spiriti dannati, in uno spazio che non è nè l'inferno nè il paradiso, aveva bisogno di un po' di luce! Il diavolo, esasperato, gli diede un tizzone dell'inferno. Jack in tasca aveva una rapa, la intagliò e ci mise dentro il tizzone. Col passare del tempo, la rapa nella tradizione è diventata una zucca... la zucca di Halloween!

mercoledì 20 ottobre 2010

Le figlie del libro perduto -. Katherine Howe

Brava brava Katherine Howe, che ha saputo scrivere un libro sulla tematica delle streghe di Salem, mischiando abilmente storia, stregoneria e un pizzico di Wicca, senza però scadere mai nell'esoterismo da quattro soldi.


Ho letto alcune critiche negative, ma invece a me Le figlie del libro perduto è piaciuto molto. Certo, la protagonista Connie è la classica studiosa avulsa dal mondo reale, mentre risultano più simpatici altri personaggi (come la coinquilina Liz, concreta ma allo stesso tempo persa nel romanticismo della letteratura medievale), ma nel complesso sono rimasta davvero soddisfatta, anche perchè le tematiche trattate mi interessano molto.

Pensate che l'autrice ha veramente delle antenate che sono state processate di stregoneria a Salem nel XVII secolo, proprio come Connie, che scopre di avere delle "streghe" in famiglia. Comincia così la ricerca di un antico libro scritto dall'antenata Deliverance Dane, testo che comprende ricette, rimedi e incantesimi risalenti al cristianesimo pre-riforma.
La domanda alla base della storia è questa: è possibile che le streghe processate e impiccate a Salem fossero davvero dedite alle pratiche magiche? Secondo l'autrice sì, e questa è la svolta del romanzo. Ovviamente non è la stregoneria come la intendiamo noi, ma un insieme di ricette e credenze tramandate di madre in figlia, che risultano molto scomode alla morale puritana.
Alla fine c'è un'interessate appendice storica, che chiarisce quanto di vero è quanto di inventato c'è nel romanzo. In conclusione, ho trovato questa storia davvero godibile e interessante!

Titolo orgininale: The physick book of Deliverance Dane
Traduzione: Valentina Daniele
Edizione: Salani 

Se vuoi leggerlo anche tu, clicca di seguito:
Le figlie del libro perduto versione cartacea
Le figlie del libro perduto versione ebook

giovedì 14 ottobre 2010

Laputa, il castello nel cielo - Hayao Miyazaki


Gli ingredienti misteriosi per affascinare lo spettatore ci sono tutti:

una ragazzina che cade dal cielo galleggiando a mezz'aria, salvata dal potere di una pietra magica; l'isola volante di Laputa, descritta ne "I viaggi di Gulliver"; un'antica civiltà da riscoprire; un'improbabile banda di cattivi capitanati da un'anziana quanto grintosa signora dalle trecce rosa.

Opera su cui riflettere, ma che Miyazaki - come al solito - ci fa anche apprezzare per la tenerezza con cui narra. I protagonisti (Sheeta e Pazu) sono particolarmente dolci, si fanno subito prendere in simpatia dallo spettatore per la loro semplicità, la loro volontà e per il rapporto speciale che li lega.
Un altro gioiello d'animazione adatto a tutti!

mercoledì 6 ottobre 2010

Il bosco delle storie perdute - Eileen Favorite

Il bosco delle storie perdute: romanzo dalle trama originale, a tratti inquietante, ideale per gli amanti del fantasy e delle grandi eroine della letteratura.


Catturata dalla trama (e anche un po' dalla bellissima copertina), non potevo non leggere questo libro.

La storia: Penny ha tredici anni, vive in una grande casa immersa nella radura insieme alla giovane madre. La particolarità del luogo è che attira le eroine dei romanzi: Madame Bovary, l'omerica Penelope, Rossella O'Hara e perfino un'antica eroina celtica sono solo alcune delle protagoniste che fanno una capatina a casa di Penny, per prendersi una sosta momentanea dalle loro storie.
Il clima incantato non dura però per molto: dopo aver raccontato di conoscere un re celtico, Penny viene ricoverata e rinchiusa in un manicomio per adolescenti. Qui la storia si fa angosciante, almeno per me (ho avuto perfino gli incubi, sognando di essere rinchiusa e costretta a prendere farmaci). Non vi svelo troppo per non rovinare la trama, ma alla fine Penny troverà il modo di scappare e continuare a vivere la sua avventura.

Il libro è ricco di spunti interessati e non è male per un'esordiente, infatti attendo con curiosità altre opere della Favorite. Trovo però che le varie parti non siano ben amalgamate, rimane il senso di "stacco" tra una e l'altra; inoltre, molte cose sono buttate lì senza una spiegazione (perché le eroine sono attirate dalla mamma di Penny? Non c'è nemmeno un accenno della possibile interpretazione...).

Ho però apprezzato l'originalità della trama e inoltre mi è venuta voglia di scoprire Franny, un'eroina che non conoscevo (è un personaggio di Salinger): è sempre bello trovare l'ispirazione per nuove letture!

Titolo originale: The Heroines
Traduzione: Chiara Brovelli
Editore: Elliot Edizioni, 2008 (Collana Scatti)
Pagine: 315

Se volete leggerlo anche voi, date un'occhiata al link di seguito: Il bosco delle storie perdute

venerdì 24 settembre 2010

Quando eravamo grandi - Anne Tyler

Quando eravamo grandi di Anne Tyler: un libro che incanta per semplicità e delicatezza.


Ho iniziato questo romanzo perchè, per puro caso, ho letto in internet alcune trame dei libri di Anne Tyler: mi sembravano tutte interessanti, mi ispiravano.
Non sempre però l'ispirazione "a scatola chiusa" si rivela una buona consigliera... quante volte sono stata delusa da libri che mi sembravano promettenti!

E invece con la Tyler mi è andata bene!
Bella innanzi tutto l'idea di partenza: la protagonista di mezz'età ad un certo punto di rende conto che la sua vita è trascorsa in modo totalmente diverso da come la immaginava da ragazza... e fin qui, niente di nuovo. Però non è, come si potrebbe pensare, che da giovane fosse piena di vita e speranze, per poi ingrigirsi con l'età. Anzi: da ventenne era molto studiosa e introversa, mentre a cinquant'anni si ritrova organizzatrice di feste, amante degli abiti hippy e circondata da una baraonda di familiari sopra le righe. Tutto ciò le sembra improvvisamente un "tradimento" verso la vecchia sè stessa.

Poi l'autrice ha un modo di raccontare particolarissimo, descrivendo con cura tutti dettagli della vita quotidiana dei protagonisti, soffermandosi anche su quelli più prosaici e meno edificanti, ma sempre con grande eleganza. A volte un piccolo particolare descritto è riuscito a farmi commuovere, per la sua semplicità e delicatezza.
Bellissimo libro, ne leggerò di sicuro altri di questa brava scrittrice statunitense.

Edizione: Guanda, 2001
Titolo originale: Back When We Were Grownups
Traduzione: Laura Pignatti
Pagine: 275

Se volete leggerlo anche voi, cliccate di seguito: Quando eravamo grandi - Anne Tyler

mercoledì 15 settembre 2010

Il villaggio di Howth

Per l'ultima puntata del viaggio in Irlanda, Colorare la vita vi porta a Howth.


Si tratta di un meraviglioso villaggio di pescatori adagiato su una penisola, davvero vicino a Dublino: in treno ci abbiamo messo solo mezz'ora per arrivarci! Come punto di partenza abbiamo scelto il Castello di Howth, e da lì siamo saliti su una piccola altura, dove si vedeva un paesaggio mozzafiato.


Poi siamo saliti ancora, inoltrandoci in un boschetto, fino ad arrivare sulla cima di un colle. A questo punto eravamo un po' disorientati... meno male che, proprio in quel posto sperduto, abbiamo incontrato un simpatico irlandese: Jerry, accompagnato dalla sua cagnolina Judith. Ci ha fatto da guida fino al sentiero che costeggia la scogliera e che porta alla stazione!


Ci siamo riempiti gli occhi del verde irlandese e di bellissimi fiori.


C'era una vista fantastica sul faro, che abbiamo potuto immortalare in varie condizioni climatiche, sia incorniciato dal un malinconico cielo nuvoloso, sia in pieno sole. In Irlanda, infatti, il clima varia in continuazione!


Che dire, se andate a visitare Dublino fate un salto anche a Howth... non rimarrete delusi dalle sue atmosfere dal sogno.